Aperitivo a Grado
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cine20

Cine20 lo potete leggere tutti i venerdì ed è curata da un ragazzo cagliaritano ed uno genovese. Matteo “Weltall” Soi, dalle pagine del blog weltallsworld.blogspot.com, e Mattia “Tob Waylan” Meirana, da tobwaylan.tumblr.com , mettono insieme la loro esperienza di cine-blogger e cinefili non professionisti per una rubrica alla portata di tutti, libera e accessibile, che spazi da brevi recensioni fino alle uscite home-video, senza dimenticare le doverose segnalazioni sui film in sala, il tutto corredato da un sistema di valutazione facile ed immediato. Perché mettersi in due per gestire la rubrica? Semplicemente perché il “pensiero unico” è noioso e due voci, due opinioni, sia che convergano o che vadano in direzioni opposte, possono essere decisamente più interessanti e stimolanti per chi scrive e per chi legge. Detto questo, andiamo a cominciare.

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Al cinema e non solo.

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L’ ALBA DEL PIANETA DELLE SCIMMIE di Rupert Wyatt

Prequel? Remake? Reboot? Forse ognuno di queste cosa ma anche nessuna. Certamente l’ idea di un accavallarsi delle ormai radicate tendenze produttive hollywoodiane, sembrava gettare fin da subito più ombre che luci sul progetto del regista Rupert Wyatt che coraggiosamente prova a riportare in auge Il Pianeta delle Scimmie dopo il dimenticabilissimo film di Tim Burton. Per farlo sceglie di partire dal principio, in senso cronologico, raccontando il declino della razza umana che cede il posto ad una nuova specie dominante, la scimmia. Pur con riferimenti al bel film di Shaffner, che i più attenti non potranno che cogliere con piacere, e a 1999 – Conquista della Terra, L’ Alba del Pianeta delle Scimmie prende un percorso tutto suo allontanandosi da tematiche legate all’ incubo atomico, che avevano fatto da fondamenta per la saga originale, ma puntando il dito contro il progresso scientifico, i cui peccati compiuti in suo nome ci fanno perdere pezzo dopo pezzo la nostra umanità. Argomenti importanti che i tre sceneggiatori del film non sembrano però in grado di gestire senza abbandonarsi ad una retorica spicciola mettendo in scena un parco personaggi piuttosto piatti e stereotipati che minano pesantemente il film, almeno nella prima parte. Nella seconda, quando le scimmie, ma soprattutto il protagonista primate Cesare, prendono coscienza delle loro capacità e cominciano una piccola ma “virale” rivoluzione, il film cresce dimostrandosi capace di coinvolgere ed emozionare. Gran parte del merito va certamente attribuito ai risultati strabilianti ottenuti con la motion capture che danno al film di Wyatt un tratto distintivo quasi unico, un po’ come fu per il trucco delle scimmie nel film del ’68. Operazione non completamente riuscita ma, viste le premesse, abbastanza soddisfacente (anche come incassi), tanto da far prevedere che la saga delle scimmie evolute non finirà certo qui.
GRADIMENTO WELTALL 65%

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LA PELLE CHE ABITO di Pedro Almodovar

Avere aspettative per un film, per un disco o quel che sia, è sempre sbagliato. Lo dico sempre, me lo ripeto sempre e sempre vado al cinema pieno di aspettative per poi pentirmene. Per l’ultimo Almodovar ne avevo di altissime, il soggetto mi intrigava, il trailer mi pareva una meraviglia, mi aspettavo un approccio psicologico e perverso ad un’idea ottima: un chirurgo (Banderas) assessionato dalla figura della moglie, morta, decide di plasmare le sue fattezze su una cavia umana (Elena Anaya). Gli elementi per una pellicola intensa c’erano tutti, e invece Almodovar prende costantemente direzioni sbagliate, cade in soluzioni e situazioni di un grottesco molto facile e poco necessario, decide di affrontare i personaggi nel modo più superficiale possibile, approfondendone le motivazioni e mai le emozioni (nonostante Banderas e Anaya facciano tutto il possibile), finendo poi per limitare la narrazione ad un semplice susseguirsi di azioni e reazioni senza mai fermarsi realmente su di esse, lasciandole passare con pretestuosa ovvietà.  Qualche idea qua e là è sicuramente degna di nota e certe sequenze, nelle parti iniziale e finale soprattutto, riescono, anche se timidamente, a farsi ricordare ma non bastano per salvare dalla rasentata mediocrità un film dalle potenzialità enormi.
GRADIMENTO TOB WAYLAN 45%

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Brevemente in sala.

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BACIATO DALLA FORTUNA di Paolo Costella

In una settimana in cui si concentrano il nuovo di Cronenberg, il nuovo di Refn e proprio esagerando, anche il nuovo di Matt Reeves, non dovrebbe sorprendere che finisca nel mezzo la solita commediola italiana. Per i distributori è una scommessa facile da vincere visto come film di questo tenore, che raccontano quell’ “italietta” che affida la soluzione dei propri problemi alla sorte, riescono spesso a surclassare prodotti ben più importanti.
ATTESA WELTALL  E TOB WAYLAN 0%

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BLOOD STORY di Matt Reeves

Dopo aver fatto parlare di se (nel bene e nel male) con il suo Cloverfield prodotto da J.J. Abrams, Reeves si butta sul remake di una pellicola svedese molto amata da chi vi scrive, Let The Right One In. Inutile continuare a domandarsi dove possa portare questa politica del remake selvaggio, soprattutto quando lo scarto di tempo tra originale e rifacimento si fa sempre più breve. Da quel poco che si è visto dal trailer però, il film di Reeves potrebbe non essere un’ operazione del tutto sbagliata. E poi c’è Chloe Moretz, non dimentichiamolo.
ATTESA WELTALL E TOB WAYLAN 70%

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A DANGEROUS METHOD di David Cronenberg

Jung, Freud e Spielrein, il rapporto tormentato tra i tre e le sue dirette conseguenze. Per il suo nuovo progetto cinematografico Cronenberg porta sul grande schermo il testo teatrale di Christopher Hampton, The Talking Cure. Probabilmente uno dei film più attesi all’ ultimo Festival di Venezia accolto però da critiche piuttosto fredde. Che il maestro abbia mancato in pieno il bersaglio questa volta? In sala per l’ ardua sentenza signore e signori, anche perchè con un regista così non ci si può minimamente fare influenzare da giudizi esterni.
ATTESA WELTALL E TOB WAYLAN 100%

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DRIVE di Nicholas Winding Refn

Negli ultimi mesi qui su CINE20 si è parlato a più riprese di Nicolas Winding Refn in occasione dell’ uscita sul suolo italico dei suoi ultimi due film passati in fretta e furia sugli scaffali dei negozi (Valhalla Rising) o con una brevissima apparizione in sala (Bronson). Per il suo ultimo film invece, premiato all’ ultimo festival di Cannes per la miglior regia, si aspetta una distribuzione più che degna. Grande, grandissima attesa per Drive insomma, e massimo rispetto, da Oh Deae-su in poi, per chiunque dispensi la sua personale giustizia con un martello.
ATTESA WELTALL E TOB WAYLAN 100%

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SEX AND ZEN 3D di Christopher Sun Lap Key

Un classico dell’ erotismo Made in Hong Kong ritorna con un nuovo film che sfrutta il 3D stereoscopico. L’ ultima spiaggia di questa tecnologia malamente sfruttata, o come nella stra grande maggioranza dei casi usata solo per far lievitare il costo del biglietto, potrà essere il cinema erotico? Sex And Zen 3D è indubbiamente il primo film di genere a sfruttarla ma, a parte quel briciolo di curiosità che potrebbe accendere negli sprovveduti spettatori, non so a quali risultati possa puntare questo film.
ATTESA WELTALL E TOB WAYLAN 0%

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Consigli per gli acquisti.

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STRADE PERDUTE (BD disponibile dal 30/09/2011)

stradeperduteBRIn una settimana senza uscite inedite di rilievo, fa piacere andare a cercare nei cataloghi qualche titolo che trova nuova vita nei formati in alta definizione. Capita così di scoprire che è in uscita Strade Perdute di David Lynch. Dopo l’ edizione Cecchi Gori di diversi anni fa, la Koch Media l’ aveva rieditato con tanto di booklet allegato, ed ora lo ripropone sui nuovi supporti Blu-ray ma non ci è dato sapere quanti e quali miglioramenti siano stati apportati. In confronto alle edizioni estere gli extra sono decisamente scarsi ma se vi accontentate e magari non avete le precedenti edizioni, questo è un acquisto doveroso.
* BLURAY * VIDEO: 2.35:1 anamorfico 1080p – AUDIO: Ita / Ing Dolby Digital 2.0 – SOTT: Ita – EXTRA: Trailer, Making of, Intervista – ZONA: B
ACQUISTO:
CONSIGLIATO (solo se non avete le precedenti edizioni)
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