Aperitivo a Grado

Dialoghi in biblioteca presenta “La scienza va a teatro”

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bibliotecaAnche questa settimana torna con un nuovo appuntamento Dialoghi in biblioteca, il calendario di incontri organizzato dalla biblioteca civica “V. Joppi” e dall’assessorato alla Cultura. Mercoledì 7 febbraio alle 18 la sala Corgnali della biblioteca, in Riva Bartolini 5, ospiterà la presentazione del libro “La scienza va a teatro” di Giuseppe O. Longo. Il volume, che contiene anche un saggio di Paolo Quazzolo, è uscito l’anno scorso a Trieste da EUT, Edizioni Università di Trieste. Durante l’incontro dialogheranno con l’autore Mario Turello e il curatore del libro Walter Chiereghin.

“Non credo che il teatro sia un mezzo adatto a trasmettere la scienza, credo invece che esso possa e debba concentrarsi sugli scienziati, sulle loro vicende, sull’entusiasmo della scoperta, sulle delusioni e sulle speranze – scrive l’autore – . Insomma il teatro secondo me deve portare in primo piano ciò che vi è di profondamente umano nell’impresa scientifica, allora può avere esiti molto interessanti e può conquistare il pubblico il quale sente gli scienziati vicini a sé. […] Quando si fa ricerca non si può non riconoscere che razionalità ed emozione sono strettamente intrecciate. Ecco, a me interessa portare sulla scena questo groviglio inestricabile di passione e di logica”.

Giuseppe O. Longo, professore emerito dell’Università di Trieste, dopo la maturità classica, si è laureato in ingegneria elettronica e matematica e ha tenuto la cattedra di Teoria dell’informazione dell’ateneo triestino fino al 2009, anno del suo pensionamento. Esperto di intelligenza artificiale, di post-umano e conseguenze socioculturali della tecnologia, è autore di una decina di saggi e svariati articoli scientifici. Ha pubblicato tre romanzi e dieci raccolte di racconti, una silloge di drammi e diverse opere teatrali. I suoi testi, molto dei quali premiati in importanti concorsi, sono stati tradotti in diverse lingue. All’attività intensa di conferenziere scientifico e divulgatore alterna anche un impegno di lettore e attore.

 

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“Non credo che il teatro sia un mezzo adatto a trasmettere la scienza, credo invece che esso possa e debba concentrarsi sugli scienziati, sulle loro vicende, sull’entusiasmo della scoperta, sulle delusioni e sulle speranze – scrive l’autore – . Insomma il teatro secondo me deve portare in primo piano ciò che vi è di profondamente umano nell’impresa scientifica, allora può avere esiti molto interessanti e può conquistare il pubblico il quale sente gli scienziati vicini a sé. […] Quando si fa ricerca non si può non riconoscere che razionalità ed emozione sono strettamente intrecciate. Ecco, a me interessa portare sulla scena questo groviglio inestricabile di passione e di logica”.

Giuseppe O. Longo, professore emerito dell’Università di Trieste, dopo la maturità classica, si è laureato in ingegneria elettronica e matematica e ha tenuto la cattedra di Teoria dell’informazione dell’ateneo triestino fino al 2009, anno del suo pensionamento. Esperto di intelligenza artificiale, di post-umano e conseguenze socioculturali della tecnologia, è autore di una decina di saggi e svariati articoli scientifici. Ha pubblicato tre romanzi e dieci raccolte di racconti, una silloge di drammi e diverse opere teatrali. I suoi testi, molto dei quali premiati in importanti concorsi, sono stati tradotti in diverse lingue. All’attività intensa di conferenziere scientifico e divulgatore alterna anche un impegno di lettore e attore.

 

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