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“Hattiva Lab” e “Città di Udine” per il polo sanitario nella ex caserma Piave

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Il bando per l’attuazione di un accordo di programma relativo alla costituzione del secondo polo dei servizi sanitari nell’area dell’ex caserma Piave ha dato esito positivo. Sono due le manifestazioni di interesse pervenute agli uffici del Comune alla scadenza del 19 giugno. I due soggetti che hanno presentato domanda sono la casa di cura “Città di Udine” e la cooperativa sociale onlus  “Hattiva Lab” di Tavagnacco. Un primo importante segnale dell’interesse suscitato dal progetto dell’amministrazione comunale, che attraverso il recupero di questa enorme area dismessa – 45.000 metri quadrati e 11 stabili già adibiti ad alloggi, mense, uffici, depositi e fabbricati di servizio – intende dare una risposta al problema della dispersione territoriale dell’offerta sanitaria.

“Siamo molto soddisfatti del risultato – spiega l’assessore alla Pianificazione Territoriale Mariagrazia Santoro – perché ci permetterà di aprire un tavolo di confronto con i soggetti che hanno manifestato interesse per la formazione e l’attuazione dell’accordo di programma. Insieme a loro definiremo modi e tempi dello sviluppo dell’area, che riteniamo strategica e che potrà fare da volano per la riqualificazione dell’intera zona e per dare supporto alla prevista struttura dell’Hospice”. Rispondendo al bando comunale i due soggetti hanno presentato proposte diverse ma complementari, ovviamente in linea con le attività che le caratterizzano.

La casa di cura “Città di Udine” ha manifestato l’interesse a insediare nell’area strutture ambulatoriali e day hospital chirurgici, citando ad esempio presidi ambulatoriali di medicina fisica e di riabilitazione, ma anche un’attività oculistica con chirurgia refrattiva. La stima della superficie utile per lo sviluppo di questi progetti si aggira intorno agli 8.000 metri quadrati da sviluppare anche su più piani e in due o più lotti.

Minori, invece, gli spazi prospettati da “Hattiva Lab” per lo sviluppo dei propri progetti. La cooperativa sociale di Tavagnacco, nata nel 1997 con l’obiettivo di offrire possibilità di collocamento lavorativo a persone diversamente abili, stima in un migliaio di metri quadrati la superficie necessaria allo sviluppo di un progetto per la creazione di laboratori da destinare ad attività socio-occupazionali rivolte a persone con disabilità. In questo contesto dovrebbero rientrare anche aule per attività educative-didattiche rivolte a minori, una zona ricreativa per la somministrazione dei pasti, una palestra, ambulatori e uffici. La proposta di “Hattiva Lab” prospetta anche la possibilità di utilizzare un’area verde da adibire ad attività di orto-giardino e una serra per la coltivazione di alcune piante.

In base al percorso delineato dal bando, il Comune procederà ora, insieme ai soggetti richiedenti, alla determinazione dell’accordo di programma. In questo senso il primo passo sarà la definizione dell’assetto urbanistico dell’area. Successivamente verranno determinate le modalità di redazione della stima del valore di mercato dell’area e i criteri per la concessione della disponibilità delle aree ai soggetti aderenti. Da ultimo verrà effettuato il riparto degli oneri di urbanizzazione dell’area tra gli stessi soggetti.

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