Aperitivo a Grado
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cine20

Cine20 lo potete leggere tutti i venerdì ed è curata da un ragazzo cagliaritano ed uno genovese. Matteo “Weltall” Soi, dalle pagine del blog weltallsworld.blogspot.com, e Mattia “Tob Waylan” Meirana, da tobwaylan.tumblr.com , mettono insieme la loro esperienza di cine-blogger e cinefili non professionisti per una rubrica alla portata di tutti, libera e accessibile, che spazi da brevi recensioni fino alle uscite home-video, senza dimenticare le doverose segnalazioni sui film in sala, il tutto corredato da un sistema di valutazione facile ed immediato. Perché mettersi in due per gestire la rubrica? Semplicemente perché il “pensiero unico” è noioso e due voci, due opinioni, sia che convergano o che vadano in direzioni opposte, possono essere decisamente più interessanti e stimolanti per chi scrive e per chi legge. Detto questo, andiamo a cominciare.

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Al cinema e non solo.

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LE PALUDI DELLA MORTE di Ami Canaan Mann

Una ragazza scomparsa, l’ ennesima di una lunga lista che sembra essersi volatilizzata nel nulla, inghiottita dalla “killing fields” texane. Ma nelle ombre di quella terra di morte sembra muoversi indisturbato un serial killer che un poliziotto, aiutato seppur con riluttanza dal suo partner, vorrebbe assicurare alla giustizia. Ispirato a fatti di cronaca realmente accaduti, Le Paludi della Morte (al solito, semplificazione fuori luogo dall’ originale Texas Killing Fields) è il secondo lungometraggio di Ami Canaan Mann, che ripercorre strade e tematiche già intraprese dal cinema noir / poliziesco e non solo. Il film, confezionato come meglio non si poteva aspettare dalla figlia di Michael Mann, regista che non ha certo bisogno di presentazioni e che qui produce, forse non brillerà in particolar modo per originalità ma è capace ugualmente di farci sprofondare in atmosfere angoscianti, dove lo sguardo della macchina da presa spesso finisce per (con)fondersi con quello dei predatori verso le loro vittime designate, dove tra vittime e carnefici si frappongono una manciata di buoni ma disillusi poliziotti, mentre tutto intorno le killing fields richiedono il loro tributo di sangue quasi fossero vive e pensanti. Ma quello che emerge sopratutto è l’ ennesimo ritratto di un profondo sud spaventoso, che vive secondo le proprie regole, dove anche la legge si piega e si nasconde dietro un muro di omertà, dove i più sfortunati diventano corpi dimenticati a marcire al sole e di loro non resta che qualche foto appesa ad un muro.
GRADIMENTO WELTALL 75%

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21 JUMP STREET di Phil Lord, Chris Miller

Non so cosa faccia più spavento, se l’ ennesimo film tratto da una vecchia serie tv o Jonah Hill magro. Entrambe le cose sono però parti inseparabili del patrimonio genetico di 21 Jump Street, film della coppia Phil Lord / Chris Miller (Piovono Polpette), scritto, tra gli altri, dallo stesso Jonah Hill che interpreta anche uno dei protagonisti insieme a Channing Tatum. Quasi sconosciuta da noi e andata in onda in America dal ’87 al ’91, la serie a sfondo poliziesco prodotta da Stephen J. Cannell raccontava di una squadra di agenti sotto copertura impegnati in crimini giovanili con protagonisti un esordiente Johnnie Depp e Peter DeLuise che compaiono nel film di Lord e Miller in un breve ma immancabile cameo. Come già accaduto per Stursky & Hutch, le tematiche seriali lasciano il posto, nella versione cinematografica, alla più classica commedia. Trattandosi comunque di una storia a sfondo poliziesco non mancano, seppur limitate, sparatorie ed inseguimenti che sembrano più che altro l’ ennesimo tentativo di resuscitare quella buddy comedy morta e sepolta dai tempi di Beverly Hill Cop e Arma Letale. Quella di 21 Jump Street appare insomma l’ ennesima operazione che parte, fin dagli intenti, con il piede sbagliato ma che a conti fatti, e con gran sorpresa, si rivela una commedia davvero divertente. Se la coppia Hill / Tatum funziona egregiamente, lo stesso si può dire dell’ approccio comico basato sugli opposti: se ai tempi del liceo uno è un nerd e l’ altro uno dei ragazzi più popolari della scuola, sette anni più tardi, infiltrati come studenti proprio in una scuola superiore, la situazione sarà completamente ribaltata. C’è poi un modo pianamente consapevole di scherzare con i classici cliché del genere e si mette alla berlina in maniera molto divertita la cronica mancanza di idee che sta alla base di progetti come questo. Non si può certo evitare l’ effetto parodia ma nel complesso si apprezza l’ onestà d’ intenti e si ride, per fortuna, anche parecchio.
GRADIMENTO WELTALL 70%

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IL DITTATORE di Larry Charles

Sasha Baron Cohen non dovrebbe avere bisogno di approfondite presentazioni. Comico e attore, tra le altre cose, ha fatto del trasformismo il suo cavallo di battaglia costruendo sulla sua persona dei formidabili alter-ego: tutto è cominciato con Ali-G, parodia dei rapper di colore americani, ma è con Borat e Bruno che Baron Cohen ha lasciato davvero il segno, utilizzando la sua comicità scomoda, spesso pesante e politicamente scorretta, per colpire dall’ interno tutte le contraddizioni della società americana. Giunto alla terza collaborazione con il regista Larry Charles, si abbandona la strada del mockumentary che aveva contraddistinto i precedenti film e si punta ad un film di pura fiction con protagonista il generale Aladeen, dittatore dell’ immaginario stato africano di Wadiya. Costretto a relazionare davanti ai delegati dell’ ONU sulla possibile presenza di armi di distruzione di massa nel suo Paese, Aladeen viene sostituito da un sosia perfetto attraverso il quale, il suo fidato braccio destro, intende trasformare la dittatura in una democrazia fittizia e stringere accordi con le società petrolifere per lo sfruttamento delle risorse di Wadiya. Sasha Baron Cohen non risparmia niente e nessuno, fin dalla dedica prima degli opening credits fino alle sequenze dei titoli di coda: tutto finisce nel tritacarne della sua comicità, dai dittatori defunti o presunti tali fino a qualsiasi tipo di minoranza, dall’ inquietante eccentricità dei capi di Stato africani fino al modo ambiguo che ha la comunità internazionale di trattare con loro. Ma le stoccate più forti e più pesanti arrivano direttamente alla cosi detta “più grande democrazia del mondo” paragonata ad una dittatura, in maniera indiretta e forse proprio per questo maggiormente efficace, proprio dal protagonista. Il film vanta la partecipazione di volti noti, alcuni interpretano proprio se stessi, e anche se interamente di finzione per evidenti motivi logistici (non credo sarebbe stato possibile girare all’ ONU e rovesciare urina sul delegato israeliano) funziona come, e forse in alcuni casi meglio, dei precedenti. Certo, la comicità spesso e volentieri si fa di grana grossa ma un attento e non troppo puntiglioso senso dell’ umorismo aiuta di certo ad apprezzare un personaggio che ormai abbiamo imparato a conoscere ed apprezzare. Perciò si tratta di prendere o lasciare, niente di più.
GRADIMENTO WELTALL 75%

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INTRUDERS di Juan Carlos Fresnadillo
(HOME VIDEO)

Per chi non lo sapesse, Juan Carlos Fresnadillo è il regista di 28 Settimane Dopo, sequel del film di Danny Boyle. Se anche a voi è capitato di mettere in loop la concitata e mozzafiato sequenza iniziale con la splendida colonna sonora di John Murphy, allora capirete bene che un suo nuovo progetto era quanto meno atteso con vivo interesse. Dopo un silenzio durato quasi cinque anni, eccoci quindi a parlare di Intruders, film horror che se da una parte conferma le buone impressioni che ci aveva fatto precedentemente il regista spagnolo, dall’ altra lascia un po’ l’ amaro in bocca sopratutto a chi di film di genere ne mastica abitualmente. I punti deboli, neanche ci fosse bisogno di specificarlo, risiedono in una sceneggiatura che segue in parallelo due vicende distanti eppure molto simili: in Spagna un bambino è perseguitato da una misteriosa e spettrale figura incappucciata. Lo stesso capita in Inghilterra ad una ragazzina appena dodicenne. Come facilmente prevedibile, le due storie finiranno per incrociarsi in un twist narrativo sfortunatamente fiacco, forse perchè poco celato e fin troppo suggerito. Se narrativamente siamo lontani dalla sufficienza, Intruders riesce comunque ad essere davvero inquietante, vuoi per l’ approccio visivo scelto da Fresnadillo, che gioca con sagome, luci ed ombre, e vuoi anche per un continuo richiamare paure ataviche come quella del buio o infantili come quella dell’ uomo nero nascosto nell’ armadio o sotto al letto. Ci si spaventa insomma ma non a causa dei più classici e fastidiosi espedienti da cinema horror, e questo fa guadagnare certamente ad Intruders qualche punto anche se da Fresnadillo ci si aspettava ben altro.
GRADIMENTO WELTALL 50%

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Brevemente in sala.

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UN AMORE DI GIOVENTU’ di Mia Hansen-Løve

Produzione franco-tedesca per una storia di amori adolescenziali perduti e mai dimenticati che si ripalesano quando la tua vita ha già preso la sua strada, solo per farti precipitare nei ricordi e nei dubbi. Se non vi siete addormentati o sparati leggendo queste righe avete trovato il film della vita.
ATTESA WELTALL  E TOB WAYLAN 0%

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THE BLUES BROTHERS (versione restaurata) di John Landis

Se c’è un film che non ha davvero bisogno di presentazioni questo è proprio Blues Brothers. Cult movie degli anni ’80, con Dan Aykroyd ed il compianto John Belushi, è forse la pellicola più amata a livello universale di John Landis, che ritorna nelle sale in una versione completamente restaurata. poter vedere questo film in sala è una di quelle occasioni da non perdere, per chiunque. Speriamo in una degna distribuzione e ringraziamo il cielo che a nessuno sia venuto in mente “ma lo facciamo in 3D?”.
ATTESA WELTALL 80%
ATTESA TOB WAYLAN 50%

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CHEF di Daniel Cohen

Appassionato di cucina incontra il più grande chef francese, in difficoltà, ed insieme decidono di unire le forze e la passione comune per salvare il più importante ristorante parigino. Una sola cosa non capisco: ultimamente compriamo tutte le commedie provenienti dalla Francia mentre le nostre non se le caga nessuno. Ma ci teniamo proprio a fare sempre la figura degli scemi del villaggio?
ATTESA WELTALL E TOB WAYLAN 0%

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CHERNOBYL DIARIES di Bradley Parker

Pare che neanche una fucilata possa fermare Oren Peli che da Paranormal Activity in avanti è invischiato in tutti i progetti, cinematografici e televisivi, che riguardino il “found footage” e le riprese amatoriali. Questo Chernobyl Diaries, per quanto sia girato in maniera tradizionale, è una sua produzione e vede un gruppo di nullafacenti decidere che la cosa più bella nella vita è andare a visitare la cittadina fantasma di Pryat, dove vivevano tutti i dipendenti della centrale nucleare teatro della catastrofe di venticinque anni fa. Senza dover per forza pontificare sull’ inutilità di film come questo, basta guardare il trailer per capire che, una storia così, l’ ha portata sullo schermo Wes Craven tipo una vita fa.
ATTESA WELTALL E TOB WAYLAN 0%

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DETACHMENT – IL DISTACCO di Tony Kaye

Tantissimi nomi importanti nel cast di questo dramma a sfondo scolastico che ha come protagonista un professore dal passato segnato dal dolore. Iniziarà il lento ma graduale riavvicinamento al mondo quando entrerà in contatto con le vite dei suoi problematici studenti.
ATTESA WELTALL E TOB WAYLAN 50%

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MAIN LA CASA DELLA FELICITA’ di Simone Spada

Facendola molto breve, anzi brevissima, questa è la storia della nascita dell’ istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice. Un film sulle suore insomma. Sarà pure una mia mancanza, ma io non ho mai visto un film con delle suore che non fosse un porno.
ATTESA WELTALL E TOB WAYLAN 0%

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ROCK OF AGES di Adam Shankman

Spacciato come il nuovo film del regista di Hairspray e tratto da un successo di Broadway, Rock of Ages è un musical ambientato nel 1987 a Los Angeles, dove una ragazza arriva da fuori città per perseguire il suo sogno hollywoodiano e si ritrova a lavorare in un famoso Rock club. Ah si. C’è pure Tom Cruise che fa il rocker nano.
ATTESA WELTALL E TOB WAYLAN 0%
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Consigli per gli acquisti.

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INTRUDERS (DVD e BD già disponibili dal 20/06/12)

E’ il nuovo film di Juan Carlos Fresnadillo che, se non sbaglio, in sala non c’è passato neanche per sbaglio. Il regista ci piace, i lfilm così così ma ne parliamo meglio in sede di recensione. Le edizioni home video sembrano bene fatte e ricche di extra. Magari quella DVD, più economica, è un buon modo per avvicinarsi al film sopratutto se si è appassionati del genere
* DVD * VIDEO: 2.40:1 anamorfico – AUDIO: Ita / Ing / Spa Dolby Digital 5.1 – SOTT: Ing non udenti / Ita / Spa / Por / Rum – EXTRA: Scene Eliminate, Realtà e Finzione, Due Storie, Due Città, Diretto da, Chi è Senzafaccia: Il Making Of de Intruders – REGIONE: 2
ACQUISTO: CONSIGLIATO CON RISERVA
* BLURAY * VIDEO: 2.40:1 anamorfico 1080p – AUDIO: Ita / Fra / Spa / Ted / Gia DTS 5.1, Ing DTS HD 5.1 – SOTT: Ing non udenti Ita / Spa / Fra / Ted / Dan / Ola / Fin / Gre / Nor / Por / Sve / Isl / Gia / Man / Cor – EXTRA: Scene Eliminate, Realtà e Finzione, Due Storie, Due Città, Diretto da, Chi è Senzafaccia: Il Making Of de Intruders – ZONA: B
ACQUISTO: CONSIGLIATO CON RISERVA

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MILLENNIUM – UOMINI CHE ODIANO LE DONNE
(DVD e BD già disponibili)

Fincher è uno così: prende la mediocre trasposizione cinematografica di un romanzo di successo e ci fa un gran film. Punto. Questo è Uomini che Odiano le Donne, anche se non vi piace Daniel Craig. Le edizioni home video sono due: quella DVD per chi vuole solo il film e quella Bluray per chi vuole gli extra. Eh si, perchè se nel primo disco troviamo il semrpe prezioso commento di Fincher, sul secondo Bluray c’è un approfonditissimo making of (4 ore!!!) sulla realizzazione del film. Paura.
* DVD * VIDEO: 2.40:1 anamorfico – AUDIO: Ita / Ing / Fra / Spa / Cat Dolby Digital 5.1 – SOTT: Ita / Ing / Ara / Fra / Ola / Spa – EXTRA: Commento audio del regista – REGIONE: 2
ACQUISTO: CONSIGLIATO CON RISERVA (meglio il Bluray questa volta)
* BLURAY * VIDEO: 2.40:1 anamorfico 1080p – AUDIO: Ita / Ing / Fra DTS HD 5.1 – SOTT: Ita / Ing / Ara / Fra / Ola – EXTRA: Commento del regista, Making Of – ZONA: B
ACQUISTO: CONSIGLIATO (i contenuti del secondo disco sono ORO)

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I RACCONTI DI TERRAMARE (Bluray già disponibile dal 20/06/12)

Si parla de I Racconti di Terramare perchè esce il Bluray. Il DVD era già presente nel nostro mercato da diversi anni ma la Lucky Red ha pensato bene di mettersi in pari con l’ alta definizione anche con i titoli già in catalogo. Se non avete la precedente edizione, questo potrebbe essere un acquisto da considerare anche perchè, a nostro parere, il film merita nonostante sia stato decisamente sottovalutato alal sua uscita con critiche profonde e ragionate tipo “gne, gne, gne ma non è come il padre”. E grazie al cazzo.
* BLURAY * VIDEO: 1.85:1 1080p – AUDIO: Ita / Gia Dolby Digital 5.1, Ita DTS HD 5.1 – SOTT: Ita / Ita non udenti – EXTRA: Storyboard, Speciale colonna sonora, Speciale doppiaggio, Trailer – ZONA: B
ACQUSITO: CONSIGLIATO (sopratutto se non avete l’ edizione precedente)
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