Aperitivo a Grado

Folkest: il programma del 23 luglio

facebook

folk 23Prende finalmente il via l’attesa fase finale di Folkest 2009, che ormai tradizionalmente propone il meglio della musica del mondo sui tre palchi allestiti nel centro storico di Spilimbergo. Un immane sforzo organizzativo, reso possibile dal sostegno della Regione Friuli-Venezia Giulia -assessorati  all’Istruzione e alla Cultura e alle Attività Produttive- e di  Fondazione Crup, Comune di Spilimbergo, Scuola Mosaicisti del  Friuli, l’alto patrocinio del Ministero Affari Esteri-Direzione  Generale per la Promozione e la Cooperazione Culturale, del Ministero per  i Beni e le Attività Culturali, del  Ministero per la Cultura della Repubblica di Slovenia, della  presidenza della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia, dell’Enit e l’indispensabile contributo di Assicurazioni Generali, Latterie Friulane, Utm-Unione Tipografica).  In piazza Duomo, doppio appuntamento con Antidotum Tarantulae e La Banda Improvvisa.

Piazza Duomo

I primi sono nati in Toscana nel 2001 dall’incontro tra due musicisti pugliesi e due aretini. Dopo un inizio come artisti di strada producono Venti dal sud (2005) che raccoglie parte del loro vasto materiale di matrice popolare del Sud Italia. Nel 2008 realizzano Popolo de lu paese (Materiali Sonori), dedicato al cantastorie di Apricena, Matteo Salvatore. Un attento lavoro di ricerca, basato su testimonianze dirette, riletto con affetto, passione e creatività. La formazione allinea Davide Del Campo – voce, tamburelli, tammorre, batteria; Cristian Del Campo – violino, mandolino; Alessandro Pinzani – chitarra; Irene Biancalani – voce, percussioni; Giacomo Villani – contrabbasso; Nicola Barbagli – fisarmonica, oboe.

La Banda Improvvisa riproporrà invece il repertorio e l’atmosfera delle bande musicali, vere e proprie orchestre di fiati e altri strumenti, che compongono in Italia e in molti Paesi europei un diffuso tessuto di produzione musicale, uno straordinario ponte fra la musica popolare e la musica colta. La Banda Improvvisa nasce con il patrocinio della Filarmonica di Loro Ciuffenna (AR) e dal lavoro fortemente innovativo di Orio Odori, unito all’apporto di Materiali Sonori, etichetta discografica indipendente e laboratorio di idee musicali. L’aspetto fondante del progetto è il voler mettere a confronto la vitalità delle bande con una serie di musicisti di alto livello nazionale e internazionale, un’idea nata dall’esigenza di rinnovamento del repertorio bandistico che metta a confronto la sua tradizione con forme musicali diverse. E’ per questo che è diventata un laboratorio musicale e culturale che coinvolge un intero paese, circa ottanta suonatori (con un’età che varia dagli undici ai settantacinque anni) provenienti dalle province di Arezzo e di Firenze. In piazza Garibaldi, grande appuntamento con la rabbiosa carica poetica di John Trudell e la freschezza di una nuova proposta italo-spagnola, Giulia y Los Tellarini.

Piazza Garibaldi

Nato in Nebraska, Trudell inizia a far parlare di sé sul finire degli anni Sessanta, quando prende parte alla rivolta di Alcatraz che porta alla chiusura del penitenziario. Nel 1973 diviene portavoce ufficiale dell’American Indian Movement, affrontando numerose cause per i diritti civili del suo popolo. L’11 febbraio ’79 accade il fatto che cambia la sua vita: infatti brucia la bandiera americana sui gradini dell’Edgar Hoover Building a Washington, in segno di protesta per la sentenza sul caso inerente Leonard Peltier, ritenuto responsabile di aver ucciso due agenti federali nella riserva di Pine Ridge. Qualche ora dopo un incendio doloso distrugge la sua casa nella riserva di Payute Soshone, Nevada, dove perdono la vita sua moglie Tina, i suoi tre figli e la suocera. Nonostante il grande clamore suscitato dalla vicenda, l’Fbi si rifiuta di aprire un’inchiesta. Pochi mesi più tardi Trudell è coinvolto nel progetto No Nukes, che vede impegnate varie star del pop e del rock: è lì che stringe i primi contatti con il mondo musicale, in special modo con Jackson Browne, che dieci anni dopo assumerà il ruolo di produttore delle opere pubblicate da John Trudell. Da quel punto di partenza vedranno la luce alcuni  straordinari album, nei quali la poesia, dolce e rabbiosa al tempo stesso, si fonde con l’impegno civile e politico. Trudell è anche un significativo attore (lo ricordiamo in Cuore di Tuono con Val Kilmer e Sam Shepard) e scrittore. Con Trudell saliranno sul palco Milton Shame Quiltman – voce; William Watts – chitarra; Eric Eckstein – tastiere, percussioni; Mark Schatzkamer – chitarra, voce.

Giulia Tellarini è invece una giovane musicista di Treviso, da qualche anno  residente a Barcellona, città in cui ha incontrato i  giovani musicisti con i quali ha formato il gruppo. Amavano esibirsi come artisti di strada, ma la svolta nella loro carriera giunge quasi per caso, quando Woody Allen, che nella città catalana stava terminando le riprese del suo film  Vicky Cristina Barcelona, scopre il loro disco e decide di inserire ben due brani (Barcelona e La Ley Del Retiro) nella colonna sonora della pellicola. Formazione: Giulia Tellarini: voce e fisarmonica; Jens Neumaier: chitarra, sax, charango, voce; Maik Alemany: chitarra, charango, voce; Alejandro Mazzoni: contrabasso, flauto, percussioni, voce; Xavier Tort: tromba; Pablo Díaz-Reixa: percussioni, voce; Jordi Llobet: percussioni, melodica; Olga Ábalos: saxo alto; Joan Portales: chitarra elettrica, mandolino, charango; Camilo Zorrilla: percussioni.

Sul palco della Torre Orientale, quello dedicato alle proposte più insolite e meno conosciute, in gran parte provenienti dalle selezioni di “Suonare a Folkest”, due nomi nuovi, al debutto sui palchi folkestiani: Franco Boggero e Francesco Sossio.

Torre Orientale

Franco Boggero, storico dell’arte, ha scritto di pittura, scultura lignea, argenteria, apparati effimeri. Dagli anni Settanta compone sia i testi sia la musica di canzoni che, incoraggiato da Giorgio Conte, canta in pubblico dalla fine degli anni Novanta, sempre accompagnato al piano da Marco Spiccio. Oggetti, rumori, frasi raccolte al volo e lasciate sedimentare sono le sue fonti ispirative. E’ recentemente uscito per Folkest Dischi il primo cd ufficiale, registrato dal vivo in teatro, dal titolo Lo so che non c’entra niente, del quale il concerto di stasera costituisce una interessante e imperdibile presentazione. Lo accompagnano Marco Spiccio – pianoforte e voce; Federico Bagnasco – contrabbasso e voce; Daviano Rotella – batteria.

“Muretti a secco”  è  invece una ricerca storico-musicale, intrapresa da Francesco Sossio e incentrata sul recupero di canti di lavoro e di lotta pugliesi e su brani d’autore inediti. Il titolo, emblema della Puglia, intende evocare sia l’immagine delle campagne e dei mestieri passati, sia il rapporto padrone-operaio che era ed è alla base della vita di gran parte degli individui della regione. Emigrazione, precarietà del lavoro, disoccupazione, disagio sociale, integrazione religiosa e culturale, sono temi ancora molto attuali che affondano le loro radici proprio in quel passato che i canti e le testimonianze ci tramandano. Sul palco

Francesco Sossio – sax, ciaramelle, clarinetto e voce; Loredana Savino – voce; Luigi Fatigati – chitarre e mandola; Giorgio Albanese – fisarmonica; Leo Zagariello – contrabbasso; Michele Marrulli – tamburi a cornice e percussioni; Giuseppe Longo – percussioni; Mirella Rinaldi – video-proiezioni.

Su questo palco avranno luogo anche gli “Incontri con l’autore”, realizzati in collaborazione con il mensile FB-Folk Bulletin e condotti da Roberto G. Sacchi che ne è direttore responsabile: questa sera verrà presentato “Un curtì plen de vita” di Rosanna Paroni Bertoja, di recente pubblicazione. Una serata dedicata alla poesia in lingua friulana che non mancherà di suscitare molto interesse.

464