Aperitivo a Grado
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cine20

Cine20 lo potete leggere tutti i venerdì ed è curata da un ragazzo cagliaritano ed uno genovese. Matteo “Weltall” Soi, dalle pagine del blog weltallsworld.blogspot.com, e Mattia “Tob Waylan” Meirana, da tobwaylan.tumblr.com , mettono insieme la loro esperienza di cine-blogger e cinefili non professionisti per una rubrica alla portata di tutti, libera e accessibile, che spazi da brevi recensioni fino alle uscite home-video, senza dimenticare le doverose segnalazioni sui film in sala, il tutto corredato da un sistema di valutazione facile ed immediato. Perché mettersi in due per gestire la rubrica? Semplicemente perché il “pensiero unico” è noioso e due voci, due opinioni, sia che convergano o che vadano in direzioni opposte, possono essere decisamente più interessanti e stimolanti per chi scrive e per chi legge. Detto questo, andiamo a cominciare.

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Al Cinema e non solo.

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HUGO CABRET di Martin Scorsese

Nella stazione ferroviaria di Parigi vive il giovane orfano Hugo Cabret impegnato a verificare il corretto funzionamento degli orologi del complesso e a raccattare, anche con piccoli furti, qualche ingranaggio per riparare un automa, unico lascito del defunto padre. Oggetto misterioso, forse magico, veicolo di ricordi e ponte tra generazioni, capace di catturare e “scolpire” frammenti di tempo, come i fotogrammi su di una pellicola. L’ automa è il Cinema o perlomeno ciò che il Cinema rappresenta per i protagonisti della storia, Hugo, suo padre e il cineasta George Melies, un “meccanismo” che funziona grazie alla complessità dei suoi ingranaggi, nascosto dietro all’ illusione, alla magia di un’ instancabile fabbrica di sogni. Scorsese ci promette un’ avventura, all’ apparenza banale, risaputa, forse infantile, e ci regala invece un omaggio alla Settima Arte nella sua totalità, un viaggio alle origini che sfiora i Lumiere e arriva dritto a Melies, mago ed illusionista, artigiano di un cinema che fu e che rivive oggi grazie ad un 3D quanto mai importante nella sua funzione di giuntura fondamentale tra presente e passato. Tutto il film ruota intorno a questo legame imprescindibile tra ieri e oggi, sull’ importanza della memoria non solo come inestimabile eredità ma come catalizzatore di quelle emozioni che stanno alla base dell’ amore per il cinema. Un viaggio non facile, all’ apparenza non per tutti, ma per il quale Scorsese mette a disposizione un treno capiente. E se per caso vi riconoscete in Hugo e Isabelle e nelle espressioni estasiate e divertite dei loro volti illuminati dallo schermo cinematografico, allora state pur certi che siete nelle carrozza giusta.
GRADIMENTO WELTALL 80%

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HESHER E’ STATO QUI di Spencer Susser

Padre e figlio, travolti da un gravissimo lutto, si ritrovano incapaci di rimettere le loro vite in carreggiata quanto basta per ricompattare un nucleo familiare sbriciolatosi sotto il peso del dolore per la perdita. In aggiunta ad una situazione già di per se al limite, arriva Hesher, uno sbandato vagabondo metallaro che si instaura nel loro garage diventando, anche dietro minaccia, loro ospite poco gradito. Quasi come nel “miikiano” Visitor Q, la salvezza arriva dal fattore X inaspettato, l’ elemento esterno che, anche con metodi poco ortodossi, mette ordine nel caos. L’ elaborazione del lutto, in questo caso, passa attraverso l’ anarchica follia di Hesher che spinge padre e figlio oltre quel limite dove, o ci si rialza o si sprofonda definitivamente. Le somiglianze, seppur superficiali, con il film di Miike non tardano però a farsi sempre più impalpabili lasciando la sensazione che il regista Spencer Susser, qui al suo esordio nel lungometraggio (2010), non sia riuscito a portare a compimento quanto di buono lasciato intuire sin dai primi minuti del film. Le potenzialità del personaggio di Hesher ad esempio (interpretato da un Joseph-Gordon Lewitt cappellone trasandato e malamente tatuato) si perdono strada facendo forse per una mancanza di coraggio nel tenere un approccio politicamente scorretto (perfettamente incarnato dal protagonista) anche di fronte al dramma. Susser preferisce la strada più facile, rifugiandosi appena possibile dietro la facciata da commedia agro-dolce tipica di un certo modo di fare cinema “indie” negli Stati Uniti, perdendo la preziosa occasione di lasciare il segno con un film che si dimostra, certo piacevole, ma nulla più.
GRADIMENTO WELTALL 55%

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Brevemente in sala.

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ALBERT NOBBS di Rodrigo Garcia

Triangoli amorosi e saffici, Glenn Close che vuol far l’uomo ma non mi sembra ci riesca così bene visto che sembra donna pure da lontano, un trailer che pompa archi in una colonna sonora strappalacrime che urla Oscar da tutte le parti. L’unica cosa buona è che c’è Mia Wasikowska, la mia adorata Mia Wasikowska. Poi magari Glenn Close è brava davvero eh, ma che palle ‘sti film ruffiani che fanno di tutto per nascondere la loro qualità dietro le lacrime degli spettatori.
ATTESA TOB WAYLAN 20%
ATTESA WELTALL 50%

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40 CARATI di Asger Leth

Un uomo minaccia di buttarsi giù da un cornicione mentre il fratello svaligia una gioielleria e sembrerebbe un thriller piuttosto convenzionale non fosse che sul quel cornicione l’uomo ci starà per tutto il film. Non è una nuova idea, già in In linea con l’assassino, ad esempio, era girato interamente intorno ad una cabina telefonica, ma potrebbe rivelarsi una bella sorpresa.
ATTESA TOB WAYLAN E WELTALL 60%

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LA VERITA’ NASCOSTA di Andrés Baiz

L’ennesimo thriller spagnolo con probabile deriva horror, che lì in Spagna con i film di genere praticamente ci campano. Gente che scompare e la solita domanda: ma è bello o no? Dalla Spagna continuano ad arrivare film senza che se ne senta parlare prima a meno che non ci sia di mezzo Gulliermo Del Toro ed è sempre difficile farsene un’idea generale. Staremo a vedere, ma non sospetto nulla di buono.
ATTESA TOB WAYLAN E WELTALL 50%

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STAR WARS – EPISODIO I – LA MINACCIA FANTASMA 3D di George Lucas

George Lucas ha deciso di riportare Star Wars al cinema e in 3D, peccato abbia deciso di partire dal primo capitolo, quella schifezza senza senso del primo capitolo. Gli altri due sono solo schifezze, ma questo, questo. Perché.
ATTESA TOB WAYLAN 0%

Non riesco ad essere, verso Star Wars, negativo come il mio socio anche se è palese l’ abisso che c’è tra la vecchia e la nuova trilogia. Al di la di questo però, l’ operazione in questione mi pare tutta sbagliata, sia per il 3D che per la scelta di ripartire in ordine cronologico. Non che ci sia da stupirsi dopo tutto, visto che Lucas non ne ha azzeccata una da quando gli è venuto il pallino di rimettere mano continuamente alla saga fantascientifica più bella di tutti i tempi.
ATTESA WELTALL 0%

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TE UOMINI E UNA PECORA – UN MATRIMONIO DA INCUBO di Stephan Elliot

Una commedia, un matrimonio, una pecore, un trailer dalle gag che non fa ridere. No, grazie.
ATTESA TOB WAYLAN E WELTALL 0%

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COM’E’ BELLO FAR L’ AMORE di Fausto Brizzi

Fabio De Luigi e Claudia Gerini non scopano più. Che ridere.
ATTESA TOB WAYLAN E WELTALL 0%

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Consigli per gli acquisti.

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Ehm, purtroppo, a meno che non siate interessati alla raccolta in Bluray dei primi tre Mission : Impossible, le uscite serie latitano anche questa settimana!
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