Aperitivo a Grado

Aperto il parco di Fraforeano – 3 giugno 2012

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il parco storico ottocentesco di Fraforeano di Ronchis sarà aperto al pubblico il 2, 3 e il 9 giugno 2012. Orari: 10-13 e 15-19 (in particolare il 9 giugno, giornata delle Dimore Storiche, visite guidate alle 11, 15 e 17). Ingresso €4,00, gratuito fino a 12 anni. Possibilità di ristoro e ristorante “Le Mondine” a due passi. Il parco, annesso alla villa Kechler de Asarta, è attribuito allo
Jappelli. Presenta un impianto all’inglese di tipo romantico, con essenze ormai secolari americane e orientali, un laghetto intorno al quale si snoda il percorso delimitato da convallaria japonica, una grotta circondata da un bosco di bambù e una collina alla quale si può accedere lungo un vialetto di bossi.

Il parco storico di Fraforeano si trova nel comune di Ronchis, provincia di Udine, Friuli Venezia Giulia, a 4 km dal casello Latisana/Lignano dell’autostrada A4 Venezia Trieste. È annesso alla settecentesca Villa de Kechler de Asarta e si estende su una superficie di quasi 3 ettari, costeggiando in parte l’argine del Tagliamento. Le origini di Villa Kechler de Asarta vanno di pari passo con la storia del Feudo di Fraforeano che, in base a documenti risalenti al 1275, era stato concesso dal patriarca di Aquileia ai Conti di Varmo. Dal 1468 al 1640, il Feudo appartenne alla nobile famiglia veneziana dei Barbarigo, ora estinta, che lo vendettero successivamente ai Molin che poi a loro volta lo passarono ad un’altra nobile famiglia veneziana, i Correr. Nel 1756 fu acquistato dai Crotta, che nel 1838 lo vendettero ai Gaspari. Attualmente la villa e il parco sono di proprietà della famiglia Kechler che li hanno ricevuti in eredità dai de Asarta, ramo di una illustre famiglia spagnola trasferitosi in Italia intorno al 1700, che li aveva comperati nel 1883. Il complesso architettonico, con la casa dominicale affiancata da barchesse, originariamente destinate ad uso agricolo, deve il suo aspetto attuale a trasformazioni avvenute nella seconda metà dell’800 per volere di Vittorio de Asarta, che introdusse nella gestione della tenuta agricola una radicale modernizzazione (primo impiego europeo dell’aratro elettrico).

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