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Folkest: concerti del 22 luglio

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vizontoUn atteso ritorno al festival per il gruppo che, insieme a Zsaratnok e Muszikas, nel corso degli anni Ottanta fece conoscere agli italiani il nuovo folk ungherese, grazie alle coraggiose e lungimiranti  programmazioni di Folkest. Oggi, quando il festival è diventato un evento di caratura autenticamente internazionale (Folkest gode infatti del sostegno della Regione Friuli-Venezia Giulia -assessorati  all’Istruzione e alla Cultura e alle Attività Produttive- e di  Fondazione Crup, Comune di Spilimbergo, Scuola Mosaicisti del  Friuli, l’alto patrocinio del Ministero Affari Esteri-Direzione  Generale per la Promozione e la Cooperazione Culturale, del Ministero per  i Beni e le Attività Culturali, del  Ministero per la Cultura della Repubblica di Slovenia, della  presidenza della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia, dell’Enit e l’indispensabile contributo di Assicurazioni Generali, Latterie Friulane, Utm-Unione Tipografica) il concerto di stasera assume i connotati di una vera e propria celebrazione.
Vízönto (acquario) è ancora oggi uno dei gruppi più importanti in Europa e soprattutto in Ungheria, luogo di origine dell’egyuttes (gruppo). Il quartetto, che letteralmente piombò nel folkrevival della fine degli anni Settanta, già con i primi due dischi (due rarità per collezionisti), ha fatto sensazione con una musicalità potente e moderna. Dal terzo album, Mélyviz (Acqua Profonda) si ascolta già il definitivo “stile Vízönto”, che precede di almeno dieci anni tutti quei gruppi che verranno poi etichettati come autori di etno-music o di worldmusic. I Vízönto girano il mondo, suscitando successo e meritando applausi a Mosca come a Vancouver, in Inghilterra o in Italia (indimenticabile un loro concerto per Folkest a San Daniele del Friuli). A tutt’oggi la loro discografia comprende una decina tra Lp e Cd, tra i quali Villanypasztor (Pastore Elettrico), che è anche diventato un film musicale. I Vízönto continuano ancora oggi a entusiasmare il pubblico, sapientemente guidati dall’ammaliante violino di János Hasur, uno dei quattro fondatori del gruppo. Insieme a lui, sul palco di Cordenons Béla Agoston – flauti, cornamuse ungheresi, sax, clarinetto, clarinetto, basso, percussioni, voce; Géza Fábri – voce, chitarra, tambura, kobsa, ud; Tamás Vályin Nagy – contrabbasso, fisarmonica, voce, percussioni.
Da domani il festival vivrà i suoi giorni più intensi con “Folkest in Festa” a Spilimbergo. Oltre ai concerti, alle mostre, agli incontri con l’autore, alle varie iniziative culturali in programma, particolare attenzione e successo di pubblico susciteranno “Parole e Musica”, i talk-shows coordinati dalla giornalista Manuela Moreno del Tg2, che si svolgeranno ogni sera da giovedì a domenica poco prima dei concerti previsti in piazza del Duomo. Il primo intervistato da Manuela Moreno (giovedì 23 luglio) sarà Matteo Marzotto, il giovane imprenditore veneto, qui in veste di presidente dell’Enit, agenzia turistica nazionale, fra gli enti patrocinatori di questa edizione di Folkest. Con lui si parlerà di turismo, ma soprattutto di turismo culturale, uno degli argomenti che stanno più a cuore dei dinamico presidente Marzotto. Venerdì 24 il milanese Claudio Trotta, promoter musicale titolare della Barley Arts, ci parlerà di alcuni interessanti retroscena del mondo della musica, visto con un occhio manageriale. Sabato 25 Claudio Formisano, presidente di Disma Music (Associazione italiana dei produttori e distributori di strumenti musicali) risponderà a domande tese a far conoscere al grande pubblico gli aspetti inconsueti di una particolare e poco conosciuta componente della musica, quella rappresentata dai costruttori di strumenti musicali. Infine domenica 26 il critico musicale Enzo Gentile e il cantautore Roberto Vecchioni (che chiuderà il festival lunedì 27) si divideranno il palco per un succulento botta e risposta sullo stato della canzone d’autore in Italia e le sue possibili evoluzioni.

CORDENONS   ore 21.15   piazza Vittoria
VIZONTO (Ungheria)

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