Aperitivo a Grado
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Cine20 lo potete leggere tutti i venerdì ed è curata da Matteo “Weltall” Soi dalle pagine del blog weltallsworld.blogspot.com. Questo sinistro e sardo figuro mette la sua esperienza di cine-blogger e cinefilo non professionista per una rubrica alla portata di tutti, libera e accessibile, che spazia da brevi recensioni fino alle uscite home-video, senza dimenticare le doverose segnalazioni sui film in sala, il tutto corredato da un sistema di valutazione facile ed immediato. Detto questo, andiamo a cominciare.

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Al cinema e non solo.

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PROMETHEUS di Ridley Scott

Alien, non Alien? Prequel, non Prequel? Fin dalle primissime notizie sulla produzione del film si è giocato in maniera molto ambigua sulla reale natura del progetto cercando di instillare nel pubblico una crescente curiosità arrivando pian piano a confermare il sospetto che Ridley Scott avesse intenzione di rimettere mano ad uno dei suoi progetti più importanti. Visti i tempi che corrono guardare al passato, soprattutto per uno come Scott la cui carriera alla deriva rischia di diventare un naufragio senza superstiti, è sempre la scelta più comoda che può portare sia ad un facile successo che ad un pre-annunciato suicidio artistico. Eppure, fin dalle prime immagini, appare chiaro come la fantascienza sia un porto sicuro per il regista americano e tutto si può dire di Prometheus ma non che non sia un film dallo straordinario impatto visivo capace di sfruttare a dovere le più moderne tecnologie: così, le possibilità offerte dai più moderni effetti speciali, si fondono ad una ricerca stilistica, soprattutto scenografica, che si rifà al film del ’79. Stà in questi elementi un po’ “retrò” il vero omaggio al primo Alien, perchè per il resto ci si trova davanti ad un progetto, almeno sulle prime, decisamente diverso ed ambizioso. La ricerca dell’ equipaggio della Prometheus è improntata sul risolvere il mistero sulle origini degli esseri umani ed il film stesso quindi sembra voler ruotare intorno alle questioni esistenziali e filosofiche che da sempre attanagliano l’ uomo, diviso tra fede scientifica e religiosa. Prometheus pone in questo senso molte domande alle quali sceglie di rispondere fino alla fine con altrettante domande, atteggiamento di natura tipicamente seriale che deriva direttamente dall’ uomo che si nasconde dietro lo script, Damon “Lost” Lindelof. Ne deriva che il film, proponendosi come il probabile inizio di un nuovo franchise risulta essere inconcludente ma sopratutto indeciso. E’ l’indecisione appare piuttosto evidente quando il modello di riferimento (Alien, appunto) diventa l’ unico possibile per portare avanti la storia, ma ricalcato in maniera maldestra e forse anche un po’ furba, specie nella sequenza finale che sembra quasi un contentino per tutti quelli che sono rimasti ad aspettare due ore per vedere il loro alieno xenomorfo preferito. Quindi se da un lato lo sfarzo produttivo è giustificato da una realizzazione tecnica ineccepibile, dall’ altro si ha la sensazione che molte potenzialità vadano sprecate, non ultime quelle attoriali (ottimi Fassbender e la Theron). Ed è con profondo rammarico che ci rendiamo conto di come, un film che poteva rappresentare la rinascita di un grande regista, ne sottolinei invece un declino che sembra inarrestabile.
GRADIMENTO 55%

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Brevemente in sala.

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I BAMBINI DI COLD ROCK – THE TALL MAN di Pascal Laugier

Bambini scomparsi, l’ uomo nero, Jessica Biel. Sono alcuni degli elementi di interesse del nuovo film di Pascal Laugier, già regista di quel Martyrs diventato di diritto uno dei migliori rappresentanti della new wave horror francese. Che poi, se lo chiedi ai francesi, loro non sanno niente di questa “new wave” quindi è probabile che è una cosa che ci siamo inventati noi che di film horror, a parte qualche isolata eccezione, non ne facciamo più da tanto, troppo tempo. Comunque, un po’ di curiosità c’è.
ATTESA 60%

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CANDIDATO A SORPRESA di Jay Roach

La politica, di per se, è ‘na roba che fa già abbastanza ridere. Che senso ha farne una commedia allora? Un senso forse c’è sempre quando si tratta di ridere per non piangere, ma soprattutto se un film così esce quando negli USA siamo in odore di elezioni Presidenziali. Il film di Roach racconta la battaglia senza esclusione di colpi tra due candidati (Will Farrel e Zack Galifianakis), vittima di una sua stessa gaffe il primo ed inesperto ma sostenuto da due ultra milionari il secondo.
ATTESA 60%

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UNA DONNA PER LA VITA di Maurizio Casagrande

La sinossi comincia così “In crisi con la moglie…”. Devo continuare?
ATTESA 0%

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KATY PERRY: PART OF ME di Dan Cutforth, Jane Lipsitz

Documentario/concerto sulla morte della musica.
ATTESA 0%

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MAGIC MIKE di Steven Soderbergh

Che Soderbergh non lo voleva neanche girare Magic Mike. E Soderbergh è uno che gira qualsiasi cosa, ma questo proprio no. Solo che Channing Tatum ha insistito così tanto (forse perchè la storia contiene elementi autobiografici) e l’ ha pure prodotto, che Soderbergh, uno di buon cuore, alla fine ha ceduto. E a quanto pare ha fatto pure bene visto la valanga di dollari che ha incassato negli Stati Uniti. Sarà così anche qui da noi? Può essere. La cosa confortante però è che i pareri giunti da chi ha avuto modo di vederlo in quel di Locarno, sono piuttosto positivi.
ATTESA 70%

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IL ROSSO E IL BLU di Giuseppe Piccioni

Una commedia corale ambientata tra i banchi di scuola con protagonisti un anziano insegnante di storia dell’ arte, un giovane supplente e la preside. Può il cinema (quello italiano nello specifico) riuscire a raccontare oggi un istituzione che fa acqua da tutte le parti. Ho i miei dubbi.
ATTESA 50%

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WOODY di Robert B. Weide

Quasi tutti sono d’ accordo nel ritenere Woody Allen un regista sul viale del tramonto considerata la fredda (quasi glaciale, in certi casi) accoglienza delle sue ultime pellicole. Eppure, quello che ha fatto il regista americano nella sua carriera non può essere cancellato da un numero ristretto di progetti fallimentari e, sostenitori e detrattori, potrebbero trovare motivi di interesse nel documentario di Weide, che entra nella vita di Allen per raccontarla a noi, dall’ altra parte dello schermo.
ATTESA 70%

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THE WORDS di Brian Klugman, Lee Sternthal

Quello della coppia Klugman / Sternthal è la storia di un giovane scrittore fallito che trova in un robivecchi un manoscritto con una storia d’ amore che sente sua. La ricopia e la spaccia come propria ottenendo un rapido successo. Ma ogni successo ha un suo prezzo, come imparerà a sue spese.
ATTESA 50%

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Consigli per gli acquisti.

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Niente consigli a ‘sto giro.
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