immagine.jpgE’ l’album pubblico di un infermiera di Udine sotto accusa. Una normale raccolta di fotografie scattate tra i colleghi di reparto se non fosse che nelle immagini si vedano anche dei pazienti della terapia intensiva dell’ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine. Anziani intubati e incoscienti. (ANSA) – UDINE, 18 MAG – Jennifer Millia, l’infermiera che ha diffuso su Facebook foto di alcuni ammalati intubati nel reparto di anestesia e rianimazione dell’ospedale di Udine, e’ stata iscritta nel registro degli indagati per l’ipotesi di reato di interferenze illecite nella vita privata. Lo ha riferito oggi il Procuratore della Repubblica di Udine, Antonio Biancardi, interpellato dall’ANSA. Per l’avvocato Stefano Benetti, legale della donna, si tratta di ”un atto dovuto, anche per il clamore mediatico che la vicenda ha avuto. E’ giusto che la Procura indaghi per verificare se ci sono profili di reato, che – ha aggiunto – io non ritengo esserci. Esamineremo il capo di imputazione; siamo pronti a difenderci, nonche’ aperti a qualsiasi chiarimento con la Procura e con l’Azienda ospedaliera”.

Il Garante per la privacy ha avviato accertamenti sulla vicenda della pubblicazione su Facebook di alcune foro di pazienti della terapia intensiva dell’azienda ospedaliera di Udine. ”In riferimento alla grave vicenda riguardante l’azienda ospedaliera di Udine, si informa che il Garante per la protezione dei dati personali – annuncia una nota dell’organismo di garanzia – ha avviato nella mattinata di oggi immediati accertamenti, chiedendo in via preliminare alla direzione dell’Ospedale Santa Maria della Misericordia ogni elemento utile ad una piena valutazione del caso”. ”In risposta all’intervento del Garante, il direttore generale dell’azienda ha comunicato – sulla base di quanto dichiarato dalla stessa interessata – che l’infermiera responsabile di aver messo su Facebook le foto dei pazienti – spiega ancora la nota – non ha utilizzato attrezzature informatiche dell’azienda, e che l’immissione delle foto e’ avvenuta dalla propria abitazione”. ”L’azienda ha inoltre comunicato al Garante – si legge ancora – di aver interessato la Polizia Postale di Udine. L’interessata ha peraltro dichiarato che avrebbe gia’ provveduto a cancellare dalla propria abitazione le foto nelle quali comparivano i pazienti. Il Garante da parte sua proseguira’ l’attivita’ di accertamento sul rispetto della normativa sulla protezione dei dati personali, anche ai fini di un’eventuale applicazione di sanzioni nei confronti di chi sara’ ritenuto responsabile della violazione dei diritti dei ricoverati e delle altre persone coinvolte’

COMUNICATO STAMPA 14 MAGGIO DELL’AZ. OSPEDALIERO-UNIV S.MARIA DELLA MISERICORDIA DI UDINE

la foto apparsa su Facebook e pubblicata in prima pagina dal Corriere della Sera RITRAEVA UNA COLLEGA OPERATA D’URGENZA E CONSENZIENTE

Carlo Favaretti, direttore dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria S.Maria della Misericordia di Udine, a seguito dell’articolo “I pazienti intubati finiscono su Facebook”, apparso oggi – 14 maggio – sul Corriere della Sera, ha avviato immediatamente questa mattina un’inchiesta interna per accertare chi sia il dipendente che ha inserito le foto su Facebook e se vi siano state violazioni della legge sulla privacy (riservatezza dei dati personali), del regolamento disciplinare (se siano state utilizzate tecnologie dell’Ospedale durante l’orario di lavoro), del codice deontologico (dell’ordine professionale coinvolto).

<<La responsabile della pubblicazione delle foto su Facebook è stata identificata – afferma il direttore Favarretti – si tratta di un’infermiera di 29 anni che lavora in una delle nostre strutture di anestesia e rianimazione. E’ registrata su Facebook dove ha inserito alcune foto, scattate un anno fa, nella convinzione che l’accesso al suo album personale fosse consentito ai soli suoi amici. Le foto ritraggono colleghi, anche se sono visibili alcuni pazienti, peraltro non riconoscibili. La foto riportata in prima pagina dal Corriere della Sera ritrae una collega ed amica. L’infermiera ha affermato che non sono state utilizzate attrezzature informatiche di proprietà dell’Azienda: l’immissione delle foto è avvenuta dalla propria abitazione. Poiché dallo scorso 11 maggio questa Azienda ha inibito l’accesso a Facebook dai computer aziendali, a seguito di una decisione totalmente indipendente dal fatto verificatosi oggi, in fase istruttoria si è coinvolta la Polizia Postale di Udine che ha convocato l’infermiera per la totale cancellazione delle foto dal sito>>.

<<Sono mortalmente dispiaciuta – ha confessato tra le lacrime l’infermiera, convocata in direzione nel pomeriggio – pensavo che il mio album fosse privato e le foto visibili solo ai miei amici. Non pensavo fosse pubblico, non volevo renderlo pubblico. Ho semplicemente raccolto foto, scattate in tempi diversi, per farne un album ricordo per dei colleghi che andavano in pensione. A mio giudizio i pazienti sullo sfondo non erano riconoscibili, perciò non ho sfumato le foto. Non volevo ledere l’immagine di nessuno. La paziente apparsa sulla prima pagina del Corriere è mia collega ed amica: la foto è stata scattata per festeggiarla dopo un’operazione che aveva subito>>.

L’anestesista ha spiegato che la paziente-infermiera si era sentita male improvvisamente, mentre lavorava in ospedale, e la sera stessa era stata operata di colecisti. Era terrorizzata, la prima operazione della sua vita, così quando si è risvegliata l’ha festeggiata con ii segno di vittoria, come si vede in foto.

———–———–———–

è una segnalazioane al corriere della sera a scatenare il tam tam mediatico. e non solo mediatico. la donna avrebbe infatti scattato sul suo posto di lavoro delle foto con i colleghi dilavoro all’interno dell corsie dell’ospedale santa maria della misericordia. E fini qui ninetne di male, anche se il medico interpellato dal corriere ritiene che «Sarebbe stato comunque uno sbaglio — puntualizza il medico —. Io mi sono lasciato fotografare con piacere, ma non avrei mai permesso che le mie immagini finissero in Rete. Volevo soltanto che fossero conservate dalla collega o dal collega. Chi ha deciso di mettere tutto in Rete ha fatto un torto anche a me. (corriere.it)

La questione molto più grave però è che nelle foto scattatte incorsia appaiono visibili anche alcuni pazienti intubati. Immagini forte che oltretutto potrebbero essere scaricabili da chiunque si aabilitato dall’autrice  a farlo. Un aleggerezza grave e imperdonabile“Se fossi uno dei loro familiari, sarei incavolato nero. Questo è un reparto ad altissima intensità di lavoro. Spero soltanto che il responsabile non abbia utilizzato i computer dell’ospedale per i suoi passatempi personali». Magari è stata una leggerezza. «Macché. Nel nostro reparto, all’ingresso, c’è una galleria fotografica che mostra cosa facciamo qua dentro. E in nessuna di queste foto c’è la faccia di un paziente. Quando le persone entrano, trovano solo i volti sorridenti del personale. E nemmeno quelle le metteremmo online». (corriere.it) 

Accertamenti sono stati avviati dalla direzione generale dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Udine, dopo la pubblicazione su Facebook – resa nota oggi dal Corriere della Sera – di alcune foto di pazienti della terapia intensiva. Lo si è appreso stamani da fonti dell’Azienda Santa Maria della Misericordia, il cui direttore, Carlo Favaretti, ha definito la vicenda “di una gravità assoluta”. Le fotografie sarebbero state scattate nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale del capoluogo friulano, e ritrarrebbero medici, infermieri e ignari pazienti. A pubblicarle, senza restrizioni, sarebbe stata un’infermiera sul proprio profilo personale. Da una ricerca sul social network, al momento le fotografie non sono visibili. ansa del 14 maggio

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS
560