Aperitivo a Grado

Cine20_1

Cine20 lo potete leggere tutti i giovedì ed è curata da Matteo “Weltall” Soi dalle pagine del blog weltallsworld.blogspot.com e dal blogger-seriale Kusa direttamente da lavitaenientaltro.com. Una coppia inedita disposta a tutto pur di mettere la loro esperienza di cine-blogger e cinefili non professionisti per una rubrica alla portata di tutti, libera e accessibile, che spazia da brevi recensioni fino alle uscite home-video, senza dimenticare le doverose segnalazioni sui film in sala, il tutto corredato da un sistema di valutazione facile ed immediato. Ma non possiamo più trascurare l’importanza delle serie TV alle quali dedichiamo Derive Seriali, una sezione apposita curata da :A:, scrittore, sceneggiatore e nerd impenitente. Detto questo, andiamo a cominciare.

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Al cinema e non solo.

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IL CLUB DEL LIBRO E DELLA TORTA DI BUCCE DI PATATA DI GUERNSEY
(The Guernsey Literary and Potato Peel Pie Society)
di Mike Newell

Quando Juliet Ashton, giornalista e scrittrice nella Londra del dopoguerra, riceve una strana lettera da un allevatore dell’isola di Guernsey, che afferma di possedere un libro che le apparteneva, non può certo immaginare che il suo destino sarà per sempre legato a quell’ isola  e al suo bizzarro circolo letterario,  nato come simbolo di ribellione e resistenza sotto la recente occupazione nazista.

A molti anni di distanza da 84 Charing Cross Road, nato anch’esso da un romanzo epistolare, ecco arrivare la piccola grande storia di un’altra  amicizia nata dalla passione comune per la pagina scritta, che nasconde un grande amore per le storie, e per le persone che popolano quelle storie, vere o immaginarie che siano. E quindi é più che naturale che la giovane protagonista, affermata scrittrice, rimanga istantaneamente affascinata dalla realtà della piccola isola di Guernsey e dai suoi singolari abitanti, ognuno con la propria voce e la propria storia da raccontare. Storie spesso tragiche, perche’ troppo recente e’ il conflitto che ha devastato il mondo, e che ha lasciato profonde cicatrici nelle vite di tutti, protagonista compresa. Libri come memoria delle persone, quindi, e anche come simbolo di resistenza umana e intellettuale alla tirannia nazista, non a caso famosa per i roghi di libri in piazza. Impeccabile nella messa in scena, curato nelle ambientazioni e nei costumi, ed interpretato da un cast di attori affiatato ed esperto di drammi storici (non a caso parte del cast proviene dalla serie tv Downton Abbey, protagonista compresa), la pellicola di Mike Newell (indimenticato  regista di Quattro Matrimoni e un Funerale) pecca semmai nel non volersi sbilanciare troppo su nessuno dei temi che tocca, tra cui la passione per la letteratura, o i problemi del dopoguerra e la tragedia dell’occupazione nazista, finendo per perdere in incisività e  optando come filo conduttore della trama su una prevedibile storia d’amore, seppur raccontata con garbo e delicatezza. Rimane comunque l’importanza di pellicole storiche come questa, che insieme ai recenti L’ora più buia e Their Finest, inedita in Italia, parlano di un periodo oscuro per l’Europa e per il mondo, e ci ricordano i sacrifici individuali e collettivi che hanno portato alle democrazie e alle libertà attuali, che troppo spesso diamo per scontate.

Disponibile su Netflix dal 10  Agosto.
GRADIMENTO KUSA 70%

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MISSION IMPOSSIBLE – FALLOUT
di Christopher McQuarrie

Dopo che una missione non è finita come speravano, Ethan Hunt e soci sono alle prese con una corsa contro il tempo per evitare che delle armi nucleari cadano nelle mani sbagliate. Con l’aiuto di un agente della CIA, affiancato a Hunt per controllare le sue mosse, si troveranno di fronte un nemico che pensavano di aver sconfitto.

Concepito di fatto come seguito del capitolo precedente, Fallout commette almeno tre errori fondamentali rispetto a Rogue Nation: prima di tutto perde la forza del gruppo, visto che l’azione nel bene e nel male qui si concentra molto di più su Hunt e sul nuovo compagno di avventure, interpretato da Henry Cavill, che svolge diligentemente il suo lavoro, ma che, oltre a far rimpiangere un po’ l’assente Jeremy Renner, non aggiunge nulla all’alchimia di un gruppo rodato ed affiatato, con conseguenze indesiderate, anche e soprattutto a livello di sviluppo della trama.
Poi si prende troppo sul serio, eliminando quasi completamente i momenti di alleggerimento comico, non solo limitando al minimo sindacale gli interventi della spalla comica del gruppo, ovvero Simon Pegg, ma anche inserendo al suo posto pistolotti morali come quello sulla necessità di non fare vittime innocenti o quello del ruolo di Hunt come paladino unico e finale del bene dell’umanità. Sottolineature del tutto superflue in un action come questo, il cui scopo è l’intrattenimento puro, e che perciò suonano un tantino pretenziose ed irritanti: che Hunt & C siano dalla parte dei buoni lo sapevamo già, non è quello il motivo per cui entriamo in sala.
Ed infine, tipico per un sequel non troppo riuscito, si ripete senza innovare: basti vedere il rapporto tra Ilsa e Hunt, che viene inspiegabilmente resettato rispetto alla fine di Rogue Nation (se non con acrobazie di spiegazioni inutili   e pretestuose), o anche la ricomparsa di Solomon Kane come nemico, elevato per la circostanza, non si sa bene per quale motivo se non puramente scenografico, a personaggio à la Hannibal Lecter, vista la sicurezza da cui è circondato e la camicia di forza in cui viene presentato: ottimo modo per rovinare il cattivo convincente e cinico del primo e ridurlo ad un mad man qualsiasi.
Intendiamoci, ci sono ancora reparti che funzionano perfettamente, perchè le scene d’azione sono girate come Dio comanda, gli stunt sono strepitosi, il gruppo di attori è affiatatissimo, e per tutta la prima parte, quella girata a Parigi , tutto funziona a meraviglia, compreso il personaggio della Vedova Bianca interpretata da una fascinosa e letale Vanessa Kirby.
Ma, oltre ai difetti già citati, il tutto si perde in virtù di un terzo atto, quello nel Cashmire, tirato eccessivamente per le lunghe nelle scene d’azione e patetico nei rapporti interpersonali, primo fra tutti quello tra Hunt e la mogliettina interpretata da una sprecata MIchelle Monaghan. E quello che dovrebbe esser il pezzo forte del film, ovvero il duello finale sugli elicotteri, è lungo, ripetitivo e francamente un po’ ridicolo nell’inutile tentativo di stupire, e costruito quasi solo a servizio degli effetti 3D.
Insomma, un notevole passo indietro rispetto al riuscitissimo capitolo precedente, e un segno che forse è bene cambiare squadra, almeno in cabina di regia/sceneggiatura, o di mandare in meritato prepensionamento il personaggio di Hunt.

GRADIMENTO KUSA 60%

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Brevemente in sala.

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DARK CRIMES
di Alexandros Avranas

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Film del 2016 con protagonista Jim Carrey che qui interpreta Tadek, poliziotto polacco ad un passo dalla pensione che decide, prima di abbandonare definitivamente il lavoro, di risolvere un caso aperto da anni, un omicidio stranamente legato al romanzo dello scrittore Kozlow su cui l’uomo decide di indagare. Decisamente fuori tempo massimo, non si capisce perchè portarlo in sala.
ATTESA WELTALL 0%
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Con il moltiplicarsi di piattaforme di streaming via internet e di tv satellitari, non si vede proprio la necessita’ di far uscire una pellicola vecchia di 2 anni al cinema. Non si poteva magari al suo posto anticipare l’uscita di un qualche titolo interessante  presentato  in concorso a Venezia?
ATTESA KUSA 0%

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MAMMA MIA! CI RISIAMO (Mamma Mia Here We Go Again)
di Ol Parker

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Seguito del film del 2008 che conferma il cast precedente e lo allarga ancor di più eplorando passato e presente dei protagonisti e delle loro relazioni. Ma il musical non è esattamente nelle mie corde.
ATTESA WELTALL 0%
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Purtroppo invece questo seguito  (e non mi capacito che siano GIA’ passati dieci anni) del cast precedente perde proprio l’elemento chiave del successo del primo capitolo, ovvero Meryl Streep.E  non si sentiva certo il bisogno di un prequel/sequel per raccontare la storia d’amore giovanile tra Donna e Sam, Bill e Harry, o delle sorti dell’hotel gestito dalla figlia dopo la dipartita di Donna. Unico motivo d’interesse potrebbe essere la presenza di Cher, ma non basta.
ATTESA KUSA 50%

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REVENGE
di Coraline Fargeat

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Rape and Revenge alla sua massima potenza per il film di Coraline Fargeat, distruibuito da Koch Mediam ma patrocinato dall’ottima Midnight Factory. La protagonista, Jen, violentata e quasi uccisa, si darà ad una spietata e letterale caccia all’uomo. Ci fidiamo.
ATTESA WELTALL 75%

I francesi quando si tratta di film violenti sanno il fatto loro, e direi che questo Revenge, visto il trailer, si presenta proprio come il film della settimana, a meno che non si preferiscano i rider italiani qui sotto
ATTESA KUSA 70%

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RIDE
di Jacopo Rondinelli

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Una grossa somma da guadagnare ed una corsa sfrenata e potenzialmente mortale da affrontare per i protagonisti Max e Kyle, riders acrobatici. Fabio Guaglio e Fabo Resinaro, che già l’anno passato ci sorpresero con Mine, qui scrivono e producono il film di Jacopo Rondinelli, un prodotto nuovo per il nostro mercato ma sopratutto esperimento crossmediale che vede in uscita insieme al film un romanzo e, qualche giorno prima, anche un fumetto. Indipendentemente che possa piacere o meno, progetto assolutamente da sostenere.
ATTESA WELTALL 75%
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Non conosco la pellicola, non ho visto Mine, ma concordo con il mio saggio collega sul fatto che progetti crossmediali come questi, soprattutto in Italia, vadano incoraggiati. Quindi voto sullla fiducia
ATTESA KUSA 70%

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SLENDER MAN
di Sylvain White

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Quattro liceali americani cercano di sfatare la leggenda del misterioso Slender Man finendo poi per diventare le sue nuove vittime. Horror generico che cerca di sfruttare, con estremo ritardo, il successo dell’omonimo videogioco indie…che sicuramente sapeva spaventare e inquietare più di questa pellicola.
ATTESA WELTALL 0%

Questi horror americani fatti con lo stampino proprio non mi attirano
ATTESA KUSA 0%

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TEEN TITANS GO! IL FILM (Teen Titans Go! To the Movies)
di Aaron Horvath, Peter Rida Michail

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Perchè solo ai grandi supereroi è concesso avere i loro film da protagonisti? E gli aiutanti, le spalle e i protetti non meritano forse anche loro il giusto posto a Hollywood? E quello che si chiede il giovane Robin deciso a portare i suoi Teen Titans sotto le luci della ribalta. Teen Titans è una piacevolissima serie animata che sa divertire dissacrando in modo intelligente il mondo dei supereroi. Perciò credo che questa pellicola sia adatta certamente ai più piccoli ma anche i più grandicelli lettori di fumetti potrebbero davvero apprezzarla.
ATTESA WELTALL 60%
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Ammetto candidamente tutta la mia ignoranza nei riguardi di Teen Titans e di conseguenza il mio completo disinteresse per la pellicola.
ATTESA KUSA 0%

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