Aperitivo a Grado
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Dopo il grande successo del 2009 Folkest, la manifestazione di musica folk che anima le serata di luglio di tutto il Friuli, già si mette in mot pe ril 2010. Eccovi il programma 2010

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articolo uff stampa folkest

Qualche cifra, utile per offrire una estrema sintesi quantitativa di Folkest 2009: 102 concerti in 44 diversi luoghi, per un totale di oltre 300 artisti impegnati. La risposta del pubblico? Dai 2000 paganti per Jethro Tull alla media di oltre 200 spettatori per concerto nella fase itinerante alle oltre diecimila presenze fatte registrare dalla fase finale di Folkest in Festa. Numeri che ancora una volta sanciscono il successo della manifestazione? Lo chiediamo a Andrea Del Favero, da sempre direttore artistico di Folkest. “Mai come quest’anno novità e conferme hanno contribuito a rendere appetitoso e variegato il programma di Folkest-ci risponde- e quindi a decretarne il successo; la ripresa dei talk shows “Parole di Musica” e degli “Incontri con l’Autore”, per esempio, è risultata molto gradita e posso anticipare che il prossimo anno questi spazi culturali saranno debitamente potenziati. Così come molto interesse ha suscitato la giornata di Resia dedicata alla tradizione del violino popolare e la ripresa dei seminari di strumento e di danza. Il nostro progetto di condurre la cultura dove il pubblico si reca per divertirsi, sta cominciando a dare i suoi frutti”.
Nonostante le difficoltà economiche (leggi tagli alla spesa pubblica per iniziative culturali), il programma di Folkest 2009 è risultato ugualmente ricco e qualitativamente di gran livello. Com’è stato possibile? “L’Italia, l’Europa, il mondo sono pieni di buona musica ben suonata e conoscerla non è poi così difficile. Durante l’inverno selezioniamo, fra le centinaia di dischi e di demo che ci giungono da tutto il mondo, quegli artisti che sappiano coniugare bravura e compatibilità del costo con le nostre esigenze economiche. Oltre al piacere della scoperta, ci piace anche essere con la coscienza tranquilla, facendo spendere ai nostri sponsor istituzionali e commerciali cifre ragionevoli”.
Però anche quest’anno non sono mancati i grandi nomi…“Certamente. Jethro Tull e Steve Winwood, Roberto Vecchioni e Allan Taylor, Hot Tuna e Richard Thompson sono artisti che ci hanno onorato della loro presenza, ma ci piace pensare che Toy Vivo Duo, Nando Citarella e i Tamburi del Vesuvio, L’Uva Grisa e Riccardo Tesi, l’Orchestra Pizzicata di Ambrogio Sparagna e tanti altri siano entrati nel cuore del pubblico e lì siano rimasti. Nel delicato equilibrio di Folkest, tutti gli artisti sono trattati con uguale cura: nel nostro programma ognuno di loro che sale su un palco gode della stessa visibilità”.
Qualche anticipazione per il 2010? “E’ presto per parlarne. Comunque, formula vincente non si cambia, così pure come non si cambierà la squadra di persone che ormai da molti anni collabora alla riuscita del festival”.

E a proposito di squadra, l’ultima parola e Claudio Tolomio, responsabile organizzativo: “Ogni anno Folkest diventa una macchina organizzativa sempre più complessa e articolata: trasporti, ospitalità, impiantistica, sicurezza… Approfitto di questo spazio per ringraziare tutti i collaboratori, che solo esprimendosi al meglio delle loro possibilità hanno reso possibile tutto questo. E un grazie anche al pubblico, che è la nostra prima preoccupazione: la sua soddisfazione è anche la nostra”.

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