Il film giapponese Survival Family e il cambogiano Jailbreak apriranno il Far East Film Festival

survival family feff19
83 titoli, selezionati su circa 1000 visioni, che includono 4 anteprime mondiali, 12 anteprime internazionali, 10 International Festival Premiere, 25 anteprime europee, 1 European Festival Premiere e 22 anteprime italiane: ecco il Far East Film Festival di Udine, pronto a tagliare il traguardo della diciannovesima edizione e a testimoniare l’incredibile vitalità (produttiva e creativa) del cinema asiatico!

Il lungo viaggio nell’anima dell’Oriente si aprirà venerdì 21 aprile al Teatro Nuovo “Giovanni da Udine”, trasformato ancora una volta in una gigantesca sala cinematografica da 1200 posti, con due titoli davvero imperdibili: alle 20.00 il road movie giapponese Survival Family di Yaguchi Shinobu e alle 22.20 il super action cambogiano Jailbreak di Jimmy Henderson (regista italianissimo: non lasciatevi ingannare dal nome!).

Survival Family


E all’improvviso fu il buio! Tokyo resta senza energia elettrica e tutto si ferma. Da blackout momentaneo la situazione diventa permanente ma la famiglia Suzuki non si perde d’animo anche nell’isteria generale. Prima cerca una vita normale, poi i suoi componenti trovano mezzi ingegnosi per sopravvivere ed infine partono in bici verso la fattoria dei nonni. Riusciranno a trovare una nuova armonia e nuovi hobby senza i comfort di oggi? E voi ci riuscireste?

Jailbreak

Una task force deve scortare in carcere Playboy, leader della banda Butterfly, una gang tutta composta da pericolose criminali. Per ridursi la pena Playboy è pronto a svelare l’identità del vero capo: Madame. Questa scatena l’inferno all’interno della prigione. Come uscire vivi dall’edificio? Pura exploitation con azione, ironia, botte da orbi e bellezze letali dove il rumore delle ossa rotte fa da colonna sonora. Anche la Cambogia ha il suo The Raid!

Giappone e Cambogia, dunque, e altri 10 pianeti (Cina, Corea del Sud, Filippine, Hong Kong, Indonesia, Malesia, Taiwan, Thailandia, Vietnam e, new entry, il Laos) per il FEFF più ricco e articolato in assoluto. Una preziosa varietà di provenienze, appunto, e di generi, e un unico fil rouge: la solidità dei film. Ottima scrittura, ottima regia, ottima scelta del cast e della crew. Opere sempre nuove. Nuove e capaci di raccontare un’identità (sociale, geografica, culturale, politica), di rivendicare fieramente un’appartenenza (Cina, Corea del Sud e Hong Kong su tutti), di fabbricare storie, di creare stupore.

“Festa del cinema”, prima ancora che “Festival” nell’accezione tecnica più convenzionale, il FEFF si è trasformato nel corso del tempo in una vera e propria “Isola del cinema”: un posto dove i film vengono mostrati, commentati, respirati, ideati e, appunto, anche realizzati (pensiamo alla sezione-Industry, Focus Asia, che quest’anno diventa mercato di progetti). Film popolari, film fortemente riconoscibili e catalogabili (per genere e provenienza), film che permettono, ormai, agli organizzatori di strutturare il programma come una piattaforma on demand e agli spettatori di operare scelte ben precise. Cerchi un musical taiwanese? Ecco 52Hz, I Love You di Wei Te-sheng. Cerchi una transgender comedy filippina? Ecco Die Beautiful di Jun Robles Lana (verrà presentato sotto il segno del FVG Pride). Cerchi uno splatterone hongkonghese? Ecco The Sleep Curse di Herman Yau, carissimo amico del Festival, che firma anche l’adrenalinico Shock Wave, la megaproduzione thriller con cui si chiuderà, sabato 29 aprile, questa diciannovesima edizione!

Restando ad Hong Kong, il FEFF 19 presenterà la grande retrospettiva Creative Visions: Hong Kong cinema 1997-2017 (supportata dal Governo di Hong Kong, realizzata con Create Hong Kong e l’Hong Kong Economic and Trade Office di Bruxelles, discussa con l’Hong Kong International Film Festival Society): 10 film che restituiscono pienamente il fervore di una città e di una comunità. Dal memorabile The Mission di Johnnie To all’altrettanto memorabile Infernal Affairs di Alan Mak e Andrew Lau, senza ovviamente dimenticare il leggendario Made in Hong Kong di Fruit Chan, carissimo amico del Festival, che (ri)vedremo a Udine in anteprima internazionale nel magnifico restauro prodotto dal FEFF! Un capolavoro assoluto del cinema indipendente, ormai invisibile e introvabile: sia su pellicola, sia su qualunque altro supporto.

Cresciuto e maturato assieme al FEFF, edizione dopo edizione, il pubblico (anzi: la tribù dei fareastiani) sa benissimo cosa chiedere allo showbiz asiatico, e i “nuovi arrivi” stanno invece per scoprirlo: tutto ciò che serve, per muovere i primi passi, è amare il cinema, lasciando fuori dalla porta i pregiudizi e la pigrizia. Al resto, provvederà il secondo film dell’Opening Night, cioè il super action cambogiano Jailbreak di Jimmy Henderson (regista italianissimo, a dispetto del nome e del “trasloco orientale”). Al resto, provvederanno tutti gli altri titoli del ricchissimo programma. Al resto, provvederanno la coppia più bella del cinema giapponese, i due idol Takumi Saitoh e Aya Ueto, e i due giganteschi Gelsi d’Oro alla carriera di quest’anno: lo “Spielberg cinese” Feng Xiaogang e il super divo Eric Tsang!

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