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A Gemona una mostra sui primi 40 anni della Cineteca del Friuli

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Cineteca del Friuli
Proseguono le celebrazioni per i 40 anni della Cineteca del Friuli, nata a Gemona sulle macerie del terremoto il 26 febbraio 1977. Il prossimo appuntamento è per sabato 13 maggio alle Sale Raimondo D’Aronco di Palazzo Elti a Gemona, dove alle 17.30 si inaugura una mostra che ripercorre i primi quattro decenni di storia della Cineteca attraverso fotografie, documenti, manifesti, articoli e cimeli. Il quarantennale sarà inoltre celebrato con un annullo filatelico. L’altra sezione della mostra è “Un secolo di storia da ricordare”, a cura del Circolo Filatelico Numismatico Gemonese, che raccoglie testimonianze sulla storia di Gemona durante la prima guerra mondiale. Nell’occasione viene presentato il libro curato da Cesare Sabidussi Osterie e altri pubblici esercizi in centro a Gemona dal 1845 agli anni ’60.
Ripercorrere la storia della Cineteca del Friuli significa tornare a una Gemona distrutta dal terremoto in cui sette giovani appassionati di cinema vollero contribuire alla rinascita della città fondando un cineclub, quel “Cinepopolare” che pochi anni dopo sarebbe diventato La Cineteca del Friuli. Gli articoli dell’epoca ricordano gli accorati appelli diffusi via stampa allo scopo di mettere insieme il denaro sufficiente per ricostruire a Gemona una sala cinematografica e le prime importanti iniziative, di cui si sono conservate le locandine, prima scritte a mano e poi stampate: dalle proiezioni e lezioni di storia del cinema nelle scuole provvisorie con le pellicole acquistate – in particolare film delle origini, comiche e cartoni animati – alle proiezioni nelle baraccopoli e nei centri sociali, al Festival del cartone animato di Bordano.
Le fotografie illustrano i momenti salienti di un processo di crescita che non si è mai fermato e che ha portato la Cineteca a diventare una delle cinque maggiori cineteche italiane, aderente alla FIAF, la Federazione Internazionale degli Archivi del Film: la nascita nel 1982 delle Giornate del Cinema Muto, create in collaborazione con Cinemazero di Pordenone e oggi un festival conosciuto in tutto il mondo; il trasferimento della Cineteca nel 1997 nel quattrocentesco Palazzo Gurisatti (di proprietà della Parrocchia, era quasi interamente crollato nel terremoto ed è stato ricostruito); l’avvio nel 2008, grazie al finanziamento della Regione, dell’Archivio Cinema del Friuli Venezia Giulia e nel 2013 del laboratorio digitale; la gestione dal 2009 del Cinema Teatro Sociale, digitalizzato nel 2014.
Nella mostra si potranno inoltre ammirare vecchi proiettori, una cinepresa e altri “strumenti del mestiere” oltre ad alcune delle pubblicazioni realizzate dalla Cineteca dal 1982 a oggi (libri, riviste, vhs, dvd, blu-ray).
La mostra, a ingresso libero, resterà aperta a Palazzo Elti fino a domenica 4 giugno, ogni giorno escluso il lunedì, dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15 alle 18.30.
Il successivo appuntamento nel calendario delle celebrazioni per i 40 anni della Cineteca è domenica 28 maggio. Dopo la grande partecipazione del 26 febbraio scorso, ci sarà infatti una nuova giornata “Cineteca aperta” con visite guidate all’Archivio Cinema, dove sono conservate le collezioni filmiche e che ospita il laboratorio digitale, e alla sede di Palazzo Gurisatti con la biblioteca specializzata e la videoteca.

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