Aperitivo a Grado

Cine20_1

Cine20 lo potete leggere tutti i giovedì ed è curata da Matteo “Weltall” Soi dalle pagine del blog weltallsworld.blogspot.com e dal blogger-seriale Kusa direttamente da lavitaenientaltro.wordpress.com. Una coppia inedita disposta a tutto pur di mettere la loro esperienza di cine-blogger e cinefili non professionisti per una rubrica alla portata di tutti, libera e accessibile, che spazia da brevi recensioni fino alle uscite home-video, senza dimenticare le doverose segnalazioni sui film in sala, il tutto corredato da un sistema di valutazione facile ed immediato. Ma non possiamo più trascurare l’importanza delle serie TV alle quali dedichiamo Derive Seriali, una sezione apposita curata da :A:, scrittore, sceneggiatore e nerd impenitente. Detto questo, andiamo a cominciare.

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Al cinema e non solo.

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captainamericacivilwarCAPTAIN AMERICA – CIVIL WAR di Anthony Russo, Joe Russo

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Avengers Age of Ultron aveva dato segnali preoccupanti su quel che poteva essere il futuro del lavoro di Marvel e Disney sull’Universo Cinematografico della Casa delle Idee. A far tremare dalle fondamenta un progetto costruito pazientemente con ben dieci film era stata sopratutto l’evidente incompatibilità nata tra regista, sceneggiatori e produzione che come risultato hanno portato ad una pellicola poco coesa, dall’impatto spettacolare discontinuo e dall’incapacità di sfruttare a dovere un potenziale super villain e tutti i personaggi in gioco. Certo, qualche mese dopo Ant-Man si è rivelato un film sicuramente minore, comunque riuscito e divertente, ma i dubbi sull’imminente Fase 3 rimanevano tutti soprattutto considerato:
1) un piano di uscite in sala pronto ad allargare ancora di più il rooster dei personaggi.
2) Civil War.
Civil War è stata una delle saghe Marvel più famose e importanti degli ultimi dieci anni, figlia di quel clima di paura negli anni post 11/9, nella quale Mark Millar mise due icone come Captain America e Iron Man uno contro l’altro, divisi su di una questione tutt’altro che banale: a quanta libertà si è disposti a rinunciare, e a quale costo, per il bene comune? Quanta paura si è disposti ad alimentare per far si che il prezzo non risulti poi così salato?
Anche se con tempi più accelerati rispetto ai fumetti, anche per il Marvel Cinematic Universe è arrivato il momento per la Guerra Civile visto che, se da un lato gli Avengers hanno salvato la Terra da imprevedibili minacce, dall’altro le loro azioni hanno avuto conseguenze su civili e innocenti. Da qui si parte per il terzo film dedicato all’eroe a stelle e strisce diretto dai fratelli Anthony e Joe Russo e scritto da Christopher Markus e Stephen McFeely, lo stesso team creativo dietro il precedente film di Cap, Winter Soldier. Visti i nomi coinvolti, visto il tema centrale della pellicola, nella quale avremo visto riuniti tutti gli Avengers conosciuti e qualche attesissima new entry, tutti i dubbi di questo mondo non potevano certo tenere a freno le aspettative che sono state, diciamolo subito, completamente soddisfatte.
Captain America – Civil War è uno dei migliori cine-comics di sempre nonchè un perfetto esempio di ciò che un blockbuster dovrebbe essere, ed il merito è tutto da attribuire ai Russo brothers e alla coppia di sceneggiatori, in grado di ripetere e superare quanto di buono fatto con The Winter Soldier, trovando qui un perfetto equilibrio grazie al quale sono riusciti a dare il giusto spazio a ciascun personaggio coinvolto, a portare sullo schermo un villain che agisce dietro le quinte ma fa più danni di qualsiasi Chitauro o Ultron, a far si che l’azione non sacrifichi la narrazione o viceversa. Non si rinuncia a nulla, neanche all’ormai collaudato umorismo che comunque risulta qui sapientemente dosato, ma sopratutto non si soffoca in alcun modo il confronto tra i personaggi, sottolineando con intelligenza come il loro schierarsi in favore o meno al farsi mettere il guinzaglio dalle Nazioni Unite, non comporti in automatico che una delle due posizioni sia giusta o sbagliata.
Se questo è solo l’inizio della Fase 3, non possiamo che essere speranzosi ed eccitati come pargoli all’idea che gli stessi Anthony e Joe Russo ci condurranno anche alla sua conclusione con il terzo film dedicato agli Avengers, Infinity War.
GRADIMENTO WELTALL 80%

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Brevemente in sala.

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shanhegurenAL DI LA’ DELLE MONTAGNE di Jia Zhangke

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Da Still Life fino ad arrivare a Il Tocco del Peccato, il cinema di Jia Zhangke ci piace assai, soprattutto per il suo modo di raccontare la Cina, i suoi mille volti le sue molteplici trasformazioni durante gli anni, attraverso i personaggi che racconta. Al di là delle montagne non sembra discostarsi dal suo cinema precedente nel raccontare, partendo dal 1999 fino al 2025, la storia di una donna ed il suo amore conteso tra due uomini e suo figlio che torna a casa dopo anni vissuti con il padre in Australia, la terra promessa.
ATTESA WELTALL 75%

Non ho visto nessuno dei titoli da te citati caro collega, e la settimana in cui scoppia la Civil War non mi sembra proprio quella ideale per cominciare a conoscere il cinema di Zhangke. Ma me lo segno per una tranquilla visione casalinga, tranquillo!
ATTESA KUSA 40%

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captainamericacivilwarCAPTAIN AMERICA – CIVIL WAR di Anthony Russo, Joe Russo

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La Fase 3 dell’Universo Cinematografico Marvel comincia con uno scontro epocale che vede conivolti due schieramenti di eroi, divisi da un atto governativo che a tutti gli effetti mette un freno alle libere azioni supereroistiche degli Avengers e le loro inevitabili conseguenze. Captain America contro Iron Man, dalle pagine della miniserie di Mark Millar al grande schermo, e qui non si aspettava altro.
ATTESA WELTALL 100%

Tutto giustissimo, aggiungo solo che il capitolo precedente di Cap e’ stato uno dei migliori cinecomics prodotti dalla Casa delle Idee, merito senz’altro dei fratelli Russo, i migliori registi di casa Marvel dopo il Joss Whedon del primo Avengers. Quindi hype alle stelle e tuffiamoci in sala!
ATTESA KUSA 100%

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floridaFLORIDA di Philippe Le Guay

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La malattia e l’ultima possibilità di esaudire i propri desideri, sembrano essere le tematiche al centro della commedia francese di Le Guay, dove un ottant’enne dirigente di una fabbrica ormai ritiratosi, tra un vuoto di memorie e l’altro, un momento di confusione ed il seguente, decide insieme alla figlia che l’ha sostituito nel lavoro, di andare in America a raggiungere l’altra sua figlia che da anni vive li.
ATTESA WELTALL 0%

Malattia, demenza senile e un film francese. L’ideale terzetto per starmene a casa.
ATTESA KUSA 0%

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microboegasolinaMICROBO E GASOLINA di Michel Gondry

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Arriva finalmente anche in Italia l’ultimo film di Michel Gondry, una frizzante commedia che ha due adolescenti come protagonisti, Microbo e Gasolina. La coppia di amici non ha nessuna intenzione di trascorrere le vacanze estive con le rispettive famiglie e pertanto decidono di partire insieme in un giro intorno alla Francia a bordo di un improvvisato mezzo di trasporto costituito da un tagliaerba e una “casa” di legno montata sopra. Visto quanto ci piace il regista francese, questo è uno dei titoli più attesi della settimana.
ATTESA WELTALL 75%

Come già anticipato, il cinema di Gondry mi piace ma a piccole dosi, e il mio entusiasmo è molto timido, anche se l’uscita anche tardiva di un regista particolare ed interessante è sempre da salutare come un fatto positivo.
ATTESA KUSA 40%

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ilministroIL MINISTRO di Giorgio Amato

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L’italietta dei furbetti, dei corrotti e delle bustarelle raccontata nel film di Giorgio Amato dove un imprenditore con un piede nella bancarotta cerca di circuire un ministro della Repubblica con il quale ha stretto amicizia, con una cena a base di tangenti e escort. Sappiamo che è sempre attualità ma forse questa settimana preferiamo rimanere un po’ leggeri.
ATTESA WELTALL 0%

La Commedia Italiana della Settimana stavolta ha proprio sbagliato settimana, perche’ a noi ci interessano solo i supereroi che se le danno di santa ragione.
ATTESA KUSA 0%

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stonewallSTONEWALL di Ronald Emmerich

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Il regista fracassone di Indipendance Day e 2012 (giusto epr fare due esempi) torna quasi in sordina con qualcosa di completamente diverso, un film che racconta la nascita del movimento di liberazione gay e di tutto quello che ne conseguito negli anni, le battaglie per il riconoscimento dei diritti basilari di ogni essere umano. Un caso davvero particolare, soprattutto firmato Emmerich, che forse possiamo recuperare anche in un secondo momento.
ATTESA WELTALL 50%

Dopo (il pessimo) Anonymous, Emmerich ci riprova a fare un film non fracassone con questo Stonewall, che tratta un argomento estremamente serio ed importante. Gli unici dubbi sono proprio sulla sensibilita’ e l’esperienza del regista quando si tratta di temi cosi’ delicati.
ATTESA KUSA 40%

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ilnostrotraditoretipoIL TRADITORE TIPO di Susanna White

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Una coppia inglese in viaggio a Marrakech, si trovano coinvolti in una storia di spionaggio quando decidono di aiutare un uomo d’affari russo a rivelare informazioni importanti all’intelligence britannica. Tratto da un romanzo di John LeCarrè, mi pare che ci troviamo di fronte al più classico esempio di thriller a sfondo spionistico, ne più ne meno di quanti ne possiamo già aver visti in passato. Vale la visione in sala? Forse no.
ATTESA WELTALL 40%

Ewan McGregor, Naomie “Moneypenny” Harris, Damian “Homeland” Lewis e Stellan Skarsgard in una storia di spionaggio tratta da Le Carre’. Avendo appena visto l’ottima miniserie The Night Manager, sempre di spionaggio e sempre tratta da Le Carre’, questo penso che aspettero’ di vedermelo comodamente dal divano di casa.
ATTESA KUSA 30%

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WHERE TO INVADE NEXT di Michael Moorewhere-to-invade-next-poster_150 (dal 9/5 al 11/5 in sale selezionate)

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Michael Moore l’abbiamo imparato a conoscere ed apprezzare con pellicole come Bowling A Columbine, Fahrenheit 9/11,  Sicko,  Capitalismo: una storia d’amore, in cui il regista americano se la prendeva di volta in volta con le varie magagne del suo paese, dalla (pessima) presidenza Bush e la sua gestione del dopo 9/11, alla passione malsana degli americani per le armi, al pessimo sistema sanitario statunitense,  fino ai  mostri che ha generato il capitalismo in termini di benessere delle persone e dei lavoratori. A sei anni di distanza dalla sua ultima pellicola, Moore torna all’attacco e stavolta decide di “invadere” pacificamente alcuni paesi al qua dell’Atlantico,  con il preciso scopo di  importare negli USA il meglio dei loro sistemi scolastici, lavorativi e sanitari.  Dall’Italia ad esempio vorrebbe importare il sistema delle vacanze, visto che qui abbiamo benefici che gli “evoluti” americani nemmeno si immaginano, tipo un mese di ferie PAGATE, o l’assenza per maternita’ e la licenza  matrimoniale, anche quelle rigorosamente PAGATE. Sempre a patto di avercelo, un lavoro, che di questi tempi non e’ poi cosi’ scontato. Qualche perplessita’ sulla pellicola c’e’, visto che l’argomento non e’ cosi’ scottante come nei suoi film/documentari precedenti e il modo di affrontarlo sembra un po’ semplicistico. Pero’ visto da qui piu’ che una critica al sistema statunitense,  la pellicola di Moore per noi europei potrebbe essere una buona occasione per  (ri)scoprire le nostre eccellenze: una buona medicina per combattere l’euroscetticismo ormai imperante.
ATTESA KUSA 40%
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