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Agroalimentare: approvata a Bruxelles la Pitina IGP

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Udine, 26 gen – La Pitina, salume “unico e irripetibile” della
montagna pordenonese, ha superato l’ultimo e più importante esame
per potersi fregiare del logo IGP, Indicazione geografica
protetta: quello della Commissione Europea.

E’ stata infatti pubblicata sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione
europea la domanda di registrazione tra i prodotti ad indicazione
geografica protetta. Un passaggio che sancisce l’approvazione da
parte della Commissione ed il nulla osta alla definitiva
registrazione, che arriverà, se non vi saranno opposizioni da
parte di terzi, trascorsi 90 giorni dalla pubblicazione.

La Pitina – che già da febbraio dello scorso anno gode dalla
protezione transitoria a livello nazionale – potrà dunque
riportare in etichetta il logo comunitario a partire dal 23
aprile prossimo.

Per la Regione Friuli Venezia Giulia si tratta di un traguardo
raggiunto in tempi davvero minimi, grazie a un lavoro di squadra
tra funzionari della Regione, del ministero e produttori e che ha
portato in meno di due anni a chiudere una pratica che era aperta
dal 2006.

La sigla IGP è il marchio di origine che viene attribuito
dall’Unione Europea a quei prodotti agricoli alimentari per i
quali la qualità e la reputazione dipendono dall’origine
geografica, e la cui produzione, trasformazione e/o elaborazione
avviene in un’area geografica determinata. La Pitina, un prodotto
a base di carni ovicaprine o di selvaggina ungulata, conservata
grazie a un processo di affumicatura e ad uno strato protettivo
di farina di mais, si potrà produrre esclusivamente nel
territorio dei Comuni di Andreis, Barcis, Cavasso Nuovo,
Cimolais, Claut, Erto Casso, Frisanco, Maniago, Meduno,
Montereale Valcellina, Tramonti di Sopra e Tramonti di Sotto.

Con la Pitina si arricchisce il paniere dei prodotti a
denominazione tutelata in sede europea che già comprende i DOP
(Denominazione di origine protetta) prosciutto di San Daniele,
formaggio Montasio, olio Tergeste e Brovada e l’Igp Prosciutto di
Sauris e soprattutto si continua, in un contesto sempre più
globale, l’opera di tutela e identificazione dei prodotti con il
territorio regionale.
ARC/EP

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