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Ennesimo femminicidio a Udine: le donne della CISL dicono basta

La violenza sulle donne pare non avere fine, anzi sta prendendo corpo una violenza diversa, ‘immediata’ che come risultato porta però sempre alla morte della donna, violenza immediata perché non dà neppure il tempo necessario per rendersi conto del pericolo che si sta correndo e quindi di prendere qualche precauzione per la tutela della propria vita – queste le dichiarazioni di Renata Della Ricca, responsabile della Cisl di Udine – a fronte del femminicidio consumato in pieno centro a Udine ieri, davanti a testimoni.

Una mattanza che non ha fine, – continua Della Ricca – infatti non passa giorno purtroppo senza che ci sia una notizia di femminicidi o di violenza sulle donne, e così come in passato anche la nostra provincia non è immune.
Al di là dei numeri inquietanti, che danno il peso di un fenomeno in costante crescita, l’angoscia più profonda tocca sempre le persone: vite spezzate, storie che si consumano in tragici finali; figli che si ritrovano senza madri e senza identità.
Di fronte a tutto questo non possiamo rimanere indifferenti e tanto meno inerti. Perché se così fosse saremmo complici di una barbaria che non deve appartenerci come Sindacato e come uomini e donne attenti alle persone e alla comunità.
E’ con la consapevolezza che oggi più che mai, di fronte a questo cupo scenario, serve un risveglio collettivo, forte, delle coscienze contro il femminicidio e, come Cisl crediamo che di fronte a tutto l’orrore cui stiamo assistendo, le parole, da sole, non bastino più.

Non c’è nessuna giustificazione che può tentare di dare una risposta alle tante domande che affollano le nostri menti quando una donna viene uccisa per mano di un uomo legato alla stessa da ‘sentimenti affettivi’: sia esso ex marito, fidanzato, convivente… – queste le dichiarazioni di Claudia Sacilotto , segretaria regionale della Cisl.
Riteniamo indispensabile vengano messe in atto strategie educative innovative, dando un ruolo centrale alla scuola che deve saper trasmettere il rispetto dell’altro, della tolleranza e della consapevolezza di sé. Naturalmente questo non esonera la famiglia dalle sue responsabilità educative, infatti scuola e famiglia hanno un ruolo insostituibile nella ‘costruzione’ ed educazione dei bambini che diventano poi uomini.
Ma l’omicida di Donatella Briosi era un uomo adulto, ‘posato’, ‘stimato’… è indubbio a questo punto pensare che la mente umana di fronte a forti stress emotivi accantona i valori del rispetto dell’altro. E’ quindi sempre più evidente – continua Sacilotto – che il fenomeno del femminicidio non terminerà finchè non ci sarà un cambiamento negli uomini e, soprattutto un modo diverso d’affrontare questa odiosa ’emergenza’; parrà paradossale ma serve pensare ad un supporto specifico rivolto anche verso l’uomo, perché è lui il fautore della violenza che si tramuta anche in morte verso la donna ed addirittura verso i figli.

Anche sul posto di lavoro è quanto mai importante il rispetto della persona e la segnalazione o denuncia in caso di violenza anche psicologica e/o mobbing, che purtroppo sono molto difficile da provare – dichiara Luciana Fabbro coordinatrice Donne CISL FVG – ma proprio per questo la CISL è vicina alle Donne con propri sportelli.
La CISL, infatti, assieme a Cgil e Uil è fortemente impegnata nei luoghi di lavoro per la diffusione dei protocolli per contrastare questi odiosi fenomeni.

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