Aperitivo a Grado

Arte e musica in Castello a Udine a Pasquetta. 21 Aprile 2014

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Piazzale Castello Udine
Arte e musica si incontrano in Castello a Udine nel giorno di Pasquetta, lunedì 21 aprile, per regalare alla cittadinanza di Udine e ai numerosi turisti che visiteranno la città una grande festa culturale. Una giornata speciale, interamente dedicata all’arte in senso ampio, con il preciso intento di incentivare la visita dei Musei Civici attraverso l’esperienza diretta in un contesto di festa, con il supporto della musica dal vivo.
Un’apertura a un pubblico più vasto, cercando di attrarre anche coloro che normalmente non frequentano il Castello e i suoi Musei. Il visitatore potrà inoltre godere del prato del piazzale con possibilità di pic-nic libero, oltre all’offerta gastronomica della Casa della Contadinanza, potendo visitare il museo e godere di splendidi concerti nel salone del Parlamento, nelle sale del museo e all’aperto nel piazzale del Castello.
“Il castello, per la sua peculiarità di spazio aperto sulla città e di custode della memoria di un territorio – dichiara l’Assessore alla Cultura del Comune di Udine, Federico Pirone – ha le potenzialità per divenire un polo attrattore di Udine e del suo sviluppo urbano. Siamo felici di organizzare insieme all’associazione Live Act e Progetto Musica, che ringrazio, questa iniziativa con cui offriamo un servizio in più a chi deciderà di venire in città. Dopo la “presa del castello” dello scorso 2 febbraio, puntiamo a un secondo appuntamento in cui si realizza una collaborazione fruttuosa tra arti visive e arti musicali: gli spazi del percorso espositivo divengono luoghi di attività, da rimodellare e da ricreare secondo le energie più innovative. Abbiamo intrapreso questo indirizzo e intendiamo proseguirlo per il futuro come linea di collaborazione con le associazioni e le realtà culturali e di stimolo alla partecipazione: crediamo che i musei siano quanto di meno statico e di maggiormente necessario abbia una comunità”.
“I Civici Musei sono lieti di invitare la cittadinanza a una pasquetta di musica e cultura in Castello – aggiunge il direttore dei Civici Musei, Marco Biscione – I Musei si pongono sempre di più come una istituzione presente, attiva e propositiva nella vita della comunità e dei cittadini”.

L’evento, edizione speciale del progetto La Scimmia Nuda che da fine novembre ogni lunedì anima la Casa della Contadinanza proponendo un intenso viaggio musicale nel miglior jazz nazionale e internazionale, è organizzato dal Comune di Udine, Civici Musei, l’associazione LiveAct e l’associazione Progetto Musica. La direzione artistica dell’evento è del musicista Francesco Bertolini.
Per favorire e promuovere l’evento al più ampio pubblico possibile tutti i concerti e l’entrata ai Civici Musei saranno gratuiti, grazie al sostegno di finanziatori privati (Cassa di Risparmio del Friuli Venezia Giulia main sponsor, Ottica Maestrutti, Casa della Contadinanza, Assiplus di Favi Massimo) dei quali l’associazione culturale LiveAct si avvale per tutte le sue attività.

PROGRAMMA DELLA GIORNATA

DENTRO IL MUSEO:

ore 11.00 concerto d’apertura – Salone del Parlamento – spazio Associazione Progetto Musica

JazzyLogic presenta Moderne Stravaganze

Rudy Fantin – Antonino Puliafito (pianoforte/rhodes – violoncello, crossover)

Interventi di improvvisazione sonora (jazz)

ore 12.00 – sala A, spazio Ottica Maestrutti

ore 12.30 – sala B, spazio Casa della Contadinanza

ore 13.00 – sala C, spazio Assiplus

ore 15.30 – sala A, spazio Ottica Maestrutti

ore 16.00 – sala B, spazio Casa della Contadinanza

ore 16.30 – sala C, spazio Assiplus

ore 17.00 concerto – Salone del Parlamento – spazio Associazione Progetto Musica

Stefano Picotti – Giulio Chiandetti (violino – chitarra, repertorio classico)

SUL PRATO DEL PIAZZALE – spazio Cassa di Risparmio Friuli Venezia Giulia

ore 13.00 Time For Africa presenta North East Ska Jazz Orchestra

ore 14.30 La Scimmia Nuda – Easter Edition

ore 18.30 LiveAct presenta Pablo Cafè

In caso di maltempo, i concerti previsti all’aperto, si terranno dentro la Casa della Contadinanza.

Metodo di produzione

LiveAct vuole contribuire al sostentamento delle professionalità artistiche attraverso un etico compenso del lavoro dei musicisti e di tutte le maestranze interessate, con il preciso intento di valorizzare un concetto di qualità. È per questo che vengono coinvolte eccellenze, pescando anche nelle nuove generazioni, per garantire un elevato standard di fruizione degli eventi.

LiveAct ha scelto di non richiedere finanziamenti pubblici, ma di lavorare solo con finanziatori privati. La collaborazione con enti pubblici nel realizzare progetti come questo, o con altre associazioni come progetto musica, permette di sfruttare le risorse interne dei singoli soggetti, facilities che permettono di abbassare i costi di realizzazione.

ASSOCIAZIONE CULTURALE LIVEACT
L’Associazione Culturale LiveAct è una start-up che ha come preciso intento quello di supportare la musica dal vivo e diventare un soggetto riconosciuto, un collettore di idee e di esperienze, in grado di portare nel mercato della musica dal vivo nuove risorse economiche e un nuovo impulso alla scena musicale. LiveAct ha deciso di intraprendere un percorso partecipato che porterà a finanziare la propria attività con le donazioni provate, forti della convinzione che sia giunto il momento che ciascuno si riappropri della libertà di finanziare direttamente iniziative e progetti che ritiene meritevoli di essere supportati. Per consentire il coinvolgimento del singolo nel sostegno dei progetti proposti, tutti gli eventi de La Scimmia Nuda sono e saranno ad ingresso gratuito.

LA SCIMMIA NUDA – Collettivo in evoluzione
Nasce nel 2012 da un’idea del chitarrista Francesco Bertolini e del sassofonista Federico Missio, con il desiderio di ricreare in città le atmosfere del nord Europa, dove i due hanno vissuto e fatto crescere la loro vocazione alla musica live. Liberamente ispirata all’omonimo libro di Desdmond Morris, La Scimmia Nuda si propone agli ascoltatori mostrandosi nella sua “nudità”, ossia nel pieno atto creativo fatto di spontaneità, passione, leggerezza e profondità, apertura e condivisione.
Il quintetto si esibisce ogni settimana alla Casa della Contadinanza del Castello di Udine con un repertorio diverso, attraversando i diversi generi della musica moderna. Capace di stimolare la partecipazione di musicisti del panorama internazionale, come dimostrano gli appuntamenti di questa stagione (tra i quali Glauco Venier, Ellade Bandini, Antonio Marangolo, Daniele D’Agaro, Blaz Jurevcic, Marc Abrams, Giovanni Maier, David Boato, Luigi Vitale, Alfonso Deidda, Enrico Crivellaro), si fonde con ospiti che portano il loro linguaggio, la loro personalità e il loro bagaglio di stimoli musicali, fondendosi con la Scimmia stessa e facendola evolvere di settimana in settimana.
Nella seconda parte della serata, l’idea di collettivo in evoluzione si realizza nella jam session aperta a chiunque decida di salire sul palco. La Scimmia si sgretola e si ricompone, si allarga e si stringe, muta il suo organico e rompe le tradizionali barriere tra pubblico e musicisti ridando la vera funzione sociale alla musica live: interazione e contaminazione. E così, per il pubblico che il lunedì decide di salire al Castello, ogni serata è un’esperienza unica: uno sguardo su un mondo aperto alla sperimentazione, un laboratorio creativo per musicisti e artisti, un punto di riferimento per la scena musicale della città e non solo. La Scimmia Nuda è: Francesco Bertolini alla chitarra, Federico Missio al sax, Paolo Corsini al piano, Andrea Pivetta alla batteria e Roberto Franceschini al basso e contrabasso.

PABLO CAFÉ
La band nasce nell’estate del 2010 con lo scopo di suonare ad un unico appuntamento, ma visto il successo e l’enorme partecipazione da parte del pubblico i membri decidono di continuare a portare avanti il progetto. Nel luglio del 2012, sotto la produzione di David Marchetti (Ghiro Records), girano il loro primo videoclip del singolo “indispensabile” con il regista Andrea Dalla Costa, video che porta la band e il regista a vincere il XVII Premio Mediastars (Premio Tecnico per la Pubblicità) per i migliori effetti speciali, grazie alle riprese subacquee. Nel febbraio del 2013 vincono a Sanremo durante il Festival della Canzone Italiana il Premio AFI (Associazione Fonografici Italiani) per la miglior band emergente, sempre a Sanremo vincono il premio come migliore esibizione tra i giovani.
Nel dicembre dello stesso anno esce il loro primo LP, dal titolo “ Solo per una notte”. I Pablo Cafè sono: Simon Pico alla voce, Luca Longo al basso, Matteo Da Ros alla chitarra, Geremy Seravalle alle tastiere, Andrea Faggiani alla batteria, Federico Mansutti alla tromba e Jody Bortoluzzi al sax.

MODERNE STRAVAGANZE
Rudy Fantin, pianoforte e rhodes – Antonino Puliafito, violoncello
Il primo disco del Settecento in cui ascoltare il Fender Rhodes.
Una produzione JazzyLogic.
Le Suite per Violoncello Solo rappresentano forse l’occasione più alta per riflettere sulla musica di Bach. La difficoltà stessa a ricostruirne una filologia precisa (è controversa persino la destinazione per violoncello delle opere, tenendo presente che la quinta suite ha una versione per liuto e la sesta è stata quasi certamente scritta per il violoncello da spalla o violoncello piccolo) ha stimolato i più diversi esecutori ad interpretarne l’esecuzione in modalità altrettanto diverse e perfino contrapposte.
A lungo, storicamente, la musica di Bach è stata considerata una sorta di “esercizio”, ed infatti la prima versione a stampa delle Suite per Violoncello Solo reca la scritta “Sonates ou Études”; altrettanto a lungo Bach ha rappresentato l’apice del razionalismo virtuosistico, quanto di più alieno al pathos romantico si potesse pensare.
È per questo che fa specie il fatto che la prima registrazione delle Suite sia invece, nel 1925, quella di Pau Casals, il quale ebbe a scrivere: “Bach – Herr Professor – ha ogni tipo di sentimento: d’amore, tragico, drammatico, poetico… sempre espressione del cuore e dell’anima. Come entra nel profondo di noi stessi!”.
Si tratta perciò di un’opera aperta, eppure così mirabilmente solida da assorbire e trarre vantaggio da letture e contaminazioni anche lontane dalla sua storia. Se è vero che Bach ha ispirato o addirittura è entrato nel repertorio stesso di numerosissimi musicisti jazz, e se è vero che la linea improvvisativa del pianoforte o dei Fender Rhodes di Fantin costringe ad un interplay ovviamente sconosciuto all’originale esecuzione solistica, suonata in modo integrale e rigoroso da Antonino Puliafito. È un viaggio a ritroso nei secoli, fino al primo Settecento, senza però che i musicisti dimentichino il proprio tempo, la propria formazione e sensibilità. L’improvvisazione e la sorpresa non erano affatto inusuali all’epoca di Bach.

NORTH EAST SKA JAZZ ORCHESTRA
Presentata in collaborazione con l’Associazione Time For Africa.
È un progetto che nasce dall’ammirazione e dalla passione per la musica ska-jazz di tre giovani musicisti: Roberto Amadeo, Max Ravanello e Stefano Salmaso. Nasce così nell’autunno del 2011 un’esplosiva big band che propone i più affascinanti standard jazz con le calde ed incisive sonorità tipiche della musica jamaicana, sullo stile di storici gruppi come Skatalities e Jazz Jamaica All Stars.
L’ensemble comprende persone provenienti da ogni parte della regione, da Pordenone a Trieste, e proprio per questo, oltre che essere un’”orchestra dal suono esclusivo”, rappresenta un importante punto d’incontro tra musicisti esordienti e più navigati, in cui ognuno può dare voce alle proprie idee, esprimersi in piena libertà e mettersi in contatto con persone altrimenti molto distanti.
Grazie al video “Take Five”, un arrangiamento del famoso brano di P. Desmond, è nato il “featuring” con il trombonista di fama internazionale Mr. T-Bone.
La North East Jazz Orchestra è composta da: Giovanni Cigui o Filippo Orefice al sax contralto, Alessio Roman al sax tenore, Davide Mauro al sax tenore, Stefano Salmaso al sax baritone, Max Ravanello, Alice Gaspardo e Federico Biondi ai trombone, Federico Mansutti, Lucamaria Trevisan e Mauro Vidus alle trombe, Emanuele Filippi al piano, Gianluca Laboria alla chitarra, Pietro Sponton alla batteria, Marco Gasparini alle percussioni, Roberto Amadeo al basso, Alfredo Pittoni, Michela Grena e Rosa Mussin alle voci.

STEFANO PICOTTI, VIOLINO – GIULIO CHIANDETTI, CHITARRA
Repertorio classico
Stefano Picotti, violinista, è nato a Udine. Iniziato giovanissimo lo studio del violino con Vittorio Fael, si diploma presso il Conservatorio “G. Verdi” di Milano sotto la guida di Paolo Borciani (1° violino del Quartetto Italiano). Successivamente si trasferisce in Germania dove alla Hochschule für Musik di Würzburg frequenta la classe del Maestro russo Boris Goldstein, erede della grande scuola violinistica sovietica che fa capo a P. Stoliarsky. Vincitore di concorsi per violino e musica da camera ha svolto un’apprezzata attività solistica nei principali paesi europei, nell’ex Unione Sovietica e in Nord Africa. Suoi concerti sono stati registrati da varie emittenti radiotelevisive. Ha collaborato con l’Orchestra Sinfonica della RAI di Torino e l’Haydn di Bolzano e come violino di spalla con l’Orchestra da Camera di Fiesole e la Filarmonica Italiana, registrando con quest’ultima l’integrale delle Sinfonie di W. A. Mozart, trasmessa da Telemontecarlo, TF1 di Parigi e la TVE spagnola. Collaboratore musicale delle reti televisive Fininvest, svolge attività didattica presso le istituzioni statali. Il suo violino è un magnifico Nicola Gagliano del 1745.

Giulio Chiandetti, chitarrista goriziano, si è diplomato a pieni voti e lode al Conservatorio “G.Tartini” di Trieste, sotto la guida di Bruno Tonazzi. Si è perfezionato in seguito con Ruggero Chiesa, frequentando inoltre numerosi corsi tenuti da concertisti di chiara fama come B.Davezac, A.Diaz, J.Tomas e per la musica antica J.Hinohosa e H.Smith. Diplomatosi anche in pianoforte, ha poi seguito i corsi di composizione. Vincitore di concorsi nazionali di chitarra, ha ben presto intrapreso una rilevante attività concertistica in Italia ed all’estero (Francia, Slovenia, Grecia, Germania, Egitto, Finlandia, U.S.A. ed Ucraina) riportando ovunque lusinghieri consensi di critica e di pubblico.
Ha registrato per diverse emittenti radiotelevisive italiane e straniere. Alcuni compositori gli hanno dedicato propri lavori. Molto attivo nella musica da camera, collabora stabilmente con cantanti. Svolge un’intensa attività didattica.

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