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Friuli: la prima semina di OGM in Italia – VIDEO

ogmIn provincia di Pordenone si è svolta la prima semina di mais geneticamente modificato mai effettuata in Italia. Una iniziativa da parte del movimento libertario che creerà una scia di polemiche e forse anche dei provvedimenti giudiziari

Una delegazione di Sinistra Ecologia e Libertà (Sel) ha manifestato oggi a Vivaro (Pordenone) contro la semina di mais Ogm. “Con sorpresa – ha riferito Giulio Lauri del Sel – abbiamo visto la presenza delle forze dell’ordine in piazza a controllare chi manifestava pacificamente, ma nessun posto di blocco nei dintorni per evitare la contaminazione dei campi”. “Attraverso alcuni prestanome – ha continuato Lauri – a Vivaro le multinazionali vogliono introdurre illegalmente gli Ogm in agricoltura, producendo sull’ambiente un danno irreversibile, che pagheranno le generazioni future, ma lo Stato é completamente assente”.

E’ stato un attimo – ha detto Giorgio Fidenato -: stavo rilasciando un’intervista quando la mia assistente mi ha chiesto di fare entrare altre testate, per ascoltare le mie risposte. Non c’é stato il tempo di aprire la porta che una trentina di persone hanno invaso la sede”. E’ la testimonianza dell”agricoltore disobbedienté all’irruzione nel pomeriggio di oggi nella sede di ‘Agrciltori federati’ a Pordenone da parte di un gruppo di disobbedienti dei Centri sociali del Nordest. “La mia collaboratrice – ha aggiunto Fidenato – è stata strattonata e gettata a terra (si tratta di una 49enne di Aviano, medicata e dimessa dall’ospedale di Pordenone per alcune escoriazioni al braccio) ed io sono stato preso letteralmente in ostaggio. Mi hanno riempito di sputi e ricoperto di semi di erba medica, apostrofandomi con i peggiori insulti e minacciandomi per il futuro, qualora non receda dai miei intenti sugli Ogm”. Fidenato ha riferito di non essere stato picchiato, ma soltanto bloccato. A porre fine all’irruzione, il personale della Questura e i Carabinieri, che hanno convinto i manifestanti a lasciare lo stabile, ma non hanno potuto bloccarli, trovandosi in assoluta minoranza rispetto ad un gruppo di giovani che nel giro di pochi secondi si è dileguato in auto. “Sono dei nazi-comusti – ha proseguito Fidenato -. Fate sapere alla gente chi sono i compagni di strada della Coldiretti e della Cia. E’ giunta l’ora, per tutti i coltivatori, di abbandonare certe sigle sindacali, che privano la libertà di scelta dei loro associati – ha aggiunto -. Oggi deve essere l’alba di un nuovo giorno, nel quale valgono i diritti individuali e trionfa la libertà sulle imposizioni”. La Polizia ha acquisito il filmato dell’irruzione per individuare, tra i manifestanti, chi si fosse reso protagonista di comportamenti fuori legge. Fidenato ha presentato denuncia contro ignoti

“Le tensioni di oggi seguite alla manifestazione dei disobbedienti a Pordenone sono il risultato del clima da caccia alle streghe scatenato da quanti continuano ad alimentare false paure e posizioni ideologiche usando le biotecnologie in modo strumentale”. Lo afferma Futuragra, associazione che si è battuta per le coltivazioni Ogm in Italia. “Futuragra – è detto in una nota – stigmatizza ogni atto di aggressione e ribadisce che la sua battaglia proseguirà per vie legali auspicando che l’invito al dialogo del Ministro Galan si traduca rapidamente in iniziative concrete”. ANSA

Il mais transgenico arriva in Italia. Come annunciato. Naturalmente illegalmente. I primi sei semi sono stati messi a dimora in un campo del pordenonese da Giorgio Fidenato, presidente di Agricoltori Federati, e da Leonardo Facco, responsabile del Movimento Libertario. E la polemica non poteva non scoppiare impetuosa, a tratti anche violenta, tanto a Pordenone quanto negli ambienti della politica romana. Fidenato e Facco hanno divulgato la loro azione – la semina, hanno detto, è stata fatta il 25 aprile – attraverso Youtube. Dal filmato però si capisce poco o nulla. L’ambiente è assolutamente asettico mentre non si riesce a capire che cosa i due piantino in un fazzoletto di terra reso irriconoscibile per non incorrere nelle sanzioni previste dalla legge. Insomma è tutta da accertare la veridicità del contenuto del filmato. Non a caso, i Carabinieri dovranno appurare se la semina è avvenuta effettivamente in Italia – in sei paesi europei la circostanza non sarebbe reato – e se i semi siano effettivamente Ogm. Solo allora sarà eventualmente possibile per la Procura iscrivere qualcuno nel registro degli indagati. L’atto è stato duramente contestato dai disobbedienti dei Centri sociali del Nordest capitanati dall’ex consigliere regionale dei Verdi del Friuli Venezia Giulia, Alessandro Metz, dal ricercatore e astrofisico triestino Luca Tornatore, finito in carcere a Copenaghen durante gli scontri per il summit sull’ambiente dell’Onu, e da Luca Casarini, che per la prima volta nella sua vita, ha detto, ha depositato un esposto in Procura anziché esserne l’oggetto. Una trentina di manifestanti, che per tutta la mattina aveva espresso pacificamente il proprio rifiuto all’introduzione delle coltivazioni transgeniche, ha immobilizzato Fidenato, raggiunto da sputi, insulti e minacce nella sede di ‘Agricoltori federati’ a Pordenone. Subito dopo, i manifestanti si sono dileguati. “Sono stato preso letteralmente in ostaggio – ha spiegato il coltivatore disobbediente -. Gliel’ho detto mentre mi immobilizzavano e lo ripeto ora: sono dei nazi-comunisti. Fate sapere alla gente chi sono i compagni di strada della Coldiretti e della Cia. E’ giunta l’ora, per tutti i coltivatori, di abbandonare certe sigle sindacali, che privano la libertà di scelta dei loro associati”. Sull’azione di Fidenato e Facco si sono avute molte reazioni. Il Pd, con Nicodemo Oliverio, capogruppo in Commissione agricoltura della Camera, ha spiegato che “su questa vicenda è necessario che Galan e Maroni riferiscano urgentemente in parlamento; critica è stata anche la Coldiretti. “L’illegalità va combattuta con tutti gli strumenti ed i mezzi di cui lo Stato dispone – ha detto il presidente Sergio Marini -. La contrarietà della Coldiretti e della stragrande maggioranza dei cittadini alla coltivazione Ogm in Italia è ultranota e le ultime vicende non fanno che confermare la posizione ideologica di chi in nome di una presunta sua libertà viola la legge e calpesta i diritti altrui”. Richieste di ripristinare la legalità sono arrivate anche dalla Task force ‘Per una Italia libera da Ogm’ (riunisce praticamente tutte le sigle dell’agroalimentare italiano) che ha chiesto che “contro il terrorismo si ripristini subito la legalità”. Fidenato e Facco hanno informato che su Internet sarà possibile seguire “giorno dopo giorno la crescita del mais biotech”. ANSA

“Sul tema della ricerca agroalimentare, il ministro Galan rompe finalmente un tabù, invita ad abbandonare il pregiudizio ideologico e la paura della conoscenza, in un settore che nei decenni passati vedeva l’Italia, le sue università ed i suoi ricercatori sulla frontiera dell’innovazione”. Lo afferma Benedetto Della Vedova, deputato del Pdl. “In materia di ogm e biotecnologie – continua Della Vedova – il ministro Galan ha scelto comprensibilmente di muoversi in continuità con la linea adottata dal governo nei primi due anni di attività. Ed in questi due anni, soprattutto in sede comunitaria, il governo ha mostrato spesso un approccio pragmatico, abbandonando la preconcetta opposizione agli ogm del passato”. “D’altronde lo stesso Zaia – conclude Della Vedova – aveva più volte dichiarato come la sua contrarietà agli ogm fosse la posizione politica del suo partito e non necessariamente la linea del Governo”. ANSA

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