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Botti di capodanno: la regione Friuli invita i sindaci a impedirli

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fuochi lignano 4A salvaguardia del benessere delle persone e degli animali durante il periodo di Natale e Capodanno, la Regione ha sensibilizzato i sindaci del Friuli Venezia Giulia affinché mettano in campo le iniziative più opportune per impedire l’accensione di fuochi d’artificio e prodotti pirotecnici.

È questa in sintesi la comunicazione che l’assessore regionale alle Autonomie locali e al Coordinamento delle Riforme, delegato alla Protezione civile, Paolo Panontin, ha trasmesso ai primi cittadini del Friuli Venezia Giulia nei giorni scorsi, dopo che la Giunta regionale ha fatto proprio un ordine del giorno presentato da alcuni consiglieri di minoranza, a prima firma Roberto Novelli.

L’ordine del giorno, che è stato adottato dalla Giunta nella seduta del Consiglio regionale del 15 dicembre durante i lavori d’Aula per l’approvazione della legge di Stabilità, è esplicitamente volto a vietare l’accensione e il lancio di fuochi d’artificio e prodotti simili.

Come indicato nell’ordine del giorno “esiste un oggettivo pericolo derivante anche da quei prodotti per i quali è ammessa la vendita al pubblico, trattandosi pur sempre di materiale esplodente, in grado di provocare danni fisici sia a chi li maneggia che a chi ne venisse fortuitamente colpito”.

Il lancio di fuochi d’artificio e di razzi, lo scoppio di bombette, lo sparo di petardi, sono inoltre causa di disagio e lamentale da parte di molti cittadini per l’uso che viene fatto di tali artifici, in modo spesso incontrollato e senza l’adozione delle minime precauzioni atte a evitare pericoli e danni, diretti e indiretti, all’integrità fisica delle persone, degli animali e dell’ambiente.

I sindaci sono stati dunque invitati a valutare le iniziative più utili a sensibilizzare le comunità per tutelare il benessere delle persone e degli animali in occasione delle festività imminenti.

“La Giunta regionale del Friuli Venezia Giulia – ha commentato l’assessore Panontin – ha ritenuto che vi fossero fondate ragioni per alzare il livello di attenzione dei sindaci su un fenomeno verso cui anche l’opinione pubblica è sempre più sensibile”.

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