Aperitivo a Grado

Cine20_1

Cine20 lo potete leggere tutti i giovedì ed è curata da Matteo “Weltall” Soi dalle pagine del blog weltallsworld.blogspot.com e dal blogger-seriale Kusa direttamente da lavitaenientaltro.com. Una coppia inedita disposta a tutto pur di mettere la loro esperienza di cine-blogger e cinefili non professionisti per una rubrica alla portata di tutti, libera e accessibile, che spazia da brevi recensioni fino alle uscite home-video, senza dimenticare le doverose segnalazioni sui film in sala, il tutto corredato da un sistema di valutazione facile ed immediato. Ma non possiamo più trascurare l’importanza delle serie TV alle quali dedichiamo Derive Seriali, una sezione apposita curata da :A:, scrittore, sceneggiatore e nerd impenitente. Detto questo, andiamo a cominciare.

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Al cinema e non solo.

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GLI INCREDIBILI 2 (The Incredibles 2)
di Brad Bird

I supereroi sono stati dichiarati fuorilegge, e la felice famigliola dei Parr deve faticosamente rientrare alla normalita’. Ma un ricco filantropo ha altri progetti per loro, e arruola Elastigirl per fare da testimonial in una campagna che li riporti di nuovo alla legalita’.

A ben 14 anni di distanza dal primo, riuscitissimo capitolo,  uno dei migliori titoli della Pixar dei tempi d’oro,  ecco arrivare il seguito sempre con la direzione di Brad Bird. E si ricomincia esattamente da dove era finito il precedente capitolo, come se il tempo non fosse mai passato.  E questo secondo me e’ il primo errore della pellicola, perche’  purtroppo invece il tempo E’ passato, e al cinema sono arrivati prima i supereroi Marvel, e poi quelli della DC, e poi hanno invaso anche la tv.  Morale: rivedere la simpatica famigliola di supereroi in calzamaglia rossa fa certo piacere e diverte, ma non ha di certo piu’ la forza e la freschezza che aveva allora, e le gag ripetute adesso sanno purtroppo di forzato, e di stanco. E per di piu’ uno dei perni di tutta la narrazione, ovvero i poteri del bebèJack Jack, li conoscevamo già tutti benissimo dopo il bellissimo corto inserito come bonus nel DVD originale, di cui a volte questo film sembra volutamente ignorare l’esistenza, per diventarne invece una sorta di versione espansa a dismisura. Magari strapperà qualche risata ai più piccoli, ma sa di ripetitivo,  e di decisamente poco originale. La sensazione diffusa è infatti che più che ad un sequel si stia assistendo ad un remake del primo film, senza però le idee brillanti e la novità del precedente.

Unico spunto di originalità, ed anche unico tentativo di modernizzare un po’ la pellicola e aggiornarla al periodo, è il momento in cui il cattivo di turno mostra le sue vere motivazioni, denunciando il condizionamento delle masse da parte dei media e la passività sempre crescente degli spettatori, e dei cittadini, schiavi di schermi (e social):  e per un attimo si pensa persino che il film possa anche prendere una piega più adulta, e diventare qualcosa di più serio.

Ma è solo un fuggevole attimo, che viene immediatamente e rapidamente dimenticato. Il target del film è infatti dichiaratamente quello degli spettatori più piccoli,  e tutto il resto (l’emancipazione di Elastigirl, il potere dell”IpnotizzaSchermi, i supereroi dichiarati fuorilegge) altro non è che uno specchietto per le allodole per gli adulti in sala.

GRADIMENTO KUSA 60%

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THE NUN
di Corin Hardy

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Una delle migliori intuizioni avute da James Wan nel poco riuscito seguito di The Conjuring, è stata proprio l’introduzione della suora indemoniata, manifestazione fisica del demone Valak. Per quanto la sua presenza su schermo sia limitata a pochi ma intensi minuti, tanto è bastato per decidere di mettere in produzione una pellicola stand-alone a Lei/Lui dedicata: ecco quindi, dopo le due pellicole dedicate alle indagini dei coniugi Warren e un altro paio alla bambola Annabelle, l’universo espanso di The Conjuring si arricchisce con The Nun diretto da Corin Hardy.

Ambientato nei primi anni ’50 in un vecchio monastero in Romania, The Nun racconta di un sacerdote ed una novizia inviati dal Vaticano ad investigare sul misterioso suicidio di una suora di clausura. Giunti al monastero scopriranno loro malgrado che quel luogo un tempo sacro ora è in completa balia di una forza del male che aspettava da secoli di potersi liberare.
Il film di Corin Hardy, sfortunatamente, è un horror piuttosto generico che costruisce i momenti di “paura” con prevedibili jump scares nonostante possa contare su un “villain” inquietante e di grande effetto (ma che viene tenuto troppo in disparte) e atmosfere davvero evocative: corridoi ricoperti di croci, icone deturpate, contribuiscono ad alimentare nello spettatore l’idea che i nostri protagonisti stiano sprofondando all’inferno a dispetto del luogo in cui si trovano. Una sensazione che dovrebbe condurre ad un crescendo fino al climax finale ma che si è deciso di evitare prontamente sterzando su terreni più accomodanti e in linea con il 90% dell’horror mainstream. Basta infatti un co-protagonista belloccio dalla battuta sempre pronta e in grado di affrontare un demone millenario con una doppietta, per buttare in vacca quanto di buono si era fatto in precedenza.
Se escludiamo il primo The Conjuring e Annabelle 2, il claudicante The Conjuring 2 e l’orribile Annabelle, questo tanto voluto e tanto di moda “universo espanso” fa fatica a decollare pur rimanendo ben radicato nel genere. Se poi si decide di snaturarlo come in The Nun, si finisce dritti giú, con la faccia in terra.
GRADIMENTO WELTALL 30%

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Brevemente in sala.

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BLACKKKLANSMAN
di Spike Lee

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La nuova pellicola di Spike Lee si presenta con tutte le carte in regola per essere una delle migliori di inizio stagione. Un poliziotto di colore che si vuole infiltrare nel Ku Klux Klan con l’aiuto di un collega bianco e’ una premessa piu’ che sufficiente per parlare del razzismo passato ma anche e soprattutto presente, sentimento che si sta pericolosamente diffondendo in tutto il mondo occidentale. Protagonisti Adam Driver e John David Washington, figlio d’arte di Denzel, a quanto pare promettente quanto il padre. Film della settimana e chissa’, uno dei titoli candidati alla top ten dell’anno forse.
ATTESA KUSA 85%
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Concordo e sottoscrivo quanto espresso dal buon Kusa. Pellicola attesissima anche perchè aspettavamo uno Spike Lee così da un bel po’ di tempo ormai. Riuscirà anche a farsi perdonare l’orrido remake di Old Boy?
ATTESA WELTALL 80%

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GIRL
di Lukas Dhont

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Difficile entrare nel rigoroso mondo della danza per una giovane adolescente. Ancora di più se quella giovane adoscente è in realtà un maschio transessuale. Originale approccio alle difficoltà di un età in cui per definizione il corpo è in cambiamento globale, associato ad ambizioni e speranze rese ancora più difficili da una natura avversa e problematica.
ATTESA KUSA 50%
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Altra pellicola con tematiche sempre attualissime, cambiamento, accettazione ma soprattuto definizione della propria sessualità. Certamente interessante ma forse non come quello di Spike Lee.
ATTESA WELTALL 50%

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L’UOMO CHE UCCISE DON CHISCIOTTE (The Man who Killed Don Quixote)
di Terry Gilliam

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Progetto che Terry Gilliam porta avanti da piu’ o meno trent’anni, che ha incontrato numerosi ostacoli produttivi e logistici, ma che finalmente riesce ad approdare in sala. Storia di un cinico regista di spot pubblicitari, un tempo giovane idealista, che con uno dei suo primi lungometraggi di gioventù su Don Chisciotte ha, a sua insaputa, cambiato la vita degli abitanti di un paesino spagnolo. Destino vuole che si ritrovi in Spagna, dove finirà per incontrare un vecchio impazzito di quel paesino che da allora si crede veramente l’eroe del romanzo di Cervantes, e che lo scambia per il suo scudiero Sancho Panza trascinandolo in un viaggio in cui il giovane dovrà vedersela con i propri demoni, passati e futuri. Sicuramete titolo interessane, perchè il talento visionario del Monty Python Terry Gilliam è ben noto, anche se ormai lontani sono i tempi di Brazil.
ATTESA KUSA 60%
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Un film che tutti gli amanti di Terry Gilliam non possono davvero ignorare e/o lasciarsi sfuggire visto che rappresenta una delle vicende produttive più lunghe e travagliate, non soltanto per la carriera di Gilliam, ma per il cinema tutto.
ATTESA WELTALL 70%

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LA CASA DEI LIBRI (The Bookshop)
di Isabel Coixet

Emily Mortimer, Bill Nighy e Patricia Clarkson protagonisti di una storia che parla di libri e del risveglio culturale di una sonnolenta cittadina della costa inglese a causa della libreria aperta coraggiosamente da Florence Green, vedova e spirito libero. Cast e tema ci sono tutti, e direi che per me è il secondo titolo più interessante della settimana
ATTESA KUSA 70%
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Pellicola british sicuramente più sulle corde che mio illustre socio che sulle mie. Mi adeguo sulla fiducia a questo giro.
ATTESA WELTALL 60%

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RICCHI DI FANTASIA
di Francesco Miccichè

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Arriva puntuale la Commedia Italiana della settimana, con due notevoli interpreti come Castellitto e la Ferilli, amanti che per un inganno di alcuni amici credono di aver vinto alla lotteria. Una volta scoperta la verità, saranno costretti però a continuare a fingere di aver soldi con le rispettive famiglie.
ATTESA KUSA 0%
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Ancora una volta la commedia italiana cerca di parlare del presente (ricchezza e povertà sono temi quanto mai attualissimi) e la propria realizzazione che arriva attraverso la classica botta di c…fortuna. Ma se quando credi di aver vinto al lotto in realtà non hai vinto nulla che fai? torni alla tua routine? no ti fingi ricco!
ATTESA WELTALL 0%

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SEI ANCORA QUI (I Still See You)
di Scott Speer

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Un esperimento scientifico andato male ha abbattuto la barriera che separa i vivi dai fantasmi dei defunti. Quando una ragazza viene tormentata insistemente da un “redivivo”, si decide a cercare di scoprire cosa è avvenuto realmente nel giorno in cui c’è stato l’incidente, e cosa c’entra lei o il redivivo in questione con tutto questo. Tema che ultimamente è stato ampiamente sfruttato anche nel campo delle serie tv, e per cui non nutro poi tutto quell’interesse, neppure in tv.
ATTESA KUSA 0%
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Buttato un occhio al trailer pare di trovarsi di fronte ad un young adult con venature horror. Poco interessante su tutti i fronti.
ATTESA WELTALL 0%

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TUTTI IN PIEDI (Tout le monde debout)
di Franck Dubosc

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Ed ecco la Commedia Francese della settimana, che stavolta si diverte a prendere in giro paraplegici e disabili. Protagonista un ricco misogino che si ritrova a doversi far passare per invalido per sedurre una giovane e bella ragazza. I problemi sorgeranno quando lei gli presenta la sorella, veramente paraplegica. Va dato atto ai francesi di saper scherzare su temi che per noi spesso sono tabù. Ma non per questo  correremo in sala.
ATTESA KUSA 0%
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Commedia certamente coraggiosa, politicamente scorretta ma per stuzzicare l’interesse ci vuole anche altro.
ATTESA WELTALL 0%
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