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Giovanni Allevi: 1 aprile al Rossetti

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alllevi.jpgGiovanni Allevi in scena al Politeama Rossetti martedì 1 aprile 2008 alle ore 21. “Come in tutte le tappe del tour Allevilive, il concerto di Giovanni Allevi è anche a Trieste all´insegna del “sold out”. Il talento pianistico e compositivo davvero eccezionale di Allevi sarà protagonista al Teatro Stabile regionale martedì 1 aprile alle ore 21″.“Il Mozart del 2000” (La Repubblica), “il filosofo del pianoforte” (Corriere della Sera), “modern and free spirit” (Shanghai Star)… sono solo alcune delle clamorose definizioni tributate a Giovanni Allevi dalla stampa internazionale: il suo genio compositivo ha infatti conquistato sia i critici più competenti, sia il grande pubblico che lo ama per la sua capacità di “traghettare” il mondo classico alle nuove generazioni, contribuendo a rinnovare il repertorio della musica colta. Nei primi 30 posti della classifica FIMI/NIELSEN diffusa martedì 25 marzo, figurano infatti ben tre dischi di Allevi: al 13° posto il doppio disco dal vivo Allevilive (uscito nell´ottobre 2007, oltre 60.000 copie vendute), al 16° posto il disco Joy (del settembre 2006, oltre 120.000 copie vendute) e al 28° posto il disco No Concept (uscito nel maggio 2005, con oltre 70.000 copie vendute). Joy, con le sue 77 settimane di permanenza in classifica, vanta il record della posizione più alta tra i dischi più longevi. Il prossimo album di composizioni inedite di Giovanni Allevi uscirà a giugno, sarà un album per pianoforte e orchestra e verrà pubblicato e distribuito (come i precedenti) da Bollettino/Ricordi-Sony Bmg Music. Il compositore e pianista marchigiano sta ottenendo un grande successo con i suoi dischi e il dvd Joy Tour 2007 ma, a conferma del magico momento che sta vivendo, anche grazie al suo primo libro La musica in testa, già arrivato alla sesta edizione con 40.000 copie vendute.
Forte di una rigorosa preparazione accademica, Allevi è un musicista libero, originale e “senza etichette”: la sua musica contemporanea si apre al classico e alle sonorità dei nostri giorni, il suo linguaggio emozionale e romantico contiene una nuova intensità melodica italiana e al tempo stesso elementi del jazz e del minimalismo americano. Dopo la sua applaudita apparizione lo scorso aprile all´evento promosso da Assicurazioni Generali, intitolato Sotto le stelle del jazz, ritorna allo Stabile regionale con una tappa del suo Allevilive. «La Musica – scrive l´artista – così immateriale e impalpabile, è capace di sconvolgere esistenze e destini! Sono davvero felice che a me abbia riservato cambiamenti tali per cui posso continuare ad esprimere ciò che sono». La sua musica vuole essere specchio di questa società multiforme e differenziata e, al tempo stesso, vuole dare voce alla pericolosa solitudine di chi crea. Il pianoforte diviene il suo mezzo espressivo privilegiato «più vicino all´anima, all´emozione, all´adrenalina». Giovanni Allevi è diplomato in Pianoforte col massimo dei voti al Conservatorio “F. Morlacchi” di Perugia e in Composizione con il massimo dei voti al Conservatorio “G. Verdi” di Milano. Inoltre è laureato, con Lode, in Filosofia, con la tesi “Il vuoto nella Fisica Contemporanea”. Nato il 9 aprile 1969 ad Ascoli Piceno, Giovanni è figlio d´arte: la mamma Fiorella, cantante lirica, la sorella maggiore, Stella, una raffinata pianista e il padre Nazzareno un virtuoso clarinettista e uno stimatissimo didatta della musica (l´unico fuori dal coro è il fratello minore Bruno con la passione per il basket). Trascorre l´infanzia completamente immerso nella musica classica: in sala c´è un pianoforte chiuso a chiave, perché il padre non vuole che Giovanni, che ha quattro anni, si avvicini alla musica, una strada in salita troppo difficile, anche se nei momenti di svago Nazzareno sfida il figlio a riconoscere a orecchio intervalli, scale e accordi. Il piccolo Giovanni individua le note come è in grado di riconoscere i colori e scopre dov´è nascosta la chiave del pianoforte: quando non c´è nessuno, inizia un solitario viaggio di esplorazione fra i tasti bianchi e neri. «Ancora oggi davanti al pianoforte cerco quel suono, quella voglia di giocare, quella libertà di espressione» ammette. Fra i dischi in vinile scopre la Turandot di Puccini: a sei anni l´ascolta per intero tutti i giorni, a gambe incrociate sul divano. Proseguono i suoi incontri segreti con il pianoforte fino a 9 anni, quando in occasione di una recita a scuola esce allo scoperto con una sorprendente esecuzione di un brano di Chopin. I genitori si convincono che il figlio debba intraprendere il percorso accademico: studia pianoforte all´Istituto Musicale “G. Spontini” di Ascoli Piceno con la professoressa Anna Maria Bucci e si diploma a 21 anni con il massimo dei voti al Conservatorio di Perugia «Dopo il Diploma – dice – il mio rapporto con il pianoforte è divenuto più stretto e passionale. Libero dalle imposizioni accademiche ho avuto l´impressione che le mie dita iniziassero a correre»

Allevi scrive tante composizioni, ma le tiene chiuse gelosamente in un cassetto, e inizia un´intensa attività di concertista classico in Italia. Nel 1991 svolge l´obbligo di leva nella Banda Nazionale dell´Esercito Italiano: il Maestro della Banda si accorge del suo talento pianistico e decide così di inserire il pianoforte solista nel suo repertorio, evento unico e mai più verificatosi nella storia di questa istituzione. Si iscrive alla Facoltà di Filosofia dell´Università di Macerata e decide di affrontare lo studio della Composizione al Conservatorio “G. Rossini” di Fermo. All´esame di ammissione porta una sua Fuga in stile contrappuntistico, genere musicale che si affronta solo al settimo anno, e un commissario commenta scherzosamente: “O ha copiato la Fuga, o Giovanni Allevi è Brahms redivivus”.

Nel frattempo frequenta il corso di “Bio-musica e Musicoterapia” del professor Mario Corradini, nel quale approfondisce la consapevolezza del grande potere che ha la musica di rendere liberi e di evocare immagini, emozioni e ricordi. Nel 1995 compone le musiche di scena della tragedia Troiane di Euripide e al Festival Internazionale del Dramma Antico di Siracusa vince il premio speciale per le migliori musiche di scena: è il suo primo riconoscimento ufficiale. Nello stesso anno, in occasione di un work-shop sul problema dell´immigrazione in Europa, è invitato come relatore all´Università di Pedagogia di Stoccarda a tenere un seminario sulla Musica dei nostri giorni: «Nella Musica – sostiene – l´incontro tra diverse culture è fonte inesauribile di nuove idee. La diversità non deve intimorire perché è una irripetibile occasione di crescita». Durante i suoi concerti, oltre a brani di Chopin, Bach, Beethoven e Ravel, comincia a eseguire anche alcune sue composizioni per pianoforte, destando sorpresa e entusiasmo «Il pubblico accoglieva con stupore l´esecuzione dei miei brani – ricorda – ed io un po´ per gioco iniziavo una strada senza ritorno: da interprete di musica altrui a esecutore della mia musica, scoprendo in me una travolgente voglia di suonare e di esprimermi attraverso il pianoforte».

Il consenso ricevuto suscita in lui l´idea di eseguire un repertorio interamente costituito da suoi brani e di raccoglierli in un cd. Nel 1997, il suo lavoro è accolto con entusiasmo da Lorenzo Cherubini in arte Jovanotti il quale, con la sua etichetta Soleluna, decide di pubblicare il primo album di Allevi per pianoforte solo dal titolo 13 Dita. Allevi apre, solo col suo pianoforte, i concerti del tour L´albero di Jovanotti, al Palaeur e allo Stadio Olimpico di Roma, e al Forum di Assago di Milano di fronte a migliaia di persone. Il suo disco d´esordio riscuote ampi consensi di critica e suscita l´attenzione di grandi artisti internazionali. La musicista giapponese Nanae Mimura, una fra le più grandi interpreti contemporanee di marimba solista, in un recital alla Carnegie Hall di New York esegue alcune composizioni dell´album d´esordio di Allevi, da lei stessa trascritte per il suo strumento.

Nel 1998 si laurea con lode in Filosofia: c´è uno stretto legame fra la sua tesi di laurea Il vuoto nella Fisica Contemporanea e la composizione «il bizzarro comportamento delle particelle subatomiche nel nostro cervello – scrive Allevi – può dare origine a idee, melodie e pensieri improvvisi. Come in Fisica c´è il pieno e il vuoto, nella musica c´è il suono e il silenzio». Sente di avere una responsabilità nei confronti della musica, del pianoforte e del Pensiero: inizia a esplorare le misteriose motivazioni che sono alla base della creazione artistica e del gesto pianistico «Suonare il pianoforte – commenta – è un gesto mistico, che mi pone in contatto con realtà ignote che non possono essere spiegate, ma solo vissute». Decide d´intraprendere la composizione di un nuovo grande lavoro per pianoforte solo: La favola che vuoi, un´opera musicale live. Dopo la laurea si trasferisce a Milano, e nel 2001 si diploma in Composizione con il massimo dei voti al Conservatorio “G. Verdi”.

Nel 2003 pubblica il secondo album per pianoforte solo intitolato Composizioni (Soleluna/Edel), che contiene anche alcuni brani tratti da La favola che vuoi. Composizioni, meno virtuosistico e ritmico rispetto al primo disco, affronta una maggiore ricerca armonica.

Si conferma musicista eclettico e strappa applausi nei luoghi musicali più diversi. Si esibisce, infatti, in prestigiose rassegne concertistiche di musica classica, in importanti teatri italiani, nei festival di musica rock e jazz. La consacrazione del prestigio di Giovanni Allevi in campo internazionale come compositore arriva dal Baltimora Opera House negli Stati Uniti, che gli commissiona la mastodontica rielaborazione dei recitativi della Carmen di Bizet.

Il 13 giugno 2004 debutta davanti a una platea internazionale nel suo primo concerto all´estero, eseguendo La favola che vuoi al Teatro Nazionale di Hong Kong. È il primo passo di una costante maturazione artistica che il 6 marzo 2005 lo vede protagonista al Blue Note di New York, dove registra due strepitosi sold out, affermandosi come nome emergente fra i compositori più rappresentativi nel panorama internazionale della musica classica contemporanea. Appena sceso dal palco del più prestigioso jazz club del mondo, viene invitato a tenere un seminario sul rapporto fra Musica e Filosofia alla School of Philosophy di New York. Inoltre è insignito del titolo di “Bösendorfer Artist” dalla Bösendorfer di Vienna.

Il 20 maggio 2005 esce il suo terzo album per pianoforte solo: No Concept (Bollettino/Ricordi- SonyBmg Music Entertainment), che ottiene il Silver Awards, con oltre 30.000 copie vendute in Italia. L´album viene pubblicato anche in Germania, Austria e Corea.

Il 2005 è un anno di grande risonanza internazionale. Il regista americano Spike Lee sceglie il brano Come sei veramente come colonna sonora del suo ultimo spot per la Bmw. Nel giro di pochi mesi il brano diviene così popolare che la casa editrice Carisch pubblica con ben sei ristampe successive in meno di un mese, gli spartiti dell´album.

Nel 2006 Allevi intraprende il No concept tour che tocca di nuovo gli Usa, la Cina e l´Europa, concentrandosi infine sull´Italia. I suoi concerti riscuotono una straordinaria partecipazione di pubblico. Vince anche il “Premio Carosone” come miglior pianista.

Il 29 settembre 2006 esce Joy (Bollettino/Ricordi-SonyBmg Music Entertainment). Segue il fortunato Joy Tour durante il quale verranno registrati l´album Allevilive (uscito ad ottobre del 2007) e il primo dvd di Allevi Joy Tour 2007 registrato allo Sferisterio di Macerata. Dal 23 febbraio 2008 è in tour con l´Allevilive tour 2008.

Fonte: Ilaria Lucari

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