Aperitivo a Grado
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Cine20 lo potete leggere tutti i giovedì ed è curata da Matteo “Weltall” Soi dalle pagine del blog weltallsworld.blogspot.com e dal blogger-seriale Kusa direttamente da lavitaenientaltro.wordpress.com. Una coppia inedita disposta a tutto pur di mettere la loro esperienza di cine-blogger e cinefili non professionisti per una rubrica alla portata di tutti, libera e accessibile, che spazia da brevi recensioni fino alle uscite home-video, senza dimenticare le doverose segnalazioni sui film in sala, il tutto corredato da un sistema di valutazione facile ed immediato. Detto questo, andiamo a cominciare.

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Al cinema e non solo.

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theimitationgameTHE IMITATION GAME di Morten Tyldum

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Misconosciuta figura storica, il geniale matematico inglese  Alan Turing diede un contributo determinante alla vittoria degli Alleati durante il secondo conflitto mondiale, inventando la macchina che permise di decrittare il famoso codice nazista Enigma. Sebbene sconosciuto ai più, Turing fu colui che per primo introdusse concetti fondamentali per la modernità come quello del computer e dell’intelligenza artificiale. Purtroppo questo non gli impedì di diventare vittima di quella stessa società che tanto contribuì a salvare, al punto da togliersi la vita a soli 41 anni dopo esser stato condannato alla castrazione chimica per la sua omosessualità. Un “delitto” per cui solo l’anno scorso ha ricevuto le scuse e la completa riabilitazione dal governo britannico.
Indubbio merito della pellicola di Tyldum e’ senz’altro quello di far conoscere al grande pubblico  un personaggio così ingiustamente trascurato dalla storia, e lo fa partendo proprio dagli anni ’50 e dall’interrogatorio che portò poi alla sua incriminazione, per concentrarsi principalmente sul periodo passato da Turing a Bletchley Park insieme al gruppo di colleghi crittografi, matematici ed enigmisti che collaboro’ alla decodifica del codice. Completano il racconto alcuni brevi flashback sulla sua tenera amicizia per il compagno di collegio Christopher, che segnò tragicamente la  giovinezza del matematico. Come molte delle pellicole incentrate sulla vita di un personaggio realmente esistito, The Imitation Game ruota tutto attorno alla recitazione del suo protagonista, in questo caso un perfetto Benedict Cumberbatch, completamente a suo agio nei problematici panni dello sfortunato genio matematico, che, con la sua miglior interpretazione di sempre (per cui merita ogni riconoscimento che ricevera’), aggiunge un fondamentale tassello alla sua già brillante carriera, nonché un altro ritratto di genio tormentato alla galleria di personaggi da lui finora interpretati. Gli fa da perfetto contorno un ricchissimo ed affiatato cast di attori inglesi, a partire da Keira Knightley per proseguire con Rory Kinnear, Mark Strong, Charles Dance, il Tywin Lannister de Il Trono di Spade, per finire con Allen Leech, noto al pubblico per il ruolo di Branson in Downton Abbey.
Completa il quadro una messa in scena che, seppur priva di particolari invenzioni visive o colpi d’ala di sceneggiatura, riesce a restituirci in pieno la tragedia di un uomo tradito dalla storia e dai suoi simili, incapaci di vedere oltre i propri pregiudizi e le proprie convenzioni sociali.
GRADIMENTO KUSA 75%

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l_amore_bugiardo_ita_posterGONE GIRL – L’AMORE BUGIARDO  di David Fincher

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Nel giorno del quinto anniversario di matrimonio, la moglie di Nick Dunne, Amy, sparisce misteriosamente. Ma quando l’attenzione della polizia e dei media si concentra sul loro rapporto,  solo apparentemente idilliaco, il bravo ragazzo Nick diventa rapidamente il principale sospettato per il presunto omicidio della moglie. Ma,  mai come in questo caso, l’apparenza inganna.
Partendo da un thriller che riserva non poche sorprese allo spettatore, basato sulla solida struttura del bel romanzo di Gillian Flynn, che cura anche la sceneggiatura, il regista David Fincher utilizza tutta la sua magistrale esperienza nella messa in scena e nella direzione degli attori per allestire una pellicola che non teme gli eccessi e sfugge alle facili catalogazioni, sospesa tra la commedia grottesca, la satira sociale e la cinica riflessione sul rapporto di coppia, e che si presta ad una seconda visione per gustarne la ricchezza. Perchè al di là delle incredibili macchinazioni di una figura diabolica come quella di Amy, psicopatica manipolatrice non certo perfetta ma dotata di un incrollabile spirito di sopravvivenza e una  determinazione feroce nel raggiungere i propri obiettivi, nella pellicola di Fincher c’è molto di più. C’è ad esempio l’impossibilità di trovare la verità in ciò che ci viene proposto dai mass media, in quelle indagini televisive che riempiono i nostri schermi, trasformate in telenovelas ad uso e consumo di un pubblico desideroso di nutrirsi delle vite altrui, ben rappresentato dal regista in maniera cinica ma terribilmente efficace dalla vicina cretina e impicciona a cui Amy racconta la SUA versione del matrimonio con Nick. Versione che per inciso è quella che la protagonista racconta inizialmente anche a noi spettatori, coinvolgendoci in quella rete di bugie che contribuisce a creare la verità pubblica, o meglio quell’illusione di verità che si appresta a vendere al suo pubblico, sia esso quello di una giuria, di uno show televisivo, o di una sala cinematografica. Perche’ l’importante è che la rappresentazione della realtà sia più interessante e credibile della verità, per quanto incredibile essa sia. E parlando di messa in scena e di rappresentazione non si può non finire a parlare anche della versione di se stessi che si presenta agli altri, altro tema portante della pellicola, con la trama di piccole e grandi bugie che ci raccontano e si raccontano i due protagonisti, con conseguenze feroci ed inattese.
Perche’ se da un thriller che si rispetti si attende il trionfo della Verita’,  al contrario qui a trionfare e’ proprio la messa in scena, la rappresentazione ad uso e consumo del pubblico pagante,  con tanto di santificazione della “Coppia Felice” davanti agli schermi televisivi,  mentre la vera tragedia si consuma nel quotidiano del “tranquillo” menage familiare: una “condanna a vita” ben piu’ feroce di qualsiasi efferato omicidio. Impossibile non elogiare il lavoro di Rosamund Pike, bionda ambigua e glaciale che avrebbe fatto la gioia del maestro Hitchcock,  che con Amy trova il primo ruolo da protagonista: un ritratto di una figura femminile destinato a far discutere e a rimanere a lungo nella memoria degli spettatori. Non gli sono da meno il Nick di Ben Affleck, perfetto nel ruolo dell’imbambolato e ignaro marito, e soprattutto Carrie Coon nel ruolo di Margo, sorella di lui, unico faro di buon senso e moralita’ nella deriva generale.
GRADIMENTO KUSA 85%

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Brevemente in sala (a cura di Weltall).

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asterixeilregnodeglideiASTERIX E IL REGNO DEGLI DEI di Alexandre Astier, Louis Clichy

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Ennesimo film di Asterix che questa volta abbandona il live action (meno male!) per tornare all’animazione. Certo si tratta di animazione in CG ma comunque è un bel passo avanti. Piuttosto che perdere tempo con questo film però sarebbe opportuno recuperare i fumetti considerata la ristampa da edicola recentemente messa alle stampe.
ATTESA WELTALL 0%

Il ritorno all’animazione e’ in effetti un monumentale passo in avanti, anche perche’ i live action proprio non si potevano guardare. Anche se come suggerisce saggiamente il mio saggio collega, sarebbe meglio recuperarsi le tavole di Goscinny e Uderzo.
ATTESA KUSA 0%

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exodusdeiereEXODUS: DEI E RE di Ridley Scott

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Ecco, lo sapevo. Non ho fatto a tempo a tornare ad apprezzare leggermente un film di Scott (perchè, pur con tutte le riserve del caso, The Counselor mi è abbastanza piaciuto) che lui cosa fa? Me ne esce con un altra opera pomposa e dal minutaggio preoccupante (che, ci scommettiamo, verrà ulteriormente gonfiato con una Director’s Cut in home video). Questa volta racconta la storia di Mosè e, lo sapete, come apre le acque lui nessuno mai.
ATTESA WELTALL 0%

Dopo Prometheus su Scott ci avrei messo una bella croce, e non sara’ sicuramente un film biblico a farmi ricredere…
ATTESA KUSA 0%

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hungryheartsHUNGRY HEARTS di Saverio Costanzo

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Il nuovo film di Saverio Costanzo, presentato allo scorso Festival di Venezia, racconta la storia di Jude e Mina, lui americano e lei italiana, che si conoscono, innamorano e sposano a New York. Hanno un figlio e per la madre nasce l’esigenza di preservarne in ogni modo la purezza, partendo dall’alimentazione fino all’impedire contatti con l’esterno del loro appartamento, mettendo con il tempo a rischio la vita stessa del bambino.
ATTESA WELTALL 40%

Trama interessante ma comunque non sufficiente a spingermi ad entrare in sala
ATTESA KUSA 0%

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lateoriadeltuttoLA TEORIA DEL TUTTO di James Marsh

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Biopic su Stephen Hawking, astrofisico la cui malattia l’ha limitato nel fisico ma non ha certo ingabbiato una delle menti più eccelse di sempre. Ecco perchè raccontare la sua vita in un film, soprattutto nella più canonica forma di pellicola biografica appare, già sulla carta, incredibilmente riduttivo. Staremo a vedere.
ATTESA WELTALL 40%

Dopo il Turing di Cumberbatch, arriva l’Hawking di Eddie Redmayne, ruolo che ha gia’ fruttato al bravo attore inglese un Golden Globe come migliore protagonista in un film drammatico. Il film di Marsh, fresco candidato all’Oscar come entrambi i suoi protagonisti, e’ tratto dal libro omonimo della prima moglie di Hawking,  e si incentra proprio sulla storia d’amore tra il geniale scienziato e  la coetanea Jane Wilde, e sui difficili anni iniziali della malattia. Malgrado il personaggio di Hawking meriti tutto l’interesse che gli e’ dovuto, non mi precipitero’ in sala.
ATTESA KUSA 50%

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Consigli per gli acquisti.

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Curioso questo inizio 2015 per l’home video, dove le uscite più rilevanti sono concentrate tutte a partire dalla seconda metà di gennaio.
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