Aperitivo a Grado

VIDEO: vi mostriamo il bagno pubblico in vicolo Brovedan

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Inaugurate, al termine dei lavori di restauro, le antiche latrine pubbliche di vicolo Brovedan e, sempre nell’ambito dei finanziamenti Pisus, anche il nuovo bagno autopulente in Largo Ospedale Vecchio (vedi foto), a servizio degli eventi ospitati nell’ex chiesa di San Francesco.
Presenti per l’occasione il sindaco di Udine, Furio Honsell, l’assessore ai Lavori pubblici, Pierenrico Scalettaris, e la deputata Gianna Malisani.

In linea con gli standard di ormai molte città europee, i nuovi bagni pubblici sono dotati anche di un fasciatoio e di un’area utilizzabile per l’allattamento. “Metteremo a disposizione delle neomamme uno spazio attrezzato in una zona centralissima accanto a piazza San Giacomo – spiega Scalettaris –. Sulla base di una pianificazione a cui sto lavorando con la collega di giunta Antonella Nonino, questo sarà il primo dei punti allattamento che l’amministrazione vuole realizzare nel centro storico”. Contestualmente a questo intervento il Comune ha installato anche un ulteriore bagno autopulente in Largo Ospedale Vecchio, al servizio degli eventi ospitati nell’ex chiesa di San Francesco. I nuovi bagni pubblici sono tutti accessibili ai disabili e sono stati realizzati con una moderna tecnologia automatizzata di pulizia e igienizzazione del pavimento e dei sanitari dopo ogni accesso. L’orario di apertura è previsto 24 ore su 24 ore in Largo Ospedale Vecchio e invece dalle 7 alle 22 in vicolo Brovedan.

I locali non necessiteranno di presidio continuativo, dal momento che l’accesso è regolato tramite una pulsantiera esterna ed è gratuito per i possessori di Carta Regionale dei Servizi (Tessera Sanitaria) inserendo la tessera nell’apposito lettore. In assenza della Carta Regionale, invece, sarà necessario inserire una moneta da 0,50 euro.

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Correva l’anno 1894 quando Udine si aggiudicò la medaglia d’oro all’esposizione internazionale d’igiene a Roma. Già allora, insomma, il capoluogo friulano era all’avanguardia in un settore, quello della pubblica igiene, che proprio alla fine dell’Ottocento si era affacciato timidamente nel campo delle politiche cittadine. Secondo quanto riportato dallo storico Valentinis nel 1903 a Udine erano già funzionanti i bagni pubblici di via Poscolle, piazza Umberto I e vicolo Sottomonte. A qualche decennio dopo, invece, risalgono le latrine pubbliche di vicolo Brovedan, che al termine di un restauro durato circa 10 mesi sono state ufficialmente riaperte al pubblico con un momento inaugurale avvenuto oggi, 24 febbraio, alla presenza del sindaco di Udine, Furio Honsell, dell’assessore ai Lavori pubblici, Pierenrico Scalettaris, dell’assessore alle Attività produttive e turistiche, Alessandro Venanzi, e della deputata udinese e già assessore comunale, Gianna Malisani.

I lavori, finanziati dalla Regione nell’ambito del “Progetto Pisus” e affidati alla ditta Giannino Di Betta di Nimis, hanno permesso di rimettere a nuovo la storica struttura del centro storico risalente al 1939, da decenni inutilizzata e in stato di abbandono. Un’opera da 300 mila euro che consente di recuperare interamente i locali, destinandoli a nuovi servizi igienici pubblici.

“Questo intervento, finanziato con i fondi Pisus, fa parte di un piano di valorizzazione degli edifici che insistono sulla cerchia muraria della città – sottolinea il sindaco di Udine, Furio Honsell –. Un recupero che ci consente di offrire un servizio necessario soprattutto in occasione delle tante manifestazioni che organizziamo nel centro storico e che è particolarmente funzionale anche alla vocazione turistica della città. Ringrazio l’onorevole Malisani, che da assessore ai Lavori pubblici ha fortemente voluto il recupero di questo edificio storico, e naturalmente l’assessore Scalettaris, che ha portato a termine i lavori”.

Diversi i lavori previsti dal progetto di recupero: a livello strutturale è stata ricostruita la copertura dell’edificio, prima mancante, mantenendo le caratteristiche geometriche originarie. Il solaio del piano terra è stato demolito e abbassato di quota a livello del piano stradale. All’interno della struttura sono state poi sostituite le pareti perimetrali in muratura dei due servizi igienici, dove sono stati collocati dei wc autopulenti. Nel progetto rientrava inoltre la sostituzione dei serramenti, con il posizionamento di porte di tipo scorrevole sia all’ingresso sia all’interno. Per quanto riguarda gli intonaci tutte le pareti sono state ritinteggiate al termine delle operazioni di pulizia delle scritte che deturpavano. L’intervento ha permesso inoltre di migliorare l’illuminazione pubblica dei due androni che conducono al vicolo e dotare di telecamere le aree di accesso alle latrine.

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“Un intervento virtuoso, sia perché ci ha permesso di recuperare un edificio del centro storico abbandonato e in rovina sia perché non ha pesato sulle casse comunali dal momento che rientrava nei fondi Pisus per la riqualificazione del centro città – osserva Scalettaris –. Come sosteniamo da tempo questa è la strada per poter finanziare e sostenere opere pubbliche nel futuro: cercare fonti di finanziamento alternative a quelle a diretta disposizione del Comune, destinate a ridursi progressivamente”.

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