Aperitivo a Grado

Il cinema del FVG protesta contro i tagli della finanziaria

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Denominata la “Regione più cinematografica d’Italia” per le sue eccellenze nel settore degli eventi europei e internazionali e per la sua attività sempre costante sul territorio (è la terra con le più alte medie di frequentazione della sala cinematografica), il Friuli Venezia Giulia sarà costretto nel 2010, per quel che riguarda il suo “sistema cinema”, ad affrontare uno scenario di estrema incertezza e precarietà.
Se la notizia sulla disponibilità per l’anno 2010 all’interno dell’intero bilancio previsionale regionale per quel che riguarda i SERVIZI CULTURALI è nota, la somma complessiva specifica destinata al “sistema cinema” cala rispetto al 2009 del 34,33% (da € 4.425.200 a € 2.906.000 comprendendo anche il sostegno al cinema da parte delle Attività Produttive cioè un taglio di € 1.519.000).

I capitoli più penalizzati (in riferimento alla L.R. n.21 del 2006) sono quelli legati ai Festival (da € 1.650.000 a € 1.080.00), agli Enti Cinematografici riconosciuti (da € 555.000 a € 434.000), alle Mediateche (e quindi alle attività didattiche) e ai progetti di circuito cinematografico (tra cui Circuito Cinema e Lo Sguardo dei Maestri manifestazione attualmente in corso in Regione dedicata quest’anno a Jean-Luc Godard). Quest’ultimo capitolo è, nell’attuale proiezione del bilancio regionale, completamente azzerato (da € 160.000 a € 0.00).

Da sempre le Associazioni e gli Enti culturali dialogano con il territorio in genere, in particolare con Comuni, le Province e la Regione. E’ stato questo dialogo profondo e costante a portare la Regione Friuli Venezia Giulia ad avere le numerose eccellenze nel campo cinematografico di cui si accennava in apertura.

Per meglio conoscere questo “mondo del cinema” regionale, questa radicata ed eterogenea realtà del territorio, che da decenni opera nel settore e ora sembra messa a dura prova, si è ritenuto opportuno redigere un Libro Bianco con lo scopo preciso di offrire un quadro, il più possibile esaustivo e oggettivo, di questo insostituibile comparto culturale.
Insostituibile per l’imponente massa economica prodotta, per i livelli occupazionali raggiunti e, ultimo ma non meno importante, per la componente culturale che pone la Regione come esempio virtuoso di luogo dal consumo culturale consapevole.

Il Libro Bianco procede con una analisi di singole voci:
dal delineare il quadro dell’esercizio cinematografico regionale (2 Milioni e mezzo di biglietti venduti nel 2008 con una media di 2 biglietti procapite superiore alla media nazionale; 33 cinema sparsi in tutta la Regione per un totale di 86 schermi di cui 37 appartenenti al circuito culturale e 18 Mila poltroncine); al “raccontare” il sistema dei Festival e delle manifestazioni che ogni anno danno lavoro a 600 persone (di cui 400 con relativo compenso e 200 volontari) per un budget complessivo di 3 Milioni 158 Mila Euro (per 14 manifestazioni e festival internazionali), di cui 1 Milione e 800 Mila Euro coperti dalla Regione (tra Assessorato alla Cultura e Assessorato alle Attività Produttive). Il resto (1 Milione 350 Mila Euro) recuperato da altri contributi pubblici, interventi privati e dagli stessi partecipanti agli eventi (accrediti, donazioni, quote associative, ecc) con una ricaduta economica sul territorio di almeno 6 Milioni di Euro.
Infine il Libro Bianco entra nel merito del concetto di Film Commission, e di Mediateca (in Regione ve ne sono 4: Mediateca di Cinemazero, Pordenone; Mediateca “Mario Quargnolo – Visionario”, Udine; Mediateca della Cappella Underground di Trieste e Mediateca provinciale “Ugo Casiraghi” di Gorizia) per descrivere infine lo stato dei lavori all’Archivio Cinema del Friuli Venezia Giulia gestito dalla Cineteca del Friuli.

Non di meno importanza all’interno del Libro Bianco i numeri e l’analisi delle attività didattiche regionali (sulle 4 provincie sono più di 1,000 le ore frontali di didattica del cinema e della televisione prestate annualmente alle scuole di ogni ordine e grado e ogni anno in regione più di 25,000 ragazzi vanno al cinema durante l’orario scolastico per godere di film di qualità o inerenti alla loro formazione.

Un Libro Bianco dunque costruito con la convinzione (visti i numeri e i dati riportati) che il Cinema rappresenti ancora e necessariamente un modo per comprendere al meglio realtà e il mondo in cui viviamo; ovvero un momento di coagulo e scambio culturale, dove la sala cinematografica è stata e sarà, a tutti gli effetti, ancora una volta un presidio sociale, oltreché culturale. E, un Libro Bianco scritto con la preoccupazione che un taglio di € 1.519.000 sul “sistema cinema” non faccia altro che impedire a quella “eccellenza della Regione” di mantenersi tale, trasformando manifestazioni internazionali in eventi di sola portata locale, riducendo l’indotto sul territorio e i livelli occupazionali collegati.

(Agis, Alpe Adria Cinema – Trieste Film Festival, Associazione di cultura cinematografica ” Sergio Amidei” – Premio Amidei, Centro Espressioni Cinematografiche – C.E.C., Cinemazero, Festival Latino Americano, Film Forum, Fondo Regionale per l’Audiovisivo, Friuli Venezia Giulia Film Commission, I mille occhi, Kinoatelje, La Cineteca del Friuli, La Cappella Underground, Lagunamovies, Maremetraggio, NodoDoc, Officine d’Autore, Teatro Miela/Bonawentura, Visioni d’Insieme)

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