Aperitivo a Grado
FEFF21

scenaperta

La rassegna ha inizio il prossimo 6 novembre 2009 per terminare il 25 aprile 2010, con otto appuntamenti al Teatro Palamostre di Udine e un fuori abbonamento al Palasport Carnera (sempre a Udine).
Un appuntamento con il grande jazz italiano e internazionale è El libro de Arena, giovedì 12 novembre al Palamostre, con Anja Lechner, musa ispiratrice della raffinata casa musicale tedesca ECM: tra i suoi compagni di viaggio anche il nostro U.T. Gandhi; il grande Peter Hammill, martedì 8 dicembre, sempre al Palamostre, poliedrico artista inglese che contrìbuì alla nascita del progressive come leader dei Vandergraf Generator e che ora calca i palcoscenici di tutto il mondo, dove canta da solo col pianoforte le sue struggenti ballate, metafore metafisiche della nostra società. Venerdì 18 dicembre (stessa location) è la volta del miglior gospel in circolazione con FGV Gospel Choir, che in Friuli Venezia Giulia non ha certo bisogno di presentazioni. Paolo Fresu, alle prese con il nuovo progetto Mistico Mediterraneo (accompagnato dal bandoneon e da un gruppo vocale della Corsica) apre il nuovo anno venerdì 15 gennaio, sempre al Palamostre, dove Franco Cerri e Antonio Onorato, che rappresentano rispettivamente la storia ed il futuro della chitarra jazz in Italia, sono protagonisti del concerto di martedì 19 gennaio mentre il geniale violoncellista Giovanni Sollima, martedì 9 febbraio sullo stesso palcoscenico dà un saggio delle sue capacità di sommo interprete del suo strumento e di fantasioso eleboratore tra classica e pop, tra Jimmy Hendrix e Bach, tra barocco e rock; a chiusura degli eventi in abbonamento al Palamostre, sabato 27 marzo, Ravi Coltrane, erede del grande John, momumento nel jazz mondiale, ma capace di esprimere una sua forte personalità.
Domenica 25 aprile, fuori abbonamento, ma ancora al Palamostre, viene riproposto al pubblico il “musical fermo” Cantata per il Monco scritto dai compianti Luciano Morandini e Pierluigi Visintin come tributo all’eroismo incosciente di un gappista friulano e dei suoi uomini. Fuori abbonamento anche il primo evento in cartellone, al Palasport Carnera, venerdì 6 novembre, ovvero l’attesissimo show del geniale Corrado Guzzanti, grande inaugurazione della terza stagione di Note Nuove.
Interessante novità, prosposta in via sperimentale per gli eventi previsti al Teatro Palamostre, sarà l’orario d’inizio dei concerti che, allineandosi ad una tradizione ormai stabile nel nord Europa, sarà alle ore 20.00, consentendo un dopo-concerto per commentare quanto ascoltato, o semplicemente per una cena prima della chiusura dei locali cittadini, per far sì che la musica torni ad essere occasione di incontro, discussione e crescita comune.

La terza edizione di Note Nuove, inserita nel ricchissimo cartellone di ScenAperta, ci offre la opportunità di sviluppare un discorso che attraversa la musica toccandone vari aspetti della sua fase più moderna, con utilizzo di stili tra loro anche assai diversi, ma che egualmente concorrono alla definizione di un linguaggio universale.

Nella stagione incontreremo dunque il grande jazz italiano e internazionale con artisti quali Paolo Fresu (alle prese con il nuovo progetto mediterraneo con un gruppo vocale corso), Franco Cerri e Antonio Onorato (che rappresentano rispettivamente la storia ed il futuro della chitarra jazz in Italia, Anja Lechner (musa ispiratrice della raffinata casa musicale tedesca ECM che annovera tra i suoi compagni di viaggio anche il nostro U.T. Gandhi) e Ravi Coltrane (erede del grande John, momumento nel jazz mondiale, ma capace di esprimere una sua forte personalità); ma ascolteremo anche il miglior gospel in circolazione con FGV Gospel Choir e poi due vere chicche per gli appassionati delle contaminazioni: il grande Peter Hammill, poliedrico artista inglese che contrìbuì alla nascita del progressive come leader dei Vandergraf Generator e che ora calca i palcoscenici di tutto il mondo a cantarci da solo col pianoforte le sue struggenti ballate, metafore metafisiche della nostra società, ed il geniale violoncellista Giovanni Sollima che al Palamostre darà un saggio delle sue capacità di sommo interprete del suo strumento e di fantasioso eleboratore tra classica e pop, tra Jimmy Hendrix e Bach, tra barocco e rock.

Per chiudere la stagione la riproposizione del “musical fermo” dal titolo “Cantata per il Monco” scritta dai compianti Luciano Morandini e Pierluigi Visintin come tributo all’eroismo incosciente di un gapista friulano e dei suoi uomini. Quest’ultimo spettacolo sarà fuori abbonamento così come il primo evento in cartellone, ovvero l’attesissimo show del geniale Corrado Guzzanti al Palasport Carnera che inugurerà alla grande la nostra terza stagione.

Come sempre riserveremo tariffe assolutamente accessibili per le categorie degli studenti che siamo certi risponderanno numerosi ad un programma così ricco di grande musica.

Altra novità che proporremo sperimentalmente in questa stagione al Palamostre sarà l’orario d’inizio dei concerti che, allineandosi ad una tradizione ormai stabile nel nord Europa, sarà alle ore 20, consentendo un dopo-concerto per commentare quanto ascoltato, o semplicemente per una cena prima della chiusura dei locali cittadini, per far sì che la musica torni ad essere occasione di incontro, discussione e crescita comune.

Speriamo che la proposta sia accolta bene da tutti i nostri amici e che ci consenta di farne di nuovi in questi tempi in cui tutto sembra correre in direzione opposta, verso un isolamento del singolo di fronte a uno schermo, passivo e indifeso oggetto di qualsiasi offerta speciale.
Giancarlo Velliscig

venerdì 6 novembre 2009
Palasport Carnera – ore 21
CORRADO GUZZANTI
Il recital

con Marco Marzocca e Caterina Guzzanti

Dopo anni di assenza dalla scene, lo scorso aprile è tornato con grandissimo successo a teatro Corrado Guzzanti con lo spettacolo “Recital”; il tour che ha fatto più di 25 date tra aprile e maggio nelle maggiori città italiane registrando moltissimi sold out, tra i quali Roma, sei serate esaurite al Gran Teatro.

Il poliedrico artista romano dopo aver incantato lo scorso maggio il Palasport di Pordenone ritorna in Friuli Venezia Giulia e venerdì 06 novembre sarà di scena al Palasport Carnera di Udine, unica data regionale della seconda parte del tour.

“Recital” è uno spettacolo scritto da Corrado Guzzanti, in collaborazione con Andrea Pistacchi e nato dalla voglia di riproporre al pubblico alcuni personaggi storici come il santone Quèlo (“la seconda che hai detto”) o la bionda presentatrice Vulvia (“Rieducational Channel”), ma di fatto è diventata un’opportunità per dare allo spettatore uno spaccato più che mai realistico e ironico della situazione politica e sociale attuale, con moltissime novità ad altissimo contenuto satirico e politico: il ministro Tremonti in abiti settecenteschi fa un lungo monologo sullo stato dell’economia nazionale e mondiale, l’ex onorevole Fausto Bertinotti spiega a modo suo la crisi della sinistra, Antonio Di Pietro tenta di dire la sua mentre un eminente prelato, Padre Pizzarro, cerca di spiegare l’esistenza di Dio e la difficoltà di comunicazione con i fedeli.
Ad accompagnare sul palco Corrado ci sono sua sorella Caterina Guzzanti,tra le altre nei panni di uno strepitoso Ministro Gelmini, e Marco Marzocca, storica spalla di Corrado dai tempi di Avanzi, il quale nei panni di padre Federico divide la scena con Corrado per tutto lo spettacolo.

Il 12 settembre riprende da Ravenna la seconda tranche del seguitissimo tour “Recital”, che probabilmente vedrà alcuni “aggiornamenti” del testo e dei personaggi, così da permettere a Corrado di essere al passo con l’attualità politica e sociale.

Lo spettacolo è organizzato da Azalea Promotion e Onde Mediterranee, in collaborazione con il Comune di Udine e Euritmica.

fuori – abbonamento

giovedì12 novembre 2009
Teatro Palamostre – ore 20
EL LIBRO DE ARENA

Anja Lechner violoncello
Enzo Favata sassofoni / clarinetto basso e contralto
Marcello Peghin chitarra classica 10 corde
U.T. Gandhi percussioni

Anja Lechner una delle musiciste più affermate in europa a cavallo tra musica classica contemporanea e jazz è una delle punte della new series dell’ etichetta tedesca ECM, in questo quartetto acustico gioca con la fertile musicalità di alcuni dei musicisti più originali della scena italiana:
Enzo Favata sassofonista che ha saputo unire la sua poetica tra arcaico e modernità con un linguaggio compositivo fresco ed originale; Marcello Peghin chitarra 10 corde un fuoriclasse di questo strumento con una tecnica e maestria paragonabili ad Egberto Gismonti; U.T. Gandhi notissimo batterista dalle pluricollaborazioni con musicisti del calibro di Enrico Rava e già nella scuderia ECM con il nuovo gruppo di Dino Saluzzi, il musicista argentino maestro del bandoneon , con il quale sia Anja Lechner che Favata e Peghin, hanno registrato dischi e suonato in innumerevoli tournèe nel corso di questi anni.

El Libro de Arena nasce dopo diversi incontri musicali tra i musicisti legati anche da una duratura amicizia, i quattro hanno voluto ufficializzare la loro collaborazione con questo nuovo progetto a cavallo tra jazz contemporaneo e anima latina, musica classica e quella verve mediterranea che caratterizza il sound particolare di questo quartetto.
Sin dal primo ascolto anche l’orecchio meno educato a musiche non commerciali rimarrà piacevolmente catturato dal suono dove un efficace lirismo, un virtuosismo nelle esecuzioni e l’equilibrio sonoro, accentua le qualità timbriche di ogni strumento.
Il limpido suono degli strumenti ad ancia di Enzo Favata ed il violoncello di Anja Lechner dalla musicalità e presenza scenica impareggiabili si fondono e si intrecciano con le complesse architetture armoniche e melodiche dell’originale chitarrismo di Marcello Peghin, sorretti da un fresco e ritmico drumming percussivo di scuola moderna di U.T. Gandhi.

Il progetto GAMES andrà prossimamente alle stampe per l’etichetta discografica ECM.

Anja Lechner

Fondatrice del Rosamunde Quartet, la violoncellista tedesca Anja Lechner affianca alla profonda conoscenza del repertorio cameristico interessi musicali che sfociano nel tango (da qui il fortunato progetto Kultrum che ha visto lo stesso Rosamunde accanto all’argentino Dino Saluzzi) e nella musica improvvisata (l’album Night del pianista Misha Alperin). La sua collaborazione con il pianista greco Vassilis Tsabropoulos l’ha portata a confrontarsi con l’opera musicale del compositore e filosofo greco-armeno G.I. Gurdjieff: il disco “Chants, Hymns and Dances” del 2004 è stato un significativo successo di critica e pubblico, in Europa
e negli Stati Uniti. Svolge un’intensa attività concertistica con diverse formazioni e in contesti differenti, dai grandi festival di musica colta a quelli di jazz e improvvisazione.

Enzo Favata

Attualmente uno dei musicisti sardi più attivi e conosciuti nel panorama musicale italiano ed internazionale, Enzo Favata è un artista poliedrico, al quale piace indagare a 360 gradi l’universo sonoro. Il suo originale percorso di ricerca lo porta a misurarsi con linguaggi musicali diversi, a coniugare arcaico e moderno e culture musicali tra loro lontane.
Suona i sax tenore, soprano e sopranino, il clarinetto basso, strumenti a fiato tradizionali, soprattutto della Sardegna. E’ un abile utilizzatore di live electronics che usa insieme agli strumenti acustici. Ha al suo attivo 12 dischi come leader ed è presente in 5 compilation di artisti internazionali. Ha tenuto concerti in tutta Europa, Giappone, Egitto, Brasile, Argentina, Croazia, Slovenia, Albania, Kuwait, ospite di festival jazz e rassegne di rilievo. E’ autore di colonne sonore per il cinema, la televisione, la radio, il teatro.

Marcello Peghin

Diplomato in chitarra classica, si muove a suo agio tanto nel repertorio classico quanto nella musica jazz e contemporanea. Nel 1988 inizia la collaborazione con il sassofonista Enzo Favata che lo porterà sino ad oggi a partecipare a festival jazz e tournée in Europa, Brasile, Argentina, Egitto, Giappone e a realizzare diverse incisioni discografiche in qualità di musicista e autore.
Ha militato per tre anni nel gruppo della cantante tuvana Sainko Namtchilak con la quale ha suonato in Russia, Stati Uniti, Europa, Brasile (da ricordare il concerto con Gilberto Gil a Salvador di Bahia).
Fa parte anche del quartetto del bandoneonista Daniele di Bonaventura. Nel campo della musica contemporanea ha eseguito in diverse rassegne brani del compositore Lucio Garau. Ha suonato con musicisti di diversa estrazione e di grande caratura come Dino Saluzzi, Enrico Rava, Tony Scott, Lester Bowie. Ha pubblicato il cd “Variazioni Goldberg” di J. S. Bach, trascritte per chitarra a 10 corde.

U.T.Gandhi

Originario di San Daniele del Friuli (UD), musicista autodidatta, approda alla musica Jazz nel 1978 collaborando con i più validi musicisti friulani e gruppi di livello nazionale: ha seguito seminari di perfezionamento con Jimmy Cobb, Tommy Campbell, Peter Erskine. Collabora inoltre come compositore per colonne sonore e video nell’ambito teatrale.
Ha fatto parte per otto anni del quintetto elettrico “Electric Five” di Enrico Rava con il quale ha svolto concerti e tournée in Italia, Europa, Canada e Giappone. Ha partecipato inoltre alla realizzazione dell’opera “Ragazzi selvaggi”, musiche di Enrico Rava, con l’orchestra sinfonica di Rovigo ed ha partecipato al progetto “Rava-Carmen”.
Ha registrato per la ECM, si è esibito con musicisti di fama internazionale quali: Dino Saluzzi, Enrico Rava, Richard Galliano, Massimo Urbani, Giancarlo Schiaffini, Gian Luigi Trovesi, Franco D’Andrea, Antonello Salis
e tanti altri.

martedì 8 dicembre 2009
Teatro Palamostre – ore 20
PETER HAMMILL
Thin Air

La carriera solista di Hammill ebbe inizio con l’album Fool’s Mate del 1971, registrato mentre il cantante era ancora membro dei Van der Graaf Generator. Vi è comunque una differenza di approccio fra le opere delle due discografie; tendenzialmente, gli album solisti di Hammill sono più introspettivi e melodici, mentre quelli dei Van der Graaf Generator trattano temi più ampi e sono caratterizzati da musicalità più sinfoniche e strutturate, con maggiori elementi jazz e jazz-rock. Molti dei testi del primo Hammill hanno contenuti letterari, poetici e possono classificarsi fra le più raffinate e intelligenti espressioni della ricerca di un significato nella storia della musica.

Hammill incise numerosi album dopo il primo scioglimento dei Van der Graaf nel 1972. Fra questi, è notevole Nadir’s Big Chance (1974) che può considerarsi un’anticipazione del punk rock. Hammill è stato esplicitamente citato come influenza da Johnny Rotten in una intervista radiofonica del 1977.
Nel 1973 partecipa come ospite al tour britannico de Le Orme. Per il gruppo veneto scrive anche i testi di Felona and Sorona, versione in lingua inglese dell’album Felona e Sorona.
Nel 1974 Hammill pubblicò il libro Killers, Angels, Refugees (Charisma Books, Londra), una raccolta di poesie e racconti brevi. Il libro fu in seguito ristampato da Hammill stesso (Sofa Sound, Bath) e fu seguito da un’altra pubblicazione, Mirrors, Dreams, Miracles (1980).

Dopo il secondo scioglimento dei Van der Graaf Generator nel 1978, la produzione personale di Hammill divenne più intensa. Nonostante la complessità della sua musica, è autore molto prolifico. Nel 2005 ha realizzato un nuovo album (Present) con il gruppo riunitosi per l’occasione.

Benché l’opera di Hammill sia chiaramente collocata nel contesto del rock progressivo, nei suoi lavori appaiono numerosi stili musicali: vi si trovano esperimenti di musica elettronica d’avanguardia (Loops and Reels, Unsung, Spur of the Moment), opera (The Fall of the House of Usher), composizioni per piano e voce (And Close As This) e per voce e chitarra (Clutch), e registrazioni col supporto di tradizionali rock band (Enter K).

Molti considerano la voce di Hammill come il tratto più distintivo della sua musica. Formatosi probabilmente nei cori gesuiti, ha uno stile canoro decisamente inglese, ma con una gamma tonale estremamente ampia, dal celestiale all’urlo di rabbia (comunque molto controllato e intellettualizzato). I suoi registri vanno dal basso-baritono ( come dimostrato ampiamente nell’album The Fall Of The House Of Usher in particolare la versione del 1999,un’opera-rock dove interpreta la parte di Roderick Usher, un basso appunto) al tenore; è capace di ruggire, canticchiare, lanciare acuti e urlare, una varietà di modi espressivi che è stata paragonata alla versatilità della chitarra di Hendrix. In generale il suo stile canoro è teatrale, istrionico, e la massima espressione trova certamente luogo negli spettacoli live, dove vengono abbandonate le “rotaie” della canzone registrata in studio ed ogni brano viene spesso reinventato.

I temi fantascientifici di molti brani dei Van der Graaf sono quasi del tutto assenti nei suoi lavori solisti. Resta comunque la natura fortemente cerebrale e intellettuale dei suoi versi, che traspare nei numerosi riferimenti alle grandi opere della letteratura inglese (soprattutto Shakespeare, ma anche Lewis Carroll), nell’interesse per la logica e la razionalità, frequentemente trasposte metaforicamente in immagini attinenti agli scacchi, al tema del doppio.Marillion.

A Udine presenterà il progetto Thin Air, composizione per piano e voce.

venerdì 18 dicembre 2009
Teatro Palamostre – ore 20
FVG GOSPEL CHOIR ®
Concerto di Natale

The Choir

Alessandro Pozzetto: choir conductor on stage, voice
Soprani: Elisa Finazzini, Elsa Martin, Pamela Garozzo, Laura Battel, Michela Del Tin, Patrizia Cleri, Nicole Della Mora, Sara Taddio
Mezzi-Soprani: Elga Cignola, Chiara Di Gleria, Sarah Della Rovere, Elisa Fiorani
Contralti: Cristina Bottosso, Chiara Gobbo, Caterina De Biaggio, Silvia Muffatto
Tenori: Leonardo Bucciol, Fabio Perazzi, Tommaso Passoni, Francesco Rossi
Bassi: Nicola Cantarutti

The Band

Rudy Fantin – artistic director, piano, keyboards and arr.
Alessandro Turchet – electric bass
Stefano Palaferri – drums
Marco Bianchi – Guitar

Il Friuli Venezia Giulia Gospel Choir ® è stato fondato nel febbraio 2003 dal M° Rudy Fantin e dal cantante Alessandro Pozzetto in risposta all’esigenza di creare in FVG una formazione Gospel accompagnata da strumenti che si rifacesse ai contenuti, allo stile e al repertorio dei cori Gospel moderni americani.
Lo spirito improvvisativo, l’utilizzo di ritmi come il Funk, il Soul, l’R’n’B, il Pop, il Jazz, il Rock o il latino/americano, che accompagnano il succedersi brano dopo brano di ottimi solisti, sono i punti di forza e al tempo stesso l’unicità di questo ensemble dove ogni elemento del coro è anche un solista. La formazione è composta da 15 coristi/solisti e da 4 musicisti (pianoforte/tastiere, chitarra, basso e batteria) che accompagnano la performance a seconda del progetto.

Il repertorio è composto da Spirituals (When the Saints go marchin’ in, Down by the riverside, etc.), Gospel (Oh, Happy day), brani di Contemporary Christian (We worship You, Joyful, etc.), Pop (Every breath you take), Rock (Bohemian Rhapsody,etc.) , brani natalizi (Happy Xmas, Silent night, etc). Parte del repertorio è contenuto nel primo CD realizzato dal FVG GC: Xmas Album, uscito nel dicembre 2004 in allegato al settimanale “Il Friuli”, ed in: Ploe lagrimis tra cîl e tiare, l’ultimo lavoro realizzato dal coro. Sono attive diverse collaborazioni con artisti internazionali.

Parallelamente all’attività concertistica, l’Associazione culturale FVG Gospel Choir si occupa della didattica musicale dei bambini e degli adolescenti attraverso il progetto “Musica Maestro”, atto a diffondere presso le scuole primarie e secondarie la conoscenza del Gospel e del canto moderno. Si occupa inoltre del progetto benefico di assistenza e recupero dei bambini di strada e delle loro famiglie ad Addis Abeba (Etiopia) curato dalla Child Minders Association.

venerdì 15 gennaio 2010
Teatro Palamostre – ore 20
MISTICO MEDITERRANEO
Paolo Fresu, Daniele di Bonaventura, Coro A Filetta

Dopo aver incrociato le musiche della sua terra in progetti come “Sonos ‘e memoria” e “Etnografie”, il viaggio di Paolo Fresu nei suoni della tradizione approda in Corsica per un suggestivo incontro con la polifonia dell’isola “sorella”. Lo accompagna nella traversata Daniele Di Bonaventura col suo bandoneon, strumento d’aria e respiro, anello di congiunzione ideale fra la tromba del berchiddese e le sette voci del coro A Filetta: Jean-Claude Acquaviva (seconda), Paul Giansily (terza), Jean-Luc Geronimi (seconda), José Filippi (bassu), Jean Sicurani (bassu), Maxime Vuillamier (bassu) e Ceccè Acquaviva (bassu). Riuniti nel segno di Mistico mediterrano.

Paolo Fresu

La banda del paese e i maggiori premi internazionali, la campagna sarda e i dischi, la scoperta del jazz e le mille collaborazioni, l’amore per le piccole cose e Parigi.
Esiste davvero poca gente capace di mettere insieme un tale abbecedario di elementi e trasformarlo in un’incredibile e veloce crescita stilistica.
Paolo Fresu c’è riuscito proprio in un paese come l’Italia dove – per troppo tempo – la cultura jazz era conosciuta quanto Shakespeare o le tele di Matisse, dove Louis Armstrong è stato poco più che fenomeno da baraccone di insane vetrine sanremesi e Miles Davis scoperto “nero” e bravo ben dopo gli anni di massima creatività. La “magia” sta nell’immensa naturalezza di un uomo che, come pochi altri, è riuscito a trasportare il più profondo significato della sua appunto magica terra nella più preziosa e libera delle arti.
A questo punto della sua fortunata e lunga carriera, non serve più enumerare incisioni, premi ed esperienze varie che lo hanno imposto a livello internazionale e che fanno sistematicamente ed ecumenicamente amare la sua musica: dentro al suono della sua tromba c’è la linfa che ha dato lustro alla nouvelle vague del jazz europeo, la profondità di un pensiero non solo musicale, la generosità che lo vuole “naturalmente” nel posto giusto al momento giusto ma, soprattutto, l’enorme ed inesauribile passione che lo sorregge da sempre.
Interessanti sono i progetti con alcuni grandi nomi del mondo letterario e teatrale italiano (Ascanio Celestini, Lella Costa, Stefano Benni, Milena Vukotic) oltre, infine, a una nuova serie di piccole ma importanti collaborazioni con la musica “intelligente” delle frange popolari italiane. Musica per il Cinema e “progetti speciali” come il suo straordinario “a solo” teatrale che ha paralizzato 3.000 spettatori all’Auditorium di Roma o un incantato teatro Metastasio a Prato chiudono il cerchio. Anche se sarebbe un errore dimenticare le strizzatine d’occhio verso il mondo “classico” che potrebbero presto riservare sorprese con lavori ad hoc in cui possono venire coinvolti quartetti d’archi che guardano avanti e grandi eroi dell’avantgarde music.

Daniele di Bonaventura

Nato a Fermo (nelle Marche), Daniele di Bonaventura, compositore-arrangiatore, pianista-bandoneonista, ha coltivato sin dall’inizio della sua attività un forte interesse per la musica improvvisata pur avendo una formazione musicale di estrazione classica (diploma in Composizione) iniziata a soli 8 anni con lo studio del pianoforte, del violoncello, della composizione e della direzione d’orchestra.
Le sue collaborazioni spaziano dalla musica classica a quella contemporanea, dal jazz al tango, dalla musica etnica alla world music, con incursioni nel mondo del teatro del cinema e della danza.

Coro A Filetta

Nato nel 1978 in Balagna, la regione nella parte settentrionale della Corsica, A Filetta affonda le radici nel cuore della sua isola, proprio come la felce da cui trae il nome. Guidato da Jean-Claude Acquaviva, il gruppo faro della polifonia corsa canta la sua terra e i suoi canti originali di cui è difficile conoscere l’esatta origine, tanto la tradizione dell’isola si mescola con le influenze esterne.
I sette cantori sanno far vivere e trasmettere con emozione quest’affascinante arte vocale di cui conservano il segreto. Il loro repertorio rispecchia esattamente il percorso del gruppo, mescolando tradizione e rinnovamento, canti antichi cui fanno eco brani originali nati in quasi trent’anni di attività.

A Filetta nasce intorno a un gruppo di giovanissimi amici e attraverso i primi quattro album – Machja n’avemu un altra (1981), O vita (1982), Cun tè (1984) e l’Abriu di e stagione (1987) – precisa a poco a poco il proprio stile intorno a dei ritmi specifici e a testi di grande poesia. La ricerca sulla polifonia tradizionale porta nel 1989 A u visu di tanti, il primo disco completamente “a cappella”, dove si ascoltano polifonie sacre tradizionali insieme a creazioni musicali nuove. Nel 1992 esce Ab Eternu, quasi interamente dedicato ai canti liturgici, due anni dopo è la volta di Una Tarra ci hè, album della maturità, con brani sia polifonici che con l’accompagnamento di strumenti. Organizzando i “Rencontres de chants polyphoniques de Calvi”, il gruppo va intanto arricchendosi di stimoli e suggestioni attraverso lo scambio con le tradizioni di altre terre, come la Grecia, l’Albania, la Sardegna, la Georgia. Uscito nel 1997, Passione è tutto incentrato sui canti della Passione, sia tradizionali che composti dal gruppo. La Passione è anche la ricostruzione in lingua corsa degli ultimi giorni di Cristo messa in scena a Calvi, nel 1998, dal regista napoletano Orlando Forioso con trenta attori accompagnati appunto da A Filetta. L’incontro con un altro regista, Jean-Yves Lazennec, porta invece alla messa in scena della Medea di Seneca, con i testi tradotti dal latino al corso. A quel progetto è legato anche l’incontro con Bruno Coulais, autore di musica per film, che nel 1998 scrive la colonna sonora per Don Juan di Jacques Weber, cantata da A Filetta e, in diversi brani, dal mezzosoprano Marie Kobayashi. E’ la prima di una lunga serie di collaborazioni con il compositore che porterà il coro a partecipare a una decina di colonne sonore per film come Le libertin, Comme un aimant, Himalaya, l’enfance d’un chef e Le peuple migrateur.

Anche il sodalizio con Orlando Forioso porterà nuove produzioni: Don Ghjuvanni in Commedia dell’arte (1999), Il gioco di Robin e Marion (2003), Fantastica, la Grammaire de l’imagination, una pièce su testi di Gianni Rodari (2005), e Marco Polo, un’opera del regista napoletano con le musiche di Bruno Coulais presentata a Bastia e poi nell’ambito della Biennale di Venezia nel febbraio dell’anno scorso.
Intanto, nel 2003 è uscito Si di mè, mentre nel 2004, Jean-Claude Acquaviva ha composto un Requiem pour deux regards, messa da requiem per sei voci, con cinque pezzi per violoncello e testi di Primo Levi e Jorge Luis Borges interpretati da Pierre Bertoni in italiano, francese e corso. Lo stesso anno, A Filetta ha partecipato anche alla produzione di In Memoriam, una coreografia di Sidi Larbi Cherkaoui ispirata proprio dai canti del gruppo corso.

martedì 19 gennaio 2010
Teatro Palamostre – ore 20
CERRI – ONORATO QUARTET
Pian

Franco Cerri

La passione per la musica prende corpo a cavallo della seconda guerra mondiale e, dopo aver ricevuto in dono dal papà Mario la desideratissima chitarra, matura grazie al sodalizio con l’amico e pianista Giampiero Boneschi con il quale inizia ad approfondire la conoscenza del jazz. Cominciata la sua carriera nel 1945, al fianco di Gorni Kramer con Bruno Martelli, Franco Mojoli, Carlo Zeme e il Quartetto Cetra, Cerri si è subito trovato nel 1949 a suonare con Django Reinhardt, la sua prima, vera influenza chitarristica.
Ha suonato con quasi tutti i più grandi jazzisti italiani ed è felice e orgoglioso di aver scoperto e incoraggiato il giovane e straordinario talento di Dado Moroni. E’ stato alla testa di quartetti e quintetti propri, nei quali figurano anche talenti della scena italiana quali Gianluigi Trovesi e Tullio De Piscopo.
E’ intervenuto in più di 750 trasmissioni televisive e ha condotto alcuni programmi della Rai tra i quali: “Fine serata da Franco Cerri”, “Jazz in Italia”, “Jazz in Europa”, “di Jazz in Jazz” e “Jazz primo amore”.
Dagli anni ’70 ha cominciato a sviluppare il lavoro di arrangiamento, riflettendo sulla partitura, le peculiarità del suo stile.

Nel 1980 ha inaugurato il sodalizio con il pianista e compositore Enrico Intra con il quale ha fondato e dirige i Civici Corsi di Jazz di Milano organizzando anche rassegne concertistiche.
Sul versante didattico, ha realizzato nel 1982 (con Mario Gangi, per quanto riguarda la chitarra classica) per il gruppo editoriale Fabbri, un corso di chitarra in sessanta lezioni arrivato alla quinta edizione e diversi metodi di jazz tra i quali spicca “Chitarra Jazz – sviluppi – approcci – esperienze”, scritto con Paolo Cattaneo e Giovanni Monteforte e pubblicato in prima edizione da Ricordi nel 1993.

Antonio Onorato

Principale esponente del “jazz napoletano”, nuova corrente musicale che fonde gli stilemi armonico-melodici della tradizione musicale napoletana con la musica afro-americana e che ha avuto la consacrazione internazionale con un concerto tenuto nel dicembre del 2005 al “Bue Note” di New York , tempio indiscusso del jazz mondiale. Studioso di etnomusicologia , ricordiamo i suoi lavori discografici di contaminazione con la cultura africana (angolana) – “Quatro linguas uma alma”, “The soul breath”; con la cultura brasiliana – “Tudo azul”, “Un grande abbraccio”; con la cultura medio-orientale – “Sotto il cielo di Baghdad” e svariati concerti in Marocco,Tunisia, Iraq. Ma soprattutto ricordiamo i suoi lavori di contaminazione con la cultura dei Nativi americani, a cui si avvicina sin dalla giovanissima età – “South winds”, “Native Spirits”, con la collaborazione dell’attore Enzo De Caro.

E’ l’unico musicista al mondo ad utilizzare la “Breath Guitar” (o chitarra a fiato) strumento rivoluzionario e futuristico. Numerose le collaborazioni con artisti nazionali ed internazionali, su tutte quella con Toninho Horta e quella con Franco Cerri. Ha lavorato con il cinema ed il teatro, realizzando alcune colonne sonore e con la televisione (Rai, Mediaset , BBC, ecc.) Attività concertistica molto intensa con concerti in Italia e in tutto il mondo. La sua chitarra é messaggera di pace e amore e lotta contro le ingiustizie e del mondo.

martedì 9 febbraio 2010
Teatro Palamostre – ore 20
GIOVANNI SOLLIMA
Barock Cello

Giovanni Sollima
Concerto rotondo (1998) I, II, III (Yafù), IV

Giovanni Battista Degli Antonii
Ricercata VII (da Ricercate sopra il Violoncello Opera I, Bologna, 1687)

Giovanni Sollima
Lamentatio (1998)

Jimi Hendrix
Angel

Marin Marais
La Folia (da Pièces de Viole du 3e Livre, Paris, 1711) arr. G. Sollima

Giovanni Sollima
da “Natural Songbook” (2005) : # 2, # 3, # 4 (Taranta)

Già il titolo del concerto è molto esplicativo, in quanto gioca sui termini e sull’ambito esecutivo di un violoncello che riprende stilemi barocchi, rielaborati attraverso una sensibilità che potremmo definire rock senza tema di smentita, conformemente agli interessi e alle curiosità creative di Sollima esecutore e compositore. Non a caso, tra gli autori presenti in questo programma troviamo uno dei più grandi musicisti rock di tutti i tempi, Jimi Hendrix, con due brani, Angel e Purple Haze. In tal senso, possiamo tranquillamente considerare l’artista come un esploratore di sempre nuove frontiere attraverso originali incroci fra diversi generi, rock, jazz, electric e minimalismo anglosassone, non escludendo la musica etnica siciliana e mediterranea. Sollima, infatti, si serve, oltre che di strumenti acustici, anche di strumenti elettrici ed orientali. Tra i nomi consegnati dalla tradizione, invece, Sollima ha deciso di eseguire opere di Giovanni Battista Degli Antonii e Marin Marais, entrambi della seconda metà del Seicento.

Le forme musicali proposte e sviluppate si prestano all’inventiva di Sollima in cui l’antico ricercare, ancor prima di divenire contenitore musicale, è una prassi esecutiva di studio del susseguirsi dei suoni su uno strumento, allora tutto in ascesa e alla scoperta di un’identità e di un repertorio solistico. Parallelamente, Sollima affronta con il suo strumento la dialettica tra l’antica viola da gamba e la celebre Follia di Spagna, danza che in realtà è di origine portoghese, il cui tema dà spunto ad una serie di fantastiche variazioni e re-invenzioni, che investono anche la re-interpretazione da parte del moderno violoncello, nel registro del suono e della tecnica. Il programma si conclude con una danza, precisamente la Taranta, tratta da “Natural Songbook”. Ci si accorge, ben presto, che lo spettacolo è concepito come un grande viaggio ciclico, in cui inizio e fine coincidono e perpetuamente si capovolgono. Il primo brano, infatti, è Concerto rotondo, del 1998
e, quindi, riprende la fortunata e feconda forma barocca pensata qui però come dialogo con se stesso di un violoncello che volutamente respinge ogni rassicurante baricentro, come una sfera tenuta in equilibrio esclusivamente da ciò che le sta intorno.

Giovanni Sollima, violoncellista e compositore, nasce a Palermo nel 1962 da una famiglia di musicisti. Ha studiato con Giovanni Perriera, Antonio Janigro e Milko Kelemen. Intraprende giovanissimo una brillante carriera internazionale di violoncellista, collaborando con grandi musicisti, come Franco Ferrara, Claudio Abbado, Giuseppe Sinopoli, Jorg Demus e Martha Argerich.

Parallelamente la sua curiosità creativa lo spinge ad esplorare nuove frontiere nel campo della composizione, attraverso contaminazioni fra generi diversi: rock, jazz, electric, minimalismo anglosassone e musica etnica di tutta l’area mediterranea, dalla Sicilia al Mondo arabo, dai Balcani a Israele, dalla Turchia all’Andalusia. Sulla base di una profonda preparazione classica, nasce così lo stile inconfondibile di Sollima, che nelle sue creazioni si avvale dell’utilizzo di strumenti acustici occidentali ed orientali, di strumenti elettrici ed elettronici, e di altri di sua invenzione (l’aquilarco, il D-touch, il body-cello….) o di sua ricostruzione, come il violino tenore raffigurato nei quadri di Caravaggio.

Le sue composizioni sono eseguite in tutti i continenti, e fra i maggiori interpreti si trovano direttori come Riccardo Muti, Gidon Kremer, Yuri Bashmet, Ivan Fischer, e solisti come Yo-Yo Ma, Mischa Maisky, Viktoria Mullova, Mario Brunello, Bruno Canino, Katia Labeque, Julius Berger; interpreti vocali come Ruggero Raimondi, Patti Smith, Vinicio Capossela, Morgan, Edoardo Bennato ed Elisa; coreografi come Karole Armitage, Bebe Miller, Fabrizio Monteverde, Micha van Hoecke e Carolyn Carlson. Per il cinema e la televisione ha collaborato con Marco Tullio Giordana, Peter Greenaway, Franco Battiato, mentre in campo teatrale ha scritto ed eseguito musiche di scena per registi come Bob Wilson, Alessandro Baricco ,Peter Stein, Lamberto Puggelli .

In settembre 2009 ha eseguito la prima assoluta del suo nuovo concerto per violoncello e orchestra “Folktales” commissionato dall’Orchestra del Festival di Budapest, sotto la direzione di Ivan Fisher, con concerti a Budapest, Linz e Colonia. Suona un violoncello Francesco Ruggeri del 1679.

Fra i numerosi compact disc si ricorda “Aquilarco”, “Spasimo”, “Works”, e l’ultimo “We were trees”.

sabato 27 marzo 2010
Teatro Palamostre, ore 20.00
RAVI COLTRANE QUARTET
Ravi Coltrane – tenor & soprano saxes
Luis Perdomo – piano
Drew Gress – double bass
E. J. Strickland – drums

Secondogenito di John e Alice Coltrane, Ravi Coltrane, nato nel 1965 a Long Island, New York, e cresciuto nell’area di Los Angeles, ha iniziato a suonare il clarinetto durante la scuola media, vivendo in un’ambiente ricco di stimoli musicali di ogni genere. Nel 1986 si iscrive al California Institute of the Arts, scegliendo l’indirizzo musicale e concentrandosi sul sassofono. Nel 1991 si unisce al gruppo di Elvin Jones, e l’anno seguente si trasferisce a New York, iniziando a collaborare con numerosi musicisti tra cui Jack DeJohnnette, Rashied Ali, Wallace Roney, Antoine Roney, Geri Allen, Kenny Barron, Cindy Blackman, Joe Lovano, Joanne Brackeen, Gerry Gibbs, Graham Haynes e Steve Coleman.

Nel 1997, con alle spalle oltre trenta incisioni da sideman, Coltrane incide il suo primo disco da leader, Moving Pictures, pubblicato dalla RCA Victor, e forma il suo primo gruppo a proprio nome con il pianista Andy Milne, il bassista Daryl Hall, e Steve Hass alla batteria. Con questa band, che vede a volte la partecipazione di James Genus al basso e George Colligan al piano, Coltrane suona a lungo negli USA e in Europa. In seguito ha inciso a proprio nome Round Box nel 2000, Mad 6, pubblicato nel 2003 dalla Columbia Records, e nel 2005 In Flux per la Savoy, con un quartetto comprendente Luis Perdomo, Drew Gress e E.J. Strickland. Ravi Coltrane ha curato la pubblicazione di diversi dischi dedicati all’opera del padre usciti negli ultimi anni, e ha fondato inoltre una propria etichetta discografica, la RKM Music. Oltre all’attività da leader Ravi Coltrane ha collaborato tra gli altri con McCoy Tyner, Pharoah Sanders, Carlos Santana, Wayne Shorter, Herbie Hancock, Chick Corea, John McLaughlin, Michael Brecker, George Duke, Stanley Clarke, Jeff “Tain” Watts, Branford Marsalis, Mark Turner e Jacky Terrasson.

Luis Perdomo nasce nel 1971 a Caracas in Venezuela. Assorbe sin dall’infanzia diverse influenze musicali, grazie al padre collezionista di dischi e al suo primo insegnante, l’austriaco Gerry Weil. Il ragazzo matura l’amore per il jazz, per la sua energia, mostra un sicuro talento. Una visita turistica a New York gli dà modo di entrare alla Manhattan School of Music, studiare con Harold Danko, da cui apprende l’armonia e il modo di suonare “americano”. Prende lezioni anche da Jaki Byard, pianista enciclopedico, e da Martha Pestalozzi, insegnante di piano classico. Il passo successivo di questo musicista sempre in divenire, mai appagato, è un corso avanzato al Queens, dove incontra Sir Roland Hanna, che gli insegna la disciplina, le radici del piano jazz, l’importanza dello studio della musica classica nel percorso formativo. Impara da Hanna, soprattutto, l’uso del pedale, la possibilità di ottenere da questo elemento del pianoforte, tante sfumature. Il pianoforte visto come 88 diversi strumenti.
L’incontro con Miguel Zenon e Ravi Coltrane gli darà modo di registrare i primi dischi significativi. Un musicista eclettico, di grande sensibilità.

Drew Gress, tra i più attivi e ubiqui contrabbassisti della scena newyorkese, è stato assiduo compagno di viaggio di Dave Douglas, Uri Caine, Don Byron e naturalmente di Tim Berne. Il suo accurato rispetto della melodia è apprezzato nei set più tradizionali come nelle avventurose esplorazioni dell’avanguardia. Le sue doti di leader e di compositore si sono messe in luce in una serie di opere lungimiranti; nella più recente, 7 Black Butterflies, prodotta dal chitarrista David Torn, si danno appuntamento melodismo, sperimentazione postmoderna e un maturo gusto per l’improvvisazione collettiva che incanta l’ascoltatore esigendone l’attenta e costante concentrazione.

Figlio di un percussionista della Fort Lauderdale Symphony Orchestra appassionato di jazz, EJ Strickland decise di diventare un musicista professionista all’età di 11 anni. Dopo aver incontrato Wynton Marsalis, Jon Faddis e Bobby Watson durante dei seminari a Miami, decide di trasferirsi a New York, dove studia piano, composizione e batteria. Ha fatto parte del Marcus Strickland Quartet e collaborato con il quartetto di Ravi Coltrane, quello di Russell Malone e con il New Jazz Composer’s Octet.

domenica 25 aprile 2010
Teatro Palamostre, ore 12.00
CANTATA PER IL MONCO
con il patrocinio di ANPI Associazione Nazionale Partigiani d’Italia

Adattamento teatrale da un testo di Luciano Morandini e Pierluigi Visintin
con Omero Antonutti (voce narrante)
accompagnamento musicale I Duchi e il Quintetto di ottoni della Banda di Cervignano del Friuli
sax solista Piero Purini
voce solista Alessandra Kersevan
direzione musicale Claudio Cojaniz

Un progetto multimediale per una messa in scena, tra teatro e canzone, sulla figura eroica del partigiano gappista Gelindo Citossi detto “Romano Il Mancino” di San Giorgio di Nogaro, personaggio emblematico di un eroismo popolare che è stato alla base dello slancio di popolo che ha portato alla liberazione dell’Italia dal fascismo e dal nazismo e al riscatto di un intero popolo dopo un ventennio buio a cui molti, troppi, parteciparono. Nella fattispecie il Mancino si distinse per un lungo ed efficace lavoro di raccolta di beni e derrate necessarie al sostentamento dei gruppi combattenti, affiancandosi alla Intendenza Montes in un meritorio e spesso oscuro lavoro. Inoltre svolse un pericolosissimo lavoro di intelligence nella Bassa e nell’udinese, in mezzo a spie fasciste e traditori sempre pronti a vendere chiunque in cambio di qualcosa.

Lo spettacolo è costruito sul testo dell’intellettuale e poeta friulano Luciano Morandini, con alcuni inserti poetici dello scrittore Pierluigi Visintin, recentemente scomparso. Le letture del testo narrante sono affidate alla grande voce di OMERO ANTONUTTI, che rende vive e vibranti le gesta del Mancino durante la lotta di Liberazione che culminarono con l’eroica liberazione dalle Carceri di Udine di decine di partigiani detenuti, il giorno 7 febbraio 1945 (lo stesso dei fatti di Porzûs).
Lo spettacolo prevede inoltre un nutrito accompagnamento musicale curato e diretto dal compositore e pianista CLAUDIO COJANIZ eseguito da un gruppo rock/blues (I Duchi di S. Giorgio di Nogaro) e di un ensemble di ottoni (membri della banda di Cervignano e Marano Lagunare); le canzoni sono interpretate dalla straordinaria voce di ALESSANDRA KERSEVAN.
Lo spettacolo si affianca alla riedizione del libro “Romano il Mancino e i Diavoli Rossi” (Kappa Vu, 2009) e gode del patrocinio dell’A.N.P.I. della Provincia di Udine; ha avuto la sua prima rappresentazione nel 2003 ed alcune repliche sul territorio regionale e nazionale, ed ora, in veste parzialmente rinnovata, vuole costituire un rinnovato esempio di esaltazione dei valori sempre attuali della Libertà e della Democrazia.

ingresso libero

INFO e BIGLIETTERIA

06/11/2009 CORRADO GUZZANTI – fuori abbonamento
Parterre Numerato € 35.00 + d.p. € 5.00 = € 40.00
Poltroncina Numerata € 30.00 + d.p. € 4.50 = € 34.50
Gradinata Libera € 25.00 + d.p. € 3.50 = € 28.50

I biglietti sono in vendita nelle prevendite autorizzate Azalea Promotion e presso la biglietteria del Teatro Palamostre, Box Office, on line sul sito www.euritmica.it e nel circuito Ticket One (www.ticketone.it)

12/11/2009 EL LIBRO DE ARENA
18/12/2009 FVG GOSPEL CHOIR
19/01/2010 CERRI – ONORATO 4et

Intero € 10.00
Convenzione € 8.50
Studenti € 7.00

08/12/2009 PETER HAMMILL
09/02/2010 GIOVANNI SOLLIMA
Intero € 22.00
Convenzione € 19.00
Studenti € 16.00

15/01/2010 MISTICO MEDITERRANEO
27/03/2010 RAVI COLTRANE 4et

Intero € 15.00
Convenzione € 12.50
Studenti € 10.00

ABBONAMENTI: Intero € 90.00 Convenzione € 75.00 Studenti € 60.00

I biglietti e gli abbonamenti sono acquistabili on line sul sito www.euritmica.it e presso la biglietteria del Teatro Palamostre da martedì a sabato dalle 16.00 alle19.00.

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