Aperitivo a Grado
facebook


Cine20 lo potete leggere tutti i giovedì ed è curata da Matteo “Weltall” Soi dalle pagine del blog weltallsworld.blogspot.com e dal blogger-seriale Kusa direttamente da lavitaenientaltro.wordpress.com. Una coppia inedita disposta a tutto pur di mettere la loro esperienza di cine-blogger e cinefili non professionisti per una rubrica alla portata di tutti, libera e accessibile, che spazia da brevi recensioni fino alle uscite home-video, senza dimenticare le doverose segnalazioni sui film in sala, il tutto corredato da un sistema di valutazione facile ed immediato. Detto questo, andiamo a cominciare.

.
Al cinema e non solo.

.
CLOUD ATLAS di Andy e Lana Wachowski, Tom Tykwer

Nel 1836 un giovane avvocato attraversa l’ Atlantico e salva la vita ad uno schiavo di colore. Nel 1938 un giovane omosessuale lavora come copista per un vecchio compositore e scrive il “Sestetto Atlante delle Nuvole”. Nel 1973 una giornalista rischia la vita per indagare su di una importante compagnia energetica e la loro centrale nucleare. Nel 2012 un vecchio editore finisce rinchiuso in una casa per anziani a causa di una macchinazione da parte del vendicativo fratello. Nel 2144 una giovane clone scopra la verità dietro la sua esistenza. Nel 2332 un allevatore intraprende un viaggio nel quale scoprirà l’ origine del culto che guida lui e la sua gente da secoli. Queste sono le sei storie che compongono l’ ultima fatica di Andy, Lana Wachowski e Tom Tykwer, Cloud Atlas, tratto dall’ omonimo romanzo di David Mitchell. Un’ opera ambiziosa ed affascinante, produzione americana / tedesca, scritta e diretta a sei mani miscelando generi e registri totalmente diversi, necessari a raccontare queste sei storie così distanti nel tempo e nello spazio eppure unite in maniera indissolubile. Il film fortunatamente non rimane impantanato in una narrazione “densa” che invece scorre come un fiume in piena perchè imbrigliata in una struttura di ferro che procede a balzi da un’ epoca all’ altra e sulla cui fluidità gioca a favore un lavoro di montaggio davvero efficace. Una scelta di forma questa certamente ponderata che i tre registi usano per sottolineare alcune delle tematiche sulle quali Cloud Atlas fonda le proprie basi, il destino, la reincarnazione, il karma: ogni vita non conduce un’ esistenza fine a se stessa ma è collegata a quelle passate e future in maniera così solida che anche un singolo gesto d’ umanità lascia una traccia indelebile, un’ eco udibile nei secoli. Attraverso un viaggio di centinaia di anni quello che emerge soprattutto è il ritratto di un’ umanità in continua lotta contro forze che provano a renderla prigioniera, sia che si tratti di un regime totalitario o di discriminazione, di vecchiaia o di religione. Tutti concetti che i Wachowski e Tykwer ripetono però in maniera un po’ troppo insistita forse perchè, di fronte ad un film tutto sommato complesso e dalla durata vicina alle tre ore, questa era la maniera più facile, ma meno coraggiosa, per provare a raggiungere un pubblico sempre più atrofizzato e meno disposto a soffermarsi nella lettura di qualsivoglia sottotesto. Decisamente più riuscito invece l’ espediente di utilizzare gli stessi attori per tutte e sei le storie, impegnandoli in ruoli diversi e trasformandoli fisicamente anche nel sesso e nella razza, arrivando in questo ultimo caso a degli eccessi di trucco poco naturali ed in alcuni casi anche ridicoli. A parte questo però Cloud Atlas convince anche nelle singole parti, nel tocco europeo di Tykwer ed in quello americano dei Wachowski che si riavvicinano con convinzione alla fantascienza rimanendo lontani (fortunatamente) dagli onanismi e dalla filosofia spicciola dei seguiti di Matrix.
GRADIMENTO WELTALL 75%

.
Brevemente in sala (a cura di Kusa)

.
CERCASI AMORE PER LA FINE DEL MONDO di Lorene Scafaria

Un film con Steve Carell e Keira Knightley insieme. Uno dei miei incubi che si avverano.
Altro che fine del mondo.
ATTESA KUSA E WELTALL 0%

.
DJANGO UNCHAINED di Quentin Tarantino

Fresco di vittoria ai Golden Globes per la miglior sceneggiatura, Quentin Tarantino arriva con uno dei film più attesi dell’anno, soprattutto dopo quel capolavoro che è stato Bastardi Senza Gloria. Qui affronta finalmente di petto uno dei generi che per  stessa ammissione del regista più ha influenzato tutta la sua cinematografia, ovvero lo spaghetti-western, e a giudicare dal lavoro fatto sul film di guerra nella precedente pellicola, in mano sua siamo sicuri diventerà qualcosa di diverso e di più che non semplicemente un omaggio ai maestri del genere. E poi Samuel L. Jackson, Jamie Foxx, Kerry Washington, Christoph Waltz (che dopo l’Oscar per Bastardi senza Gloria si è già portato a casa anche un Golden Globe per questo), Leonardo di Caprio, l’inevitabile cameo-omaggio di Franco Nero, ovvero il Django originale,  nonchè Walton Goggins (il Boyd di Justified, western moderno e seriale) la musica di Morricone e la voce di Elisa…Che dire, se non che siamo tutti già in fila con il popcorn in una mano e la colt nell’altra !!!
ATTESA KUSA 100%

C’è davvero poco da aggiungere a quanto scritto dal mio socio: si parla di Tarantino e tanto basta. Siamo certi che questo film non cambierà di una virgola l’ opinione che ci si è fatta di lui: i detrattori continueranno a considerarlo un mestierante che saccheggia quanto fatto da altri. Gli estimatori avranno di che godere (almeno, questo è quello che si spera) della sua ultima fatica. E quando andate a comprare i biglietti, ricordatevi che la “D” è muta.
ATTESA WELTALL 100%

.
FRANKENWEENIE di Tim Burton

Tim Burton torna sui suoi passi per trasformare in lungometraggio uno dei corti (insieme a Vincent) girati quando ancora era in casa Disney, prima di Beetlejuice e Edward Mani di Forbice, che preannunciava già tutta la sua poetica dei mostri e dei freak, il suo amore per il cinema horror dei classici Universal come Frankenstein, La Moglie di Frankenstein, Dracula e L’Uomo Lupo, e la sua passione per la stop-motion. Fare quello che a tutti gli effetti è una sorta di remake di se stessi potrebbe sembrare un modo furbo per il folletto di Burbank di recuperare consensi ed incassi dopo due mezzi passi falsi come Alice in Wonderland (che a me personalmente è piaciuto) e Dark Shadows (che non ho visto ma non mi attira per nulla), ma l’accoglienza di critica e pubblico in USA fa pensare piuttosto che il nostro sia tornato in gran forma. E noi siamo tutti con lui, perchè chi ci ha regalato perle come Edward Mani Di Forbice, La Sposa Cadavere, Big Fish, Sleepy Hollow e Sweeney Todd, è e rimarrà sempre nel nostro cuore.
ATTESA KUSA 85%

Difficile per me capire quando e come un regista come Tim Burton abbia cominciato a farsi tanti nemici tra critica e pubblico anche se sembra che tutto sia cominciato dopo uno dei suoi più grandi film, Big Fish. Gli elementi distintivi del suo cinema sono diventati, insieme ai suoi attori feticcio, motivo per attaccarlo ma di questo se ne era già parlato ai tempi di Dark Shadows. E lui se ne frega e fa un remake in stop motion di un suo corto live action e ci mette dentro praticamente tutto se stesso. E lo fa con la Disney, per di più.
ATTESA WELTALL 90%

.
GHOST MOVIE di Michael Tiddes

Altro titolo (a)variato dai distributori italiani, (in originale era A Hounted House, ovvero Una Casa Stregata): era inevitabile (o magari anche no) che la serie di Paranormal Activity  ispirasse prima o poi una parodia: se lo chiedete a me, è già una parodia di per sé, ma questa è un altra storia.
ATTESA KUSA 0%

Sono pronto a scommettere che la cosa più divertente di questo film è la polemica nata con Lindsey Lohan che ha visto la revoca della sua libertà vigilata utilizzata per uno sketch comico nel trailer del film. Senza che lei ne sapesse nulla, pare. Ma che burloni!
ATTESA WELTALL 0%

.
QUALCOSA NELL’ARIA di Olivier Assayas

Film francese che parla della rivoluzione culturale sessantottina vista dagli occhi di un giovane liceale che è combattuto tra i grandi ideali che si respiravano in Francia nei primi anni ’70 dopo il Maggio del ’68 (il titolo originale è infatti Apres Mai, dopo Maggio) e le proprie scelte personali. Argomento interessante, su cui però sono state già fatte parecchie pellicole probabilmente più importanti di questa.
ATTESA KUSA 0%

Questo è uno di quei casi in cui non avrei problemi a seguire il buon Kusa, ma per non fare sempre quello che snobba i film francesi provo a mettermi sulla scia positiva di chi l’ ha visto ed apprezzato al Festival di Venezia.
ATTESA WELTALL 60%

.
[REC]³ – LA GENESI di Paco Plaza

La coppia di registi dei precedenti film si separa temporaneamente e il terzo capitolo di REC (il penultimo a quanto pare), saga horror tutta spagnola, è questa volta diretto dal solo Paco Plaza. Trattasi di un prequel, verrà certamente raccontato come l’ infezione/possessione ha avuto inizio e tutto avrà luogo durante un matrimonio che finirà, come si può immaginare, in una succulenta carneficina. Finalmente si abbandona il filmato in soggettiva e il “found footage”, già fuori luogo nel secondo capitolo, lascia il posto ad una regia più tradizionale e, le immagini che si son potute vedere dal trailer, lasciano immaginare un film che non si vuole prendere neanche troppo sul serio: la sposa insanguinata armata di motosega è già cult. Non ci sono zombie indemoniati che tengano: mai fare incazzare una donna il giorno delle sue nozze.
ATTESA WELTALL 60%

Spiacente, ma non ho visto i due precedenti e quindi il mio interesse per il terzo capitolo è pari a zero. Anche se la sposa insanguinata armata di motosega mi intriga parecchio devo dire …
ATTESA KUSA 0%

.
Consigli per gli acquisti.

.
Niente che valga la pena segnalare questa settimana, sorry.
.
.

748