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RECENSIONE: I Jethro Tull a Udine

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jethro tullLa seconda serata di Folkest si è presentata ricca e articolata come
nelle migliori tradizioni del più importante folk festival del Mediterraneo. In Castello a Udine, nell’ambito di “Udine d’Estate”, c’è stato l’attesissimo ritorno in regione di Jethro Tull

Chi abita nei dintorni di Udine, ama la storia del rock e venerdì sera non era al concerto dei Jethro Tull, la prossima volta farà bene a presentarsi con una giustificazione firmata dai genitori.                                                                                     

E’ vero: quel 1968 in cui il gruppo diede alle stampe il primo Lp ed esordì televisivamente sulla BBC, nel Rock’n’Roll Circus dei Rolling Stones, è lontanissimo. Esteticamente Ian Anderson non ha più nulla che ricordi quell’istrionico capellone in calzamaglia che ricordiamo agitarsi sul palco del Festival dell’Isola di Wight, e all’uscita in scena il resto del gruppo poteva dare l’impressione di un gruppo di amici del dopo-lavoro che si trovano in sala prove la domenica pomeriggio prima di novantesimo minuto.

Eppure sono bastate le prime note di quello che poi è diventato un lungo viaggio attraverso gli album pubblicati dalla fine degli anni sessanta alla fine dei settanta per capire che sarebbe un delitto rinunciare a suonare dal vivo brani di dischi immacolati come Stand Up a Aqualung.

Man mano che il concerto andava avanti e la band si riscaldava assieme al pubblico persino Anderson sembrava più giovane e accennava a quei classici passi che ne contaddistinguevano le esibizioni. Ce n’è stato per tutti i gusti e viene quasi da sorridere pensando come all’epoca, nonostante il grande successo commerciale ottenuto, la fama dei Jethro Tull fosse comprensibilmente oscurata da quella di tanti altri gruppi leggenderi che calcavano la scena. Oggi basterebbe un gruppo capace di produrre un decimo della fantasia di ciò che è uscito dalla testa di Anderson per avere i tappeti rossi della critica. Ma il 2008 non è il 1968 e ogni epoca ha la musica che si merita.

Phil Wyman

 

NOTE BIOGRAFICHE
 Era il 1968 quando uscì l’album This Was, un disco dove il leader invece di suonare la chitarra o le tastiere, utilizzava il flauto in un amalgama di suoni blues con innesti jazz e rock.  Quel musicista era Ian Anderson, compositore della maggior parte dei brani, indiscusso front-man e autore di una serie di successi che hanno fatto la storia del rock (Aqualung, Thick as a Brick e Songs from the Wood, tanto per fare alcuni nomi) e vendendo milioni di dischi in tutto il mondo
Negli ultimi mesi del 1967, Ian Anderson, Mick Abrahams, Glenn Cornick e Clive Bunker si ritrovarono a Luton, cittadina del Bedfordshire, per dar vita alla formazione originale dei Jethro Tull, dopo alcuni tentativi con nomi diversi. Dopo le serate al Marquee e le apparizioni a Hyde Park e al Sunbury Jazz and Blues Festival nell’estate del ’68, la band ampliò i consensi pubblicando l’album This Was che, pur pagando un tributo alla tradizione blues dalla quale proveniva la band, conteneva già accenni di influenze più vaste che sarebbero diventate evidenti dopo l’uscita di Mick Abrahams,
sostituito da Martin Barre. Da lì nacque Stand Up, un successo colossale che aprì nuove opportunità in Europa e negli Stati Uniti. I Tull iniziarono un’ascesa esplosiva ai piani alti dello star system americano, che culminò nei tre anni successivi con le copertine su Time e Rolling Stone, cinque serate al Forum di Los Angeles e tre al Madison Square Garden di New York. Gli album sono però sempre stati la grande forza di questo gruppo, a partire da Aqualung, per passare ai concept album come Thick as a Brick e A Passion Play che confermarono l’etichetta di progressive rock.
Nel 1997, dopo dieci anni assenza dalle scene italiane, partì proprio da Folkest il tour del loro rientro sulle scene della penisola: giusto quindi questo omaggio al Castello di Udine, dove già hanno avuto modo di entusiasmare i fan nel recente passato. Saliranno sul palco Ian Anderson – flauto, voce, chitarra; Martin Barre; Doane Perry – batteria; David Goodier – basso elettrico; John O’Hara, piano e fisarmonica.

Per saperne di più:
http://www.jethrotull.com
http://www.raywilson.net
http://www.myspace.com/triocoltrimendutomorelli

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