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Folkest verso il gran finale: 24 luglio

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monica 2L’attesa fase finale di Folkest 2009 è in pieno svolgimento sui tre palchi allestiti nel centro storico di Spilimbergo. Un immane sforzo organizzativo, reso possibile dal sostegno della Regione Friuli-Venezia Giulia -assessorati  all’Istruzione e alla Cultura e alle Attività Produttive- e di  Fondazione Crup, Comune di Spilimbergo, Scuola Mosaicisti del  Friuli, l’alto patrocinio del Ministero Affari Esteri-Direzione  Generale per la Promozione e la Cooperazione Culturale, del Ministero per  i Beni e le Attività Culturali, del  Ministero per la Cultura della Repubblica di Slovenia, della  presidenza della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia, dell’Enit e l’indispensabile contributo di Assicurazioni Generali, Latterie Friulane, Utm-Unione Tipografica).  In piazza Duomo, appuntamento imperdibile con una leggenda della musica mondiale.

Piazza Duomo

Un mito: gli Hot Tuna. Tornano con una formazione in trio acustico i due leggendari architetti del sound psichedelico caratteristico di San Francisco, Jack Casady e Jorma Kaukonen, Nonostante si siano incontrati già alla fine degli anni 50, non hanno mai perso l’ispirazione e l’abilità di creare melodie incredibilmente genuine, caratterizzate dal disinvolto approccio alla musica della west coast e dai leggendari brani acustici. Nato alla fine degli anni ’60, costola dei Jefferson Airplane, per volontà di  Kaukonen e Casady, il progetto Hot Tuna ha nel corso degli anni elaborato un repertorio che abbraccia classici della musica popolare statunitense, passando dal folk al blues, con una particolare predilezione per quest’ultimo e una tendenza alle jam session e all’improvvisazione, rese possibili da una profonda conoscenza reciproca da parte dei due grandi musicisti. Kaukonen e Casady erano già amici di lunga data (cresciuti insieme a Washington D.C. nel gruppo Triumphs) quando Kaukoken, stabilitosi a San Francisco co-fonda i Jefferson Airplane nel 1965 e viene seguito a breve nella band anche da Casady: insieme  contribuiranno al massiccio successo del gruppo alle fine degli anni ’60. Gli Hot Tuna iniziano a prendere forma nel 1969 – mentre ancora Kaukonen e Casady erano membri attivi dei Jefferson e facevano sporadiche apparizioni in duo – per poi divenire un progetto stabile, con numerosi album all’attivo. Casady e Kaukonen portano avanti anche le rispettive attività come solisti, con la recente pubblicazione da parte di Kaukonen dell’album River of Time (Red House, 2009), mentre l’ultimo lavoro di Casady in studio è Dream Factory del 2003. Da non perdere un solo attimo della loro musica: Jack Casady – chitarra, basso, voce; Jorma Kaukonen – chitarra, dobro, voce; Barry Mitterhoff – mandolino, voce.

Prima del loro concerto, sempre sul palco di piazza Duomo, “Parole e Musica”, il secondo dei talk-shows condotti da Manuela Moreno del Tg2 che discorrerà con Claudio Trotta, promoter musicale milanese, titolare della Barley Arts (una delle maggiori aziende italiane del settore). La giornalista del TG2 Manuela Moreno lo intervisterà nel corso di un incontro durante il quale saranno toccati temi importanti, relativi al mondo della musica, visto con un occhio manageriale.

In piazza Garibaldi, appuntamento con la novità proposta da Lino Straulino, La Munglesa, e i Vizonto dall’Ungheria.

Piazza Garibaldi

Nato da un’idea originale del cantautore friulano, La Munglesa vede la partecipazione di alcuni musicisti che da tempo calcano le scene musicali italiane ed europee (La Sedon Salvadie, Zuf de Zur, Fale Curte, ecc…). Il repertorio è formato dalle più belle canzoni epico-narrative del Nord Italia, sapientemente mescolate con alcune danze antiche ancor oggi in uso in  alcune aree. Gli arrangiamenti, scarni ed efficaci dichiarano il grande amore che questi musicisti hanno per certe sonorità del folk rock inglese, i Pentangle in primo luogo.

Formazione: Gabriella Gabrielli – voce; Lino Straulino – chitarra, voce; Bruno Cimenti – chitarra; Andrea Del Favero – bodhran, armonica diatonica.

Vízönt? (acquario) rimane uno dei gruppi più importanti in Europa e soprattutto in Ungheria, luogo di origine dell’egyuttes (gruppo). Il quartetto, che letteralmente piombò nel folkrevival della fine degli anni Settanta, già con i primi due dischi (due rarità per collezionisti), ha fatto sensazione con una musicalità potente e moderna. Dal terzo album, Mélyviz (Acqua Profonda) si ascolta già il definitivo “stile Vízönt?”, che precede di almeno dieci anni tutti quei gruppi che verranno poi etichettati come autori di etno-music o di worldmusic. I Vízönt? girano il mondo, suscitando successo e meritando applausi a Mosca come a Vancouver, in Inghilterra o in Italia (indimenticabile un loro concerto per Folkest a San Daniele del Friuli). A tutt’oggi la loro discografia comprende una decina tra Lp e Cd, tra i quali Villanypasztor (Pastore Elettrico), che è anche diventato un film musicale. I Vízönt? continuano ancora oggi a entusiasmare il pubblico, sapientemente guidati dall’ammaliante violino di János Hasur, uno dei quattro fondatori del gruppo. Formazione: János Hasur – violino, viola, voce; Béla Agoston – flauti, cornamuse ungheresi, sax, clarinetto, clarinetto, basso, percussioni, voce; Géza Fábri – voce, chitarra, tambura, kobsa, ud; Tamás Vályin Nagy – contrabbasso, fisarmonica, voce, percussioni.

Sul palco della Torre Orientale, quello dedicato alle proposte più insolite e meno conosciute, in gran parte provenienti dalle selezioni di “Suonare a Folkest”, un gruppo e una cantante tutti da scoprire, al debutto sui palchi folkestiani: L’Uva Grisa e Monica Bulgarelli.

Torre Orientale

Il gruppo nasce a Bellaria Igea Marina (RN) nei primi anni Ottanta, riallacciandosi ai modi acquisiti andando nelle osterie, e soprattutto nelle case a cantare la Pasquella, il canto rituale di questua dell’Epifania. L’Uva Grisa ama anche suonare per far ballare. Grazie al suo violinista storico Mario Venturelli, ha ripreso l’esecuzione del vecchio repertorio da ballo di sala, valzer, polke, mazurche, ecc., composto tra la fine dell’Ottocento  e i primi decenni del secolo scorso da autori romagnoli, spesso sconosciuti. Dai primi anni Novanta, in seguito ad attente ricerche etnomusicali e coreutiche avviate in tutta la Romagna, ha esteso l’attività alla riproposta e alla didattica di balli etnici come saltarelli, furlane, manfrine, vanderine, rimasti vivi  nella cultura contadina fino agli anni Cinquanta.

Monica Bulgarelli, chitarrista, arpista, cantante e compositrice, ha una formazione classica e svolge una intensa attività didattica: il suo recente album “Listen” è un fresco e convincente omaggio alla canzone d’autore di matrice anglosassone in cui la chitarra assume un ruolo di coprotagonista. Nel 2001 ha fondato  l’orchestra Ichitarrissimi, composta da bambini e ragazzi dai 7 ai 20  anni, i quali sono già vincitori di alcuni concorsi nazionali ed  internazionali e stanno realizzando il loro secondo album.  L’orchestra è stata invitata ad alcuni importanti festival  internazionali di chitarra come “Madam Guitare” nel 2008 e l’A.D.G.P.A Guitar international Rendez-Vous 2009 in memoria di Marcel  Dadi.

Su questo palco avranno luogo anche gli “Incontri con l’autore”, realizzati in collaborazione con il mensile FB-Folk Bulletin e condotti da Roberto G. Sacchi che ne è direttore responsabile: questa sera verrà dato spazio a Gigi Bresciani, titolare della FrameEvents, operatore culturale e organizzatore di “Andar per Musica”, un folkfestival che si svolge da 25 anni in provincia di Bergamo. Presenterà un volume fotografico curato dalla fotografa Laura Pietra, edito proprio in occasione di questo anniversario.

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