Aperitivo a Grado
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Cine20_1

Cine20 lo potete leggere tutti i giovedì ed è curata da Matteo “Weltall” Soi dalle pagine del blog weltallsworld.blogspot.com e dal blogger-seriale Kusa direttamente da lavitaenientaltro.wordpress.com. Una coppia inedita disposta a tutto pur di mettere la loro esperienza di cine-blogger e cinefili non professionisti per una rubrica alla portata di tutti, libera e accessibile, che spazia da brevi recensioni fino alle uscite home-video, senza dimenticare le doverose segnalazioni sui film in sala, il tutto corredato da un sistema di valutazione facile ed immediato. Ma non possiamo più trascurare l’importanza delle serie TV alle quali dedichiamo Derive Seriali, una sezione apposita curata da :A:, scrittore, sceneggiatore e nerd impenitente.
Detto questo, andiamo a cominciare.

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Al cinema e non solo.

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deadpoolDEADPOOL di Tim Miller

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Non lo si chiami anti-cinecomix perchè proprio non è così, e francamente è una definizione che non vuol dire nulla. Deadpool rappresenta quello che dovrebbe (e potrebbe) essere un cinecomix, opera cinematografica/adattamento, o libera intepretazione, di una controparte cartacea alla quale si cerca di essere quanto il più possibile fedeli, perlomeno negli intenti. Ed è questo che il regista Tim Miller e l’attore/produttore Ryan Reynolds (che interpretò il mercenario chiaccherone nel primo film dedicato a Wolverine) hanno cercato di fare, battendosi in particolar modo per ottenere un rating-R che gli ha permesso di infarcire la pellicola con una dose di violenza e riferimenti sessuali (più o meno espliciti) che non troverete in nessun altro film di supereroi tratto da personaggi Marvel o DC. Potrà sembrare un piccolo dettaglio, una presa di posizione forse esagerata (o così o non se ne fa nulla)  eppure era l’unica possibile per portare in sala questo specifico personaggio, ma soprattutto per mostrare in maniera chiara ed inequivocabile a Disney, Warner e ancha alla 20th Century Fox, che esiste un altro modo per raccontare i supereroi al cinema, mirando al giusto target di pubblico senza escludere a priori nessun altro. Ed infatti Deadpool è venuto fuori esattamente come doveva essere e forse anche qualcosa in più, una pellicola conscia dei propri limiti tanto da utilizzarli a proprio vantaggio (una storia di origini e vendetta per nulla originale ma raccontata in maniera frammentaria e con gran ritmo), spettacolare , ricca d’azione, esplosioni, sangue e arti (anche auto) amputati. Ed è un film anche esageratemente comico, ma non comico stile Marvel/Disney, una comicità strettamente legata al personaggio di Deadpool, folle assassino, mercenario disturbato nella cui mente convivono le personalità del suo alter ego Wade Wilson e dell’attore Ryan Reynolds, creando un cortocircuito di citazioni e prese per il culo dove finzione filmica e realtà si confondono. Ma Tim Miller e Reynolds mettono sul piatto anche un’altra questione scottante, il budget. Perchè Deadpool non ha potuto contare sulle stesse cifre disposte dalle major per far si’ che Batman e Superman, o Cap e Iron Man, si mettessero le mani in faccia, ma ha portato a casa un risultato eccellente, permettendosi anche un personaggio secondario potenzialmente inutile, l’unico X-Men realizzato quasi completamente in computer grafica. Prendiamo tutti questi ottimi singoli elementi e i più ottimisti di noi potrebbero pensare ad una nuova alba per il cinefumetto, ma sappiamo bene quanto Hollywood sia capace di prendere questi inaspettati successi, scomporli, standardizzarli e sfruttarli fino a che avranno perso la loro funzione e la loro importanza. Perciò accontentiamoci di Deadpool per il momento e incrociamo le dita per il futuro.

GRADIMENTO WELTALL 75%

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spolightIL CASO SPOTLIGHT di Thomas McCarthy

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Cronaca dell’indagine da parte dei giornalisti del Boston Globe che porto’ alla luce nel 2002 lo scandalo della pedofilia,  diffusa nei sacerdoti e tollerata e insabbiata dai vertici delle gerarchie ecclesiastiche e da tutto l’establishment della citta’, avvocati e giornalisti compresi.

Con uno stile privo di fronzoli e un approccio molto anglosassone, Spotlight celebra l’importanza vitale di quel giornalismo d’indagine che e’ parte essenziale di una stampa libera e indipendente in un sano sistema democratico. Ne risulta cosi’ una pellicola che tratta di un problema controverso e spinoso non tanto dal punto di vista delle vittime dei terribili abusi,  ma piuttosto da quello di chi  si occupa di svolgere scrupolosamente il proprio delicato lavoro senza farsi influenzare dalle molte pressioni esterne, lasciandosi  coinvolgere emotivamente il giusto,  senza che questo influenzi la propria capacità di giudizio e la propria professionalita’.

Non a caso  il film di Thomas McCarthy sceglie deliberatamente di fermarsi un attimo prima di farci vedere le violente ripercussioni che l’accurato lavoro di mesi di investigazioni avra’ sull’opinione pubblica e su tutte le persone direttamente coinvolte nello scandalo. Ne risulta un elogio per nulla trionfalistico o sensazionalistico, e per questo ancora piu’  efficare, nei confronti di tutte le persone che svolgono un lavoro essenziale per la comunita’ e la democrazia, rappresentato qui da un gruppo di attori che grazie alle loro solide interpretazioni riesce a comunicare allo spettatore la serieta’ e la dedizione dei loro personaggi.  Un bravo quindi a Mark Ruffalo, Michael Keaton, Rachel McAdams, Liev Schreiber, John Slattery  e Stanley Tucci per aver saputo contenere le proprie individualita’ averle messe al servizio del gruppo e della storia, esattamente come i personaggi che interpretano.

GRADIMENTO KUSA 80%

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Brevemente in sala.

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anomalisaANOMALISA di Duke Johnson, Charlie Kaufman

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Il nuovo film di Charlie Kaufman, diretto a quattro mani con Duke Johnson, è un film d’animazione in stop motion che racconta l’ordinaria esistenza di Michael Stone, alla ricerca di qualcosa, qualunque cosa, che lo strappi via dall’immobilità nella quale è precipitata la sua vita. E a me tanto basta per dargli fiducia
ATTESA WELTALL 80%

Il cinema di Charlie Kaufman e’ un po’ troppo … anomalo per i miei gusti, se mi si passa il facile gioco di parole. Quindi seppure sulla carta curioso come progetto, io dignitosamente declino.
ATTESA KUSA 0%

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clubIL CLUB di Pablo Larrain

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Dopo esser passato sia da Berlino che da Roma lo scorso anno, arriva nelle sale l’ultimo film del cileno Pablo Larrain, un film corale che vede quattro sacerdoti in una sorta di prigionia, costretti in una casa isolata a espiare i propri peccati passati. La routine consolidata verrà meno quando nella casa giungerà un quinto uomo.
ATTESA WELTALL 70%

Potrebbe risollevarmi l’opinione sulla classe sacerdotale, che dopo aver visto la scorsa settimana Il caso Spolight e’ scesa ai minimi storici. Potrebbe, se volessi impegnarmici.
ATTESA KUSA 0%

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lochiamavanojeegrobotLO CHIAMAVANO JEEG ROBOT di Gabriele Mainetti

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Ok, qui camminiamo davvero sulle uova. Perchè si sa, cercare di fare cinema di genere in Italia è cosa quasi impossibile, riuscita in tempi recenti a pochi pochissimi. Immaginatevi poi se a qualcuno viene la malsana idea di mettersi in coda agli americani e provare a fare un film di supereroi tutto nostro (e si, faccio finta che Il Ragazzo Invisibile non esista e non sia mai esisitito). Così nasce lo chiamavano Jeeg Robot, una pellicola che si rifà all’archetipo del supereroe e che si riallaccia anche all’immaginario della generazione nata e cresciuta nella seconda metà degli anni ’70 quando spopolavano i cartoni animati dei robottoni giapponesi.
ATTESA WELTALL 80%

Qua mi fido di persone fidate che ne parlano bene, e anche dell’entusiasmo del mio saggio collega che spero sia ben riposto
ATTESA KUSA 70%

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godsofegyptGODS OF EGYPT di Alex Proyas

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Il regista Alex Proyas arriva in sala con una tamarrata dove divinità dell’antico Egitto e mortali si mettono le mani in faccia come se non ci fosse un domani. L’eterna lotta tra bene e male affogata in una invadente CG. L’abbiamo già visto tante volte e per questo annoia fin dal trailer.
ATTESA WELTALL 0%

Tamarrata e’ un riassunto caro mio, qua dal trailer sembra che siamo di fronte ad un (brutto) videogioco, in cui purtroppo e’ rimasto coinvolto Nikolaj Coster-Waldau, ovvero il Jaime Lannister de Il trono di Spade.
ATTESA KUSA 0%

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goodkillGOOD KILL di Andrew Niccol

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Sarò io, ma non ricordo niente di particolarmente memorabile diretto da Niccol dopo Gattaca. E questo Good Kill non sembra proprio in grado di fare la differenza. Protagonista è un pilota di droni (Ethan Hawke) che combatte la sua parte di eterna lotta contro il terrorismo, a pochi passi da casa e davanti ad uno schermo. Fino a che, un’improvvisa crisi di coscienza, lo porta ad interrogarsi se quello che fa non stia invece peggiorando le cose.
ATTESA WELTALL 0%

Grande promessa con la regia di Gattaca e la sceneggiatura di Truman Show, Andrew Niccol si è poi effettivamente un po’ perso per strada, passando da pellicole imbarazzanti come S1mOne a mediocri sci-fi come In Time, con l’unica eccezione dell’antimilitarista  Lord Of War,  che a me non era  dispiaciuto affatto. Qui arriva sugli schermi italioti un suo film datato 2014 che probabilmente avrebbe trovato una più giusta collocazione in un uscita direttamente su qualche piattaforma tipo Netflix o Sky.
ATTESA KUSA 0%

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tiramisuTIRAMISU’ di Fabio De Luigi

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Volevate un film italiano da ignorare questa settimana? Eccovelo servito. No, assolutamente non parliamo di Lo chiamavano Jeeg Robot, ma dell’ennesimo film DI e CON. Il nome in questione è quello del comico/attore Fabio De Luigi, impegnato a dirigersi e ad interpretare un rappresentante di una casa farmaceutica, insoddisfatto e con il timore di perdere il rapporto con la bella moglie. Ma sarà proprio un tiramisù preparato dalla sua consorte a innescare un inaspettato cambiamento nella sua vita.
ATTESA WELTALL 0%

Se proprio ho voglia di tiramisù, io me lo mangio, e non spreco certo soldi per il debutto alla regia di De Luigi.
ATTESA KUSA 0%
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