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Decadenza: Schifani “Se Berlusconi decade oggi addio sostegno al governo”

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Roma, 9 set. (Adnkronos/Ign) – E’ subito alta tensione in Giunta per le elezioni del Senato, riunita per decidere l’iter da seguire nei confronti di Silvio Berlusconi dopo la condanna definitiva per frode fiscale.

Il Pdl prende tempo, ed è scontro con il Pd. “La Giunta è come un organo giurisdizionale, io, in quanto relatore, sono come un magistrato e ho l’obbligo della riservatezza nel merito della questione” ha dettoAndrea Augello, senatore pidiellino, prima di entrare in Giunta annunciando una relazione di “80 cartelle”. A riunione iniziata, Augello ha presentato tre questioni pregiudiziali sulla decadenza di Berlusconi. La prima chiede alla Giunta di verificare l’ammissibilità di un ricorso alla Corte Costituzionale; la seconda di poter sollevare l’eccezione di costituzionalità direttamente su dieci profili indicati dal relatore. Con la terza pregiudiziale il senatore pidiellino sollecita un rinvio interpretativo alla Corte di Giustizia della Ue, con sede a Lussemburgo, con una procedura accelerata.

“A decidere sui tempi sarà la giunta” afferma il presidente Dario Stefano. Ad Augello replica però a muso duro Felice Casson, senatore del Pd. “Siamo senatori eletti, siamo un organo politico. Ma quale organo giurisdizionale…”. Nel cortile della basilica di Sant’Ivo alla Sapienza, a pochi passi da Palazzo Madama, c’e’ una ressa di fotografi, cameramen e giornalisti che assediano ogni senatore che arriva. Tra questi proprio Casson che prima di entrare nella Giunta lancia un nuova stilettata nei confronti del Pdl che ha presentato il ricorso alla Corte europea di Strasburgo contro la legge Severino: “Questo ricorso non è ammissibile perchè non c’è ancora un atto della giunta”.

Il Pd durante la riunione ha chiesto e ottenuto che il voto sulle pregiudiziali del Pdl sulla decadenza del Cavaliere in giunta equivalga al voto sulla relazione. Bocciate o ammesse le pregiudiziali, si intenderebbe così bocciata o esclusa l’intera relazione di Augello. Sulla stessa linea anche il M5S. “Noi del Movimento 5 Stelle e il Partito democratico vogliamo che vengano votate subito le pregiudiziali presentate dal Pdl sul nodo della decadenza. Il Pdl vuole un rinvio, punta a un lungo rinvio” sottolinea il senatore grillino Michele Giarrusso. E avverte: “Se le pregiudiziali saranno rigettate, noi chiederemo l’immediata sostituzione del relatore Augello”.

La riunione è stata quindi aggiornata a martedì alle 20. ”Domani (oggi ndr) Augello completerà la sua relazione, poi apriremo la discussione sulle pregiudiziali e penso che ci sarà una votazione unica” riferisce il presidente della Giunta, Stefano. “Di fronte al muro contro muro tra Pd e Pdl, ho deciso di proporre una mediazione e di far riprendere i lavori domani sera – spiega il senatore del Gruppo Misto Enrico Buemi -. Alle 20 infatti riprenderanno questi lavori e così Augello potrà completare la sua relazione. Poi bisognerà discutere come votare su cosa votare e quando votare”. “Domani tra mezzogiorno e le 2 Augello ci consegnerà la seconda parte della relazione così noi potremo visionarla. Quindi era giusto riprendere i lavori della giunta di sera e non certo prima dell’aula di domani”.

Il muro contro muro mette però in allerta il Pdl, con il presidente dei senatori, Renato Schifani, che giudica “inaccettabile” l’atteggiamento del Partito democratico e del Movimento 5 Stelle “che addirittura intendono votare entro domani contro le pregiudiziali approfondite e dettagliate formulate dal relatore. Se dovesse succedere questo, non credo che si potrebbe più parlare di maggioranza a sostegno del governo”.

Intanto è stata fissata per il 19 ottobre l’udienza per il processo d’appello bis con il quale sarà ricalcolata l’interdizione dai pubblici uffici a carico di Silvio Berlusconi, condannato in via definitiva per il processo sulla compravendita dei diritti tv. L’udienza si svolgerà davanti alla III Corte d’Appello di Milano. Lo scorso 1 agosto la Cassazione ha confermato per l’ex presidente del Consiglio la condanna a 4 anni per frode fiscale – di cui tre coperti da indulto – ma ha disposto l’annullamento con rinvio per quanto riguarda il periodo dell’interdizione dai pubblici uffic

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