Aperitivo a Grado
FEFF21

cine20

Cine20 lo potete leggere tutti i venerdì ed è curata da un ragazzo cagliaritano ed uno genovese. Matteo “Weltall” Soi, dalle pagine del blog weltallsworld.blogspot.com, e Mattia “Tob Waylan” Meirana, da tobwaylan.tumblr.com , mettono insieme la loro esperienza di cine-blogger e cinefili non professionisti per una rubrica alla portata di tutti, libera e accessibile, che spazi da brevi recensioni fino alle uscite home-video, senza dimenticare le doverose segnalazioni sui film in sala, il tutto corredato da un sistema di valutazione facile ed immediato. Perché mettersi in due per gestire la rubrica? Semplicemente perché il “pensiero unico” è noioso e due voci, due opinioni, sia che convergano o che vadano in direzioni opposte, possono essere decisamente più interessanti e stimolanti per chi scrive e per chi legge. Detto questo, andiamo a cominciare.

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Al cinema e non solo.

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COSMOPOLIS di David Cronenberg

Eric Packer, ventottenne multimiliardario, decide di attraversare da parte a parte una New York paralizzata dalla visita del Presidente degli Stati Uniti per andare dal vecchio barbiere di famiglia a farsi aggiustare il taglio. All’ interno della sua Limousine ultra tecnologica, blindata ed insonorizzata, il giovane affronterà una personale Odissea mentre dai finestrini scorrono le immagini della fine del mondo capitalista. Sembra che, con Cosmopolis di DeLillo, Cronenberg abbia trovato nuovamente materia malleabile dalla quale far riemergere le sue ossessioni, a partire da un protagonista che pare un ibrido partorito dalle pulsioni sessuali carne/metallo di Crash, che di umano ha solo un corpo che svolge tutto le sue funzioni, partendo proprio da quelle basilari fisiologiche, all’ interno di una autovettura/incubatrice che lo isola dall’ esterno ma che non può impedire che dall’ interno avvenga la trasformazione che lo preparerà al confronto con il suo destino. Eric è l’ incarnazione stessa del capitalismo e tutto nella sua esistenza ruota intorno alla monetizzazione ed all’ ossessione per il controllo: dal tempo, ridotto e sfruttato in particelle infinitesimali, al matrimonio, dall’ arte fino al proprio corpo. Tutto si regge però sulla gigantesca illusione di poter ricondurre ogni cosa a schemi prevedibili, economici e non solo, ma incapaci di elaborare nei loro processi l’ anomalia, l’ imprevedibile (la crescita dello Yuen, la morte di un rapper per cause naturali, la prostata asimmetrica). Un’ illusione tanto simile a quella di cui furono vittima i mercati finanziari a i tempi della così detta “New Economy” e assimilabile anche alla grande crisi economica cominciata nel 2008. Da qui il grande peso profetico del libro di DeLillo che Cronenberg porta sullo schermo mantenendo per i dialoghi, che Eric intrattiene con le persone che incontra nel suo percorso, una precisione quasi sillabica, riversando sullo spettatore un fiume di parole che pare incontrollato, senza senso e logica eppure il suo esatto contrario allo stesso tempo. Coraggiosa e parzialmente ricompensata, la scelta di Robert Pattinson nel ruolo del protagonista anche se è impossibile non notare l’ abisso che lo separa dai suoi colleghi, come emerge dal confronto finale con un perfetto Paul Giamatti.
GRADIMENTO WELTALL 90%

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MOLTO FORTE INCREDIBILMENTE VICINO di Stephen Daldry

Oskar è un ragazzino di undici anni particolarmente intelligente, curioso ma “limitato” da tante piccole e grandi fobie. Frugando tra le cose del padre, morto durante l’ attentato dell’ 11 settembre 2001 al World Trade Center, trova una chiave la cui unica indicazione è un nome scritto nella busta che la conteneva. Partendo solo da questo piccolo indizio, Oskar intraprende un viaggio per i quattro angoli di New York per trovare la serratura o il lucchetto adatto per la sua chiave. Non è la prima volta che la particolare narrativa di Jonathan Safran Foer arriva al cinema: già il suo primo romanzo, Ogni Cosa è Illuminata, era stato da lui stesso adattato e diretto per il grande schermo riuscendo nell’ impresa di semplificare, senza togliere peso o importanza, una storia che si sviluppava su tre piani narrativi differenti. Per questo Molto Forte Incredibilmente Vicino invece, prende tutto in mano Stephen Daldry, coaudivato dallo sceneggiatore Eric Koth, che con il suo The Hours aveva ben dimostrato di saper adattare materie letterarie non proprio facilissime. Spiace dire però che in questo caso fallisce completamente nel compito dimostrandosi incapace di gestire una materia delicatissima come l’ attentato dell’ 11/09. Quello che poteva (e forse doveva) essere uno sfondo all’ impossibile ricerca intrapresa da Oskar, diventa nelle mani di Daldry un arma di ricatto puntata costantemente verso gli spettatori ai quali si vuole per forza far scendere qualche lacrima. Così, con quelle immagini terribili che sono scolpite a fuoco nella memoria di tutti utilizzate con reiterata furbizia, le vicende di Oskar perdono di forza e spessore nonostante la sua ricerca sia tutt’ altro che banale e non finalizzata unicamente a tenere un legame con il padre che non c’è più. Quello che cerca sono risposte che permettano di razionalizzare quel che non può essere razionalizzato, dare un senso alla violenza, alla morte, alla perdita. Quesiti esistenziali che, tanto dalla mente di un bambino tanto da quella di un adulto, non possono essere risolti. Peccato che anche in questo ci si perda dietro troppi ritratti umani poco convincenti ad eccezione forse del vecchio muto interpretato dal grande Max Von Sidow. Ma non pensate che basti un attore veterano ed uno giovane ed esordiente dai grandi occhi blu a salvare una nave che imbarca acqua già pochi minuti dopo essere salpata.
GRADIMENTO WELTALL 40%

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LA FUGA DI MARTHA di T. Sean Durkin

Dopo aver trascorso due anni in una comunità, la giovane Martha decide di fuggire dalla sua famiglia-setta e di rifugiarsi in casa della sorella. Ma non sarà per nulla facile lasciarsi alle spalle i ricordi e l’ indottrinamento subito. Al solito, l’ adattamento del titolo in Italiano dell’ opera d’ esodio di Sean Durkin, La Fuga di Martha, sminuisce l’ importanza di quello originale, Martha Marcy May Marlene, tre nomi propri un’ unica persona che cerca disperatamente il suo posto nel mondo finendo per perdere completamente se stessa. Il fulcro stesso della narrazione pare proprio essere la ricerca di una propria identità, una cosa che la protagonista Martha (la splendida e bellissima esordiente Elizabeth Olsen) fatica a mettere a fuoco divisa fra il lavaggio del cervello subito nella comunità, che la priva perfino del proprio nome, ed il “sei ciò che possiedi” che emerge dal benessere tutto borghese sul quale hanno costruito la propria famiglia la sorella con il marito. Attraverso un continuo balzare avanti e indietro tra presente e ricordi, utilizzando in maniera quasi chirurgica dei flashback che aprono dei brevi ma significativi spaccati di vita in comunità, Durkin ci porta sempre più in profondità nel tumulto di emozioni che scuotono l’ esistenza della giovane Martha, dolore, paura, senso di colpa fino ad una incontrollabile e pericolosa paranoia. Il dramma personale di una ragazza smarrita diventa così un efficace thriller d’ atmosfera solo all’ apparenza irrisolto, ma che trova la sua compiutezza in un finale che sembra uscire direttamente dal cinema di Haneke.
GRADIMENTO WELTALL 75%

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Brevemente in sala (a cura di Tob Waylan).

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ATTACK THE BLOCK di Joe Cornish

Un film inglese, con gli alieni e dei ragazzetti delle case popolari che fanno più paura di loro. Un film a budget limitato ma bellissimo, divertente e pieno di idee. Sicuramente con il doppiaggio si perderà l’effetto straniante degli assurdi accenti con cui parlano i protagonisti, ma le battute saranno le stesse e, fortunatamente, funzioneranno allo stesso modo.
ATTESA TOB WALYAN E WELTALL 100%

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KILLER ELITE di Gary McKendry

Un film “action” con Jason Statham e Robert De Niro, tra virgolette perché ultimamente questo tipo di film viene venduto come action puntando la promozione su sequenze tali, ma che poi, nel complesso, non sono altro che thriller con poca azione e tante chiacchere. A giudicare dalle numerose recensioni Killer Elite pare proprio uno di questi casi, un thriller mascherato da action per vendere meglio, quindi magari è bene abbassare le aspettative e non aspettarsi nulla da Jason Statham se non un salto mortale legato ad un sedia.
ATTESA TOB WAYLAN E WELTALL 60%

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LOVE AND SECRETS di Andrew Jarecki

Un film di ormai un paio di anni fa distribuito ora perché c’è Ryan Gosling e Ryan Gosling ha iniziato a tirare parecchio anche grazie al successo di Drive. C’è Kristen Stuart che sparisce e poi torna e incontra lui, ed un sentimento che il film non sia nulla di che e lontanissimo dall’essere riuscito.
ATTESA TOB WAYLAN E WELTALL 50%

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LA GUERRA E’ DICHIARATA di Valérie Donzelli

Una produzione francese che racconta il dramma di una giovane coppia al cui figlio di soli 18 mesi viene scoperto un tumore al cervello. Istintivamente mi verrebbe da dargli del polpettone strappalacrime e segarlo con uno 0% ma è pur sempre un film francese e i francesi a trattare le emozioni sono bravissimi, se non i più bravi. I giudizi, poi, sembrano tutto più o meno positivi e quindi c’è il rischio che sia, sul serio, un bel film.
ATTESA TOB WAYLAN E WELTALL 70%

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LORAX – IL GUARDIANO DELLA FORESTA di Chris Renaud

Un film d’animazione della Illumination Entertainment, la stessa del divertente Cattivissimo Me, che vede protagonista un coso arancione doppiato in qualsiasi lingua da Danny DeVito, anche in italiano. Sarà sicuramente molto per bambini e poco o niente per adulti e, quindi, poco interessante per chi, come me, preferisce film più elaborati e anche per adulti come quelli Pixar o Dreamworks.
ATTESA TOB WAYLAN E WELTALL 0%

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MARYLIN di Simon Curtis

Una storia noiosissima tratta da quella vera di un regista fallito che altro non ha fatto nella vita che scrivere libri sulla sua relazione, durata pochi giorni, con Marilyn Monroe, qui interpretata da una incredibilmente bella Michelle Williams, unica giustificazione per la visione.
ATTESA TOB WAYLAN 20%
ATTESA WELTALL 0%

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VIAGGIO IN PARADISO di Adrian Grunberg

Quel che resta della dignità di Mel Gibson fugge dalla polizia e finisce in Messico dove gli fanno brutto e lo mettono dentro ed evidentemente i titolisti italiani reputano il messico un gran paradiso dove tutti sono felici, ergo perché non tradurre Get The Gringo con un titolo del cazzo del genere? Io non lo voglio vedere se non trascinato a forza, ma forse qualcosa di buono, molto remotamente, c’è.
ATTESA TOB WAYLAN 40%
ATTESA WELTALL 0%

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Consigli per gli acquisti.

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WAR HORSE (DVD e BD già disponibili dal 30/05/12)

L’ ultimo film di Spielberg, diviso tra amicizia e guerra, declina la spettacolarità ad uno stile, narrativo e visivo, decisamente classico ma non per questo meno considerevole d’ attenzione. Due le edizioni previste, DVD e Bluray, ma la seconda può contare sulla versione digitale e scaricabile del film e, se ordinato da alcuni store online, un photobook di 24 pagine.
* DVD * VIDEO: 2.40:1 anamorfico – AUDIO: Ita / Ing / Ted / Tur Dolby Digital 5.1 – SOTT: Ita / Ing / Ing non udenti Ted / Tur – EXTRA: War Horse: il look
ACQUISTO: CONSIGLIATO
* BLURAY * VIDEO: 2.35:1 anamorfico 1080p – AUDIO: Tur Dolby Digital 5.1, Ita / Ted DTS HR 7.1 – Ing DTS HD 5.1 – SOTT: Ita / Ing / Ing non udenti Ted / Tur – EXTRA: War Horse: il viaggio a casa, Un diverso punto di vista
ACQUISTO: CONSIGLIATO (ma solo per il photobook)
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