dsc_6151.JPGLa casa di riposo ”La Quiete”, del Comune di Udine ha accolto stamattina alle 6 Eluana Englaro

fonte ANSA:

L’ambulanza che trasporta Eluana Englaro, partita da Lecco stanotte all’1:30, è arrivata alla casa di cura ‘La Quiete’ di Udine alle 5:54 di questa mattina

Ad accoglierla lo staff medico che dovrà attuare il protocollo del distacco dell’alimentazione forzata, che tiene in vita la donna in coma vegetativo da 17 anni

L’ambulanza che ha trasportato Eluana Englaro a Udine è entrata alla casa di assistenza ‘La Quiete’ per un ingresso secondario. Per evitare l”assaltò delle decine di teleoperatori e reporter che da alcune ore sostavano davanti all’ingresso principale della struttura sanitaria, polizia e carabinieri hanno fatto entrare l’ambulanza da un altro accesso. L’unico mezzo ad entrare nella clinica è stata l’ambulanza: papà Beppino, che aveva seguito in macchina da Lecco la figlia, non è stato visto entrare al seguito

eppino Englaro non ha seguito sua figlia Eluana ad Udine. Lo si è appreso da fonti della casa di cura ‘La Quiete’, dove la donna è stata ricoverata. Beppino era a Lecco ieri sera ed ha assistito alla partenza della figlia per Udine, poi si è fermato a Bergamo. L’uomo dovrebbe raggiungere Udine nel pomeriggio di oggi o, più probabilmente, nella giornata di domani.

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20 Comments

  1. col. aureliano buendia says:

    è evidente che si è scatenata una battaglia giuridica sul caso. l’alimentazione è terapia? una persona può anche rifiutare una terapia.
    la situazione è intricatissima. io comunque mi sento assolutamente dalla parte di eluana e del rispettare la sua volontà. a quanto sembra aveva espresso il desiderio di non subire accanimento terapeutico. se poi si discute questo è un altro discorso.
    ritengo inaccetabile la posizione espressa dal governatore della regione Lombardia. se la cassazione ha deciso per la sospensione dell’alimentazione a eluana io penso che le struttre pubbliche debbano fornire il servizio.
    formigoni sostiene che un tribunale così facendo ha legiferato sostituendosi al parlamento.
    invece onore a tondo che riconosce la superiorità della decisione e si adegua.
    quanto al diritto di un medico di rifiutarsi di “staccare la spina”. situazine intricata ma io sto con eluana e la sua volontà.

  2. davide says:

    Penso che finalmente il padre di Eluana possa trovare pace e serenità per sua figlia. Nessuno ha il diritto di mettersi tra lui e la figlia, essendo lei incapace di prendere decisioni. Lo stato e la chiesa non dovrebbero nemmeno permettersi di esprimere opinioni in merito. Ogni giorno di vita di Eluana è per il padre un giorno di lotta in più. Io sto con il padre di Eluana.

  3. maurizio says:

    Rispettiamo tutti Eluana e la sua famiglia.
    Nessuno si dovrebbe permettere di giudicare decisioni così complesse e personali. Possiamo avere tutti le nostre opinioni ma lasciamo in pace Luana e gli Englaro.

  4. nico80 says:

    bravo maurizio, con tutti questi cazzo di reality crediamo di poter dare un giudizio sulla vita degli altri e tutto e’ spettacolo. Non vedo l’ora di leggere le banalita’ di burd a riguardo.

  5. Marinaninina says:

    Nemmeno su un argomento così complesso e delicato sei capace di tacere? Possibile che cerchi sempre solo lo scontro? Sei un violento nico80, un provocatore e persone come te non servono a costruire nulla di buono. Se ce l’hai, una coscienza, fatti un esame profondo e fai silenzio. Soprattutto. Sei l’unico qui che scrive provocazioni e insulti. Fossi la redazione, dopo l’invito a stare tranquillo, bloccherei il tuo accesso. Tanto non fai che creare caos.

  6. Marinaninina says:

    Burd non lo conosco ma è una persona ragionevole da quello che leggo. E non cerca alcuna provocazione, mi sembra una persona seria, di te invece credo non ci sia bisogno di aggiungere altro…. ti sei già ampiamente presentato da solo per quello che sei!

  7. nico80 says:

    sono irriverente ma almeno non parlo per frasi fatte come quell’altro

  8. Marinaninina says:

    Non trovo che usi frasi fatte ma considerazioni sagge. Il risultato che ottieni tu è solo quello di allontanare le persone e permettere i confronti. Non va bene così, non è questo il motivo per cui si scrive sui blog.

  9. nico80 says:

    no guarda lui non dice cose sagge, lui fa discorsi da osteria quelli scontati banali e politicamente corretti. Almeno su internet pensate libero per favore, non state a ripetere le belle cose che si dicono in tv.
    E non fare la fascista, che su un argomento delicato e complesso come questo ho detto per primo di tacere e di non cominciare a sparare giudizi. Ci manca solo che chiediate il televoto.

  10. Marinaninina says:

    Sei davvero insopportabile! E come osi darmi della fascista? Stai andando oltre ogni limite! Quindi stai attento, perchè ancora una provocazione e ci potrebbero essere conseguenze. Secondo, chiunque è libero di dire quello che vuole basta che non offenda (come fai tu) e non dica inutili parolacce (come fai tu). I discorsi da osteria forse te li sei sognati, ho riletto gli interventi di Burd (che non sta a me difendere) e sono interessanti, condivisibili o no, non sono certo da osteria. Le tue “battutacce” sono invece di bassa lega. Su internet, come nella vita, ciascuno pensa come vuole, non come osi ordinare tu. E ora smettila. Mi dispiace di non avere letto ancora Burd, invece. E posso interpretare questo silenzio come un atteggiamento superiore al tuo. E ora cerca di essere civile, anche se ti è difficile.
    Grazie.
    Marina

  11. nico80 says:

    basta mi sono rotto me ne vado.

  12. Marinaninina says:

    In silenzio ma sono qui e leggo. Non ho bisogno di difensori. Grazie Marina, comunque. Nè commento il caso di Eluana, per rispetto. Non sono all’altezza. (Prego nico80, spara un commento anche su questo…. ). Rispondo invece, e senza paura, al “tipo” che mi provoca in continuazione (lo sa solo lui il perchè, il che è tutto da ridere) dicendogli che afferma il falso quando dice che “..ho detto per primo di tacere…” e invece, e basta un copia incolla, ha affermato “..Non vedo l’ora di leggere le banalita’ di burd a riguardo”. Altro che tacere, sperava ancora di “provocare” risposte o chissà cosa… Poveretto. Credo che chi sappia davvero leggere, con la testa o con il cuore, questi interventi si renda conto molto bene della povertà personale, intellettuale e dello scarso, per non dire inesistente, senso civico si nico80.

  13. nico81 says:

    Mi sono “appropriato” del nome di Marina per rispondere a nico80… voglio vedere cosa ha da dire ora che intervengo anche con il nick del gemello di nico….

  14. cucù2008fratello di nico9 says:

    nico80 ma non vedi che ti sto prendendo in giro, che sono politicamente scorretto, che sparo cazzate come te? Ti piace così? Col gioco dei nomi?

  15. nico80 says:

    ah beh non sai neanche piu’ come ti chiami ormai. Vabbe’ cmq non ti preoccupare, non commentero’ piu’ niente perche’ ti fai difensore del libero pensiero e poi mi minacci perche’ ritengo i tuoi commenti inutili. Spero sarai contento adesso.
    addio.

  16. Lazzaro says:

    Eluana verrà a Udine, così sembra deciso. Udine tornerà ad essere una città conosciuta in Italia e non solo… per omicidio.

  17. Lazzaro says:

    Bene, eccoci al dunque. Eluana sta arrivando alla Quiete… Hanno vinto i signori della morte e Udine tornerà alla ribalta per la disponibilità “all’accoglienza”. Eluana sarà ospite di gente… “unica”. O quasi. E qui non troverà calore ma una mano fredda che metterà fine alla sua, se pur tormentata e triste, esistenza.
    Spero che tutti i signori che hanno spinto per la fine, e dico tutti, siano finalmente contenti. Sono stati esauditi.
    Io cancello Udine e la gente della morte dalla mia vita.

  18. Lazzaro says:

    Questo il pensiero, condivis da molti, e indirizzato all’Arcivescovo.

    LETTERA APERTA ALL’ARCIVESCOVO DI UDINE
    Eccellenza Reverendissima, alcuni sacerdoti incardinati nell’Arcidiocesi di Udine (lo stesso, però, potremmo scrivere per l’Arcidiocesi di Gorizia e per le Diocesi di Trieste e di Concordia-Pordenone) hanno recentemente (dicembre 2008) scritto la loro consueta «Lettera pastorale» natalizia, dedicata quest’anno al «caso» Eluana Englaro. Sono stati definiti elogiativamente (cfr. «La Repubblica») «preti di frontiera» che si ribellano «al pensiero unico vaticano». Pur essendo pienamente responsabili di quanto scrivono, alcuni hanno l’attenuante di essere «vittime» della formazione ricevuta innanzitutto nei Seminari della Sua Diocesi.
    Essi rivendicano: a) il diritto alla libertà di coscienza; b) il diritto all’identità del «popolo cristiano» contro la gerarchia e, in particolare, contro il Papa; c) il diritto all’autodeterminazione assoluta, identificata con la libertà. Negano, poi, che il magistero supremo della Chiesa possa legittimamente affermare di conoscere la volontà di Dio, in particolare per quel che attiene alla sofferenza e alla morte delle persone.
    Ciò che viene innanzitutto in questione è la «concezione» della libertà che anche nei nostri Seminari è stata presentata sotto l’aspetto gnostico: lo spirito sarebbe libero solamente se ha la possibilità di autodeterminarsi, vale a dire se ognuno può fare quello che vuole senza riferimenti a criteri, leggi, Comandamenti. In presenza, per esempio, dei dieci Comandamenti (definiti da docenti nei Seminari diocesani spregiativamente «paracarri della libertà») o del criterio rappresentato dall’umanità (implicito nella e ineliminabile dalla volontà umana) non ci sarebbe autentica libertà. Come non ci sarebbe libertà nel matrimonio, poiché si afferma (erroneamente) questa (la libertà, cioè) sarebbe compatibile solamente con il vitalismo, il quale legittima la coppia, mai la famiglia.
    È il pensiero gnostico protestante (talvolta persino secolarizzato) quello che è stato insegnato a piene mani (e che ancora si insegna anche nei Seminari, in talune parrocchie, in taluni corsi prematrimoniali, nonché nei e dai confessionali). Per questo non meraviglia (anche se scandalizza) la rivendicazione della libertà di coscienza, agli antipodi della libertà della coscienza: la prima, infatti, – quella fatta propria dai «preti di frontiera [che] siribellano al pensiero unico vaticano» – è la rivendicazione del diritto alla sola coerenza con se stessi (coerente, però, può essere per esempio anche il criminale!); la seconda è il dovere/diritto della testimonianza del soggetto di fronte a una legge non dipendente da alcuna volontà umana. Tra la libertà di coscienza e la libertà della coscienza
    c’è un abisso. Rappresentano due modi radicalmente diversi, anzi opposti, di «pensare» la libertà. Il fatto è che la libertà di coscienza è un’assurdità non solamente sul piano cristiano ma prima ancora su quello umano: nessuno – nemmeno Dio che è assolutamente libero – può rivendicare ragionevolmente la libertà gnostica. Lo fanno, però, i Suoi «preti di frontiera». Anche quelli che furbescamente non si espongono ma che hanno insegnato e tuttora insegnano che questa è l’unica, la vera libertà, vale a dire che la libertà è la libertà luciferina.
    La libertà luciferina può essere rivendicata anche come diritto all’identità di un «popolo» (tesi ripresa, almeno in parte, da taluni esponenti di «Glesie furlane»). La democrazia moderna, quella rousseauiana per intenderci, altro non è che la rivendicazione del presunto diritto alla libertà gnostica a livello politico.
    La sua essenza è la negazione di ogni ordine e, in particolare, dell’ordine del bene (ordine morale) per affermare il primato della sola volontà. I Suoi «preti di frontiera», però, non si pongono domande. Per loro il «popolo» è dogmaticamente e ideologicamente un qualsivoglia agglomerato di individui; il «popolo cristiano» coincide, così, con le cosiddette «comunità di base», considerate vera «chiesa» contro la Chiesa (corpo mistico ed istituzione). È l’ideologia del ’68 che fa capolino; ideologia oggi, purtroppo, condivisa da molti (anche all’interno della Chiesa). Su questa base ogni magistero è illegittimo; quindi anche quello del Papa.
    La cosa si aggrava se si considera quanto riferito dalla stampa quotidiana a proposito della posizione assunta di fronte alla «Lettera pastorale» natalizia dei «preti di frontiera» da sacerdoti che rivestono posti di primaria responsabilità nella Chiesa particolare udinese.
    «Ognuno ha la propria sensibilità e ne prendiamo atto», ha dichiarato il Suo Vicario generale. «Nelle parole dell’Arcivescovo, per altro, è indicata la compartecipazione a drammi così grandi, ma anche la sacralità della vita, nel rispetto delle tesi di ognuno» (mons. Gherbezza, Vicario generale). Don Giuseppe
    Faccin, da parte sua, avrebbe aggiunto:«I dieci preti esprimono un punto di vista molto rispettoso della problematica umana vissuta dalla famiglia Englaro.
    Gli spunti al confronto arrivano poi da un gruppo di sacerdoti che rispettano e ascoltano la gerarchia ecclesiastica [sic!] ma se su un tema la pensano in modo diverso, lo argomentano in maniera molto seria. In questo caso partono dalla misericordia secondo cui non si può imporre a una persona di vivere in condizioni estreme. Ma anche per noi è così – continua don Faccin -, l’eroismo è proposto, ma non è certo preteso. Il problema vero è un altro: l’interruzione della vita può essere attuata?». Il «Messaggero Veneto» (Udine, 20 dicembre 2008), che riporta questa e altre dichiarazioni, aggiunge che don Giuseppe Faccin «spiega anche che il tribunale ultimo è la propria coscienza e che una decisione presa in piena coscienza va rispettata».
    Siamo in pieno relativismo; anzi, peggio, in pieno indifferentismo.
    Don Giuseppe Faccin dovrebbe sapere che la propria coscienza rappresenta il tribunale supremo solamente sul piano soggettivo. E anche su questo piano, per essere tribunale supremo, deve essere retta; se erronea, per essere tribunale supremo sul piano soggettivo, deve essere erronea per ignoranza legittimamente invincibile. La coscienza erronea non va, comunque, rispettata. In taluni casi possono essere tollerate le sue decisioni, ma non approvate.
    Mons. Gherbezza, da parte sua, sa che è un errore sostenere che tutte le tesi meritano rispetto. Ci sono tesi che non lo meritano affatto. Pio XII, per esempio, è oggi (erroneamente) accusato per i suoi silenzi di fronte al regime nazista. Meritano rispetto le tesi naziste? Merita rispetto, per esempio, l’opinione secondo la quale sarebbe lecito uccidere l’innocente (aborto procurato) o contrarre «matrimonio» fra omosessuali?
    L’eroismo, poi, – contrariamente a quanto dichiara don Faccin – può essere un dovere: il male non deve essere mai compiuto positivamente, nemmeno se imposto; tanto meno deve essere «scelto» come nel caso di Eluana Englaro.
    Quanto riportato denota, innanzitutto, una «desistenza»: sembra domini la paura; non si intende affrontare il problema né sul piano dottrinale né su quello disciplinare per timore delle «reazioni». Tutto viene liquidato affermando (come fa anche il Vescovo di Trieste) che si tratta di «una personale opinione che non corrisponde all’insegnamento del magistero della Chiesa». Poi, però, si lascia correre. Tutto resta come prima. I parroci, in quanto parroci, sono tenuti a trasmettere fedelmente il «deposito» affidato da Cristo alla sua Chiesa. Se vogliono far valere, soprattutto in necessariis, le loro opinioni (contrarie al magistero della Chiesa), devono avere la correttezza di «lasciare» e la parrocchia e il sacerdozio.
    Quanto riportato denota, poi, errori ed equivoci in materia morale da parte di sacerdoti stretti Suoi collaboratori. Prevalgono nelle loro considerazioni gli slogans della modernità che rappresenta le premesse del «pensiero» dei «preti di frontiera» alla cui opera fanno sempre più ricorso anche sacerdoti e parroci che soggettivamente intendono essere fedeli alla Chiesa rappresentata dal Vicario di Cristo.
    Quanto riportato denota, infine, la necessità di un governo saggio e prudente ma anche chiaro e forte delle nostre Diocesi. Il Vescovo ha il dovere di essere maestro in comunione con Pietro nella sua Diocesi. Non può lasciar correre; non deve permettere che errori ed «eresie striscianti» vengano insegnati; non deve tollerare che nei Seminari, sui settimanali di sua dipendenza e via dicendo vengano insegnate tesi (sia pure considerate personali) in contrasto con la Dottrina della Chiesa. I fedeli hanno diritto di avere insegnamenti chiari e sicuri: ne va del bene delle loro anime. Lasciar fare è un’omissione grave, soprattutto per un Vescovo che ha il dovere dei fatti oltre che delle parole.
    Con rispetto
    Instaurare

    http://www.instaurare.org

  19. Manuela says:

    non si dovrebbe permetterebbe un simile sciacallaggio su un argomento talmente delicato, privato, triste e assolutamente distinto da quello che può pensare o meno la chiesa o le associazioni cattoliche. Non hanno nessun diritto e tantomeno lo ha il ministro di intromettersi

  20. Lazzaro says:

    Al mattino, come tutti noi, apre gli occhi. Più tardi, come capita a tanti disabili, viene sottoposta a fisioterapia. Nel pomeriggio, quando il tempo lo permette, è accompagnata in giardino per la passeggiata. Ecco la quotidianità di Eluana. Fino a ieri.
    «Staccare la spina», si dice, ma si fa presto: non c’è niente che si possa staccare, perché Eluana a niente è ‘attaccata’ se non, tenacemente, alla vita. Non le hanno nemmeno ferito la gola con la tracheotomia perché respira come tutti noi, autonomamente, non c’è traccia di cannule o tubi, niente che la possa infettare con tremori di febbre… È una disabile grave ma non ha malattie – ammette anche il neurologo Defanti, amico di suo padre – «è una donna molto sana». Troppo. Perché muoia non resta che negarle cibo e acqua, renderla ‘terminale’ per fame e per sete: un sistema infallibile, alla lunga chiunque soccombe.

    Cara Manuela, sappi che quello che stanno per fare, legge o no, è omicidio. Chiesa o no, è omicidio. E lo sciacallaggio è di quegli omini che si mostrano e gridano per darle la morte. La morte è una cosa tragica, si fa di tutto per salvare anche l’animale più piccolo e si agisce da nazisti facendo morire di fame una donna che è viva, anche se questo non piace. Vergogna!

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