Gigi Delneri analizza la gara contro il Crotone

udinese-crotone
Alla vigilia dell’ultima gara casalinga dell’anno solare, contro il Crotone, Gigi Delneri ha parlato in conferenza stampa. Ecco le sue parole.

Si sfidano le due squadre peggiori del campionato per possesso palla?
“Non quantifico mai il possesso di palla con il risultato. Io penso che sarà una sfida tra due squadre in un buon momento. Loro hanno ritrovato autostima, combattono. Sarà una partita complicata, come ogni partita di serie A. Hanno dimostrato di essere pericolosi anche in trasferta, ad esempio a Milano”.

Sarà la prima senza Danilo in questa stagione. Chi lo rimpiazzerà?
“Dobbiamo essere bravi a sopperire all’assenza di Danilo, che finora ha fatto un gran campionato. Abbiamo giocatori adatti a sostituirlo in modo egregio. Penso che Wague e Angella si giocheranno il posto per il ruolo di centrale difensivo”.

Mai come questa volta il risultato dipende solo dall’Udinese. La pensa così?
“Il calcio mi ha insegnato che non c’è mai nulla di scontato. Devi sempre produrre calcio e fare il massimo per ottenere risultato. Toccando ferro, abbiamo sempre prodotto molto e raccolto bene, anche se non sempre al massimo, come successo a Cagliari. Dobbiamo mantenere la nostra mentalità di gioco. L’Udinese in Italia può combattere con tutti, lo ha dimostrato; l’importante è sudare la maglia e infondere il massimo sforzo, poi ogni partita fa storia a sé. Sappiamo quali sono le nostre qualità, e quelle del Crotone, ma sappiamo anche che in casa dobbiamo fare quel qualcosa in più sotto la spinta dei tifosi. Io ho un gruppo di giocatori idonei a fare in campo quello che sono in grado di fare e sfruttare quello che l’avversario ci concederà”.

Dal suo arrivo la squadra riesce meglio a stare in partita. Perché?
“Abbiamo cercato di intervenire su più fronti, non solo quello tecnico, ma anche ad esempio quello delle motivazioni. Abbiamo cercato di far esprimere al meglio al gruppo le loro potenzialità. I miglioramenti si sono visti, ma per me non sono ancora finiti, perché siamo ancora in fase di lieve assestamento. Siamo ripartiti da alcune certezze, principalmente quella dell’assetto difensivo. Abbiamo dato serenità e consapevolezza in quello che si fa, e che le partite non si vincono ne si perdono solo con un gol fatto o subito. Questo ci ha portato ad avere la consapevolezza di poter ribaltare qualsiasi partita e di poter rimanere sempre in gara, come successo contro l’Atalanta, che ha fatto un calcio offensivo e intenso. Dopo il gol subito di Kurtic abbiamo visto la vera Udinese e la sua reazione”.

Non si vincono tre partite di fila da più di due anni. C’è la cattiveria giusta per farlo domani?
“La mentalità abbiamo sempre dimostrato di averla. Sappiamo che sarà una partita importante, ma al di là del numero di vittorie di fila o delle statistiche. A noi deve interessare vincere sempre. Solo quello. Abbiamo una buona media punti; non possiamo pretendere di vincerle tutte, ma di combatterle tutte sì, perché è nel nostro DNA. Sappiamo che il campionato è lungo e difficile, e dobbiamo per questo mantenere sempre l’equilibrio. Su questa parola dobbiamo puntare”.

Sulla destra d’attacco tutti hanno dimostrato di essere utili. Domani chi ci sarà?
“Si cambia perché quelli sono ruoli in cui si può. Difesa a parte, cambio spesso, perché centrocampo e attacco sono settori che permettono questo. Io penso che la squadra ha bisogno di cambi dove si può cambiare la partita. In difesa invece conta la comunicazione, e la continuità spesso paga. Badu? L’ho utilizzato lì come soluzione di copertura a dare una mano su Gomez, anche se da interno dà per ovvi motivi il suo meglio”.

Le ultime due gare sono state fortunate. Quanto incide la fortuna secondo Lei?
“Bisogna fare un discorso doppio. Col Bologna abbiamo segnato all’ultimo, ma se nel primo tempo avessimo fatto 4 gol, non ci sarebbe stato nulla da dire, quindi siamo stati sfortunati. Invece quello che va detto è che la squadra ha avuto sempre l’intelligenza di interpretare la gara con saggezza tattica, avendo il possesso non tanto per farlo, ma per cercare il varco decisivo. La fortuna si bilancia questo, soprattutto con la saggezza in campo. Abbiamo un gruppo di ragazzi intelligenti e consapevoli di quanto sarà importante domani”.

Vincendo sarebbe chiuso il discorso salvezza?
“I punti per la salvezza devono essere 35-40. Arriviamoci e poi ci pensiamo. E’ importante che la squadra abbia obiettivi ben determinati”.

Come ha visto la VAR al Mondiale per Club?
“Se migliorano le tempistiche di scelta, mi sembra la soluzione giusta per alcune situazioni di gioco e non su tutte. Diciamo che nelle cose più difficili diventa arduo scegliere. Aiuterà la classe arbitrale ed eviterà errori marchiani e grossolani”.

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