Aperitivo a Grado

Cine20_1

Cine20 lo potete leggere tutti i giovedì ed è curata da Matteo “Weltall” Soi dalle pagine del blog weltallsworld.blogspot.com e dal blogger-seriale Kusa direttamente da lavitaenientaltro.com. Una coppia inedita disposta a tutto pur di mettere la loro esperienza di cine-blogger e cinefili non professionisti per una rubrica alla portata di tutti, libera e accessibile, che spazia da brevi recensioni fino alle uscite home-video, senza dimenticare le doverose segnalazioni sui film in sala, il tutto corredato da un sistema di valutazione facile ed immediato. Detto questo, andiamo a cominciare.

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Al cinema e non solo.

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AVENGERS ENDGAME
di Anthony Russo, Joe Russo

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In casi come questi si usa spesso l’espressione “chiudere il cerchio” e mai come in questo caso non si riesce a trovare definizione migliore per un evento preparato con cura in undici anni e diviso in oltre venti film e altrettanti 10 franchise diversi. Mai come prima d’ora si era tentato un approccio narrativo così complesso che, pur essendo comprensibile e collaudato nel fumetto, si allontana molto da quella che è sempre stata l’idea di cinema.
Su Avengers Endgame grava quindi una responsabilità enorme che i registi e sceneggiatori affrontano con grande coraggio.
Endgame è infatti un film molto diverso rispetto a quello al quale i Marvel Studios ci hanno abituato: la pellicola è innanzitutto divisa in tre blocchi narrativi ben distinti e diversi tra loro, ed è proprio il primo ad andare in completa controtendenza rispetto a quanto visto in Infinity War, pellicola anch’essa divisa in blocchi ma tutti dedicati all’azione pura e semplice. In questo caso invece ci si concentra totalmente sui personaggi e sulle conseguenze degli eventi del primo film: il lutto, il senso di colpa, la totale impotenza. Per una volta ci si ricorda degli uomini e delle donne dietro le maschere ed è, per una volta, un approccio molto meno commerciale di quel che si possa credere.
Il secondo blocco è quello celebrativo. Il culmine della “saga delle Gemme” non poteva che arrivare con uno sguardo diretto al passato, una rivisitazione (anche in chiave ironica) di alcuni momenti diventati iconici ma, bisogna dirlo, i riferimenti, gli omaggi e le citazioni sono rivolti a chi ha seguito religiosamente i vari capitoli che hanno composto questo crossover.
Endgame si chiude poi con il suo atto più emozionante dedicato all’azione e all’epilogo. L’azione nuda e cruda, quella che i Russo hanno sempre gestito splendidamente da Winter Soldier in avanti, deflagra in tutta la sua potenza, caricata dall’attesa costruita con i due atti precedenti, ed il risultato è decisamente epico, per quanto i registi abbiano dimostrato di trovarsi più a loro agio nel girare le sequenze action con pochi attori in campo.
Parrebbe tutto rose e fiori insomma, ma non è così. A dispetto di quanto accaduto con Infinity War, qui si palesano molto più evidenti i difetti che hanno inficiato, purtroppo, gran parte delle pellicole dei Marvel Studios: innanzitutto ci sono delle scelte di sceneggiatura che paiono buttate un po’ a caso, superficiali nonostante l’importanza che rivestono nello sviluppo degli eventi successivi. Così come alcuni momenti che sarebbero dovuti essere di grande impatto emotivo sono smorzati del fatto di essere delle ripetizioni di cose già viste in precedenza. Ultimo ma non ultimo è l’utilizzo esagerato e fuori luogo di alcuni personaggi come “comic relief”, cosa che non si limita ad una battuta di dialogo inserita appositamente per smorzare la tensione ma ad un atto reiterato consapevolmente più e più volte fino a risultare davvero fuori luogo.
Ma nonostante questi aspetti, Avengers Endgame riesce nel suo complesso a dare al pubblico quello che si aspettava e che forse dopo una decade si meritava davvero: una conclusione dovuta, necessaria e che sa commuovere senza furbizia perchè arriva con dei tempi che mai nel cinema sono stati concessi per raccontare e far evolvere dei personaggi.
Che questa sia una strada percorribile per i prossimi dieci anni e difficile dirlo ma per ora va bene così.
GRADIMENTO WELTALL 80%

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Brevemente in sala.

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I FRATELLI SISTERS (Les Frerer Sisters)
di Jaques Audiard

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Con estremo ritardo viene finalmente distribuito in sala il western di Jaques Audiard, con protagonisti John C. Reilly e Joaquin Phoenix, presentato in concorso all’ultimo Festival di Venezia. Protagonisti i fratelli Sisters, assassini su commissione le cui aspettative sul proprio futuro divergono totalmente. Il più anziano vorrebbe smettere la violenta attività a differenza del fratello più giovane. Sicuramente la scelta della settimana in questa settimana post-Endgame.
ATTESA WELTALL 80%
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Western francese che annovera nel cast, oltre ai due protagonisti gia’ citati dal mio collega,  anche Jake Gyllenhaal e Riz Ahmed, protagonista della serie  The Night Of  nonche’ visto al cinema in Rogue One e in Venom. Sarebbe la proposta piu’ interessante della settimana, se  non fosse un western, o se non fosse francese, o se non fosse entrambe le cose insieme.
ATTESA KUSA 60%

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NON CI RESTA CHE RIDERE
di Alessandro Paci

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Direttamente dallo spettacolo teatrale arriva il nuovo film di Alessandro Paci con lo stesso Alessadro Paci e Massimo Ceccherini. La commedia è un collage di gag prese da barzellette più o meno divertenti ma la formula appare quanto mai datata e poco interessante.
ATTESA WELTALL 0%
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Un film che e’ un collage di gag? Ma che incredibile novita’!!!
ATTESA KUSA 0%

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NON SONO UN ASSASSINO
di Andrea Zaccariello

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Il vice questore Francesco Prencipe viene accusato dell’omicidio del giudice Giovanni Mastropaolo. suo amico di vecchia data. Ad incastrarlo la tempistica della visita che Francesco ha fatto all’amico prima che venisse trovato morto con un colpo di pistola alla testa. Durante il processo nel quale tenterà di dimostrare la sua innocenza, Francesco affronterà il suo stesso passato.
ATTESA WELTALL 40%
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Interessante dalla trama, ma il “fattore Scamarcio” mi impedisce di prenderlo in considerazione
ATTESA KUSA 0%

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STANLIO E OLLIO (Stan and Ollie)
di Jon S. Baird

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Film biografico che racconta la vita e l’arte di Stan Laurel e Oliver Hardy, in arte Stanlio e Ollio in un momento delicato della loro carriere che vedeva la loro popolarità scemare. Un tour di grande successo li riporta in auge ma il passato incombe e la salute precaria di Oliver rischia nuovamente di mettere la parola fine alle loro carrere definitivamente.
ATTESA WELTALL 60%
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Interessante la scelta di concentrare l’attenzione su una parte poco nota della luminosa carriera dei due grandi comici,  ovvero quello della turne’ teatrale nei  palcoscenici inglesi nel momento del declino, dopo i grandi successi cinematografici negli USA. Film della settimana, ma senza un grande entusiasmo
ATTESA KUSA 70%

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