Aperitivo a Grado

Idrija (Slo) Merletto, miele e mercurio

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Merletti, mercurio e miniere. Ma anche piatti unici e tradizione del miele che viene trasformato in amalgama di pane, a confezionare biscotti dolcissimi e piccole torte, decorate con rifiniture del tutto simili a stucchi antichi e quadri floreali. Tutto a Idrija parla di storia. Anche il suo nome, ripreso dall’acqua che abbonda nel territorio circostante, a partire dal “lago selvaggio”, tutelato dal 1972 come monumento naturale e dal cui fondo parte un misterioso sifone lacustre di 80 metri di profondità, ancora solo parzialmente esplorato. Idrija, un comune di circa 7mila abitanti, è la meta ideale per una gita fuori porta da fare in giornata. La cittadina, con una curiosa pianta forma di stella, si trova a metà strada tra il confine italiano e la capitale della Slovenia, Lubiana. Per raggiungerla si può passare il valico di Stupizza (nel comune di Pulfero, da Udine) o da quello di Nova Goriza, quindi dalla provincia di Gorizia. Entrati nel territorio della nuova Repubblica si imbocca una delle valli più verdi del Paese, il “Sentiero dello smeraldo”, dal colore del fiume Isonzo, uno spettacolo naturale unico. Da Caporetto a Tolmino, fino a Santa Lucia e quindi a Idrija, il panorama ambientale è intatto: pochi e raccolti centri abitati interrompono chilometri di boschi, strade poco trafficate dove si incontrano contadini coi trattori e allevatori intenti a sorvegliar mucche e cavalli. Dal centro di Udine il percorso per arrivare al cuore della cittadina dei merletti è di circa due ore con andatura moderata, compresa la pausa caffé. A Idrija restano aperti tutti i giorni della settima il castello di Gewerkenegg, un bell’edificio della prima metà del XVI secolo, che spicca con la sua torre-orologio, e la miniera di mercurio. È stato il sottosuolo del paesino, che conserva uno dei giacimenti di mercurio più importanti del mondo (in gran parte già sfruttato) a far crescere Idrija per cinque secoli, fino a farla diventare uno dei centri di maggiore interesse turistico ed economico dell’est della Slovenia. Dal 1500, i minatori (età media di vita 35 anni) scavarono 700 chilometri di gallerie ottenendo 147mila tonnellate di mercurio (il 13% della produzione mondiale). Oggi il sito è ancora attivo ma impiega solo una dozzina di operai e unicamente per chiudere le gallerie più in profondità con cemento liquido. Dalla porta di Antonijev Rov, nel centro di Idrija, si accede alle cavità con visita guidata della durata di circa 90 minuti: ambienti originali e ricostruiti mostrano il lavoro in miniera ma anche, alle pareti, il minerale allo stato nativo, liquido. Lo stesso che si può vedere nel museo del castello: un’enorme bacinella di metallo su cui galleggia una sfera di ferro. Nell’esposizione, comprensiva di un’ala dedicata al periodo dell’occupazione italiana, c’è poi la sezione dei merletti a tombolo che hanno reso nota Idrija in tutto il mondo. Tra i pezzi forti della collezione una tovaglia anni Settanta omaggio per la consorte del presidente jugoslavo, Jovanka Broz: tre metri di lunghezza per quasi due di larghezza, richiese 5mila ore di lavoro svolto da 20 merlettaie in sei mesi. Per il pranzo, il piatto tipico da assaggiare è quello della gostilna “Pri Škafarju”, a base di žlikrofi, specie di ravioli con ripieno di patate e condimento di carne d’agnello, da mangiare con verdura cruda a parte. Per la visita, l’ufficio informazioni di Idrija offre anche una guida che parla bene italiano. www.idrija-turizem.si

a cura di Paola Treppo
tratto da: Il Gazzettino

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