Aperitivo a Grado

Cine20_1

Cine20 lo potete leggere tutti i giovedì ed è curata da Matteo “Weltall” Soi dalle pagine del blog weltallsworld.blogspot.com e dal blogger-seriale Kusa direttamente da lavitaenientaltro.wordpress.com. Una coppia inedita disposta a tutto pur di mettere la loro esperienza di cine-blogger e cinefili non professionisti per una rubrica alla portata di tutti, libera e accessibile, che spazia da brevi recensioni fino alle uscite heome-video, senza dimenticare le doverose segnalazioni sui film in sala, il tutto corredato da un sistema di valutazione facile ed immediato. Ma non possiamo più trascurare l’importanza delle serie TV alle quali dedichiamo Derive Seriali, una sezione apposita curata da :A:, scrittore, sceneggiatore e nerd impenitente. Detto questo, andiamo a cominciare.

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Al cinema e non solo.

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justiceleagueJUSTICE LEAGUE
di Zack Snyder

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Ancora prima di arrivare nelle sale, sulla Justice League di Zack Snyder pendevano pesanti pregiudizi dettati da alcuni elementi in particolare:
– In primis la corsa disperata per mettersi in pari con la Marvel/Disney, pratica tendenzialmente suicida che ha mostrato tutti i limiti della Warner/DC fin da Batman v Superman.
– A seguire, si è da subito notata la mancanza di una persona incaricata a seguire il progetto, uno come Kevin Feige che tenga le redini di tutti i diversi film. Il risultato evidente di questo “vuoto di potere” sono schegge impazzite come Suicide Squad, film pessimo e indifendibile.
– Infine, assolutamente non trascurabile, la produzione travagliata dovuta al grave lutto che ha colpito Zack Snyder e che lo ha costretto ad abbandonare il film a riprese terminate cedendo il testimone a Joss Whedon che si è occupato di rigirare alcune sequenze e a coadiuvare Chris Terrio alla sceneggiatura.
Il film è arrivato comunque nei cinema di tutto il mondo senza intoppi ma non privo di evidenti difetti, alcuni in linea con produzioni similari (la mancanza di un villain e di una minaccia davvero all’altezza si fa sentire) altri inspiegabili sopratutto visto il budget stanziato (la CGI spesso è povera e imbarazzante).
Ma al di la di questi elementi che hanno decretato un generale massacro della pellicola da parte della critica, Justice League è un film che vale la pena difendere e i motivi si possono riassumere in 3 punti in particolare:
1) Il film è costruito intorno ad una sceneggiatura essenziale che racconta una storia, inizio-svolgimento-conclusione, con un gran ritmo. Riesce inoltre ad introdurre tre nuovi personaggi (quasi) inediti senza bisogno delle canoniche “origin story”.
2) Batman e Superman trovano finalmente una loro rappresentazione coerente all’interno di questo DCEU (DC Extended Universe), una mancanza gravissima nel precedente Dawn of Justice: non è solo l’uomo che si rapporta al divino ma soprattutto il buio (il vigilante vecchio e stanco pronto anche a sacrificare se stesso) che cede il posto alla luce (finalmente un Superman positivo che rappresenta davvero la speranza).
3) Le atmosfere cupe che ci propinano sin da Man of Steel, figlie del Batman nolaniano che la Warner avrebbe dovuto accantonare dopo il brutto The Dark Knight Rises, qui vengono alleggerite sia utilizzando una palette cromatica più varia e calda, sia dall’introduzione del “comic relief” rappresentato da un giovanissimo ed inesperto Barry Allen (Flash). Una comicità relegata a delle fulminanti battute tra un dialogo e l’altro che, a volte, possono apparire invadenti ma non arrivano mai a trascendere fino alla demenzialità delle gag inserite nel recente Thor Ragnarok della Marvel.
Si potrebbe approfondire ulteriorimente, addentrandosi negli omaggi alla materia fumettistica da cui tutto ha origine o elogiando le sequenze d’azione, ma quel che preme sottolineare è che nella “guerra” Marvel e DC cinematografica forse è meglio non stare trincerati nelle proprie barricate. Le due fazioni mostrano spesso il fianco a critiche oggettive e se la Warner/DC è quella che per ora ha regalato più delusioni che altro, non vuol dire che non la si debba encomiare quando sembra aver per lo meno imboccato la giusta strada.
Speriamo che in futuro siano in grado di continuare a seguirla.
GRADIMENTO WELTALL 70%

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borgmcenroe150BORG MCENROE
di Janus Metz Pedersen

Alla vigilia della sfida tra i due grandi campioni di tennis nella storica finale di Wimbledon del 1980, ripercorriamo la vita,  sportiva e non,  di due miti dello sport e di  due personaggi che hanno fatto epoca.

Cominciamo con il chiarire che la pellicola di Pedersen concentra gran parte della sua attenzione su Bjorn Borg, mostrandoci le sue ossessioni, i suoi demoni e le sue manie, mentre a McEnroe e’ dedicato molto meno spazio, e finisce per essere una figura decisamente piu’ abbozzata di quella del campione svedese. Di quest’ultimo seguiamo tutta la carriera, fin da quando, come leggenda vuole, si allenava giocando contro la porta del garage di casa. E scopriamo che dietro a quell’apparenza glaciale si nascondeva in realta’ un animo tormentato e bellicoso, con un passato problematico fatto di intemperanze sul campo del tutto simili a quelle per cui il suo avversario McEnroe si era guadagnato la fama di “cattivo” in campo.

E se da una parte assistiamo alla costruzione del duello tra due opposti messa in piedi ad arte dai mass-media, dietro le quinte sentiamo tutta la tensione e la pressione che grava, in forme diverse, su entrambi i protagonisti. Alla fine, come gia’ per il recentissimo La Battaglia dei Sessi, lo sport filmato e’ la parte meno interessante della pellicola, anche perche’ il tennis non e’ la boxe o l’automobilismo, ha tempi molto lunghi e una tensione che monta lentamente, punto su punto, difficilmente trasferibile in pochi minuti di pellicola e una manciata di sequenze.

Lontano sia dalla spettacolarita’ di film come il bel Rush di Ron Howard, e dallo spaccato sociopolitico e di costume del gia’ citato La battaglia dei Sessi, tanto per citare due esempi di rivalita’ sportive portate sullo schermo, Borg McEnroe sceglie un taglio decisamente intimista e “indie” che prova ad andare sottopelle a un personaggio cosi’ universalmente noto ma di cui in realta’ i piu’ conoscono solo la superficie. Sul versante delle interpretazioni impressiona il Borg di Sverrir Gudnason,  sia per indubbia somiglianza fisica che per le doti recitative.

GRADIMENTO KUSA 65%
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Brevemente in sala.

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americanassassin_usAMERICAN ASSASSIN
di Michael Cuesta

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Primo film di un possibile franchise ispirato ai romanzi di Vince Flynn con protagonista Mitch Rapp, formidabile agente antiterrorismo, passato dalla vita di studente modello a quella di spia dopo che la sua fidanzata e’ stata uccisa in un attacco terroristico. Ad addestrarlo alla sua nuova carriera un veterano della guerra fredda, Stan Hurley, interpretato da Michael Keaton. Prima o poi Hollywood si stanchera’ di provare a lanciare questi franchise di spie/superagenti/assassini, ma non per ora non se ne vede la fine purtroppo.
ATTESA KUSA 0%
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Concordo con il buon Kusa relativamente a questi franchise di genere,  ennesimo esempio della completa morte creativa che affligge Hollywood. Il terribile riscontro critico in patria per la pellicola di Cuesta sembra anche darci ragione.
ATTESA WELTALL 0%

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cacciaaltesoroCACCIA AL TESORO
di Carlo Vanzina

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Non mi capacito che quest’uomo ancora diriga film, e non ho altro da aggiungere.
ATTESA KUSA 0%
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Ennesima commedia degli equivoci incentrati su di un attore teatrale fallito che per trovare i soldi necessari a far operare il figlio decide di rivolgersi a San Gennaro. Convinto che il santo gli abbia risposto, decide di rubare una reliquia sacra dal valore inestimabile. Film imperdibile, un valore aggiunto per il cinema italiano.
ATTESA WELTALL 0%

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detroitDETROIT
di Kathryn Bigelow

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Per la sua nuova pellicola la regista premio Oscar di Zero Dark Thirty e The Hurt Locker decide di raccontare un episodio tanto scottante quanto sconosciuto della recente storia americana (almeno da questa parte dell’oceano), ovvero le sommosse dell’estate del 1967 a Boston. Lotta per i diritti civili e repressione delle forze dell’ordine sono un tema ricorrente della societa’ americana e purtroppo ancora molto caldo,  e  la Bigelow punta tutto su una accurata ricostruzione degli eventi affidandosi a testimonianze raccolte dai sopravvissuti dei (mis)fatti che si svolsero nel Motel Algiers. Raccontato quasi in tempo reale, e con protagonista tra gli altri il John Boyega reso famoso dalla saga di Star Wars,  quello della Bigelow e’ il film della settimana senza se e senza ma.
ATTESA KUSA 80%
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Potrebbe sembrare che la Bigelow vinca facile in una settimana come questa ma in realtà avrebbe tenuto testa a ben altri registi di livello di cui abbiamo esaminato i lavori nelle scorse settimane.
ATTESA WELTALL 80%

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flatlinersFLATLINERS – LINEA MORTALE
di Niels Arden Oplev

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Remake del film del 1990 con Kevin Bacon, Kiefer Sutherland e Julia Roberts, e’ la storia di cinque studenti di medicina che, alla ricerca di risposte sull’aldila’, decidono di sopportarsi ad un esperimento di quasi morte per “dare un’occhiata” a quello che c’e’ dopo la morte. Non troveranno le risposte che cercano ma verranno tormentati dai fantasmi delle loro colpe passate. Con Ellen Page, Nina Dobrev e James Norton, e un cameo di Kiefer Sutherland. Remake a mio avviso inutile di un film non eccelso,  ma per Ellen Page si puo’ sopportare anche questo, magari dal divano di casa pero’.
ATTESA KUSA 30%
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Curioso tentativo di fare un remake di un film che dava una risposta inquietante alla domanda: esiste qualcosa dopo la morte? Non so se dopo ventisette anni sono ancora interessato alla risposta.
ATTESA WELTALL 0%

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glisdraiatiGLI SDRAIATI
di Francesca Archibugi

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Liberamente tratto dal romanzo di Michele Serra, Gli sdraiati racconta la storia di un padre e un figlio adolescente, Giorgio e Tito, e del loro difficile rapporto. Sai la novita’.
ATTESA KUSA 0%
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Il cinema italiano in grande spolvero questa settimana. E dopo uno dei Vanzina a caso potevamo farci mancare un film con Claudio Bisio? Certo che non potevamo.
ATTESA WELTALL 0%

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ildomanitradinoiIL DOMANI TRA DI NOI
di Hany Abu-Assad

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Alex e Ben, una coppia di sconosciuti, a seguito di un incidente aereo si ritrovano in un impervia zona delle montagne statunitensi. Dovendo sopravvivere in una situazione estrema, impareranno a fidarsi l’uno dell’altra e formeranno un legame unico ed indissolubile. Kate Winslet e Idris Elba in una pellicola di sopravvivenza, non il mio genere preferito ma visti i due protagonisti potrei anche fare un eccezione.
ATTESA KUSA 40%
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Pellicola il cui interesse si accende solo per la Winslet e per Idris Elba. P0trebbe diventare titolo irrinunciabile solo se alla fine decidessero di mangiarsi a vicenda per sopravvivere.
ATTESA WELTALL 40%

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illibrodihenryIL LIBRO DI HENRY
di Colin Trevorrow

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Susan e’ una madre single di due fratelli, Henry di 11 e Peter di 8, e lavora come cameriera. Un giorno scopre che la famiglia nella casa a fianco alla sua ha un pericolo segreto, e che il giovane Henry ha escogitato un geniale piano per risolvere la situazione, e salvare la sua compagnia di classe Christina. Un piano che coinvolgera’ direttamente anche Susan.
ATTESA KUSA 0%
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Dramma familiare con Naomi Watts e, mi pare, anche uno dei giovani attori di It. Non che questo cambi di un solo punto percentuale il mio interesse per il film.
ATTESA WELTALL 0%

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