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Il nuovo regolamento per i locali di Udine – INTERVISTA AL VICESINDACO MARTINES

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martinez2.jpgLa giunta comunale di ieri ha deliberato il provvedimento che permette ai locali del centro di tenere musica all’aperto per 16 nottate all’anno deroga per tenere musica oltre le 23. Più libertà a locali e a clienti. Ma basterà a placare la sete di divertimento della Udine Giovane?  Segue l’intervista che Udine20 ha fatto al Vice Sindaco Vincenzo Martines

Cosa ne pensate del nuovo regolamento proposto dalla giunta comunale?

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Il vicesindaco Martines aveva promesso di risolvere il problema dei locali udinese che avevano sollevato le proteste dei residenti con relativa chiusura dei locali stessi.

  • Si tratta di un regolamento che avete studiato da soli o in collaborazione con le parti in causa (esercenti e cittadini)? Quale sarà il percorso futuro di questo regolamento? Una volta passato per il consiglio comunale diventerà subito applicabile?

Si tratta di una bozza-proposta elaborata tenendo conto di alcune indicazioni pervenuteci dai tecnici degli esercenti e dai cittadini residenti. L’approvazione avverrà a fine giugno in Consiglio comunale e le rappresentanze dell’economia cittadina saranno chiamate a dare un parere (come prevede la legge). Inoltre mercoledì prossimo ci sarà una commissione consiliare dedicata. Rimango a disposizione per qualsiasi incontro di approfondimento.

Il regolamento uscito dal consiglio sarà subito operativo.

  • Non è chiaro un aspetto fondamentale: le 16 deroghe per allietamento all’aperto in zone abitative fino a che ora permetteranno di tenere la musica accesa?

Non c’è una regola fissa, dipende dal tipo di progetto presentato e dal contesto in cui si svolgerà l’iniziativa.

  • Tutto il centro di Udine è di fatto da considerare zona abitativa?

Anche se il nuovo dispositivo inserisce in zona abitativa gli esercizi pubblici siti in fabbricati in cui sono presenti abitazioni, il centro storico va considerato come zona abitativa nel suo insieme, perché il fatto che non ci siano residenti nello stesso edificio non significa che non si arrechi disturbo ad altri, visto che tutto il centro è un’area prevalentemente residenziale.

  • Il numero di 16 deroghe è stato studiato in base a una serie di eventi particolari o risponde a esigenze anche climatiche e di fatto si da la possibilità di tenere aperto qualche ora inpiù nel periodo estivo?

Il riferimento alle 16 giornate sono le linee guida dell’ARPA che è competente per l’argomento “rumore”, è ovvio che l’estate sarà il periodo nel quale è facile che queste richieste prendano forma.

  • Nel regolamento si parla di perizie sul rumore prodotto dai locali: l’intrattenimento esterno potrà essere solo un sottofondo musicale o si tratterà effettivamente di musica a volume ballabile?

I limiti di decibel possibili sono stabiliti dalla legge.

  • E gli esercizi che sono stati penalizzati dalle chiusure dovranno mettersi il cuore in pace? Rischiano di non riaprire più. Lo sa vero che pioveranno le accuse di un regolamento fatto ad hoc per un locale sotto il municipio

Questo è un regolamento che vale per tutta la città, i casi singoli non c’entrano. Vi prego di fare un confronto con il regolamento attuale e vedrete che stiamo cercando di definire un “codice” di comportamento utile a tutti, esercenti e residenti. I “si dice” non mi interessano.

  • Anche il comune dovrà sottostare a questo regolamento? Ovvero non più di 16 grandi eventi sul territorio? Quindi concerti e feste in castello, notti bianche e simili non potranno superare il limite di 16?

Gli eventi non sono interessati da questo regolamento perché questo documento regolamenta l’ordinaria attività degli esercizi pubblici della città.

  • Capitolo pubblicità: si tratta di una foglia di fico: avete fatto il provvedimento per limitare il fenomeno dei flyers che pubblicizzano serate aperitivo e cose simili. Ma le scappatoie “il ritrovamento di questo volantino fuori dal locale non è da ritenersi di responsabilità dell’organizzazione” saranno ancora valide? E comunque la maggior parte della pubblcità per questo tipo di serate avvengono ormai via web.

Tutte le regole hanno dei limiti, chi vuole trasgredire lo fa sotto la propria responsabilità. Per quel che riguarda noi: niente flyer, niente pubblicità sui media.

  • Quanto sarete duri nel punire chi sgarrerà da questo regolamento?

In verità non siamo stati mai “troppo duri”, spero che vinca il buon senso, così non servirà la polizia.

  • Possiamo soprannominare questo regolamento “No Martines, no Party”?

Voglio i diritti però.

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Puntare su un patto di correttezza “autocertificata” con gli esercenti per trovare un equilibrio tra la tutela della quiete dei residenti e il “diritto al divertimento” garantito dall’allietamento sonoro. Con questo obiettivo la giunta ha dato avvio al percorso necessario per l’introduzione di un pacchetto di modifiche al regolamento delle attività di allietamento svolte dai titolari di bar e ristoranti del territorio comunale.

E quindi i provvedimenti proposti dalla giunta sono questi:

  • i locali nelle aree non residenziali, ovvero quelli dove non sono presenti abitazioni con residenti i gestori potrannno intrattenere i clienti esternamente fino alle 3 del mattino. Allietamento all’interno fino alle 3 del mattino
  • Per i locali che sono insediati in un’area di contesto residenziale l’allietamento esterno è consentito fino alle 23. Con una deroga per 16 nottate all’anno previa presentazione di domanda. Per quanto concerne l’allietamento interno è previsto fino alle 23. con possibilità di deroga fino all’1 di mattino.

Fermo restando che il volume della musica e dell’intrattenimento al di fuori dei locali rispetti dei parametri di volume che verranno controllati in una perizia:  Questa perizia, eseguita da un tecnico competente in acustica, mira principalmente a tutelare la popolazione esposta ad attività rumorose, imponendo preventivamente gli accorgimenti tecnici eventualmente necessari per ridurre le emissioni sonore entro i limiti di legge.

Si tratta comunque di un regolamento assai più libertario di quello precedentemente invigore che viene riassunto in una tabella preparata dall’ufficio stampa del comune di Udine

Regime attuale art. 21

Allietamento interno 1.00

Allietamento esterno vietato

La norma attuale non distingue tra attività poste nei pressi delle residenze ed attività poste in luoghi non residenziali

Problema concorrenza sleale rispetto alle attività di trattenimento e spettacolo

Problema residenti non tutelati

La V.I.AC. viene chiesta solo per le nuove aperture

Problema gestori che non possono allietare con nessuna modalità, anche se i locali sono siti in luoghi non residenziali

Regime proposto: nuovo art. 21

Allietamento interno senza residenze ore 3.00

Allietamento esterno senza residenze ore 3.00 previa D.S.A.N.

Allietamento interno con residenze ore 23.00 previa D.S.A.N., con possibilità di protrazione alle ore 1.00 previa V.I.AC.

Allietamento esterno con residenze ore 23.00 (possibilità di deroga per 16 giornate anno, previa specifica V.I.AC.)

La pubblicizzazione dell’allietamento viene ammessa all’interno dell’esercizio

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