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Ex Detenuti e Carcerati: potenziare l’inclusione sociale

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protocollo carceri

Un aiuto ai detenuti, agli ex carcerati e alle persone in esecuzione penale esterna, attraverso la definizione di percorsi di reinserimento e inclusione sociale. Un modo concreto per aiutare queste persone a superare condizioni di fragilità, per promuovere e valorizzare le capacità individuali, grazie ad azioni che possano potenziare l’autonomia personale e la fruibilità dei servizi. Definisce contenuti e metodi di lavoro il protocollo d’intesa che hanno firmato il Comune di Udine, l’Ass4 “Medio Friuli”, la Casa circondariale di Udine, l’Ufficio di esecuzione penale esterna del ministero della Giustizia, la Provincia di Udine, la Caritas, la Società San Vincenzo de’ Paoli e le associazioni onlus “Icaro” e “Speranza”. Erano presenti il sindaco di Udine Furio Honsell, l’assessore comunale ai Diritti di cittadinanza Kristian Franzil, il direttore dell’Ass 4 “Medio Friuli” Danilo Spazzapan, il direttore della Casa circondariale di Udine Francesco Macrì, il direttore dell’Ufficio Esecuzione Penale Esterna di Udine, Pordenone e Gorizia Antonina Tuscano Monorchio, l’assessore provinciale alle Politiche Sociali Adriano Piuzzi, il direttore della Caritas di Udine don Luigi Gloazzo, il presidente dell’associazione Icaro Maurizio Battistutta, il presidente dell’associazione Speranza Valter Clocchiatti, la presidente della Società San Vincenzo de’ Paoli Battistina Facchino.

Il protocollo, che si chiama “Liberarsi” e sarà attuato sul territorio dell’Ambito distrettuale udinese e quindi coinvolgerà, oltre a quello di Udine, i Comuni di Campoformido, Martignacco, Pagnacco, Pasian di Prato, Pavia di Udine, Pozzuolo, Pradamano e Tavagnacco, prevede sette tipologie di azioni per favorire il reinserimento e l’inclusione sociale: formazione professionale, accoglienza in carcere, accompagnamento all’autonomia e assistenza alla dimissione, azioni di giustizia riparativa, attività socio-culturali, ricreative e sportive, attività di sensibilizzazione del territorio, informazione e orientamento. Concretamente, i detenuti e gli ex carcerati potranno contare su percorsi di riqualificazione professionale e mirati all’inserimento attraverso stage, tirocini formativi e borse lavoro. I percorsi per favorire il loro reinserimento sociale riguarderanno anche un aiuto per trovare un alloggio e per cambiare stile di vita, in modo da ridurre il rischio di recidive. Inoltre potranno essere studiate azioni a beneficio della collettività come elemento qualitativo e integrativo del programmi individualizzati per le persone che fruiscono di misure alternative alla detenzione.

Dal punto di vista formale, invece, il protocollo, che è valido fino al 31 dicembre 2010 e potrà essere rinnovato, sancisce l’istituzione del Tavolo di regia e dell’équipe operativa integrata. Il Tavolo di regia, formato dai referenti degli enti istituzionali e degli attori sociali che sottoscrivono il documento, sarà convocato, ogni quattro mesi, dall’Ambito distrettuale nella sede di via Gorghi e avrà il compito di monitorare e verificare il funzionamento del protocollo, progettare e programmare le attività, anche attraverso un osservatorio sulle condizioni e le esigenze delle persone detenute, raccogliere dati conoscitivi e definire e aggiornare priorità ed esigenze, tenendo conto delle risorse disponibili, favorire il lavoro a rete con gli altri soggetti istituzionali e del provato sociale che si occupano di questo settore. Al Tavolo di regia può partecipare la Magistratura di sorveglianza, per le sue funzioni di garanzia della tutela dei diritti dell’utenza penitenziaria e risultati del lavori saranno trasmessi alla Regione e agli uffici dell’amministrazione penitenziaria. L’équipe operativa, invece, è formata, oltre che dai sottoscrittori del protocollo, anche dai referenti di tutti gli altri soggetti utili alla predisposizione dei progetti personalizzati. È con convocata dall’Ufficio di esecuzione penale esterna del ministero della Giustizia e avrà i compiti di rendere operative le scelte programmatiche del Tavolo di regia, di analizzare i casi segnalati, di definire i progetti personalizzati e di verificarne la loro realizzazione, di predisporre una relazione annuale sulle attività svolte.

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