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Gorizia: giorno della memoria, posa delle pietre di inciampo – 20 gen 2016

FEFF21

rav-di-martinoGorizia sarà la prima città del Friuli Venezia Giulia che ricorderà gli ebrei deportati durante il periodo nazista con le Stolpersteine, ovvero le pietre d’inciampo che saranno collocate su alcuni marciapiedi della città. Alla presenza del rabbino di Trieste, Eliezer Shai Di Martino, saranno posate 13 piastrelle di ottone, in quattro siti differenti, con i nomi di persone e famiglie scomparse. Il primo intervento avrà luogo alle ore 9 in Largo Pacassi, dove saranno collocate 5 piastrelle (2 a ricordo della famiglia Schumann e 3 della famiglia Armani) mentre alle 9.30 ne saranno posate altre 3 in via Ascoli (famiglia Iacoboni). Alle 10 sarà il momento di via Garibaldi dove saranno sistemate 4 pietre (3 per la famiglia Luzzatto e 1 dedicata allamemoria di Emma Michelstaedter, mamma di Carlo). Sarà qui che avverrà la cerimonia commemorativa, con l’intervento delle autorità e della professoressa Orietta Altieri, che traccerà un ricordo storico degli avvenimenti. Infine, l’ultima pietra sarà collocata in via Mazzini, per Ferruccio Leoni.
Il progetto, finanziato dal Comune di Gorizia, che interverrà alla cerimonia con il sindaco, Ettore Romoli, è curato dall’associazione Amici di Israele, con il presidente, Lorenzo Drascek e gode dell’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e del patrocinio dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. Sarà presente anche l’ideatore dell’iniziativa, Günter Demnig natal nel 1993 quando l’artista, invitato a Colonia per un’installazione sulla deportazione di cittadini rom e sinti sentì un’anziana signora affermare che a Colonia non avrebbero mai abitato rom. L’artista decise di dedicare tutto il suo lavoro successivo alla ricerca e alla testimonianza dell’esistenza di cittadini scomparsi a seguito delle persecuzioni nazifasciste: ebrei, politici, rom, omosessuali.
Le prime Stolpersteine risalgono al 1995, a Colonia; da allora ne sono stati installate più di 50.000 in Germania, Austria, Ungheria, Ucraina, Cecoslovacchia, Polonia, Paesi Bassi e Italia.
L’artista sceglie il marciapiede prospiciente la casa in cui hanno vissuto uno o più deportati e vi installa altrettante “pietre d’inciampo”, sampietrini del tipo comune e di dimensioni standard (cm. 10×10). Li distingue solo la superficie superiore, a livello stradale, poiché di ottone lucente. Su di essa sono incisi: nome e cognome del deportato, anno di nascita, data e luogo di deportazione e, quando nota, data di morte.
L’inciampo non è fisico ma visivo e mentale, costringe chi passa a interrogarsi su quella diversità e agli attuali abitanti della casa a ricordare quanto accaduto in quel luogo e a quella data, intrecciando continuamente il passato e il presente, la memoria e l’attualità.
Le Stolpersteine sono un segno concreto e tangibile, ma discreto e antimonumentale, che diviene parte della città, a conferma che la memoria non può risolversi in un appuntamento occasionale e celebrativo, ma costituire parte integrante della vita quotidiana.
Il progetto è aperto a tutti coloro cheintendono ricordare familiari o amici deportati attraverso la collocazione di una Stolpersteine davanti alla loro abitazione. L’obiettivo è la costruzione di un museo diffuso e di una grande mappa urbana della memoria.
Le pietre d’inciampo a Gorizia avranno un riscontro anche su internet con le biografie dei deportati redatte dall’associazione e le riprese della posa.

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