Aperitivo a Grado

Da Courbet a Monet – Villa Manin – dal 26/9 al 7/3

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courbet.jpgCon questa mostra straordinaria, ricca di capolavori, viene per la prima volta studiato e raccontato il rapporto tra la nascita della cosìddetta scuola di Barbizon in Francia e la diffusione del realismo e del naturalismo nei Paesi dell’Europa centrale e orientale. Centoventi opere, provenienti da Musei di tutto il mondo, per scoprire la misura profonda di una lezione, quella francese, che nel secondo Ottocento ha dilagato in tutta europa.
Manet, Monet, Renoir, Degas, Van Gogh e tanti altri a confronto con i principali pittori delle Nazioni del Centro ed Est Europa.

FUna mostra  concretamente “grande”: grande per l’epopea artistica che racconta, grande per la qualità e rarità delle opere che riunisce, grande per il territorio di cui, per la prima volta, delinea le vicende. Grande, infine, perché affronta in modo nuovo, avvincente come un bel romanzo, gli infiniti, talvolta carsici, percorsi dell’arte che, superando ogni singolo confine nazionale, sanno creare un gioco assolutamente affascinante di reciproche contaminazioni.
Tutto questo è “L’età di Courbet e Monet. La diffusione del realismo e dell’impressionismo nell’Europa centrale o orientale”, firmata da Marco Goldin e proposta da Villa Manin al pubblico di tutta Europa dal 26 settembre 2009 al 7 marzo 2010.

Con questa mostra straordinaria, ricca di capolavori, viene per la prima volta organicamente studiato e raccontato il rapporto tra
la nascita della cosiddetta scuola di Barbizon in Francia e la diffusione del realismo e del naturalismo nei Paesi dell’Europa centrale e orientale. E subito dopo, a partire dagli anni settanta a Parigi, come l’affermazione dell’impressionismo abbia segnato in modo fondamentale la pittura di molte tra quelle nazioni, addirittura fino a XX secolo inoltrato.

Viene anche idealmente aperta l’offerta espositiva di Villa Manin ad un pubblico effettivamente soprannazionale, in considerazione del fatto che la Villa è al centro di un territorio che, al di là dell’Italia, si estende su Carinzia, Tirolo, Stiria, Baviera, Slovenia e Croazia, un ambito entro cui gravitano milioni di persone di lingue diverse ma unite dal linguaggio universale dell’arte.
Proprio in virtù di questo ambizioso progetto, la Regione Friuli Venezia Giulia e l’Azienda Speciale Villa Manin hanno chiesto a Marco Goldin di creare una mostra che, per tema e ambito, potesse rivolgersi a un pubblico realmente internazionale, il pubblico “nuovo” che Villa Manin ambisce ad attrarre. Ad affiancare i due Enti regionali è Linea d’ombra libri, con l’apporto fondamentale anche della Fondazione CRUP, Fondazione Cassa di Risparmio di Trieste, Fondazione CARIGO e Fondazione Antonveneta.

133 dipinti, provenienti da musei di tutto il mondo, sono le tappe di questa nuova avventura di conoscenza. Sulle pareti di Villa Manin i capolavori più noti della pittura francese vengono posti a dialogare, senza alcuna gerarchia, con opere di stupefacente bellezza ma sostanzialmente ignote al pubblico: capolavori “nazionali” che raccontano come la  pittura francese del secondo Ottocento abbia meravigliosamente “fecondato” i talenti maggiori del resto d’Europa, dall’Olanda, all’Ungheria, Polonia e via via sino alla Romania e Russia. Talenti che hanno saputo trarre da Parigi stimoli nuovi, conserva
ndo però le caratteristiche nazionali che hanno fatto di tanta pittura ottocentesca del centro ed est Europa un caso di assoluta e indimenticabile bellezza.

Entro quattro, ampi distinti capitoli – “Boschi, campagne e case”, “Acque”, “Ritratti” e “Natura abitata – 72 artisti si confronteranno alla pari, senza steccati nazionali, nel resoconto di quella grande ventata di nuovo che nel secondo Ottocento rinnovò la pittura in tutta Europa.

I viaggi degli artisti, e poi anche dei grandi collezionisti, verso Parigi non sono che il punto di partenza della mostra. Cuore della rassegna sono gli effetti di quel vento ad  Amsterdam, Berlino, Bruxelles, Monaco, Zurigo, Vienna, Mosca, San Pietroburgo, Varsavia, Praga, Budapest, Bucarest e in tanti altri centri. E non solo i viaggi verso Parigi, ma anche le mostre che in molte di queste capitali portarono le opere degli stessi artisti francesi. O addirittura taluni quadri che in quelle nazioni vennero realizzati soltanto sul racconto di chi a Parigi era stato, e testimoniava ai pittori che mai vi erano giunti il loro entusiasmo.

Il centro d’irraggiamento del nuovo dipingere è raccontato in mostra da opere, selezionatissime,  di Courbet, Corot, Daubigny, Diaz la Peña, Millet, Rousseau solo per dire di alcuni che hanno fatto dell’impronta legata al realismo e al naturalismo la loro forza. Poi il  primo tempo impressionista, con un folto e meraviglioso gruppo di opere di Manet, Monet, Bazille, Caillebotte, Sisley, Renoir, Pissarro, Degas, fino all’esplosione dello stesso impressionismo nel suo tempo più pieno, anche con il coinvolgimento di Vincent van Gogh, presente nell’esposizione friulana con tre, motivatissime opere, la prima una grande, straordinaria tela del periodo olandese e le altre, due sensibilissime versioni della Senna a Parigi. Quadri provenienti dal Kröller-Müller Muse
um di Otterlo e dal Van Gogh Museum di Amsterdam.

Di volta in volta cercando, e trovando, concordanze di soggetto e linguaggio con i migliori pittori del centro ed est Europa, che quindi saranno agli artisti francesi accostati sulle pareti di Villa Manin. Pittori, almeno alcuni, in Italia non così noti, ma spesso di inarrivabile bellezza e che talvolta hanno gareggiato con gli impressionisti nella precoce realizzazione di certi temi, come nel caso del grande pittore ungherese Pál Szinyei Merse. E poi da Levitan a Serov in Russia, da Chelmonsky a Podkowinski in Polonia, da Grigorescu e Andreescu in Romania a Chittussi nella Repubblica Ceca, da Leibl a Liebermann in Germania, da Calame al giovane Hodler in Svizzera, da Mesdag a Maris in Olanda, da Vogels al primo Ensor in Belgio, da Zoff a Wiesinger – Florian in Austria, solo per fare alcuni nomi tra i tanti che saranno portati a conoscenza del pubblico italiano.

Per far infine comprendere, per la prima volta, il senso di un percorso che ha indubbiamente segnato in modo profondo alcuni decenni di pittura nel secondo Ottocento nel vecchio Continente. Attraverso opere universalmente conosciute, come quelle degli impressionisti francesi, e opere che gareggiano con quelle per fascino anche se non per notorietà. Così Villa Manin porterà alla luce una pagina d’arte straordinaria e il visitatore potrà avvicinarsi a qualcosa di non completamente conosciuto.

L’ETÀ DI COURBET E MONET. La diffusione del realismo e dell’impressionismo nell’Europa centrale e orientale. Villa Manin, Passariano
di Codroipo (Udine), 26 settembre 2009 – 7 marzo 2010. A cura di Marco Goldin. Mostra promossa dalla Regione Friuli Venezia Giulia e dall’Azienda Speciale Villa Manin in collaborazione con Linea d’ombra Libri. Con il fondamentale contributo di Fondazione CRUP, Fondazione Cassa di Risparmio di Trieste, Fondazione CARIGO, Fondazione Antonveneta. Orario: dal 26 settembre al 1 novembre ore 9-19. Dal 2 novembre a fine mostra da lunedì a giovedì ore 9-18, venerdì sabato e domenica ore 9-19. Chiuso 24, 25 e 31 dicembre 2009. 1 gennaio 2010 ore 11-19.

ORARI
dal 26/09 al 1/11/2009, tutti i giorni: ore 9-19
dal 2/11/2009 al 7/03/2010:
lunedì-giovedì: 9-18 – venerdì,
sabato e domenica: 9-19

CHIUSO
24, 25, 31 dicembre – 1 gennaio 2010: 11-19

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