Aperitivo a Grado
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Cine20 lo potete leggere tutti i giovedì ed è curata da Matteo “Weltall” Soi dalle pagine del blog weltallsworld.blogspot.com e dal blogger-seriale Kusa direttamente da lavitaenientaltro.wordpress.com. Una coppia inedita disposta a tutto pur di mettere la loro esperienza di cine-blogger e cinefili non professionisti per una rubrica alla portata di tutti, libera e accessibile, che spazia da brevi recensioni fino alle uscite home-video, senza dimenticare le doverose segnalazioni sui film in sala, il tutto corredato da un sistema di valutazione facile ed immediato. Detto questo, andiamo a cominciare.

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Al cinema e non solo.

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THE MASTER di Paul Thomas Anderson

“There will be blood” risuonava come una promessa rivelandosi poi una premonizione di quel che sarebbe successo, del sangue versato per porre le basi dell’ America di oggi. Il Petroliere di Paul Thomas Anderson era così, un film potente e diretto supportato dalla gigantesca prova attoriale di Daniel Day Lewis. Messo direttamente a confronto, The Master appare un’ opera più complessa, più stratificata ma legata a filo diretto con la precedente e forse per questo non meno importante. L’ America in fondo è sempre la stessa, qualche anno più tardi certamente, ma ugualmente confusa, con un posto nel panorama mondiale che si va a rafforzare grazie al proprio ruolo nella Seconda Guerra Mondiale. Ed anche qui la promessa di sangue è stata mantenuta, lasciando sulle spalle di tanti ex soldati il peso di costruirsi un futuro con le ferite ancora aperte lasciate dalla guerra. Tra questi c’è Freddie Quell, ex soldato di Marina facile preda di istinti violenti e sessuali, che si avvelena quando può con intrugli alcolici di sua creazione. La sua strada si incrocia con quella di Lancaster Dodd, dottore, filosofo, scrittore, ciarlatano, sedicente leader di una sorta di culto conosciuto come La Causa. Dodd accoglie Freddie come un figlio per poi cercare di farne un allievo ed infine di domarlo alla stregua di un animale selvatico. La ricerca del “potere”, questa volta incarnato nella deleteria ossessione per il controllo, è un altro dei punti in comune con Il Petroliere perchè è questo stesso “potere”, seppur in forme diverse, a consumare i protagonisti. Impreziosito da momenti di altissimo cinema, ai quali Paul Thomas Anderson ci ha abituato fino a viziarci, e dalla cornice musicale di Jonny Greenwood, The Master racconta, nel suo strato più superficiale ma non meno importante, un confronto umano di grande impatto emotivo, costruito intorno alle titaniche interpretazioni di Philip Seymour Hoffman e Joaquin Phoenix. In questo confronto, dal quale entrambi usciranno segnati, le convinzioni di Dodd scricchiolano, cedono e si sbriciolano infine, di fronte all’impossibilità di comprendere un uomo difficile, forse malato, come Freddie e di poterlo tenere al guinzaglio, prova tangibile di un America che ha bisogno di una guida forte e decisa. Freddie in fondo rappresenta il “fattore x”, imprevedibile e forse pericoloso, la mano che spazza la scacchiera, il soffio che fa crollare il castello di carte.
GRADIMENTO WELTALL 85%

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VITA DI PI di Ang Lee

Progetto ambizioso, portare sullo schermo un romanzo come quello di Yann Martel,  che per la maggior parte si svolge su una scialuppa in mare aperto con a bordo solo un ragazzo e una tigre del Bengala: certamente un’ idea di fondo forte,  capace  di stuzzicare la curiosità dello spettatore, e una sfida registica stimolante per Ang Lee,  visto che mantenere vivo l’interesse con così pochi elementi non è impresa da tutti. E’ però stranamente proprio quella la parte più riuscita di Vita di Pi, tra virtuosismi di ripresa, meraviglie di computer grafica  e splendide immagini degne di un pittore impressionista, con suggestioni naturalistiche e metafisiche insieme. Quel che a mio parere sottrae fascino alla pellicola sono da un lato un prologo troppo lungo, con inutili divagazioni, e solo in parte funzionale alla storia,  e dall’altro un epilogo troppo veloce,  troppo parlato, troppo spiegato. E’ come se la narrazione per immagini che così abilmente Ang Lee ha creato nel resto della pellicola venisse smorzata da un improvviso ed inutile eccesso di parole, con l’effetto di una vera e propria doccia fredda dopo un sogno ad occhi aperti, affascinante e terribile insieme: un effetto certamente voluto per comprendere il senso del cammino spirituale e personale del protagonista, che a mio avviso però non risulta equilibrato con il resto della narrazione.  Sulla visione in 3D  non posso esprimere giudizi, avendolo visto “senza occhialini”,  però va detto che per la maggior parte del tempo ho avuto la netta sensazione di guardare in bianco e nero un film a colori , o di ascoltare un musical senza sonoro, tanto era evidente la mancanza di profondità delle immagini che scorrevano sullo schermo: una su tutte la sequenza del naufragio, raccontata come strepitosa da chi l’ha vissuta in 3D.  Si potrebbe a questo punto aprire una riflessione sul  bistrattato 3D (tecnologia su cui mi trovo molto scettico),  spesso inutile ma in alcuni casi necessario, e sull’opportunità di far uscire in sala in 2D pellicole specificamente pensate e concepite per la visione stereoscopica,  esattamente come questo Life of Pi.  Paradossalmente, una tecnologia pensata  per “riportare gli spettatori al cinema” potrebbe finire invece per trovare la sua collocazione ideale nel salotto di casa, dove per scegliere un  formato piuttosto che un altro basta solo cambiare canale, o acquistare il blu-ray in doppio formato.
GRADIMENTO KUSA 60%

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Brevemente in sala (a cura di Weltall)

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ASTERIX E OBELIX AL SERVIZIO DI SUA MAESTA’ di Laurent Tirard

Non centra poi molto ma è difficile parlare di questo ennesimo (terzo? Quarto?) capitolo delle scorribande cinematografiche di Asterix e Obelix, senza che la mente vada al teatrino messo in piedi in questi giorni da uno dei suoi protagonisti. Gerard Depardieu ha infatti deciso di prendere il passaporto russo a seguito di aperte divergenze con l’ attuale governo francese reo, a detta dell’ attore, di voler tassare i più ricchi. Gesto davvero nobile, non c’è che dire, e di cui in questa sede forse non dovremo neanche trattare. Ma in fondo a chi frega qualcosa di questo film o della sua trama dove alla fine i nostri finiscono per picchiare qualche legionario? Recuperatevi i fumetti che è meglio.
ATTESA WELTALL 0%

Amavo molto i fumetti di Goscinny e Uderzo,  e anche i film d’animazione da essi tratti, che sono sicuramente meglio di queste versioni live. Il mio preferito in assoluto resta Asterix e Cleopatra.
ATTESA KUSA 0%

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CLOUD ATLAS di Tom Tykwer, Andy Wachowski, Lana Wachowski

Ed ecco un film che ti mette in crisi. I fratelli Wachowski hanno molto da farsi perdonare ed il simpatico Speed Racer non basta di certo a cancellare l’ inutilità e la bruttezza dei due seguiti di Matrix. Tratto dal romanzo di David Mitchell, Cloud Atlas racconta non una storia sola ma ben sei ambientate tutte in luoghi ed in tempi diversi, ma collegate tra loro da alcuni fondamentali elementi. Si parla di destino, reincarnazione in una pellicola che appare davvero ambiziosa e non certo priva di fascino. Ma ci vorrà qualcosa di più di effetti speciali ed un grande cast (nel quale spunta la giovane coreana Do-naa Bae) per portare a casa un consenso di pubblico ed una fiducia che bisogna riguadagnarsi e che non verrà certo regalata. Attesa cari Wachowski.
ATTESA WELTALL 50%

Seguiti di Matrix? Ah perchè hanno fatto dei seguiti di Matrix? E quand’è successo? Comunque la si veda,  Cloud Atlas è un film certamente intrigante ma difficilissimo, tratto da un romanzo (che sicuramente presto leggerò)  definito infilmabile per la sua complessa struttura , che tra l’altro  esce curiosamente a poca distanza da Vita di Pi, libro di cui si era detta la stessa cosa ma per diversi motivi.  Ai Wachowski nella loro carriera finora sono riuscite molto bene due cose, quella pietra miliare della fantascienza cyberpunk che è  Matrix e la sceneggiatura di V for Vendetta, ma lì c’era un testo forte come il fumetto di Alan Moore a facilitarli. Qui si viaggia su un terreno molto simile a quello di The Fountain –  L’albero della vita di Darren  Aronofsky (che a me non è piaciuto per niente), e quindi come in quel caso  si rischia er pasticciaccio bbrutto, anche perchè pochi registi hanno il talento visionario e il polso fermo per gestire storie così complesse, per di più con una durata “fiume” che sfiora le tre ore. A mio avviso resta comunque una pellicola da vedere, anche per il cast coinvolto.  Sperem …
ATTESA KUSA 65%

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QUELLO CHE SO SULL’ AMORE di Gabriele Muccino

Ditemi quello che volete ma questo è un film da vedere. Non c’è altro modo per capire come il pupillo del cinema americano, sotto l’ ala protettrice di Will Smith, abbia catturato tante simpatie per poi venir massacrato da critica e pubblico con un film in cui si porta dietro un cast piuttosto importante ed una storia dal sapore italiano che parla di un ex atleta (ex calciatore, giusto per sentirci un po’ a casa) che ha buttato la sua carriera al cesso ed ora prova a rimettere insieme quel poco che resta della sua famiglia. Al grido di “Hollywood è spietata” e “sono ingrassato di 30 chili per lo stress (WHAAAAT?)” ciccio-Muccino è andato a piangere un po’ ovunque per le sue sfortune e ci ha fatto un po’ di tristezza mista a simpatia. Perciò, diamo una possibilità al suo film. Non sarà poi così terribile, vero? VERO?
ATTESA WELTALL: INQUANTIFICABILE IN PERCENTUALE

Avete presente in Frankenstein Junior il cavallo che si imbizzarriva ogni volta che qualcuno pronunciava “Frau Blucher” ? Ecco a me tutte le volte che qualcuno dice Muccino mi viene da urlare …
Muccino! AAAAARGGGGH !!!!!
ATTESA KUSA: AAAAARGGGGH !!!!!

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A ROYAL WEEK END di Robert Michell

Ok questa mi è nuova. Generalmente i film con un titolo in inglese vengono adattati in italiano in maniera assurda e ridicola. Ma non mi era mai capitato di vedere un titolo inglese (Hyde Park on Hudson) adattato con un altro titolo inglese. Al di la di questa stranezza degna di un episodio de Ai Confini della Realtà, il film di Mitchell racconta del week end passato dai regnanti inglesi in america ospiti del presidente Roosvelt e della moglie nel 1939, prima visita ufficiale di un monarca britannico negli Stati Uniti. Un film che si presenta da solo con attori del calibro di Bill Murray (si può solo provare ad immaginarlo nei panni di Roosvelt), Laura Linney e Olivia Williams.
ATTESA WELTALL 60%

E vedi che mi ti distrai, caro collega? Vabbè, saranno i postumi dei troppi brindisi delle feste appena passate … comunque il falso titolo inglese non è una novità, anzi i nostri simpatici distributori e/o pubblicitari avevano già usato questo astuto (???) stratagemma (???) con il recente Bachelorette, diventato da noi l’assai (nel loro indubitabile buon gusto) più intrigante The Wedding Party.  Comunque non si capisce perchè in questo caso non andasse bene un’onestissimo Un Weekend con Sua Maestà , ma tiriamo innanzi. Qua per me tutto il motivo d’interesse per la pellicola si  riassume nel cast femminile, infatti Laura Linney e Olivia Williams sono due delle mie attrici preferite del momento (anche per le loro buone frequentazioni seriali, The Big C e Dollhouse rispettivamente), sia come bravura che come bellezza. Sì, lo so, ho gusti strani. E sì, lo ammetto, Bill Murray non mi fa impazzire, con le dovute e sacrosante eccezioni però: Groundhog Day e Tutte le Manie di Bob su tutti.
ATTESA KUSA 55%

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LA SCOPERTA DELL’ ALBA di Susanna Nicchiarelli

Secondo ed ultimo film italiano della settimana, nonchè tentativo fallito in partenza di rubare spazio e visibilità al film di Muccino. Poco importa che qui si parli di tematiche più pesanti come lo strascico di un delitto delle Brigate Rosse, commesso nei primi anni ottanta, che ha segnato due bambini ora adulti, decisi a liberarsi di una casa di famiglia nella quale scoprono, attraverso un vecchio telefono, la possibilità di parlare con le loro controparti di quasi trent’ anni prima e quindi di poter scoprire la verità dietro il brutale omicidio del padre. Come dicevo, dopo Muccino non ce n’è per nessuno.
ATTESA WELTALL 0%

Muccino! AAAAARGGGGH !!!!!
ATTESA KUSA 0%

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Consigli per gli acquisti.

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achilleACHILLE E LA TARTARUGA (DVD già disponibile dal 27/12/12)

La pubblicazione italiana in dvd dei film di Kitano segue percorsi davvero particolari contraddistinti da assenza di logica e quindi incomprensibili. Mentre aspettiamo che qualcuno pubblichi in edizioni decenti i suoi film più famosi (magari Kikujiro con la traccia audio originale sottotitolata, Kid Return o Hana-Bi) ci accontentiamo dell’ uscita di Achille e la Tartaruga, capitolo conclusivo dell’ ideale trilogia iniziata con Takeshis’ e Glory to the Filmmaker. La Ripley Home Video propone un’ edizione piuttosto semplice ma completa, senza audio italiano ma con adeguati sottotitoli a corredare le due tracce in lingua originale.
* DVD * VIDEO: 1.85:1 anamorfico – AUDIO: Gia Dolby Digital Stereo 2.0, Gia Dolby Digital 5.1 – SOTT: Ita – EXTRA: “Un passo più lungo della gamba” – REGIONE: 2
ACQUISTO: CONSIGLIATO

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prometheusPROMETHEUS (DVD e BD C.E. già disponibili dal 27/12/12)

Prometheus è stato per molti (incluso per il sottoscritto, anche se in maniera più limitata) una delle più cocenti delusioni dell’ anno appena passato, il film che poteva riportare la carriera di Ridley Scott ai vecchi fasti e che invece sembra porci sopra la definitiva pietra tombale. Il problema di fondo stà in un progetto che poteva raccontare qualcosa di nuovo e affascinante, partendo da una base solida come l’ universo narrativo di Alien, e invece finisce per cercare la via più semplice finendo per pescare a piene mani dall’ immaginario della precedente quadrilogia in maniera furba e maldestra. E’ un peccato davvero, però il film ha anche i suoi sostenitori ed è per loro che si segnalano le uscite home video presenti nei negozi. Vista la potenza visiva del film, si consiglia quella in Bluray (meglio se Collectors Edition).
* DVD * VIDEO: 2.40:1 anamorfico – AUDIO: Ita / Ing Dolby Digital 5.1 – SOTT: Ita / Ing – EXTRA: Scene tagliate ed alternative – REGIONE: 2
ACQUISTO: CONSIGLIATO
* BLURAY * VIDEO: 2.40:1 anamorfico – AUDIO: Ita DTS HD 5.1, Ing DTS HD 7.1 – SOTT: Ita / Ing – EXTRA: Commento audio di Ridley Scott, Commento audio di John Spaihts e Damon Lindelof, Scene tagliate ed alternative, inclusi un inizio e un finale alternativi (con commento opzionale di Pietro Scalia e Richard Stammers), Gli schedari di Peter Weyland, Gli Dei Furiosi: la creazione di Prometheus, 23 Pod di approfondimento, Accesso esclusivo agli archivi della Weyland Corp, Applicazione mobile Prometheus – ZONA: B
ACQUISTO: CONSIGLIATO

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wargamesWARGAMES – GIOCHI DI GUERRA – ED. 30° ANNIVERSARIO
(BD già disponibile dal 09/01/13)

Il film di John Badham è un cult assoluto degli anni ’80 e forse, guardandolo oggi con la diffusione capillare di internet e dell’ online gaming, può sembrare un po’ sorridere. Rimane comunque un titolo da riscoprire ed acquisto imprescindibile per chi ha già trent’ anni o più sulle proprie spalle. L’ edizione in DVD è già presente da anni nel nostro mercato e finalmente la 20th Century Fox porta nei negozi il Bluray uscito in occasione del trentesimo anniversario del film con diversi contenuti extra inediti.
* BLURAY * VIDEO: 1.85:1 anamorfico 1080p – AUDIO: Ita DTS HD 1.0, Ing DTS HD 5.1 – SOTT: Ita / Ing – EXTRA: Commento audio, Loading Waragames – Documentario, Attacco degli Hacker, Il Norad, Gioco del tris: la storia, Trailer – ZONA: B
ACQUISTO: CONSIGLIATO
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