da ANSA:L’Universita’ di Udine invitera’ ufficialmente papa Benedetto XVI a tenere una lezione: lo ha reso noto il rettore Furio Honsell. La proposta e’ stata avanzata dagli studenti. ‘Mi sembra una risposta positiva a una situazione che si era aggrovigliata’.
San Silvestro, festa comandata, che farai?
- vado alle maldive e a mezzanotte mando una foto ai miei amici (10%, 13 Votes)
- scenderò in piazza a prendere freddo dopo una cena a casa di amici (32%, 41 Votes)
- passerò la serata a caccia di un partner occasionale (14%, 18 Votes)
- mi ritirerò in un convento a pregare per le anime dannate che passeranno la notte a peccare (20%, 25 Votes)
- ho preparato l'intimo rosso (10%, 13 Votes)
- balli sfrenati in discoteca (14%, 14 Votes)
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Ricordiamo che il Papa era già stato invitato in Friuli in occasione della conclusione dell’anno cromaziano. Leggi qui
Quella che nel pomeriggio era sembrata quasi una provocazione rilasciata ai microfoni della stampa è diventata dunque una proposta concreta.
Tutto nasce dalla enorme polemica dovuta all’invito di Joseph Ratzinger all’ Università La Sapienza di Roma dove avrebbe dovuto tenere un intervento successivo alla lectio magistralis.
Parte del corpo docente e degli studenti dell’ateneo hanno fatto una levata di scudi in difesa della scienza ricordando una citazione del 92 che Udine20 vi offre grazie alla solita preziosissima ANSA
‘La Chiesa dell’epoca di Galileo si attenne alla ragione più che lo stesso Galileo, e prese in considerazione anche le conseguenze etiche e sociali della dottrina galileiana. La sua sentenza contro Galileo fu razionale e giusta, e solo per motivi di opportunità politica se ne può legittimare la revisioné. Dal punto di vista delle conseguenze concrete della svolta galileiana, infine, C. F. Von Weizsacker fa ancora un passo avanti, quando vede una ‘via direttissima’ che conduce da Galileo alla bomba atomica. Con mia grande sorpresa, in una recente intervista sul caso Galileo non mi è stata posta una domanda del tipo: Perché la Chiesa ha preteso di ostacolare lo sviluppo delle scienze naturali?, ma esattamente quella opposta, cioé: Perché la Chiesa non ha preso una posizione più chiara contro i disastri che dovevano necessariamente accadere, una volta che Galileo aprì il vaso di Pandora?. Sarebbe assurdo costruire sulla base di queste affermazioni una frettolosa apologetica. La fede non cresce a partire dal risentimento e dal rifiuto della razionalità, ma dalla sua fondamentale affermazione e dalla sua inscrizione in una ragionevolezza più grande. [...] Qui ho voluto ricordare un caso sintomatico che evidenzia fino a che punto il dubbio della modernità su se stessa abbia attinto oggi la scienza e la tecnica”
Un comportamento inaccetabile per molti uomini e studenti vicini alla scienza. Altrettanto inaccettabile è stato giudicato il comportamento di quanti si sono letterelmente impegnati affinchè il papa non andasse a La Sapienza. L’Osservatore Romano ha riportato il discorso che Benedetto XVI avrebbe tenuto davanti a docenti e studenti:
È per me motivo di profonda gioia incontrare la comunità della “Sapienza – Università di Roma” in occasione della inaugurazione dell’anno accademico. Da secoli ormai questa Università segna il cammino e la vita della città di Roma, facendo fruttare le migliori energie intellettuali in ogni campo del sapere. Sia nel tempo in cui, dopo la fondazione voluta dal Papa Bonifacio VIII, l’istituzione era alle dirette dipendenze dell’Autorità ecclesiastica, sia successivamente quando lo Studium Urbis si è sviluppato come istituzione dello Stato italiano, la vostra comunità accademica ha conservato un grande livello scientifico e culturale, che la colloca tra le più prestigiose università del mondo. Da sempre la Chiesa di Roma guarda con simpatia e ammirazione a questo centro universitario, riconoscendone l’impegno, talvolta arduo e faticoso, della ricerca e della formazione delle nuove generazioni. Non sono mancati in questi ultimi anni momenti significativi di collaborazione e di dialogo. Vorrei ricordare, in particolare, l’Incontro mondiale dei Rettori in occasione del Giubileo delle Università, che ha visto la vostra comunità farsi carico non solo dell’accoglienza e dell’organizzazione, ma soprattutto della profetica e complessa proposta della elaborazione di un “nuovo umanesimo per il terzo millennio”.
Che siate ultracattolici, atei, nichilisti, aconfessionali, luterani, vaticanisti, ciellini dite la vostra su questo scottante argomento
Stay tuned. Udine20 is on air





8 Comments
Censurare i censori non è peccato!
Voi comunisti blaterate sempre di democrazia e liberta’ di parola, pensiero, opinione e tante altre belle cose, ma in casi come questi dimostrate la vostra mala fede, falsita’ e ipocrisia. Infatti per voi hanno liberta’ di pensiero, parola e opinione solo coloro i quali tirano acqua al vostro mulino.
Anzi se protestate contro l’intervento di qualcuno, in realta’ significa che avete paura di questa persona e delle sue parole. Patetici.
beh innanzitutto mi auguro che il Voi comunsiti non sia rivolto a udine20 dove vige il massimo scazzo politico.
in secundis ritengo giusto che il papa (anzi joseph ratzinger) vada a dire la sua sua mondo della fisica all’università (anche se è una contractio in adjecto)…
però non facciamone adesso una vittiam per piacere.
vorrei ricordare che la chiesa non ha permesso di celebrare i funerali di Piergiorgio Welby, ma ha permesos di celebrare i funerali di Pinochet.
Anche sta storia che il papa viene a udine invitato dai ciellini.
vabbè lui sarà pure un intellettuale… ma non so a me sembra che gli insegnamenti di gesù di nazareth fossero ben altri…
ditemi…gesù sarebbe stato a sfilare insieme agli omosessuali al gay pride o sarebbe rimasto chiuso nel palazzo a censurare quella manifestazione?
quindi massima libertà di culto, certo, ma che il vaticano la smetta di intromettersi negli affari di stato italiani
politica e’ una cosa, morale e’ un’altra mio caro blue. Il vaticano si “intromette” come dici tu, solo nelle questioni morali, non certo nella politica. Tutti hanno diritto di parlare in italia (maria de filippi, costantino) e dire la loro opinione su qualunque argomento, tranne la Chiesa che evidentemente dice cose scomode e quindi vere.
poi vuoi insegnare tu al papa e alla Chiesa chi era e quali sono gli insegnamenti di Gesu’??? ma per favore ognuno al suo posto.
scomodo quindi vero?
passaggio logico inesistente.
perchè secondo te sulle coppie di fatto la chiesa no nsi è mesa in mezzo?
dovrebbero semmai dire che i cristiani non devono comportarsi in certa maniera..
intervento di ruini:
“La nostra Costituzione nell’articolo 29 intende con univoca precisione la famiglia come ‘società’ naturale fondata sul matrimonio e ne riconosce i diritti. Per conseguenza la Corte Costituzionale ha ripetutamente affermato che la convivenza more uxorio non può essere assimilata alla famiglia, così da desumerne l’esigenza di una parificazione di trattamento”.
non parliamo delle radici cristiane d’europa…
quanto agli insegnamenti di gesù … beh quella della chiesa è l’ortodossia. poi c’è tutto un altro mondo.
detto ciò replica pure. non risponderò in quanto devo considerarmi mezzo moderatore di questo sito
Se il Papa fa paura per quello che dice, forse ha fallito nella sua missione!
Ammetto di avere paura quando il Papa parla per la risonanza che ha, per quello che dice e per i consensi trasversali che riceve.
Guarda caso è stato difeso dalla maggioranza della politica italiana: Prodi, Berlusconi, Napolitano…gli stessi che difendono Mastella!
Se fossi in Ratzinger mi preoccuperei.
La verità è che a esser troppo buoni con certe istituzioni, si finisce con l’accumulare immondizia.
Per una volta qualcuno ha dimostrato un dissenso esplicito e non il solito vago assenso tacito ben sfruttato in passato dalla Chiesa con concetti come l’astensionismo referendario, che si scontra con l’etica dello Stato.
Ratzinger paga il passato della sua Chiesa; non si tratta di uno scontro tra Chiesa e Scienza come alcuni tendono a banalizzare, bensì tra Dogmatismo e Cultura.
Si tende a dimenticare che la Chiesa non ha semplicemente discusso e/o censurato Galileo e Darwin, la Chiesa ha censurato il Veronese, pittore veneziano che ebbe la colpa di dipingere un’originale “Ultima cena”, Giordano Bruno, filosofo e intellettuale che riteneva per intuizione personale che l’universo fosse infinito e costituito da infiniti mondi.
Ci si dimentica che Dante Alighieri fu esiliato da Firenze per volere di un Papa, non in nome della fede ma per ragioni politiche.
Pittori, filosofi, poeti e non solo scienziati.
Detto questo, un luogo in cui si dovrebbe produrre Cultura, eterogenea e senza discriminazioni ha il dovere di non accettare fra i suoi ospiti gli esponenti di una istituzione che per secoli non ha accettato l’altrui pensiero negando ogni verità con la menzogna del Dogma.
Sarebbe come se l’università di Tel Aviv concedesse un discorso a un antisemita dichiarato.
Immagino che gli studenti non lo accetterebbero volentieri.
La libertà di parola va meritata e non lamentata.
Per quanto riguarda Costantino e Maria de Filippi (sembra il nome di una santa),
devo ammettere che non piacciono nemmeno a me; ma la loro presenza in televisione è costante esattamente come quella del Papa.
Non c’è solo la messa domenicale, ma Ratzinger è presente nei telegiornali. La sua opinione è sempre raccontata dai canali d’informazione.
Hanno fatto pure le fiction sui papi: na hanno fatto due su papa Giovanni XXIII, due su Giovanni Paolo II e addirittura una su Albino Luciani.
Vi chiedo: che idea del cazzo è fare una fiction in tre puntate su un papa che è durato 27 giorni?!?
E soprattutto: ma cosa ha fatto di male Paolo VI per non avere mai avuto una fiction in suo onore?
Non ci avete mai pensato: degli ultimi pontificati il suo è stato il più snobbato.
Vabbè, lunga vita all’imperatore!
da repubblica
il virgolettato è riferito al cardinal Bagnasco. che non si occupa di politica…
“194 da aggiornare”. La legge sull’interruzione di gravidanza, “abominevole”, “va almeno aggiornata in qualche punto”, visto “il portato delle nuove conoscenze e i progressi di scienza e medicina”, e visto che “oltre le 22 settimane di gestazione c’è qualche possibilità di sopravvivenza” del feto. Il presidente della Cei ribadisce la posizione già espressa dal cardinale Camillo Ruini e sottolinea: “Il fatto che a trent’anni dall’approvazione della 194 la coscienza pubblica non abbia ‘naturalizzato’ ciò che naturale non è, è un risultato importante, grazie a chi, come il Movimento per la vita, mai si è rassegnato”. I vescovi chiedono “che si verifichi ciò che la legge ha prodotto, e ciò che non si è attivato, soprattutto in termini di prevenzione e aiuto alle donne, alle famiglie”. E suggerisce che i fondi previsti dalla 194, “accresciuti da apporti delle Regioni, siano dati in dotazione trasparente a consultori e centri di aiuto alla vita”.
“Italia, Paese a coriandoli”. Il Paese è “sfilacciato, frammentato”, “ridotto a coriandoli”. E’ senza mezzi termini il ritratto dell’Italia fatto dal presidente della Cei. “Bloccato lo slancio e la crescita anche economica”, vede “in giro paura del futuro e senso di fatalistico declino”, “sfiducia diffusa e pericolosa”, manifestata “anche da osservatori stranieri”. Di fronte a tale quadro, “non credo di sbagliare se dico che è l’Italia, in particolare, ad avere oggi bisogno della speranza”. Quel che interessa ai vescovi, precisa, è “guardare in profondità alla crisi interiore che è in parte causa e radice della crisi pubblica” pur tenendo conto delle “testimonianze di bene che prendono forma sul territorio” e della “riservatezza e capacità di sopportazione che rappresentano un indizio di ripresa e capacità di futuro”.
“No a unioni di fatto e divorzio breve”. La Chiesa sostiene “la famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna”, per questo “si oppone alla regolamentazione per legge delle coppie di fatto, o all’introduzione di registri che surrogano lo stato civile”. Da Bagnasco un secco no anche a riforme come quelle del “divorzio breve”. “Conferendo diritti e privilegi alle persone conviventi – spiega – all’apparenza non si tolgono diritti e privilegi ai coniugi, ma di fatto si sottrae ai diritti e ai privilegi dei coniugi il motivo che è alla loro radice, ossia l’istituto matrimoniale. Che nessuno, a questo punto, può avere interesse a rendere inutile” o a “offuscare con iniziative, quali il divorzio breve, che avrebbero la forza di incidere sulla mentalità e il costume inducendo atteggiamenti di deresponsabilizzazione”.