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Martedì 14 dicembre sono stati proclamati i vincitori dell’8a edizione del Concors par Tescj Cinematografics in Lenghe Furlane, l’evento che premia ogni due anni i migliori soggetti, saggi e sceneggiature in friulano organizzato dal C.E.C. con l’ARLeF (Agjenzie Regjonâl pe Lenghe Furlane), la Provincia e il Comune di Udine.

I membri della giuria, composta da Massimo Garlatti-Costa, Roberto Iacovissi e Mario Turello (presidente) hanno consegnato i premi e letto le motivazioni nel corso di una serata speciale che si è svolta al Visionario alla presenza dei premiati.

Per la sezione dedicata alle sceneggiature ha ottenuto il primo premio Il cjapitani e il tamon scritto a quattro mani da Andro (Andrea) Peressutti e Riccardo Sabbadini con questa motivazione: “La sceneggiatura utilizza una lingua viva e accattivante per una storia che inquadra un pezzo di Friuli, anche periferico, in una fantasia surreale e viva rendendolo protagonista di una ‘grande storia’”.

Per la sezione saggi il primo premio è andato a Une ridade par simpri di Francesco Della Mora con questa motivazione: “Si tratta di un saggio che affronta in un modo approfondito con riferimenti precisi il film Der letzte Mann di Friedrich Wilhelm Murnau sia nel contesto produttivo del regista stesso che nel contesto del genere Kammerspiel, con una buona scrittura che mostra una conoscenza della storia del cinema e dell’analisi critica”.

Per la sezione soggetti cinematografici la giuria ha segnalato con una menzione speciale Arbui vistûts di Raffaele Serafini perché è “Una storia originale in cui viene particolarmente apprezzata la scrittura e la lingua”.

Il Premio “Mario Quargnolo”, riconoscimento che viene assegnato biennalmente a personalità che abbiano contribuito alla crescita e alla valorizzazione del cinema in lingua friulana, è andato quest’anno a tre professionisti del settore: Marcello De Stefano “per essere stato il precursore, sia sul piano teorico che sul piano registico, di un cinema friulano in lingua friulana”; Lauro Pittini “che con il suo cinema, già dall’inizio degli anni Ottanta, ha dato inizio a una nuova e dinamica generazione di cineasti friulani” e Bruno Beltramini “per il suo contributo al cinema friulano, non solo tecnico sul piano della fotografia, ma ora anche a livello registico”.
Il testo della sceneggiatura vincitrice del Concors 2010 Il cjapitani e il tamon si trova pubblicato sul numero 9 della rivista di cinema Segnâi di lûs. Gli altri due lavori premiati saranno pubblicati sul numero successivo della stessa rivista pubblicata annualmente dal C.E.C.

In occasione di questa edizione è stato anche pubblicato e presentato il volume “Il cine furlan in lenghe furlane” (in friulano, italiano e inglese) di Sara De Simon e che è acquistabile presso la sede del C.E.C. e presso il bookshop del Visionario.

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