Aperitivo a Grado

Friuli: il WWF denuncia “Criticità su Tagliamento, Torre e Natisone”

natisoneÈ una moderata soddisfazione quella espressa dal WWF regionale alla notizia dell’approvazione, da parte della giunta regionale, delle Linee guida per le estrazioni di inerti dai fiumi: “Finalmente – spiega l’associazione – l’amministrazione ha compiuto un’operazione corretta di pianificazione e ha preso atto di quanto andiamo dicendo da tempo, ossia che non è possibile cavare ovunque ci sia l’interesse economico ma solo dove c’è reale necessità”.

Il documento regionale ha infatti preso atto del fatto che i fiumi, almeno nelle zone di pianura, sono stati sottoposti a prelievi eccessivi provocando ai corsi di pianura uno stato di grave carenza di materiale inerte, aggravato dal fatto che in moltissimi casi la ghiaia non fluisce a valle in quanto sbarrata a monte dalla presenza di bacini creati a scopi idroelettrici. “Questa grave carenza di ghiaia – spiega l’associazione – si evidenza in tanti posti con un’incisione notevole dell’alveo e una grave erosione delle scarpate: qui i corsi d’acqua corrono molto più velocemente e maggiori sono i rischi di esondazione”.

Ecco perché il WWF accoglie con favore gli indirizzi emersi dalle Linee Guida che indicano come non coltivabile buona parte dei corsi d’acqua di pianura, dal Tagliamento al Cellina, dal Meduna al Torre fino all’Isonzo. “Dove invece si può sicuramente andare a estrarre materiale sono le zone montane e in particolar modo a monte dei bacini, degli invasi e degli sbarramenti dove la ghiaia si accumula”, conferma il sodalizio.

Permangono tuttavia, a parere dell’associazione, diverse criticità, a partire dal tratto del Tagliamento a nord del monte di Ragogna, fra il ponte di Cimpello e quello di Pinzano, indicato dal documento regionale come zona di libera utilizzazione con interventi estensivi ammessi: “Ricordiamo – sottolinea il WWF – che in questa stessa zona incombeva un progetto di estrazione di un milione e mezzo di cubi che è stato nettamente bocciato dall’autorità di bacino perché si è dimostrato che il luogo non ha ancora la quantità di inerti sufficiente per il buon funzionamento del fiume. Bisogna perciò attendere, forse decenni dopo che per altri decenni passati si è asportato tantissimo.

Discorso simile per il Natisone che, in zona di pianura ha un alveo molto inciso (la differenza di quota tra piano di campagna/base di vecchie arginature e il letto del fiume è molto elevata) a causa delle pesanti attività estrattive subite in passato e dell’erosione regressiva a partire dal torrente Torre.

C’è poi un’altra criticità nel documento regionale: l’assenza di una chiara definizione della quantità di inerti prelevabile per interventi di “manutenzione localizzati” dei corsi d’acqua. Un problema non da poco se si considera che sulla manutenzione del Torre, ad esempio, proprio in questi giorni sono in corso di approvazione due progetti per un totale circa 200 mila metri cubi: “una quantità enorme – afferma l’associazione – sia in relazione al trasporto solido del Torre sia in senso assoluto perché il letto di questo fiume è fortemente inciso per buona parte suo corso tranne nei due punti in cui si andrà ad intervenire. Ecco allora che, in queste situazioni, invece che asportare materiale (operazione che andrebbe ad aumentare il dissesto nella parte già incisa), è necessario movimentarlo, spostarlo dove c’è carenza”.

“Se il principio emerso dalle Linee Guida è che in pianura si è scavato troppo e non è più opportuno farlo – conclude il WWF -, le numerose domande di estrazione inerti in corso di approvazione sul Torre, ma anche sul Colvera, sul Meduna e sul Tagliamento, devono essere automaticamente bocciate”.

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS
514