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Per il nuovo anno accademico inaugurazione congiunta per Udine, Gorizia e Pordenone. Il Rettore: «Simbolico riconoscimento della centralità e unità dell’università del Friuli»
L’università di Udine ha inaugurato il trentaduesimo anno accademico 2009/2010 questa mattina. La cerimonia è stata, nella storia dell’Ateneo, la prima congiunta delle tre sedi di Udine, Gorizia e Pordenone. «Simbolicamente – spiega il rettore Cristiana Compagno – vogliamo affermare con forza la centralità e l’unità dell’università del Friuli». Anche in questo modo, infatti, «rimarchiamo – aggiunge il rettore – la presenza e l’attenzione che questo Ateneo ha nei confronti del territorio, nelle proprie diverse sedi. Una presenza che non si deve esaurire in una singola cerimoniosa giornata di festa, ma che va vissuta, costruita e nutrita giorno per giorno in un’ottica di reciproco sostegno».

TUTTI GLI INTERVENTI QUI DI SEGUITO

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Udine, 2 dicembre 2009 – È diventata occasione per esporre i risultati di quanto fatto in un anno la cerimonia di inaugurazione del 32° anno accademico dell’università di Udine. Perché «non voglio aprire qui la discussione – ha chiarito fin da subito il rettore Cristiana Compagno alla gremita platea dell’aula Magna – sui danni allo sviluppo dell’intero sistema Paese che produrranno i tagli programmati alla ricerca e all’università in un contesto in cui siamo da sempre, dal punto di vista degli investimenti in queste aree cruciali, il fanalino di coda dei Paesi più evoluti. Discussioni già fatte, denunce già urlate, da tempo». Risultati, dunque, perché per il resto l’anno accademico 09/10 inizia con «pesanti conferme dal punto di vista finanziario. Quello che dovevamo fare l’abbiamo fatto – precisa Compagno – e proseguiremo questo percorso virtuoso, ma non possiamo farci carico di ulteriori disavanzi di bilancio indotti dallo Stato».

«La scienza e la ricerca – ha affermato Compagno – devono, per la loro stessa natura, andare oltre “le vedute corte” che ci impone una post-modernità frammentaria e miope». Invece, «siamo perennemente condannati alla programmazione al ribasso, cercando di reggere alle sfide del breve termine, che sono le sfide della semplice sopravvivenza». Con queste prospettive, «è una tremenda responsabilità morale verso chi si iscrive oggi all’università non poter mettere in campo progetti ambiziosi per il futuro dei giovani e del Paese. Ci domandiamo ogni giorno se potremo continuare a farlo. Noi, università del Friuli, caparbiamente continueremo a farlo».

I principali interventi messi in atto in un anno di governo d’ateneo riguardano: rientro del disavanzo dell’amministrazione centrale; riorganizzazione della ricerca, riorganizzazione dell’offerta didattica, affermando i principi di qualità, semplificazione organizzativa e qualità; avvio di processi di valutazione esterna e qualificata delle attività di didattica, di ricerca e gestionali dell’università; potenziamento dei processi di internazionalizzazione.

Situazione finanziaria. Nel 2009 i 7,3 miliardi di euro di assegnazione statale sono stati ripartiti assicurando a tutti gli atenei il 97% del Ffo dell’anno precedente, per l’88% con il criterio della base storica, mentre solo lo 0,3% delle assegnazioni sono state riservate agli atenei sotto finanziati: si tratta di 20 milioni di euro per circa 30 atenei quando l’importo del sottofinanziamento annuo di Udine oscilla tra 11 e 13 milioni di euro. Dunque, l’appello del rettore, già lanciato lunedì scorso al ministro Mariastella Gelmini a Trieste, ribadito al governatore Renzo Tondo affinché «nei modelli di valutazione nazionali e regionali si premino i percorsi virtuosi ed efficienti degli atenei, percorsi tanto più difficili, quanto più veloci per la ricerca della sostenibilità a breve termine, e, come nel nostro caso, ancor più difficili a causa di una dotazione di risorse finanziarie, assolutamente sottodimensionata rispetto alle dimensioni qualitative e quantitative del nostro ateneo, come lo stesso Ministero da sempre riconosce».

«Il 2009 è stato l’anno – ha detto Compagno – delle azioni concrete volte ad attuare il piano di rientro del disavanzo dell’amministrazione centrale che con serietà, rigore e impegno abbiamo posto al centro di ogni scelta, in un quadro programmatico unitario e coerente e con un progressivo rafforzamento dei meccanismi di valutazione intesi anche come leva di cambiamento e miglioramento». Così il 2009 si potrà chiudere «con un risultato positivo – ha annunciato Compagno – di almeno 500 mila euro; dato addirittura migliore rispetto all’impegno assunto con il Miur di riduzione del nostro disavanzo». Eppure, «in questi giorni – ha anticipato Compagno – stiamo definendo un bilancio di previsione 2010 che, a quadro legislativo vigente, evidenzia circa 7 milioni di euro in meno di Ffo e con cui ci viene chiesto di assicurare la didattica e la ricerca e di proseguire nel risanamento del bilancio. Stiamo mettendo a punto tutti gli interventi possibili per fare questo, ma si tratta di interventi straordinari che possono essere fatti una tantum e i cui effetti sono limitati ad un anno».

Ricerca. Si è avviato un processo di razionalizzazione organizzativa dei Dipartimenti per ottimizzare il processo di aggregazione delle competenze scientifiche e migliorare i processi di coordinamento con l’amministrazione centrale nell’ottica di ottimizzazione di costi ed efficienza. È pronto il regolamento per la costituzione degli attuali 20 corsi di Dottorato in 4 Scuole, che consentiranno di qualificare l’Ateneo nel terzo livello della formazione superiore e di potenziare i processi di internazionalizzazione. Si è proceduto all’ottimizzazione dei servizi bibliotecari e dei meccanismi di valutazione della ricerca d’ateneo. Sono state intraprese politiche di valorizzazione dei ricercatori (ricercatore a tempo determinato e riconoscimenti a giovani ricercatori non strutturati) e l’investimento finanziario sulla ricerca si è mantenuto costante.

Didattica. Il processo di revisione dell’offerta formativa in funzione della sostenibilità nel tempo e del rafforzamento qualitativo è tutt’ora in corso. Gli interventi operati sono stati premiati in termini di numero di immatricolati con un aumentato del 6% rispetto allo scorso anno. La riduzione nel numero dei corsi ha raggiunto il 13% nel 09/10 e toccherà almeno il 18% alla fine del processo. Inoltre, proseguiranno le razionalizzazioni integrative interateneo con Trieste – in particolare per le magistrali in scienze e tecnologie dell’ambiente e territorio, fisica, filologia moderna e scienze dell’antichità – e la creazione di una scuola di dottorato interateneo internazionale con l’ateneo giuliano e la Sissa.

Internazionalizzazione. Si è avviata la riorganizzazione interna con l’istituzione di un organo di coordinamento per supportare e promuovere l’azione di integrazione delle iniziative di ateneo nell’ambito dei processi di internazionalizzazione della ricerca della didattica e della mobilità. Sono stati implementati i servizi per la gestione dell’accoglienza ed è stata avviata l’estensione all’università di Udine del portale Welcome Office FVG (gestito da Area Science Park). L’Ateneo è entrato in questi giorni nell’Università Euro Mediterranea (Emuni) ed è proseguito l’impegno sul fronte della formazione internazionale con percorsi di studio con doppi riconoscimenti di titolo. Tra le novità in tema di mobilità internazionale, la convenzione per l’accoglienza di universitari dalla Cina e il progetto di scambio di studenti e docenti con la Russia. Il flusso di studenti Erasmus in uscita ha registrato un +17% e gli studenti in tirocinio all’estero un +12%. Sono proseguite intensamente anche le collaborazioni scientifiche e didattiche di cooperazione con i Paesi in via di sviluppo, in particolare con Camerun, Ciad, Gabon e Guinea Equatoriale.

Edilizia. Sul fronte dell’edilizia le azioni si sono concentrate su: polarizzazione delle attività nei poli biomedico, giuridico-economico, scientifico, oltre alle sedi di Gorizia e Pordenone; riduzione degli affitti compattando funzioni con un risparmio di oltre 130 mila euro nell’anno 2009; ridefinizione progressiva dei contratti di comodato eliminando gli oneri di funzionamento; rafforzamento delle sinergie con Regione, Comuni, Consorzi per l’università di Udine, Gorizia e Pordenone, Erdisu, Azienda ospedaliero-universitaria, Saf nelle scelte programmatorie e operative.

È intervenuto quindi il presidente del Consiglio degli studenti, Corrado Coppa, che ha rimarcato l’esigenza di una maggiore rappresentanza degli studenti negli organi di governo e la bontà, in un momento di ristrettezze per l’università, di quelle strutture capaci di affiancare l’ateneo nel fornire servizi, garantendo così diritto e opportunità allo studio, prime fra tutte l’Erdisu di Udine. Dagli studenti, apprezzamento per le scelte operate dall’ateneo in tema di valutazione in quanto «la qualità – ha detto Coppa – sarà in futuro un fattore determinante nell’Università». Dunque, l’apprezzamento per scelte come quella di Udine di affidarla «ad esperti, che conoscono l’Università e i suoi problemi e mirano alla qualificazione delle attività di ricerca, didattica e gestione».

Maurizio Pisani, rappresentante del personale tecnico-amministrativo, nel ribadire la necessità di salvaguardare le rappresentanze del personale tecnico-amministrativo negli organi competenti, ha espresso la piena contrarietà all’attuazione del nuovo sistema “premiale”, introdotto dalla riforma dell’università, che prevede di utilizzare gran parte delle risorse del salario accessorio attraverso la definizione di graduatorie di ateneo. Ancora, la richiesta di una riorganizzazione il più possibile globale della struttura tecnico-amministrativa. Grande attesa è stata espressa per la stabilizzazione di tutto il personale che ne ha diritto. Infine, «il nostro pensiero va – ha detto Pisani – soprattutto ai colleghi a tempo determinato che, a causa dei tagli di bilancio, hanno perso il lavoro durante l’anno e a quelli che lo perderanno l’anno prossimo; molte di queste persone hanno lavorato per anni in ateneo con diverse forme contrattuali e a tutt’oggi sono idonee in procedure concorsuali».

A seguire, Roberto Albarea, della facoltà di Scienze della formazione, ha tenuto la prolusione “Sostenibilità narrativa e dinamiche relazionali nei processi formativi. Un terreno di costruzione di significati condivisi”.

Quindi l’intervento del governatore della regione Friuli Venezia Giulia, Renzo Tondo, accompagnato alla cerimonia dagli assessori Alessia Rosolen, Andrea Garlatti e Claudio Violino. Tre i punti indicati da Tondo come obiettivi della strategia della Regione in tema di università: coordinamento universitario regionale, modifica dei meccanismi di finanziamento all’università, unificazione degli Erdisu. Sul primo punto, Tondo ha ricordato come «la collaborazione tra atenei sia necessaria per la razionalizzazione della didattica e della ricerca, ma non è messa in discussione l’autonomia delle singole università. Da oltre trent’anni – ha aggiunto il governatore – l’università di Udine ha assunto un ruolo insostituibile per la crescita e lo sviluppo del territorio, in sintonia con questa regione: è un patrimonio prezioso per tutta la comunità friulana» e oggi vediamo come «fu giusta – ha detto Tondo – la battaglia degli anni Settanta che volle questa istituzione». Rispondendo all’appello del rettore Compagno, in merito al sottofinanziamento cronico dell’ateneo di Udine, «pur di fronte auna finanziaria 2010 difficilissima, che per la prima volta – ha ricordato Tondo – deve fare i conti con 45 milioni di euro in meno in termini di entrate, la Regione ha assicurato il flusso di risorse a favore del sistema universitario, che, tra didattica, edilizia e ricerca, si è sempre attestato oltre i 50 milioni di euro». La Regione, inoltre, intende «razionalizzare e semplificare – ha aggiunto Tondo – le procedure di finanziamento, basandole sulla valutazione e su meccanismi premianti l’eccellenza». Infine, sulla unificazione degli Erdisu di Udine e Trieste, «la Regione – ha riportato Tondo – ha già avviato un processo di integrazione in linea con la legge nezionale e con le scelte politiche regionali».

La preside della facoltà di Lingue, Antonella Riem, ha poi ricordato la figura del professor Roberto Gusmani, decano e già rettore dell’ateneo di Udine dal 1981 al 1983, scomparso lo scorso 16 ottobre, giunto al termine della sua carriera accademica alla fine dell’anno 2008/2009. Hanno quindi preso la parola Franco Frilli e Marzio Strassoldo, rettori dell’ateneo di Udine rispettivamente dal 1983 al 1992 e dal 1992 al 2001, la cui attività accademica si è conclusa a chiusura dell’anno accademico 2008/2009. L’intervento ha ripercorso gli anni di impegno per l’università del Friuli, ricordandone le solide radici su cui si fonda e costruisce il proprio futuro

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