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730: su cosa spendono i contribuenti FVG?

Spese mediche sempre al top nei 730 dei contribuenti del Friuli Venezia Giulia, ma c’è anche la sorpresa che arriva dalle voci legate alla casa. Ancora troppo basso l’investimento sulla previdenza complementare e, ancor di più, quello legato alla contribuzione per i servizi domestici, mentre aumentano le spese per la cura degli animali.

La fotografia è quella scattata dai centri Caf della Cisl Friuli Venezia Giulia, all’indomani della chiusura della campagna fiscale, e prende in considerazione un campione di oltre 100mila 800 utenti, per lo più con fascia di reddito tra 10mila e 30mila euro (67%).

Se il dato sulle spese mediche era prevedibile, attestandosi nel 2017 al 67,18%, meno scontati risultano non solo la cura verso gli animali (6,15%, i contribuenti che superano la franchigia dei 129 euro annui), ma soprattutto l’interesse rispetto ai lavori di manutenzione e riqualificazione delle abitazioni, con addirittura il 48% delle domande rivolte alle detrazioni per ristrutturazione (39,87%) e per il risparmio energetico (8,28%). ”Si tratta – commenta il segretario generale della Cisl Fvg, Alberto Monticco – di un dato molto significativo che, da un lato, evidenzia come questo tipo di incentivo economico sia particolarmente apprezzato e, dall’altro, ci indica una chiara via da seguire: quella di favorire anche attraverso gli interventi di ristrutturazione e riqualificazione degli immobili, il rilancio di un comparto chiave come quello dell’edilizia, che in regione ha sofferto in maniera pesantissima, perdendo in meno di dieci anni quasi la metà dei suoi addetti (oggi sono circa 7mila quelli iscritti alle Casse edili della regione). Edilizia, dunque, ma sostenibile e rispettosa del consumo di suolo, e recupero immobiliare per dare fiato al settore e a tutta l’economia, sono, ad un passo dalla delicata manovra di bilancio, le richieste della Cisl Fvg alla Regione: programmi di investimento certi e continuativi e incentivi all’investimento privato, oltre al coinvolgimento delle realtà regionali della formazione, della bilateralità, dell’imprenditoria, della ricerca e dell’università.

Altra voce su cui puntare fortemente l’attenzione, è quella della previdenza complementare, leggermente in salita rispetto agli anni scorsi, ma comunque ferma attorno al 15,30%, tre punti sotto le assicurazioni vita. “E’ chiaro – incalza Monticco – che su questo tema dovremo trovare delle sinergie con la Regione, attivando, ad esempio, campagne di sensibilizzazione, dirette soprattutto ai giovani, rispetto ai quali va peraltro sostenuta con maggior energia la partecipazione al mercato del lavoro, la continuità contributiva anche nei periodi di non lavoro ed il valore del reddito percepito, altrimenti il rischio, non troppo remoto, è che per i precari, parasubordinati ed autonomi, sia necessario il ricorso all’assistenza pubblica. Previdenza complementare da incentivare – per il Sindacato – anche attraverso la contrattazione collettiva, magari, come sta già accadendo in alcuni settori (vedi quello edile), prevedendo l’iscrizione automatica; senza contare la necessità stringente di intervenire sull’efficienza degli stessi fondi, oggi troppi (496) e molti dei quali troppo piccoli.
Allo stesso modo, resta assolutamente critico, almeno con riferimento al campione dei Caf Cisl Fvg, il dato relativo ai contributi per i servizi domestici. Soltanto l’1,64% ha, infatti, compilato tale voce nel modello 730, segno della scarsa informazione in materia o della preferenza verso forme di lavoro non regolamentate. “Un’evidenza così bassa impone delle riflessioni – commenta ancora Monticco – e soprattutto l’attivazione di un attento monitoraggio a livello regionale, tenuto conto anche dei flussi di colf e badanti provenienti dalla vicina Slovenia, 10mila stando ai dati (ormai risalenti nel tempo) disponibili”.

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