Aperitivo a Grado
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Cine20 lo potete leggere tutti i giovedì ed è curata da Matteo “Weltall” Soi dalle pagine del blog weltallsworld.blogspot.com e dal blogger-seriale Kusa direttamente da lavitaenientaltro.wordpress.com. Una coppia inedita disposta a tutto pur di mettere la loro esperienza di cine-blogger e cinefili non professionisti per una rubrica alla portata di tutti, libera e accessibile, che spazia da brevi recensioni fino alle uscite home-video, senza dimenticare le doverose segnalazioni sui film in sala, il tutto corredato da un sistema di valutazione facile ed immediato. Ma non possiamo più trascurare l’importanza delle serie TV alle quali dedichiamo Derive Seriali, una sezione apposita curata da :A:, scrittore, sceneggiatore e nerd impenitente.
Detto questo, andiamo a cominciare.

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Derive Seriali.

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DOCTOR WHO – NONA STAGIONE (2015)

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E anche la nona stagione del reboot del Doctor Who è finita. E a costo di fare numerosi spoiler (siete avvisati) dobbiamo confermare che è stata l’ennesima delusione. Da cinque stagioni a questa parte.
I rating paiono dare ragione a Steven Moffat, ormai headwriter e produttore esecutivo – non a caso – da cinque stagioni.
Tuttavia, se siete amanti della coerenza narrativa, come chi scrive, ormai non ne potete più.
Facciamo un passo indietro. È chiaro che nel modo di scrivere sceneggiature dagli anni 00 in poi qualcosa è cambiato. Se prima le sceneggiature erano meccanismi a orologeria rigorosi, dove tutto aveva una propria coerenza interna, col nuovo millennio (forse complice anche il disturbo dell’attenzione dovuto all’uso di internet?) le sceneggiature sono diventate meno coerenti e appaiono più come una serie di momenti emotivi molto forti e debolmente concatenati tra loro. Dove un evento non ha conseguenze, dove viene data una “regola” interna all’universo narrato che non viene rispettato, dove la logica narrativa è abbandonata in favore di una sequenza di effetti shock.
Steven Moffat, da quando ha preso le redini di questa serie TV, pare avere applicato questo metodo fino in fondo: quello che succede in un episodio precedente non ha conseguenze sul successivo, molto spesso vengono costruite trame intricatissime sbrogliate in maniera sbrigativa e con enormi rivelazioni che si rivelano spesso delle sciocchezzuole. L’importante è mettere in scena momenti epici, monologhi roboanti, emozionare, emozionare, emozionare. Poco conta che tutto quello che porta a quei momenti sia contraddittorio o slegato. Il momento “forte” non viene preparato: c’è, e quello che viene prima (o dopo) è solo molto vagamente connesso.
Tutto questo si applica perfettamente a questa stagione, che se vista nel suo insieme è la storia del rapporto del Dottore con Clara. Un rapporto non chiarissimo: non si parla mai d’amore, ma quale possa essere la motivazione così forte che spinge il Dottore a violare le proprie regole se non questa, non ce lo sappiamo spiegare. Non è la prima volta che un companion muore, eppure in questo caso il Dottore è disposto a violare le regole dello spazio-tempo e a uccidere a sangue freddo. Certo, uccide un Time Lord, e quindi ci aspettiamo una rigenerazione, ma il discorso non cambia.
E – finalmente – assistiamo all’uscita di scena di Clara Oswald.
E chi è Clara? Difficile dirlo. L’abbiamo vista morire numerose volte, solo per scoprire, alla fine della settima stagione del reboot, che la ragazza si è “lanciata” nel flusso temporale costituito dalla tomba del Dottore su Trenzalore e che la sua essenza si è “diffusa” nel continuum spazio-temporale per “aiutare” il Dottore durante tutto il corso della sua esistenza. È servito? Chissà. A parte suggerire al Primo Dottore quale Tardis rubare, ed essere la companion dell’undicesima e dodicesima reincarnazione del Dottore, non sembra che la cosa abbia avuto molti effetti. A tal punto che nella stagione successiva la vediamo ancora scorrazzare per lo spazio-tempo col nostro Gallifreyano preferito.
Non solo: Clara dovrebbe essere una specie di Doctor Who al femminile. Senza stare ad analizzare ogni singolo episodio, le volte in cui la ragazza manifesta una stupidità suprema non si contano. Davvero sarebbe una “Clara Who”, come viene detto in un dialogo del finale di stagione?
Insomma, un personaggio sul quale Moffat ha cambiato idea più e più volte (come tantissimi aspetti delle storyline passate) e che a livello di caratterizzazione risulta totalmente contradditorio. Scusate se la cosa ci infastidisce.
Allo stesso tempo, Moffat continua con la sua idea di “best of”, che però va rapidamente esaurendo.
Incurante del fatto che siamo di fronte a una serialità “mista”, con episodi verticali che costruiscono poco a poco una serialità orizzontale, tutto si basa su un’orizzontalità che parte a inizio stagione, viene dimenticata nel corso della medesima (o a cui viene fatto riferimento in maniera goffa e forzata) e viene ripresa nel finale di stagione. Ma dopo avere mostrato la tomba di un immortale è difficile alzare la posta, e Moffat se ne rende conto benissimo. Quindi abbiamo uno sceneggiatore talentuosissimo quando si tratta di scrivere un episodio singolo, ma che non è assolutamente in grado di gestire una serialità di lungo corso. Ogni episodio parte con dei presupposti serenamente contraddetti pochi minuti dopo, e soprattutto abbiamo perso il conto di quante volte il Dottore torna sulla propria linea temporale per risolvere un problema. Peccato che questo sia Doctor Who, e una delle regole di base è che il Dottore NON può tornare sulla propria linea temporale. Altrimenti la domanda sarebbe: perché non lo fa (e non lo ha fatto) SEMPRE? Giustificazioni sul perché non sia stato fatto (e non si potesse fare) ne sono state date molte. Moffat non giustifica mai questa modalità operativa. Come non spiega molte altre cose viste in queste stagioni.
Soprattutto considerando che la serie è potenzialmente infinita, e quando si spostano i giocattoli dalla scatola andrebbero rimessi non diciamo nell’ordine precedente, ma almeno in un ordine che permetta di giocarci di nuovo. Cosa che non è accaduta in questi cinque anni, e non invidiamo il successore dello scozzese alla guida della serie TV più venduta al mondo della BBC.
Una nota su Capaldi: come Matt Smith, rendendosi conto che il “suo” Dottore non è minimamente caratterizzato dai dialoghi, decide di caratterizzarlo tramite la recitazione. Il risultato è straordinario, perché come nel caso di Smith, siamo di fronte a un grandissimo attore, purtroppo al servizio di storyline totalmente balorde (e non in senso buono).
Quindi, se siamo contenti di poter dare l’addio a una delle companion più insulse, non possiamo dire la stessa cosa dello show runner. Pare che Moffat sia disposto a stare a bordo a lungo. Per il momento i rating gli danno ancora ragione.
Per il momento.
:A:

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Brevemente in sala.

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belleetsebastien2BELLE E SEBASTIEN – L’AVVENTURA CONTINUA di Christian Duguay

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Si avvicina il Natale e anche le sale si preparano alle feste con film adatti a tutta la famiglia. Quella di Belle e Sebastien, in questo caso, è la seconda incarnazione cinematografica ma i più nostalgici, e per restringere il campo diremo i trentenni di oggi, avranno sicuramente memoria della serie animata che guardavamo da bambini. Io preferisco accontentarmi dei ricordi.
ATTESA WELTALL 0%

Non ho visto il primo, non ero particolarmente appassionato della serie animata, e non ho bambini. Ergo, no.
ATTESA KUSA 0%

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myneighbortotoroIL MIO VICINO TOTORO di Hayao Miyazaki

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E il Natale diventa ottima occasione per Lucky Red di proporre al cinema la versione rimasterizzata in HD di uno dei più belli film del Maestro giapponese, Il Mio Vicino Totoro. Probabilmente l’avete già visto tutti più volte, al cinema qualche anno fa o comodamente a casa nelle edizione home video disponibili. Ma è sempre un’occasione, soprattutto se non rientrate nella casistica precedente, per lasciarvi trasportare dalla magia di Miyazaki.
ATTESA WELTALL 60%

Miyazaki è un maestro e questo l’abbiamo già visto al cinema. Brava Lucky Red ma stavolta i soldi me li tengo per comprarmi la collana in blu-ray steelbook.
ATTESA KUSA 0%

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aperfectdayPERFECT DAY di Fernando Leon de Aranoa

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Il dramma di un Paese nel dopo guerra, la Bosnia in questo caso, raccontato con tagliente ironia nella commedia Perfect Day dove, l’odissea di un gruppo di operatori umanitari impegnati a trovare una corda per tirare fuori da un pozzo un cadavere prima che contamini la riserva idrica, rappresenta un po’ l’emblema di ciò che lasciano dietro di sè assurdi e sanguinari conflitti. E, diciamocelo, in attesa delle bombe in uscita, questa potrebbe essere la valida scelta settimanale
ATTESA WELTALL 70%

Concordo, non avevo mai sentito parlare di questa pellicola, però insieme alla ragazza moribonda qua sotto direi proprio che questa è l’uscita della settimana.
ATTESA KUSA 60%

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meandearlQUEL FANTASTICO PEGGIOR ANNO DELLA MIA VITA di Alfonso Gomez-Rejon

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Piccolo film indipendente che tanto è piaciuto oltreoceano e si appresta a conquistare anche il pubblico italiano (i pochi che riusciranno a vederlo in sala, considerato che non ci si aspetta una grande distribuzione) con la storia di Greg, adolescente appassionato di cinema con problemi a relazionarsi, costretto dai genitori ad avvicinarsi ad una coetanea affetta da leucemia. Commedia indi e temi delicati ci spaventano un po’ ma la fiducia non manca.
ATTESA WELTALL 60%

Cioè questo sarebbe Me and Earl and the Dying Girl, per intenderci. Capisco che mettere ragazza moribonda nel titolo non avrebbe aiutato molto ad attirare spettatori, però un po’ di più forse ci si poteva applicare. Comunque questa è la settimana PRIMA, quella in cui escono film insignificanti per il grande pubblico, in attesa del botto coi titoloni natalizi. Quindi quel che esce questa settimana in realtà fa finta di uscire, e noi questo ce lo vediamo altrimenti.
ATTESA KUSA 70%

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ricettesignoratokuLE RICETTE DELLA SIGNORA TOKU di Naomi Kawase

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Il lato umano del cinema giapponese si racconta nella pellicola di Naomi Wakase dove il proprietario di un forno che produce dorayaki, dolci della tradizione ripieni di una salsa ai fagioli rossi, accetta con diffidenza l’aiuto di un’anziana signora che pare avere un particolare dono nel preparli. Anche qui la distribuzione sarà inclemente ma son talmente rari i film orientali che arrivano da noi che magari uno sforzo lo si può pure fare per recuperarlo. Anche se piccolo piccolo, va bene uguale.
ATTESA WELTALL 60%

Ammetto che i film giapponesi al di fuori di quelli d’animazione non mi attirano molto. Problema mio, lo ammetto.
ATTESA KUSA 0%

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Consigli per gli acquisti.

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drugwarDRUG WAR (DVD disponibile dal 10/12/15)

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Uno dei migliori film di Johnnie To degli ultimi anni, va ha arricchire i lcatalogo della Ripley’s Home Video che già nei mesi passati ha dimostrato un particolare interesse alle oprere del prolifico regista hongkonghese. Drug War viene proposto unicamente in DVD in un’edizione piuttosto canonica ma completa di tutti i parametri audio / video fondamentali.
* DVD * VIDEO: 2.35:1 anamorfico – AUDIO: Ita / Man Dolby Digital 5.1 – SOTT: Ita – EXTRA: Trailer – REGIONE: 2
ACQUISTO: CONSIGLIATO

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tombaluccioleLA TOMBA DELLE LUCCIOLE (DVD e BD già disponibili dal 10/12/15)

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Già presente sul mercato in un’edizione Yamato Video ormai fuori catalogo da tempo, Koch media approfitta dell’ottimo lavoro fatto da Lucky Red / Warner per riproporre, sia al cinema che a casa, La Tomba delle Lucciole capolavoro del Maestro Isao Takahata. DVD e Bluray non sembrano beneficiare dello stesso trattamento degli altri film Ghibli arrivati in Italia, soprattutto per quel che riguarda le codifiche audio e gli extra, nei quali non è presente l’immancabile storyboard.
* DVD * VIDEO: 1.85:1 anamorfico – AUDIO: Ita / Gia Dolby Digital Stereo 2.0 – SOTT: Ita – EXTRA: Trailers – REGIONE: 2
ACQUISTO: CONSIGLIATO
* BLURAY * VIDEO: 1.85:1 anamorfico 1080p – AUDIO: Ita / Gia PCM 2.0 – SOTT: Ita – EXTRA: Trailers – ZONA: B
ACQUISTO: CONSIGLIATO
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