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Ecco la nuova immagine del Far East Film 14 / Here’s the new image of Far East Film 14: a panda in the sky!
Cosa ci fa un panda avvinghiato alla cima del Chrysler Building di New York? Dopo i cartelloni ispirati all’Election Day statunitense e dopo il restyling sushi-dadaista di Monna Lisa, citando solo due tra le innumerevoli scorribande promozionali del passato, Far East Film colpisce ancora: per lanciare l’imminente edizione 14, ecco appunto una stilosa variazione sul tema di King Kong! Il celebre fotogramma del 1933, con tanto di biplano all’attacco, è dunque diventato un’immagine punk-metropolitana, con tanto di lettering sdrucito e colori basici (l’effetto complessivo, tipico dei graffiti in stencil, è giocosamente anarchico). Un’estetica che, proprio come il Festival, contamina più stili, chiamando il simbolo della Cina a rappresentare tutta l’Asia (qui, del resto, il panda è gigantesco, non solo gigante!) e inglobando, ovviamente, una fierissima dichiarazione d’appartenenza: quella di Far East Film alla cultura pop. Save the panda!

http://www.udine20.it/fareastfilm

Per raccontare come l’Oriente faccia ormai parte della nostra vita quotidiana, e come i nostri due universi – sebbene lontani – siano ormai inevitabilmente intrecciati, Far East Film ha deciso di collocare l’animale simbolo della Cina (e, per estensione, di tutta l’Asia), il panda, su uno dei grattacieli simbolo dell’Occidente, il Chrysler di New York City.
L’immagine scelta dalla 14a edizione del Festival friulanosuggerisce, dunque, un’idea di pace, di tolleranza, di serena convivenza, e il suo motto (non a caso) è Un panda per amico!. Esteticamente, una rivisitazione ironica e contemporanea del mito cinematografico di King Kong, realizzata con la tecnica metropolitana dello stencil. Emotivamente, un auspicio di maggiore vicinanza tra Est (anzi: East) e Ovest.
La crisi economica che ha colpito l’Occidente da oramai molti anni viene da molti ricondotta all’incontenibile espansione della Cina. E la cultura popolare (quella che nasce dal basso) si è già appropriata di simboli come il panda, creando una mescolanza di immaginari. E’, questa, un’invasione o saremo in grado di metabolizzare il cambiamento? Il quesito è parte integrante del FEFF, anche perché è indubbio che il cinema sia uno strumento potente di esplorazione e che facilmente permetta questo confronto.

Organizzare il Far East Film significa infatti, per il Centro Espressioni Cinematografiche di Udine, offrire un’occasione di conoscenza, uno spazio dove poter individuare i punti di contatto e le differenze. Farlo attraverso il cinema popolare e non d’Essai, significa indagare proprio l’immaginario reale e quotidiano di un altro mondo. Un mondo che, nonostante, tutto sembra ancora enormemente distante.
Il panda sul Chrysler è un gioco, nessuno mai gli sparerà. Rifiutare il suo saluto, tuttavia, potrebbe essere l’inizio di un nuovo medioevo, dove i contatti diminuiscono, le distanze crescono. E con la consapevolezza che la ricchezza non abita più in Occidente, è certamente meglio avere il panda come amico.

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