Aperitivo a Grado
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Cine20 lo potete leggere tutti i venerdì ed è curata da un ragazzo cagliaritano ed uno genovese. Matteo “Weltall” Soi, dalle pagine del blog weltallsworld.blogspot.com, e Mattia “Tob Waylan” Meirana, da tobwaylan.tumblr.com , mettono insieme la loro esperienza di cine-blogger e cinefili non professionisti per una rubrica alla portata di tutti, libera e accessibile, che spazi da brevi recensioni fino alle uscite home-video, senza dimenticare le doverose segnalazioni sui film in sala, il tutto corredato da un sistema di valutazione facile ed immediato. Perché mettersi in due per gestire la rubrica? Semplicemente perché il “pensiero unico” è noioso e due voci, due opinioni, sia che convergano o che vadano in direzioni opposte, possono essere decisamente più interessanti e stimolanti per chi scrive e per chi legge. Detto questo, andiamo a cominciare.

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Al cinema…e non solo.

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THE HOUSEMAID di Sang-soo Im

Remake dell’ omonimo film del 1960 diretto da Ki-young Kim, The Housemaid (Hanyo) è una pellicola non facile da inquadrare per il modo in cui il regista Sang-soo Im scivola tra i generi, trasformandola di fatto in qualcosa di diverso rispetto alla premesse. La storia di Eun-yi, giovane ragazza di umili origini che viene assunta da una ricca famiglia come domestica e come tata per la loro primogenita e per i gemelli che stanno per nascere, sembra prendere la piega abbastanza telefonata del melodramma quando il padrone di casa comincia ad avere attenzioni particolari nei suoi confronti seducendola senza tante resistenze. Il film assume altri connotati quando suocera e moglie scoprono cosa è successo e decidono di rimediare al danno prima che le cose peggiorino: la facciata di perbenismo viene improvvisamente meno e la ricchezza ed il potere diventano armi da usare contro i più deboli che non possono fare altro che soccombere. E’ nel complesso insomma che il film di Sang-soo Im trova la sua forza, nella critica feroce che fa alla società coreana, concentrata per motivi narrativi sui ceti benestanti, ma in fondo molto più ampia: la pellicola si apre con una morte tragica. Un incipit drammatico e amaro dove una vita si spegne nell’ indifferenza quasi generale di un mondo egoista ed egocentrico. The Housemaid si chiude in maniera simile ma con gesto estremo molto più plateale e provocatorio, quasi uno sfregio a chi pensa che sia possibile dare un prezzo alla vita umana. Una sequenza che conduce ad un quadro familiare quasi surreale, agghiacciante, dove lo sguardo di una bambina ancora innocente lascia immaginare che qualcosa in quel mondo dorato e immorale ha cominciato ad incrinarsi.
GRADIMENTO WELTALL 75%

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UNA NOTTE DA LEONI 2 di Todd Phillips

Una Notte da Leoni (The Hangover) ha rappresentato, non soltanto il folgorante esordio di Todd Phillips, ma soprattutto una ventata di aria fresca in un genere “di largo consumo”come la commedia, nel quale sono in pochi ad emergere dalle mediocrità. Phillips vince questa difficile sfida con una storia se vogliamo anche banale, un addio al celibato che finisce in malora, ma lasciando volontariamente un buco narrativo sui “festeggiamenti” che spetterà ai tre protagonisti colmare nella speranza di ritrovare il futuro sposo andato disperso. Il grande successo in patria, forse neanche tanto aspettato, convince quindi produttori e lo stesso Phillips che forse non sarebbe una cattiva idea dare un degno seguito alla (dis)avventura di Stu, Phil e Alan. Il regista, forse per evitare di toppare miseramente, sceglie la strada più facile ma non certo priva di rischi e cioè quella di fare un sequel che allo stesso tempo è anche un rifacimento dell’ originale. La solida struttura narrativa del primo film viene qui riproposta in maniera quasi identica spostando però il teatro delle vicende dagli Stati Uniti alla Tailandia, da Las Vegas a Bangkok. Inutile sottolineare come sia proprio la trasferta in terra straniera a dare la giusta spinta comica al film, amplificando il senso di smarrimento del “branco” ma anche la portata delle loro azioni che riemergeranno pian piano dall’ oblio della memoria e delle quali avremo un breve ma saporito assaggio nei titoli di coda. Ma, come con il primo film, Una Notte da Leoni 2 funziona e diverte anche grazie ad un trio di protagonisti abbondantemente rodato, sui quali l’ Alan di Galifianakis continua a spiccare in maniera prepotente. Non son tutte rosa però e bisogna sottolinearlo: impossibile infatti restituire con questo seguito quel fattore sorpresa, vero elemento vincente del primo film, che qui risulta per forza di cose assente. Le risate potrebbero anche compensare ma per un pubblico esigente potrebbero non essere abbastanza.
GRADIMENTO WELTALL 60%

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CORPO CELESTE di Alice Rohrwacher

Trovarsi davanti un film come Corpo Celeste può voler dire trovarsi davanti parte della propria vita, sicuramente se si è nati e cresciuti in un piccolo paese di periferia, con la propria parrocchia, la propria azione cattolica, le vecchine che vanno a messa tutti le sante domeniche, la bisbetica (ma si dice così? Non me lo ricordo) che è pure tua zia, le feste in costume, il catechismo imposto. Io ad esempio ci sono cresciuto, ho mollato catechismo al primo anno e mi son rifiutato di prendere la comunione, crescendo con una totale avversità nei confronti di quella comunità. Vi dico questo perchè il messaggio di Corpo Celeste è estremamente individuale e il giudizio di ognuno è e sarà influenzato dalla esperienze dirette. La storia di Marta è quella di ogni ragazzino a contatto con una realtà quasi aliena, in questo caso la parrocchia di un paese di periferia calabrese (ma che potrebbe essere qualunque periferia), il suo primo approccio, le sue scelte, il dover affrontare la cresima sotto la guida di persone che lei, silenziosamente, non riconosce o non riesce a capire, la scoperta di un vecchio nuovo mondo e la continua crescità di una curiosità mai soddisfatta. I pesonaggi che la circondano sono molti e variegati, ma appunto la circondano mentre lei percorre la sua strada, con la macchina da presa sempre dietro le sue spalle, incessantemente, necessariamente, senza seguire alcuna regola del campo-controcampo, come fosse cinema e realtà in un armonioso convivere. Questo ispirato e sorprendente esordio alla regia è di una potenza rara, una potenza che ti si attorciglia dentro, che rivangando nel passato cresce nel futuro, nella realtà ulteriore alla visione, e che per ognuno sarà, inevitabilmente, diversa.
GRADIMENTO TOB WAYLAN 90%

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Brevemente in sala.

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ESP – FENOMENI PARANORMALI di The Vicious Brothers

Ci risiamo. Il filone dell’ horror in presa diretta sembra aver trovato negli ultimi anni una nuova giovinezza anche se i risultati degli illustri predecessori (da Blair Witch Project fino ai Paranormal Activity) non sono stati particolarmente esaltanti. In effetti poi, oltre a cercare di spaventare, questi film non si prefiggono nessun’ altro scopo perciò bisognerebbe prenderli per quello che sono senza aspettarsi qualcosa di più: qui abbiamo una troupe televisiva che vuole catturare in video le presenze che si trovano in un vecchi ospedale psichiatrico. Indovinate chi ci rimetterà la pelle?
ATTESA WELTALL 40%
ATTESA TOB WAYLAN 0%

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FOUR LIONS di Christopher Morris

Se c’è un genere che può permettesi di spingersi fino al limite e abbracciare così tematiche decisamente “scomode”, quello è proprio la commedia. E non si può dire che il film di Morris non tocchi quello che, più che un nervo scoperto, sembra una ferita infetta sulla quale ogni tanto ci si butta un pizzico di sale. I protagonisti della pellicola da lui diretta infatti sono quattro estremisti islamici che tentano di organizzare un attentato. Ci sarà da ridere? Spero di si perchè se ne sente tanto il bisogno.
ATTESA WELTALL 60%

Un’esilarante, intelligente e scorretta commedia che sdrammatizzando la figura degli attentori racconta un dramma tanto reale quanto assurdo.
ATTESA TOB WAYLAN 80%

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GARFIELD 3D di Mark A.Z. Dippé

Preciso subito che non mi sta antipatico Garfield anzi, tutto ciò che ha sembianze feline entra subito nelle mie grazie. Il problema è che dopo due film live action che nessuno ammetterebbe di aver guardato, se ne escono con un prodotto d’animazione per nulla accattivante. Voglio dire, perdete uno o due minuti del vostro tempo per dare un’ occhiata al trailer e ditemi se quella computer grafica elementare con la quale è stato realizzato il film non andrebbe bene per un’ uscita “straight to video” o, al massimo, per un passaggio su qualche canale tematico satellitare.
ATTESA WELTALL E TOB WAYLAN 0%

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MILO SU MARTE di Simon Wells

La mamma di Milo viene rapita dagli alieni. Infatti su Marte i marziani non hanno tempo per crescere i propri piccoli e perciò pescano mamme in giro per la galassia in modo che si occupino della loro prole. Inutile dire che Milo si metterà all’ inseguimento dei rapitori per riportare sulla Terra il suo genitore. A differenza di Garfield, il film Wells è davvero all’ avanguardia per quel che riguarda il comparto tecnico. La Disney infatti è ormai perfettamente al passo con gli altri colossi dell’ animazione in CG anche se le storie dei suoi film sembrano sempre rivolgersi ad un target d’ età non particolarmente elevato.
ATTESA WELTALL E TOB WAYLAN 40%

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NAUTA di Guido Pappadà

Il viaggio di un antropologo in crisi con la moglie e di un ristretto equipaggio su di uno yacht, per studiare un misterioso fenomeno naturale verificatosi sull’ isola di La Galita. Gira che ti rigira, in questo tipo di film italiani, si cambia la storia ed il background ma c’è sempre qualcuno in crisi. Segno dei tempi? Speriamo che passino in fretta però perchè non se ne può più.
ATTESA WELTALL E TOB WAYLAN 0%

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PAUL di Greg Mottola

Due super nerd decidono di fare un viaggio per visitare il luogo simbolo per appassionati di ufo e simili, l’ Area 51. Durante il loro viaggio nel deserto del Nevada si imbattono in Paul, un alieno in fuga proprio dalla misteriosa base americana. Simon Pegg e Nick Frost, temporaneamente separati da Edgar Wright, scrivono ed interpretano questa commedia che già sulla carta ci sta simpatica. Dirige Greg Mottola (Suxbad e Adventureland) e la voce di Paul è affidata, nella versione italiana a Elio. Non che io abbia nulla contro il leader di Elio e le Storie Tese ma nella versione originale la voce è di Seth Rogen, un’ altra cosa insomma.
ATTESA WELTALL E TOB WAYLAN 70%

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TUTTI PER UNO di Romain Goupil

Una storia immersa nell’ attualità quella del film francese Tutti per Uno, racconto di immigrati e permessi di soggiorno inquadrata dal punto di vista dei bambini, una classe di scuola elementare che fa fronte comune per impedire che una loro compagna venga rimpatriata in Cecenia insieme alla sua famiglia.
ATTESA WELTALL E TOB WAYLAN 70%

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ZACK & MIRI AMORE…A PRIMO SESSO! di Kevin Smith

Non so se sia peggio il fatto che il film di Kevin Smith arrivi con 3 (TRE!!!) anni di ritardo o che arrivi con un titolo in bilico tra l’ inutile ed il ridicolo, soprattutto se confrontato con l’ originale molto più diretto ed inequivocabile: Zack and Miri Make a Porno. Mettendo da parte questa (necessaria) vena polemica, il film è davvero gradevole perchè, anche se lontano da New Jersey e senza Jay e Silent Bob, il cinema di Smith c’è tutto, dai personaggi fino ai dialoghi o alle immancabili citazioni di Star Wars.
ATTESA WELTALL E TOB WAYLAN 70%
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Consigli per gli acquisti.

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Considerato che è sempre più difficile reperire i dati tecnici dei film in uscita per l’ home video prima del loro arrivo ai negozi (cosa per nulla gradita all’ utente finale) per questa settimana saltiamo e recuperiamo sicuramente la prossima visto che non sono certo i titoli mancare (Burke & Hare di Landis o La Casa 3 di Lenzi, giusto per dirne due). Per non sprecare questo spazio però ho pensato fosse il caso di entrare nel dettaglio dei parametri usati in questa rubrica per consigliare o meno l’ acquisto dei DVD (o Bluray) che di settimana in settimana portiamo alla vostra attenzione:

VIDEO : inutile nascondere che, tutto ciò legato all’ immagine sia fondamentale. Il formato video ad esempio è importante che sia esattamente quello voluto dal regista in modo che ogni immagine, ogni inquadratura rispetti la concezione originale del film. I dati indicati in ogni scheda sono l’ “aspect-ratio” (nient’altro che il rapporto tra altezza e larghezza dell’ immagine che si riassume numericamente come 2.35:1 – 1.86:1 ecc), il formato “anamorfico” (in pratica l’ immagine si adatta perfettamente agli schermi 16:9) o “letterbox” (l’ immagine si adatta ai vecchi televisori 4:3). Per quel che riguarda i Bluray si aggiunge la voce “1080p” (ad indicare la massima risoluzione dell’ immagine riproducibile sugli schermi definiti FullHD).

AUDIO : anche l’ audio è certamente importante e per il quale si può fare un discorso analogo a quello del video. Se un film è stato concepito con audio mono o stereo, ha senso un re-mixaggio nei formati digitali surround? A quanto pare, la diffusione di sistemi home-theater anche di fascia medio bassa, ha portato i produttori a favorire questi formati anche dove non sono strettamente necessari se non proprio eccessivi. Necessario comunque, per una valutazione positiva dell’ edizione, che sia presente una traccia in lingua originale nonostante è risaputo che siamo un Paese viziato dal doppiaggio. Le schede riportano le lingue disponibili (abbreviate “Ita”, “Ing” ecc.) e la relativa codifica audio (i formati più usati sono il Dolby Digital 5.1, DTS e le varianti ad alta definizione presenti nei Bluray).

SOTTOTITOLI : altro elemento spesso e senza valido motivo trascurato. Per chi vi scrive, ad ogni traccia audio in lingua straniera dovrebbe corrispondere una traccia di sottotitoli per non udenti, come minimo. Considerato che diverse case di produzione si stanno impegnando nell’ inserimento di tracce audio-descrittive per non vedenti, mi sembra impensabile che ancora oggi alcuni DVD siano totalmente privi di sottotitoli. Come per l’audio, le schede riportano le abbreviazioni delle lingue di sottotitoli disponibili.

EXTRA : i contenuti accessori non sono fondamentali per una valutazione positiva o negativa ma certamente rappresentano quel “qualcosa in più” che può spingervi a comprare un’ edizione speciale piuttosto che una normale, oppure i sempre più diffusi Bluray rispetto ai DVD. I più ambiti dai cinefili sono certamente i commenti audio e le scene eliminate o alternative. Nelle schede sono elencati come da fascetta.

REGIONE / ZONA : una delle cose più curiose dei versatili supporti digitali, sia DVD che Bluray, sono i blocchi regionali, o di zona, che permettono ai distributori di avere pieno controllo sui propri prodotti, sia come contenuti che come prezzi, in ogni angolo del mondo. Questi blocchi impediscono ad esempio, a noi europei, di poter vedere sui nostri lettori dvd comprati in America o in Asia e viceversa. Per fortuna tali limitazioni sono applicate a livello di software nei nostri lettori e pertanto possono essere aggirati. Esistono anche lettori universali ma non sono poi tanto diffusi. In scheda viene sempre riportato il codice regionale e la zone (2 per i DVD e B per i Bluray) ma in generale i titoli che trattiamo qui sono distribuiti in italia o al massimo in Inghilterra quindi il problema non si pone.
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